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Autumn - When Lust Evokes the Curse
20/05/2017
( 427 letture )
Come molti altri gruppi provenienti dai Paesi Bassi, anche gli Autumn nel non troppo lontano 2002 iniziano il proprio percorso musicale con il primo full-length, When Lust Evokes the Curse, disco con cui la formazione olandese presentò il proprio sound e che, come molte altre prime uscite, vede la band che impegnata a definire le proprie sonorità accogliendo spunti differenti presenti nel panorama musicale del momento. Nonostante ciò, gli Autumn riuscirono a mescolare elementi del già più "navigato" gothic, al nascente symphonic Made in The Netherlands, generando una proposta -se non del tutto originalissima- non priva di elementi interessanti.

La release si apre in un modo quasi fiabesco: Who Has Seen Her Wake Her Hand cerca infatti di ricreare, almeno all'inizio, un'ambientazione fantastica che verrà ripresa anche con il secondo brano, Mirror Magic Sights, paesaggio sonoro che ben si accorda con i testi che raccontano con lo svolgersi delle undici canzoni storie dal sapore medievaleggiante. Fin da queste prime tracce si avverte come l'oscurità del gotico continui a permanere, ma venga tralasciata completamente quella vena romantica e nostalgica tipica del genere, per lasciare invece spazio a una certa dose di epicità, sicuramente amplificata dalle tastiere che tessono importanti arabeschi nella struttura delle canzoni, mentre le ritmiche vengono sostenute da un riffing di chitarra vivace e poderoso. A dare però verve alle varie canzoni è la potente e graffiante voce di Nieke De Jong, che continua a svettare anche sulle rare harsh vocals di Meindert Sterk e che fa allontanare il gruppo da quella folto schiera di band con voce femminile angelica e celestiale. Le linee vocali di Nieke sono difatti tutto ciò che ne è più distante, rivelandosi dunque sempre più incisive e calzanti il procedere dell’album.
La titletrack e Floating Toward Distress o ancora Quiet Friend sono al contrario alcuni dei pezzi che invece lasciano quella sensazione di epicità più marcata, per dare risalto invece a un sound più cupo e a tratti persino malinconico -ma mai eccessivamente- come in Crown of Thoughts o nella più delicata e sognante Behind the Walls of Her Desire.

Per concludere, When Lust Evokes the Curse è una produzione che non solo che ha il merito d’aver proposto gli Autumn ad un ampio pubblico, ma anche un album che li ha visti impegnati nel cercare un giusto equilibrio tra richiami più gotici ed oscuri e le componenti più epiche e solenni, per quanto il symphonic metal sia un'etichetta che non riesce ad esaurire completamente la proposta sonora della band.
Il platter non è però privo di imperfezioni: When Lust Evokes the Curse suona comunque ancora acerbo e vi è quasi la sensazione che il gruppo olandese non sia riuscito ad esprimere al meglio tutte le sue potenzialità e la sua voglia di sperimentare di più. When Lust Evokes the Curse mostra dunque un gruppo con una buona dose di carattere, che ha cercato di farsi spazio in una scena musicale in cui non è sempre facile spiccare e purtroppo proprio in questo panorama gli Autumn, anche nelle uscite successive, sono stati ingiustamente adombrati da nomi più celebrati per quanto si abbiano successivamente fatto passi avanti rispetto a questo timido esordio.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2002
Epic Records
Gothic
Tracklist
1. Who Has Seen Her Wave Her Hand
2. Mirrors Magic Sights
3. When Lust Evokes the Curse
4. Floating Towards Distress
5. Behind the Wall of Her Desire
6. The Witch In Me
7. Along Ethereal Levels
8. Crown of Thoughts
9. For Those Who Are Left Behind
10. Quiet Friend
11. The Rest of My Days
Line Up
Nieke De Jong (Voce)
Meindert Sterk (Voce, Basso)
Jasper Koenders (Chitarra)
Menno Terpstra (Tastiera)
Jan Grijpstra (Batteria)
 
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