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Ensnared - Dysangelium
17/05/2017
( 350 letture )
Che lo si voglia o meno, il potere espressivo di un'opera ricade interamente sulla struttura che la compone. Se essa è architettata male, rischia di non riuscire a sopportare la mole del prodotto artistico che rappresenta, finendo inevitabilmente per collassare su se stessa. Questa è l'impressione che si ricava dall'ascolto di Dysangelium, nuovo album dei deathster svedesi Ensnared.

È evidente come esso sia stato del tutto progettato male; l'ascolto non funziona dal momento che l'andatura del disco è fortemente altalenante. La colpa, se di essa si può parlare, è tutta da attribuire ai ripetuti interludi che seguono ogni singola traccia. Sembra uno scherzo, eppure già dopo i primi sei minuti della traccia di apertura, ci ritroviamo immersi nei quattro minuti prettamente strumentali del primo interludio. Tale schema si ripeterà per ben cinque volte, per un totale di altrettanti interludi strumentali che rallentano il ritmo dell'album sempre di più, abbracciando addirittura sonorità ambient in sottofondo. Scelta insomma, che ben poco si addice a un lavoro cupo e possente, che per alcuni versi sembra richiamare i migliori lavori degli americani Immolation. Come se ciò non bastasse, anche la titletrack, posta a chiusura del disco si conclude con una lunga e ipnotica parte strumentale che altro non fa se non ripetersi, rubare minuti... e annoiare. A questo punto è lecito domandarsi i perché di una simile decisione, anche e soprattutto dal momento che le tracce vere e proprie non sono in fondo poi così male: Apostles of Dismay è ben costruita e si fa notare; l'opener Crushing the Meek of Heart è possente e granitica come una colonna del Tempio del Male. Mancanza di idee allora? O forse troppa fretta di confezionare il primo full-length della loro carriera? Quest'ultima ipotesi appare la più plausibile, anche se non è questo il luogo ove azzardare congetture e complotti. Certo che, fosse stato magari un EP, contenente le sole tracce senza interludi e inutili rallentamenti...indubbiamente sarebbe funzionato meglio. Belli i riff di chitarra che si rifanno alla vecchia tradizione scandinava; bella la forte presenza dei blast della batteria e del sound in generale a toni ribassati, così da risultare cupo e velato di mistero. Mistero richiamato anche nell'artwork di copertina, che costituisce un vero punto di forza dell'album (forse l'unico, purtroppo).

Non è sufficiente, ma chissà, magari in futuro gli Ensnared giocheranno la carta vincente del cambio di struttura, e a quel punto il discorso intero muterebbe, e il gioco potrebbe farsi serio...



VOTO RECENSORE
40
VOTO LETTORI
80 su 1 voti [ VOTA]
Kuru
Sabato 20 Maggio 2017, 12.56.21
3
Disco più che buono, come il precedente. Gli intermezzi strumentali arricchiscono e straniano, io la trovo una scelta curiosa e non penalizzante.
Undercover
Mercoledì 17 Maggio 2017, 13.38.24
2
Ho ascoltato il disco, onestamente il 40 è fuori luogo anche comprendendo le motivazioni inserite nel testo della recensione. I pezzi di per sè, non parlo degli interludi, sono tutti di per sé ben più che sufficienti, la produzione si attiene a quanto necessario a un disco del genere e, adesso parlo degli interludi, forse sì, è una scelta esagerata, ma comunque non giustifica una valutazione d'insufficienza netta e sconsiderata affibbiabile a un lavoro che fa schifo, prodotto con i piedi o che non suona per nulla. 60 e concordo sul fatto che se fosse stato un ep, magari sarebbe scappato pure un 70-72.
Max
Mercoledì 17 Maggio 2017, 11.46.31
1
Devo ancora sentirlo. Il primo mcd però era un buon lavoro.
INFORMAZIONI
2017
Dark Descent Records
Death
Tracklist
1. Crushing the Meek of Heart
2. Interlude I
3. Gale of Maskim
4. Interlude II
5. Antiprophet
6. Interlude III
7. Apostles of Dismay
8. Interlude IV
9. Impious Immance
10. Interlude V
11. Dysangelium
Line Up
H.K. (Voce, chitarra)
A.J. (Basso)
J.K. (Batteria)
 
 
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