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Sarkom - Anti-Cosmic Art
18/05/2017
( 251 letture )
Giunti con Anti-Cosmic Art al quarto atto della loro carriera, i Sarkom -attivi in seno alla scena black norvegese sin dal 2003- hanno saputo ritagliarsi una nicchia muovendosi entro coordinate riconducibili al lavoro di formazioni quali Gorgoroth, Darkthrone e Satyricon. Sebbene la combo non abbia mai spiccato per originalità o fatto proprie velleità particolarmente avanguardistiche, si è mostrata in grado di operare una sintesi convincente tra la second wave più intransigente e l’afflato più moderno del genere, dando alle stampe platter tutto sommato convincenti e godibili.
Oltre a ciò, nonostante Anti-Cosmic Art presenti una veste grafica apparentemente amatoriale e poco curata è possibile, sin dalle prime note della opener, appurare come la formazione non abbia affatto perso il proprio smalto: Previous Associates, Now as Targets for the Gun, caratterizzato da una sezione ritmica massiccia, volta ad esaltare i riff dopaminergici affidati alle sei corde, costituisce un vero e proprio assalto frontale, inanellandosi perfino in sequenze accelerate dal carattere vagamente thrasheggiante. La progressione melodica introducente Mind-Abscess ci trascina invece in una composizione che fa dell’intreccio tra sezioni più serrate e mid tempo putridi e venefici la propria cifra. È tuttavia Ruiners of Our Family Tree a lasciar intravedere un guizzo creativo del tutto peculiare: la traccia si presenta difatti attraversata da un capo all’altro da un riffing dal sapore heavy, squarciato dall’ugola abrasiva di Unsgaard nonché da godibili fraseggi chitarristici. Seen Through the Eyes of a Paedophile Priest ribalta ancora una volta le carte in tavola: il raggelante spoken word che la percorre da cima a fondo, un blast beat chirurgico ed alienato -quasi accostabile ad una drum machine- unitamente ad una coltre di tastiere dal suono lunare la avvicinano ai lavori più sperimentali dei Satyricon. E se l’incipit della successiva Come, Dear Cancer potrebbe lasciar credere all’ascoltatore che ci si trovi dinanzi ad un brano death/black melodico dal refrain piuttosto scontato, ben presto cospicue infiltrazioni di punkeggianti sopravvengono a scompaginare la trama sinora omogenea della traccia. Tali riferimenti scuotono allo stesso modo il monolitico dipanarsi di Black Metal Necrophilia, facendo segno, neppure troppo velatamente all’esperienza degli ultimi Darkthrone. Il platter è concluso da un apprezzabile omaggio ai Sodom , rappresentato dalla cover di Sodomy and Lust la quale giova indubbiamente della prestazione al vetriolo di Unsgaard e di una sezione ritmica potente ed incisiva.
Giunto al termine dell’ascolto di Anti-Cosmic Art, qualsiasi fan della prima ora dei Sarkom potrà dirsi stupito dallo slancio compositivo che lo permea senza soluzione di continuità. La combo norvegese riesce difatti nell’intento di integrare sonorità dall’impianto estremamente tradizionale con elementi eterogenei rispetto allo stesso. Ciò avviene oltretutto senza pregiudicare la solidità del songwriting, il quale resta tutto sommato organico e convincente.

Pur essendo gran parte delle soluzioni proposte piuttosto derivative o comunque tratte da patrimoni già recuperati e riutilizzati nell’ambito del metal estremo da altre formazioni ed essendo peraltro penalizzato da un minutaggio piuttosto esile -trenta minuti comprensivi di una cover sono decisamente esigui per un lavoro del genere- Anti-Cosmic Art costituisce un must-have per chiunque abbia seguito la formazione sin dagli esordi. Chiunque al contrario non abbia mai sentito parlare della band, troverà indubbiamente il platter godibile entro i limiti precedentemente sottolineati.



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
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Doom
Venerdì 19 Maggio 2017, 9.32.11
1
Il precedente Doomsday élite non era male...lo stile penso e' sempre quello. Come giustamente descritto da Costanza. Black secco e arido dal paesaggio apocalittico..con un suono massicio e moderno. Giusto indicare i Satyricon di meta' carriera tra le influenze principali. Niente di che...rimarrano sempre cosi' al pari di colleghi come Svartjern e norvegesi piu giovani. Ma per massacrarsi una mezzoretta va bene.
INFORMAZIONI
2016
Dark Essence Records
Black
Tracklist
1. Previous Associates, Now as Targets for the Gun
2. Mind-Abscess
3. Ruiners of Our Family Tree
4. Seen Through the Eyes of a Paedophile Priest
5. Come, Dear Cancer
6. Black Metal Necrophilia
7. Sodomy and Lust
Line Up
Unsgaard (Voce)
Thrawn (Chitarra)
Sgt. V. (Basso)
Defest (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Pehr Skjoldhammer (Voce)
Ronni Le Tekrø (Chitarra)
Peter Huss (Chitarra)
 
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