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Hesperia - Caesar [Roma vol. I]
15/05/2017
( 1199 letture )
Prosegue la sua marcia senza sosta il percorso artistico a nome Hesperia, progetto nato nel 1997 per opera del polistrumentista marchigiano Hesperus, a seguito della sua dipartita dal combo black metal Sulphuria. Un’interessante idea sia concettualmente, liricamente fondata sulla narrazione della storia e della mitologia delle terre italiche, che musicalmente, originariamente basata su un black metal dai connotati epici e folkloristici, mutatosi progressivamente, grazie alla commistione di generi e influenze attinte anche da differenti forme artistiche, in uno stile che per il profondo legame culturale con il nostro Paese è stato definito dall’artista “italic metal”.
Il disco d’esordio è datato ufficialmente 1998, primo di una quadrilogia impostata sull’Eneide, il Sacro Poema di Virgilio incentrato sulle origini dell’antica Roma, mentre Caesar [Roma vol. I] è invece l’ultimo album in ordine cronologico, prima parte della storia dell’Imperatore Giulio Cesare, un continuum del precedente concept in quanto Giulio Cesare fu parte della stirpe dalla quale discesero sia Romolo che, appunto, Enea. Il racconto si sviluppa su undici tracce, ciascuna contenente un’introduzione sinfonica in stile cinematografico e interamente cantate in italiano e latino arcaico.

Veni, Vidi, Vici

Alla celeberrima espressione di Giulio Cesare, scritta in una lettera rivolta al Senato dopo la vittoriosa battaglia di Zela, è affidata l’apertura di Ivlia Gens, incipit del disco e solenne introduzione a Svpremvs Dux. Costruita attorno ad un riffing massiccio, la canzone si sviluppa in una cavalcata ritmata sino a sfociare in un eccellente e trascinante ritornello. Si pone subito evidenzia il particolare cantato, ottenuto per effetto della sovra incisione di più linee vocali, un trademark delle produzioni di Hesperia.
Il testo della successiva Trivmviratvm è incentrato sull’alleanza politica costituita da Cesare, Crasso e Pompeo, messa in musica da un metal sound solido e arricchito d’inserti melodici e sinfonici. Interessante notare l’abilità del compositore nell’adattare perfettamente il feeling musicale allo scenario storico, in un alternarsi di atmosfere e variazioni ritmiche pedissequamente intersecate con il contesto lirico. Il songwriting, pur mantenendo sempre una chiara matrice ed impostazione heavy metal classica, si arricchisce di elementi estrapolati dalla musica folk come avviene in De Bello Gallico, dove i suoni di una festa popolare aprono il brano che si distingue per l’utilizzo del Crotta (Cwrth), un tipico strumento di origine celtica che ricrea efficacemente lo sfondo musicale per il testo ispirato all’omonimo poema scritto dall’Imperatore. Hesperus mette in mostra una ormai ampiamente raggiunta maturità compositiva cimentandosi nell’ottima strumentale Britannia Capta Erit / Alea Iacta Est, divisa in due parti. La prima è una sinfonia di trombe, tastiere, organo Hammond e arpe, la seconda è colonna sonora del passaggio del fiume Rubicone da parte dell’esercito di Cesare. L’atmosfera del luogo è suggestivamente riprodotta da suoni d’ambiente catturati di persona da Hesperus.
La seguente Roma si traduce in un pezzo atipico: una ballad dal piacevole sapore rock italiano (si potrebbe azzardare anche un accostamento ai migliori Litfiba del passato), dove si mette in mostra una certa dimestichezza anche nell’utilizzo della voce pulita, una ponderata variazione tematica per raccontare le conseguenze della guerra civile scoppiata a Roma in seguito all’episodio storico del Rubicone. La sfuriata black metal in chiusura, una netta contrapposizione stilistica, dimostra che Hesperus non ha dimenticato le sue origini artistiche affondate nel metal estremo.
Aegyptvs (Tema di Cleopatra) si configura invece come una delle song più elaborate e ricche di spunti, pregna d’inserimenti orchestrali e atmosfere egizie, ottenute per mezzo di strumenti etnici e di una speciale accordatura delle chitarre. Strutturalmente si riconosce un chiaro rifacimento a Powerslave, grande capolavoro degli Iron Maiden, influenza costante e mai celata, impreziosita di una parentesi teatrale melodrammatica, con il tenore Christian Bartolacci e il soprano Aerethica impegnati nell’interpretazione del dialogo tra Cesare e Cleopatra. La voce del tenore è stata registrata presso l’Arena Sferisterio di Macerata, uno dei luoghi più conosciuti e importanti al mondo nell’ambito della produzione di opere liriche.
Il proseguimento di quest’affascinante viaggio musicale concede anche delle tappe per l’inserimento di soluzioni più moderne. Caesar (Tema di Cesare) presenta, infatti, un sound marziale che parecchio ricorda, sia nell’incedere martellante che nella tipologia di cantato, lo stile scandito e potente dei teutonici Rammstein. La sontuosità teatrale di Romana Conspiratio (Tema di Bruto) apporta elementi operistici estrapolati dallo Julis Caesar di Shakespeare con il sempre superbo lavoro alla sei corde ad accompagnare la ruvida voce di Hesperus, questa volta nel ruolo di interprete di Bruto nella sua narrazione della cospirazione contro Cesare.
Divini Peaesagii (Romanorum Deorum) è un’altra piacevolissima ballad, un momento contemplativo durante il quale viene cantata la profezia della morte di Cesare. A questo punto dell’evoluzione storica risulta perfetta l’inserimento di Le Idi di Marzo, (titolo originale: The Ides of March), altro grande classico della Vergine di Ferro, qui ottimamente reinterpretato in chiave sinfonica e cinematografica. La stessa cover è anche introduzione alla conclusiva Ivlivs Caesar (Divvs et Mythvs). La descrizione di ciò che accade dopo l’assassinio dell’Imperatore è espressa in una bellissima e avvincente suite di sette minuti in cui i Maiden sono ancora fondamentale fonte di ispirazione, in particolare nelle divagazioni strumentali progressive che hanno segnato la svolta nel sound della band di Steve Harris da The X Factor in poi.

In Caesar [Roma vol. I] Hesperus si fa cantore e paroliere di un frammento della nostra cultura con competenza storica, abilità compositiva e sincera passione. Un meticoloso lavoro di ricerca, studi approfonditi e cura dei dettagli stanno a monte di una proposta dalle molteplici influenze, talvolta decisamente evidenti, ma certamente elaborate con coerenza in un risultato finale articolato e in cui niente è stato lasciato al caso.
La produzione è volutamente grezza, sporca, volta alla ricerca di un suono vintage che ben si adatta al momento storico rappresentato e che non inficia la bravura tecnica di Hesperus nel suo muoversi con agilità fra tutti gli strumenti.
Per i collezionisti è doveroso segnalare la versione del disco limitata in cento copie, contenente, oltre all’album in digipack, un interessante minigioco da tavolo, un lituo in miniatura (un bastone sacerdotale e rituale italico romano) e alcuni granuli di incenso. Tale sostanza è stata assunta dall’artista in fase di scrittura, allo scopo di raggiungere uno stato mentale di lucidità, di super coscienza, una sorta di processo inverso rispetto a quello della psichedelia anni ’70.
Heavy metal, folk, progressive, rock, ma anche teatro, cinema e arti figurative e spiritualità: tutto questo è l’espressione odierna dell’italic metal, uno stile consolidato e allo stesso tempo in continuo divenire, portato avanti con tenacia dal buon Hesperus che con Caesar [Roma vol. I] ci regala il migliore capitolo della sua discografia.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
85.25 su 16 voti [ VOTA]
Doom
Mercoledì 5 Luglio 2017, 9.14.44
16
Al netto delle solite cazzate che e' meglio ignorare, mi sembra di poter dire che questo è il suo miglior album e la crescita e' notevole se confrontata con i lavori passati ancora troppo acerbi e meno curati. Un buon album di heavy rock se cosi può definirsi decisamente interessante, con buoni spunti personali. Giusto il richiamo ai vecchi Maiden e mi piace molto anche il lavoro del basso. Per il futuro magari potrebbe puntare su delle linee vocali piu "dotate" per un ulteriore crescita. Bello comunque e non me lo aspettavo. Un 8 complessivo penso sia giusto.
Osvaldo
Venerdì 19 Maggio 2017, 7.32.00
15
Commenti ridicoli? Siete ridicoli voi che appena uno si traveste e scrive due cose in latino (arcaico...) pensate sia un genio. Sarà sicuramente una persona preparata, appassionata di ciò che fa.. e per questo lo rispetto. Ma musicalmente parlando la qualità è scadente, dal songwriting alla produzione al modo di cantare (che a volte mi ricorda Piero pelu.....) Non mi piace stroncare un album, soprattutto se italiano e di epic metal. Ma sono intervenuto perché il voto mi sembra largamente esagerato e già gli album precedenti erano stati troppo bentrattati....
Alcor81
Giovedì 18 Maggio 2017, 18.00.44
14
ma figurati, sono dischi, c'è a chi piace e a chi no, ognuno dice la sua, volevo solo dire che prima di sbilanciarmi con un giudizio riguardo ad un lavoro, me lo ascolto per intero (almeno un paio di volte di solito)
lux chaos
Giovedì 18 Maggio 2017, 16.54.17
13
Comunque ho solo detto la mia su due canzoni di questo album e sul progetto in generale, in relazione agli ultimi due dischi. Non voglio scatenare flame, sia per rispetto al recensore sia perchè qui si commenta il disco, quindi passo e chiudo, se avrò modo di ascoltare altri pezzi commenterò di sicuro
lux chaos
Giovedì 18 Maggio 2017, 14.35.09
12
Io ho ascoltato due canzoni, e ho commentato quelle. Per il resto ho commentato i due dischi precedenti, che si trovano in rete, e non mi piacciono. Basta leggere. Quindi di cosa parli @Alcor81? Non mi sembra di aver stroncato il tuo album preferito dell'anno, e non l'ha fatto neanche Alberto. Io direi che al posto di fare gli sgargianti coi commenti semplicemente bisogna accettare le altrui opinioni, punto. Ripeto, se a te piace ben venga, sono felice, ma non devi certo venire a convincere me. Se avessi mai occasione di sentirlo in toto perchè sarà messo in rete, e mi piacesse, sarò ben lieto di ricredermi, dato che non ho proprio nulla contro sto Hesperus. Giudico la sua musica secondo i miei parametri, punto, niente di più
Alberto
Giovedì 18 Maggio 2017, 13.30.45
11
@Alcor81 no, a me l'italiano piace in alcuni generi metal, produzione amatoriale nel senso che si sente, almeno a me dà quell'impressione, che non ha gran dimestichezza con tutti gli strumenti, sia dal punto di vista puramente tecnico che di arrangiamenti, nessun astio (per cosa poi?) ho solo detto che secondo me i voti dati ai suoi album sono un tantino alti, non che bisogna stroncarli di brutto.
Alcor81
Giovedì 18 Maggio 2017, 13.11.43
10
io ho apprezzato davvero i due precedenti e li trovo tutto meno che amatoriali. spiritum aveva una produzione più grezza ma di certo non amatoriale. forse il cantanto italiano comprensibile a qualcuno può dare sensazione di amatoriale e fatto in casa perchè la gente è abituata con l'inglese. Questo ultimo album non l'ho trovato in rete, tranne un pezzo su youtube, che mi è sembrato molto valido con produzione buona, ma non me la sento di dare un giudizio di un intero album basandomi su di una canzone, e infatti non capisco come facciano altre persone a stroncare un album con commenti pieni di astio sotto la recensione dello stesso album, senza averlo ascoltato. le opinioni sono personali e vanno rispettate però devono anche basarsi sul concreto (@lux ti consiglio imodium per lo spruzzo)
Alberto
Giovedì 18 Maggio 2017, 13.01.12
9
Ragazzi vi svelo un segreto, potete dire la vostra opinione senza per forza dare addosso a chi la pensa diversamente da voi, fico no? @Giangiotto, che c'entra che sia una one man band? cambia la qualità della proposta? per me no. Ho ascoltato roba del precedente lavoro e l'ho trovato amatoriale e certe scelte anche discutibili (il singolo corredato di videoclip per intenderci, non mi è parso granchè), questo idem. Ps. mi spieghi che è un commento fake? uno che và contro la tua opinione?
lux chaos
Giovedì 18 Maggio 2017, 9.34.57
8
Io ho sentito due dischi per intero, Spiritus Italicus e Metallum Italicum, e non li ho apprezzati per nulla...anzi se vogliamo essere più precisi diciamo che mi hanno fatto cagare a spruzzo da quanto sono a mio parere amatoriali e non competitivi al giorno d'oggi. Poi possiamo dire che sono originali, fieramente italiani, con un concept interessante, ma io ascolto musica, non faccio il professore di filosofia, indi per cui....di questo ho sentito due pezzi, e non mi hanno invogliato ad approfondire, punto. Quindi di ridicolo qui c'è solo il tuo commento, caro il mio Giangiotto...se a te piacciono buon per te, scrivilo, argomentalo e goditeli, ma questo non ti da diritto di giudicare quelli a cui non piace
Giangiotto
Giovedì 18 Maggio 2017, 9.17.36
7
Certi commenti sono proprio ridicoli. Innanzi tutto non e' un gruppo ma una one-man band. Ma evidentemente non avendo mai sentito niente di hesperia o non avendo sicuramente mai comprato nessun cd e' chiaro che sia un dettaglio difficile da immaginare. Poi mi sembra proprio chiaro che chi ha commentato negativamente il disco proprio non l'abbia minimamente sentito. Penso sia un grande album. La produzione e' molto buona se non ottima. I pezzi molto evocativi. L'atmosfera molto azzeccata. Vi invito a comprare il disco e ad ascoltarlo, invece di postare commenti fake.
Damnation
Giovedì 18 Maggio 2017, 1.07.45
6
Certo che leggo certi commenti...ma voi i dischi li ascoltate o vi basate su...già, su cosa vi basate?
lux chaos
Mercoledì 17 Maggio 2017, 16.42.49
5
Mmm, si, confermo, come accennavo anche io non ho mai capito l'entusiasmo con cui spesso ho letto di questo gruppo per me assolutamente mediocre...sarà che non fan per me
Alberto
Mercoledì 17 Maggio 2017, 16.36.44
4
Mai capiti certi voti cosi alti per questo progetto, sicuramente c'è tanta passione, ma il progetto ha moltissimi limiti, sia prettamente tecnici che a livello di songwriting.
Osvaldo
Mercoledì 17 Maggio 2017, 15.31.00
3
Non ci siamo. Progetto che nonostante la veste pomposa e ambiziosa mantiene un sapore amatoriale abbastanza evidente. Suonato male, produzione approssimativa, cantante che è tutto tranne che un cantante... non bastano testi in latino, travestimenti improbabili e grafiche evocative per potersi considerare musicisti o compositori di qualità.
lux chaos
Lunedì 15 Maggio 2017, 23.43.41
2
Sentito due pezzi per ora, ma purtroppo non mi hanno invogliato per nulla ad approfondire. Vedremo, di certo escludo un acquisto a scatola chiusa, "sulla carta" potrebbe essere un gruppo che mi piace, ma i dischi precedenti li ho trovati abbastanza tremendi e amatoriali, nonostante qualche commento entusiastico che non ho mai condiviso...bella rece cmq paolo
Doom
Lunedì 15 Maggio 2017, 18.26.14
1
Il precedente non ero riuscito a farmelo piacere piu di tanto...Provero' con questo che dalla recensione sembra fico. Ripasso
INFORMAZIONI
2017
Sleazy Rider Records
Epic
Tracklist
1. Ivlia Gens (Incipit) / Svpremvs Dvx
2. Trivmviratvm
3. De Bello Gallico
4. Britannia Capta Erit / Alea Iacta Est
5. Roma
6. Aegyptvs (Tema di Cleopatra)
7. Caesar (Tema di Cesare)
8. Romana Conspiratio (Tema di Bruto)
9. Divini Peaesagii (Romanorum Deorum)
10. Le Idi di Marzo (The Ides of March – Iron Maiden Cover)
11. Ivlivs Caesar (Divvs et Mythvs)
Line Up
Hesperus (Voce, tutti gli strumenti)

Musicisti Ospiti:
Ant (Voce in traccia 5 )
Christian Bartolacci (Voce in traccia 6)
Aerethica (Voce in traccia 6)
M. (Cori in traccia 3)
Clemente Cattalani (Chitarra in traccia 10)
Shelmerdine (Effetti in tracce 1, 3)
 
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