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Deathwish - Unleash Hell
14/05/2017
( 167 letture )
Nelle lande desolate del Wisconsin girano quattro loschi figuri apparentemente cresciuti a pane e Motorhead. Questa almeno è la primissima impressione che scaturisce dall’ascolto di Unleash Hell, secondo album dei Deathwish, band guidata da un certo Guinea Pig Champion. I nordamericani tengono però lontani i fantasmi della brutta copia e si preparano, forse citando Russell Crowe, a scatenare l’Inferno. Vediamo come.

Unleash Hell si compone di una decina di tracce, tutte corte e veloci. Il suono proposto si può definire come una felice sintesi fra heavy, thrash e speed metal, pesantemente influenzato dall’hardcore punk e dal rock’n’roll. Il tutto è molto old-school, decisamente anni ’80, e condito da un’attitudine sporca e stradaiola. Le tracce ruotano attorno a riff di chitarra di stampo indubbiamente Motorhead, nei quali il lato rock emerge prepotentemente, sorretti da una sezione ritmica squadrata, semplice e potente. La voce del bassista e cantante Bitty è acida ed aggressiva, elemento che contribuisce ad aumentare la veemenza generale dell’album, che oscilla continuamente fra metal, punk e rock. Quest’ultima influenza è enfatizzata anche dai tanti assoli, molto rockeggianti, mentre la produzione è ruvida e calda. Ne risulta un suono generale compatto e graffiante in cui le influenze convivono in maniera equilibrata, e che non si limita – elemento non da poco – a scimmiottare la band del compianto Lemmy.
La struttura interna dei pezzi è piuttosto semplice ed è tendenzialmente riproposta invariabilmente durante tutto l’album, caratteristica che rende le canzoni parecchio simili fra di loro. È per questo difficile citare dei brani particolarmente rappresentativi: come gli episodi migliori, si possono forse nominare la title-track posta in apertura, la speedeggiante God Has No Mercy e la motorheadiana Rock and Roll Is One Hell of a Drug. Le caratteristiche del suono si specchiano anche sul lato lirico e visuale, che non poteva essere più in linea con la musica della band. Dallo stesso nome della band al titolo dell’album passando per i testi, tutto rimanda indiscutibilmente alle tematiche truci e scontate che tanto hanno caratterizzato il metal di tre decenni fa.

Anche se gli ingredienti non sono certamente fra i più originali, l’impasto risulta personale e convincente. In più, il fil rouge che unisce i brani dell’album appare molto evidente e rende Unleash Hell un lavoro compatto e coerente. La grande similarità dei brani è tuttavia il problema maggiore dell’album: se da un lato le canzoni sono piacevoli e ben confezionate, dall’altro è alquanto difficile distinguerne una dall’altra, perché tutte sono costituite con gli stessi elementi, messi per di più nello stesso ordine. Alla lunga quindi, Unleash Hell rischia di apparire ripetitivo e monocorde.
È altresì vero che aspettarsi sfaccettature e finezze sonore da un gruppo come i Deathwish sarebbe come voler far bollire l’acqua per la pasta in frigorifero. Inutile, perché non sono fatti per questa funzione. Tanto più che la band è molto onesta a tal proposito ed il risultato è effettivamente piacevole all’ascolto. Talvolta però, la sola nobiltà d’intenti o degli obiettivi chiari non bastano per sopperire alle lacune del songwriting: la band dovrebbe differenziare la proposta, quel tanto che basta per non far pensare all’ascoltatore che sentita una loro canzone, le abbia sentite tutte.



VOTO RECENSORE
66
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Beer City Music and Skateboards
Thrash Core
Tracklist
1. Unleash Hell
2. There Will Be Blood
3. Watch You Burn
4. Rock and Roll Is One Hell of a Drug
5. Live Fast Live Forever
6. God Has No Mercy
7. Destroyer at 2AM
8. Baptized in Fire
9. False Gods
Line Up
Bitty (Voce, Basso)
Guinea Pig Champion (Chitarra)
Jimmy Claypool (Chitarra)
S.W. MacLeod (Batteria)
 
 
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