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Assaulter (IT) - Meat Grinder
14/05/2017
( 531 letture )
Dopo un periodo di sostanziale crisi durante gli anni '90, nel quale le principali band di riferimento presentarono cenni di cedimento e/o totale rinnegamento del genere (cfr.: Metallica), il thrash ha mostrato una sorta di seconda giovinezza verso la fine della seconda metà del decennio successivo, tornando in auge grazie a una sempre più serrata serie di release sia da parte dei tanto blasonati caposcuola che da formazioni minori, sempre più decisi a cavalcare l'onda di questo nuovo interessamento dal parte del pubblico. La scena italiana, nel cui underground è sempre albergato un buon numero di formazioni thrash come Bulldozer, Necrodeath, Schizo, Broken Glazz o In.Si.Dia, non è rimasta indifferente a questo ritorno di fiamma riportando sotto i riflettori band più o meno note che parevano essere state segnate fatalmente dalla crisi di fine secolo e relegate per sempre a un ruolo di band di culto, affiancate da nuove band emergenti nate sotto questo nuovo impulso del revival. In questo nuovo fermento, nel quale forte era la voglia di rivalsa nei confronti di altri generi più o meno modaioli che avevano dominato la scena negli anni precedenti, a molti è parso come questa rinascita del genere potesse rivelarsi mera moda anch'essa, man mano che la spinta propulsiva iniziale scemava col passare degli anni. Se per certe formazioni questa previsione si è rivelata esatta, globalmente lo è stata solo in parte, considerando che ad oggi vi è ancora una nutrita schiera di thrashers appassionati, desiderosi di dire la loro incuranti del passare degli anni e delle mode passeggere. A questa seconda categoria appartengono i tarantini Assaulter (da non confondersi con l'omonima formazione austriaca), i quali hanno iniziato a calcare i palchi già dal 2008 consolidando sempre più la loro fama nei circoli locali, arrivando ad incidere il primo EP autoprodotto nel 2011.

A sei anni dalla prima pubblicazione arriva la prova su lunga distanza, nel quale vediamo grossomodo invariato l'approccio diretto e senza fronzoli dei nostri a un thrash di matrice ottantiana, fortemente debitore a band storiche come Kreator e, in primis, Slayer.
La copertina dell'album, dal gusto discutibile, ci presenta un sindaco, un ecclesiastico ed un uomo in giacca e cravatta munito di ventiquattrore finire triturati inesorabilmente all'interno di un enorme tritacarne (da cui il titolo), mettendo subito in chiaro l'approccio "senza compromessi" della band, per citare l'iniziale canzone omonima, sorta di biglietto da visita nel quale la band si presenta e dichiara i propri intenti bellicosi. La canzone in questione parte infatti con un ritmo serrato e violento, nel quale spicca più volte il basso distorto che accompagna un cantato iroso e delle chitarre graffianti, il tutto inquadrato in un drumming scarno e veloce. La furia sgraziata e le impennate di velocità ricalcano soluzioni di chiara matrice teutonica, che più volte ricordano da vicino band come i già citati Kreator o Destruction, ma lungo tutto il disco si evince come in realtà i tedeschi non siano le uniche influenze, passando dalla canzone che dà titolo all'album, sul quale Enzo si sgola a più non posso inseguendo ritmi forsennati con pallide eco quasi black metal, a composizioni dal ritmo più cadenzato come Terror World e Liesocracy, entrambe con un inizio che riporta alla mente certe soluzioni ormai familiari agli Slayer degli ultimi tempi (immediato il collegamento all'ultimo, discusso Repentless o ai meno recenti World Painted Blood e Christ Illusion). Ad esse si alternano composizioni nel quale predomina invece una forte dose di punk richiamando invece formazioni come Nuclear Assault (L.M.T., Mind Control) con il basso in evidenza e una batteria lanciata alla velocità della luce. L'album si conclude con Bestial Vomit, nella quale una struttura che si allinea grosso modo al resto delle composizioni del disco, incorpora alcune soluzioni che riportano alla mente i Tankard di The Morning After.

L'album in fin dei conti non presenta nessuno tipo di innovazione, limitandosi grosso modo a presentare un thrash scarno e tutto sommato canonico, strizzando comunque l'occhio a soluzioni più o meno moderne, fortemente debitore alla vecchia scuola, ma suonato sinceramente e con grande passione. Una produzione grezza ma comunque maggiormente rifinita rispetto a quella un po' caotica dell'EP d'esordio, poco più che una demo a confronto, non può che giovare alla resa finale del lavoro, mettendo in risalto i punti di forza del quartetto, che è riuscito a confezionare un album carico di rozza furia cieca che senz'altro farà la gioia di molti thrasher desiderosi di fare solo del genuino headbanging forsennato.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
74.46 su 32 voti [ VOTA]
Davestroyer
Lunedì 15 Maggio 2017, 7.42.31
2
@Enzo mea culpa, ma le informazioni venute in mio possesso non erano aggiornate. Spero che il buon GG saprà perdonarmi la svista... 😅
Enzo
Lunedì 15 Maggio 2017, 2.54.57
1
Basta essere leggermente informati sulle bands underground per sapete che GG è il chitarrista che ha sostituito Luca già da almeno 2 anni
INFORMAZIONI
2017
EBM Records
Thrash
Tracklist
1. Assaulter
2. Meat Grinder
3. Dead End Siding
4. Terror World
5. L.M.T.
6. Liesocracy
7. Mind Control
8. Pay to Play
9. After the Countdown
10. Bestial Vomit
Line Up
Enzo Debartolomeo (Voce, Basso)
Paolo Iori (Chitarra)
GG (Chitarra)
Rodolfo Russo (Batteria)
 
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