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Inglorious - II
19/05/2017
( 722 letture )
Il primo album, si sa, è sempre un po' particolare: si tratta della prima creatura, della prima opera e magari si può eccedere, oppure al contrario temere di strafare e quindi non dimostrare tutte le proprie potenzialità; o, semplicemente, si può ancora essere acerbi per puntare al colpo grosso.
Bene, nulla di tutto questo è avvenuto per gli inglesi Inglorious, che fin dal primo disco, edito appena lo scorso anno, hanno avuto le idee fin troppo chiare: hard rock muscolare e melodico al tempo stesso, fortemente debitore dei Deep Purple, come notato anche dal buon Brian May, che li ha paragonati appunto ai giovani Viola Profondo. Nulla di innovativo, dunque, ma il gruppo ha mostrato di saper comporre tracce incalzanti e sorprendentemente rifinite, facendoci apprezzare non poco l'esordio. Del resto parliamo di una band appena nata, ma formata da professionisti esperti e non da ragazzi di primo pelo.

Era dunque normale riporre aspettative elevate in questo secondo lavoro, intitolato a dire il vero con scarsa fantasia II; possiamo affermare che tali aspettative non sono state affatto deluse! Il secondo inglorioso full-length è infatti un nuovo concentrato di brani potenti e melodici al tempo stesso. La dolce intro che apre I Don't Need Your Loving è ingannevole, giacché il gruppo modifica presto in modo improvviso ritmo e stile del brano, prorompendo in quel delizioso hard rock anni 70 che ci aveva fatto tanto apprezzare il primo album; i ragazzi si dimostrano in gran forma, ma la parte del leone viene svolta ancora una volta dal fenomenale Nathan James, cantante fra i più dotati emersi negli ultimi anni in ambito hard rock e che potrebbe legittimamente reclamare il trono di David Coverdale. Paragone esagerato? Può darsi, ma la sua prestazione è davvero da brividi. Taking the Blame spinge maggiormente sull'acceleratore ricalcando in modo abbastanza palese l'andamento di Burn, ma la somiglianza non ci dispiace affatto ed i musicisti mettono nuovamente in mostra la propria abilità nello gestire parti più incalzanti, alternate a saltuari rallentamenti; i complimenti, in tal senso, vanno rivolti anche ai due chitarristi Andreas Eriksson e Will Taylor. Si va avanti con Tell Me Why, altro mid-tempo ben composto che tuttavia non ci conquista come la prima traccia di II, a dispetto di un ritornello splendido che, immaginiamo, dovrà far faville dal vivo. Read All About It è invece una canzone dal piglio leggermente più moderno, con un riffing assassino ed una sezione ritmica di granito; i nostri confermano le intenzioni di dosare brani più pesanti ed altri più melodici mantenendo un equilibrio fra le proprie due anime, pertanto è logico che si ripresentino ala traccia numero cinque con la blueseggiante Change is Coming, dove il cantante dimostra ancora una volta che la pasta di cui è fatto è decisamente di grande qualità. Making Me Pay è ancora più lenta ed intrisa di melodia, le sue linee vocali sono davvero ben scritte e piacevoli ancorché non particolarmente originali; uno dei pezzi migliori di II arriva però con Hell or High Water, il cui inizio vagamente orientaleggiante prorompe poi in un brano muscolare ed incalzante, vagamente debitore degli Aerosmith. Come sarebbe a dire, un gruppo fan dei Deep Purple che omaggia una band “rivale”?! Niente paura, il tributo a Blackmore e soci viene replicato in I Got a Feeling, ennesima canzone di ottimo livello con una gran prova collettiva degli Inglorious. Black Magic, benché qualcuno possa sperarci, non è una cover degli Slayer (a quella hanno pensato, con un buonissimo risultato, i nostri Necrodeath), ma un'altra piccola gemma ottimamente divisa fra parti catchy ed altre più pesanti, al pari del resto di Farawy, vagamente zeppeliniana. Chiude le danze High Class Woman, altro omaggio ai Deep Purple più soul.

Con questo secondo album gli Inglorious non solo non hanno lasciato, ma anzi hanno raddoppiato: II è un lavoro fresco, potente e coinvolgente, con poche sbavature e qualche traccia meno originale, ma che si configura come una delle uscite più interessanti in ambito hard rock di questa prima metà del 2017. Se avete apprezzato il primo lavoro di questi cinque eccellenti artisti, allora il secondo vi piacerà probabilmente anche di più, se invece vi avvicinerete alla loro musica proprio con II, è possibile che troviate il vostro prossimo amore hard rock.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
72.25 su 4 voti [ VOTA]
lux chaos
Mercoledì 9 Agosto 2017, 20.22.53
15
Bravi. Molto. Concordo con InvictuSteele, su alcune note molto alte mi ha ricordato effettivamente il miglior Paul Stanley, sui toni medi invece sento anche io molto Coverdale. Nathan è molto bravo, forse a volte si spinge troppo "oltre" e grida eccessivamente, ma non gli si può dire poi molto . Bravi, e l'opener l'ho consumata come non capitava da mesi con un pezzo, a mio parere più maturo e ben riuscito dell'esordio, ci sono canzoni ancora più belle
Metal Shock
Domenica 21 Maggio 2017, 9.59.10
14
@Rob: prova anche i Monster Truck, leggermente più heavy ma anche più southern, gran band, il loro ultimo Sittin' heavy è notevole.
Rob Fleming
Domenica 21 Maggio 2017, 9.41.49
13
@Metal Shock: analisi corretta (poi ci mettiamo i Rival Sons e The Answer - l'ultimo Solas è il loro capolavoro - per il versante Zeppelin e in un qualche modo in ambito puro hard rock possiamo dirci soddisfatti)
Metal Shock
Domenica 21 Maggio 2017, 9.00.24
12
Spiritual Beggars=Deep Purple, Inglorious=Whitesnake
Graziano
Sabato 20 Maggio 2017, 18.04.19
11
Assolutamente. Cantante grandioso ma Coverdale per pathos e feeling rimane unico nel suo genere (son di parte, lo ammetto). Però in ambito retro hard rock anni settanta per me gli Spiritual Beggars son inarrivabili.
Metal Shock
Sabato 20 Maggio 2017, 16.39.54
10
@Graziano: forse esagero, però è un grandissimo cantante ed i mostri sacri non sono intoccabili.
Graziano
Sabato 20 Maggio 2017, 13.01.54
9
Validi anche se derivativi, ma il cantante addirittura supeiore a Coverdale mi sembra un'eresia....
Bruno
Venerdì 19 Maggio 2017, 20.16.09
8
Per me un piccolo passo indietro rispetto all'esordio, questo mi sa troppo di già sentito sia a livello musicale che vocale.. comunque un buon album, sopratutto grazie al superbo Nathan James, la sua voce ricorda Coverdale quando canta nella tonalità basse, mentre in quelle alte ricorda molto il compianto Chris Cornell (R.I.P.).
InvictuSteele
Venerdì 19 Maggio 2017, 15.27.39
7
Vai, ed è ancora più palese nella produzione anni 80 dei Kiss, con suoni più puliti dove la voce risalta bene, in dischi tipo Animalize o Asylum o gli altri.
Rob Fleming
Venerdì 19 Maggio 2017, 15.23.13
6
Vado a rispolverare Love Gun e Love Hunter (scelte non a caso), li comparo e poi ti rispondo
InvictuSteele
Venerdì 19 Maggio 2017, 15.21.25
5
Un'altra ottima giovane band che mi ricorda i Whitesnake sono gli Eclipse.
InvictuSteele
Venerdì 19 Maggio 2017, 15.19.36
4
Ciao Rob, io ce la sento tantissimo, non solo il timbro ma anche l'impostazione vocale. Invece Coverdale zero, questo qui non ha la voce calda e sensuale di David Coverdale ma più che altro canta alzando la voce quasi a urlare, proprio come fa Stanley.
Rob Fleming
Venerdì 19 Maggio 2017, 14.48.40
3
Album veramente bello e sono d'accordo con @Metal Shock, ma miglior hard rock band in circolazione. E anche per me da quando è entrato nello stereo, ipod, pc non è più uscito. Una domanda a @InvictuSteele che ti assicuro non ha niente di polemico, ma autentica curiosità: premettendo che dei Kiss conosco gli Alive e i classici degli anni '70, dove la senti la voce di Paul Stanley? Al momento 80
InvictuSteele
Venerdì 19 Maggio 2017, 13.09.18
2
E' vero, questa è una buona band che ricorda i Whitesnake ma anche e soprattutto i Kiss, forse per via del vocalist che io accosterei molto a Paul Stanley più che a Coverdale. Comunque album discreto, sono ai primi ascolti, potrebbe crescere. Voto 72
Metal Shock
Venerdì 19 Maggio 2017, 12.40.18
1
Questo disco non sara` originale (ma oggi cosa lo e`) ma da quando e ` entrato nel mio stereo, o pc prima, non ne vuole proprio uscire. La voce di Nathan e` straordinaria, ed il paragone con Coverdale ci sta` eccome, e per me gli e` anche superiore, e non solo in questi anni. Il sound e` ottimo, molto Whitesnake anni 80`, ed i chitarristi sfoggiano gran classe negli arrangiamenti. Probabikmente la miglior nuova band di hard rock oggi in circolazione, spero che abbiano il successo meritato. Voto 85 minimo.
INFORMAZIONI
2017
Frontiers Records
Hard Rock
Tracklist
1. I Don't Need Your Loving
2. Taking The Blame
3. Tell Me Why
4. Read All About It
5. Change Is Coming
6. Making Me Pay
7. Hell Or High Water
8. No Good For You
9. I Got A Feeling
10. Black Magic
11. Faraway
12. High Class Woman
Line Up
Nathan James (Voce)
Andreas Eriksson (Chitarra)
Will Taylor (Chitarra)
Colin Parkinson (Basso)
Phil Beaver (Batteria)
 
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