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Adamantine - Heroes & Villains
17/05/2017
( 230 letture )
Dal Portogallo, terra che non finisce troppo spesso nel nostro radar metallico, arriva la seconda fatica degli Adamantine: Heroes & Villains a distanza di ben cinque anni dal debutto Chaos Genesis. Il moniker ricorda ovviamente il materiale indistruttibile che, appassionati di fumetti e non, associano agli artigli del mitico Wolverine di casa Marvel, un eroe turbolento e turbato, dalle mille sfaccettature. Questi ragazzi provano ad incorporare nella loro proposta musicale un po’ dello spirito del propietario del loro metallo ispiratore, incanalando alcuni dei momenti più cupi e difficili del leader André Bettencourt in un thrash metal che ogni tanto sconfina nel melodic death, ma anche in decise aperture core.

La base di partenza e l’ispirazione arrivano in particolar modo dalle gelide terre del nord con in prima linea i leggendari At The Gates seguiti a ruota dalla loro reincarnazione “thrasheggiante” The Haunted, il tutto condito con una buona dose di modernità da As I Lay Dying e Killswitch Engage. Heroes & Villains, pur non essendo un’uscita su major, può vantare una produzione di livello elevato, registrato nei Poison Apple Studios (Hills Have Eyes, More Than A Thousand) con il mastering affidato a Tue Madsen (Moonspell, The Haunted, Dark Tranquility) il disco suona alla grande: potente, con una buona separazione fra gli strumenti, con una menzione di merito per il basso, e la giusta carica di adrenalina trasmessa dalle casse. Esclusa la trascurabile e già sentita intro da colonna sonora cinematografica, l’apertura è affidata alla title-trackseguita a ruota da Fire that Cleanses songs accomunate da un approccio death melodico senza compromessi, anche se ben poco originali, non sono per questo non godibili grazie a riff rocciosi e affilati, ma comunque orecchiabili, lanciati ad altissima velocità da un’ottima sezione ritmica compatta e tecnica su cui si staglia la voce cavernosa di Bettencourt che diventa ammaliante solo nei refrain. Degni di nota anche i soli melodici, serrati ed estrosi, hanno il pregio di non annoiare ed essere ben incastonati nelle canzoni. Purtroppo ascoltate queste due tracce il disco perde un po’ di mordente risultando un po’ troppo carente in personalità, riuscendo raramente ad andare al di là del famoso “compitino”. Non si può dire che canzoni come Reborn in Darkness, Remember Who You Are o Blood On My Hands siano di per sé poco valide o mal suonate, hanno tutti buoni riff portanti, chorus di impatto e un drumming e lavoro di basso di livello, a mancare è l’ispirazione che le possa rendere interessanti rispetto a tante produzioni similari. Piccole, ma efficaci variazioni sul tema la violenta e disturbante Gruge con un riff dissonante e la batteria sincopata in apertura, indebolita solo dal ritornello in clean che fa perdere molto la carica energetica e Hydra che punta tutto sull’atmosfera mettendo da parte l’assalto sonoro del resto del disco in favore di una approccio più controllato.

Gli Adamantine con Heroes & Villains fanno il classico lavoro a metà: la preparazione tecnica della band non si discute così come le buone idee che indubbiamente si incontrano nella tracklist, a mancare però è una consistenza delle composizioni e la capacità di differenziare le tracce, troppo simili fra loro ed vicine agli “stereotipi” del genere di riferimento. Lavorando su questo i quattro di Lisbona possono sicuramente fare molto meglio alla prossima uscita.



VOTO RECENSORE
62
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Allegiance Recordings
Thrash Core
Tracklist
1. Lux in Tenebris
2. Heroes & Villains
3. Fire that Cleanses
4. Reborn in Darkness
5. Remember Who You Are
6. Spellbound
7. Elegies Of War
8. Grudge
9. Hydra
10. Blood On My Hands
11. Everything Ends
Line Up
André Bettencourt (Voce, Chitarra)
João Miguel (Chitarra)
João Arcanjo (Basso)
João Fonseca (Batteria)
 
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