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Sumo Cyco - Opus Mar
17/05/2017
( 513 letture )
Mai copertina fu più azzeccata: un treno lanciato in una folle corsa, all’apparenza inarrestabile. Opus Mar, la seconda uscita dei canadesi Sumo Cyco, è una funambolica sequenza di tredici brani o se preferite una carrellata di “vagoni” che si abbattono sull’ascoltatore. La band formatasi nel 2011 ad Hamilton, in Ontario, secondo la volontà della “precoce” cantante Skye Sweetman ha saputo combinare all’interno delle diverse carrozze metal, punk ed hip hop. Ancora una volta, come per il disco d’esordio Lost in Cyco City, la frontman dall’ormai lontano passato da pop star ha deciso di autoprodurre l’LP affidando le diverse fasi di elaborazione dell’album al chitarrista Matt Drake e soprattutto alla sapiente mano di James Loughrey, già producer fra gli altri della band gallese Skindred. Tale scelta è risultata vincente: sia dal punto di vista del marketing, vista la collaborazione proprio col leader degli Skindred, Benji Webbe, su Move Mountains, singolo di punta di Opus Mar, sia dal punto di vista strettamente tecnico, in particolare per l’introduzione di suoni computerizzati tipici della contemporanea dancehall sopra le basi alternative metal. Una costante che costituisce un autentico marchio di fabbrica della band. Skye ha conservato l’anima punk e ribelle da adolescente: la sua carica esplosiva è facilmente riscontrabile sulle tracks e rimane il suo maggior punto di forza. A ciò aggiunge la volontà di trovare sempre nuove soluzioni: dimostrazione di maturità e di un inaspettato e ampio registro vocale che le appartiene e le permette di spaziare con nonchalance dal canto pulito al rap e persino ad alcune parti in scream. La sua prova in linea generale è uno degli aspetti più positivi. La sezione ritmica (in particolare la superlativa batteria) è fondamentale nel mantenere i ritmi veloci e nella realizzazione di brani infuocati “nascondendo” in un certo senso la durata totale di Opus Mar. Drake si limita a seguire i suoi compagni di avventura, eseguendo perennemente riff ammiccanti al mercato discografico nordamericano.

Non è semplice individuare i brani più significativi del lotto, poiché sono tutti sulla stessa lunghezza d’onda. Spiccano comunque per la loro preponderanza, oltre alla già citata Move Mountains -song potente dagli ovvi influssi rastafariani a causa dell’imponente presenza dello special guest- la seguente Passengers: una bordata punk metal resa ancora più straripante dalla prova “maleducata” della singer. Ma anche le irriverenti Sleep Tight e Rivalry non sono da meno: stranissima la prima, complice la prova urlante della leader e il ritornello in stile marcia militare; carica e tiratissima la seconda grazie alle istrioniche rappate, ai folli vocalizzi di Skye sui 2 minuti e al chorus profondamente catchy. A conferma di una parte centrale di disco esemplare troviamo la trascinante Kids of Calamity: qui le strofe sono meno incisive del solito, in compenso il ritornello è magistrale, perfettamente in linea con la proposta alternative ma allo stesso tempo orecchiabile della band. Words produce suoni più accessibili ai fruitori del punk/rock americano attraverso una proposta più pulita, simile al sound di gruppi come i Paramore e quindi decisamente più adatta ai teenagers, mentre la moderna The Broadcaster ricorda produzioni pop/hip hop d’oltreoceano, mantenendo comunque la durezza di fondo tipica dei Sumo Cyco. Infine è da citare Rally, che sancisce il ritorno all’immediatezza e alla velocità dopo il breve spostamento su mari meno agitati. Un brano veramente tosto, abbastanza difficile nell’esecuzione per le ritmiche serrate e i refrain che non danno tregua; si respira solamente sui coretti di risposta al solito canto tenace messo in mostra dalla Sweetman e sul grazioso finale acustico.

In sostanza, Opus Mar è un album ben strutturato, con un’ottima produzione alle spalle e delle tracce catchy alquanto ispirate. I Sumo Cyco promuovono un sound in grado di riunire gli abituali spettatori dei concerti del panorama punk/metal underground e i teenagers bramosi di ascoltare dischi di tendenza facilmente assimilabili. Un risultato decisamente non facile da ottenere, perciò da premiare.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Autoprodotto
Alternative Metal
Tracklist
1. Anti-Anthem
2. Free Yourself
3. Move Mountains (ft. Benji Webbe)
4. Passengers
5. Brave II
6. Sleep Tight
7. Rivalry
8. Kids of Calamity
9. Won’t Put Me Out
10. Words
11. The Broadcasters (Murdering by Radio)
12. Rally
13. Building Castles
Line Up
Skye Sweetman (Voce)
Matt Drake (Chitarra)
Ken Corke (Basso)
Matt Trozzi (Batteria)
 
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