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Dark Ages - A Closer Look
21/05/2017
( 876 letture )
Quello dei Dark Ages non è certo un nome nuovo per gli appassionati di rock progressivo della Penisola. Partiti nell’ormai lontano 1982 per iniziativa di Simone Calciolari, giungono nel 1991 alla pubblicazione di Saturnalia, album ancora oggi piuttosto ricercato sul mercato del collezionismo. Dopo un periodo di stop e la ripresa dell’attività nel 1996, il loro CV può vantare l’uscita di Teumman e Teumman Pt.2, progetto poi portato anche in scena con l’aiuto di una compagnia teatrale. Allestita quindi una nuova formazione (l’unico superstite della line up originale è oggi proprio Calciolari), il 2017 saluta l’uscita di A Closer Look, nuovo parto della formazione veneta.

Registrato presso il Mago Studio, mixato da Maurizio Fracchetti e masterizzato a Boston da Tom Waltz, il disco si propone come sollecitazione all’ascoltatore affinché si risvegli dal torpore della quotidianità, cercando di costruire ponti empatici tra le persone. In linea con questo concetto anche la parte grafica, peraltro curata dalla tastierista Angela Busato. Per cogliere questo risultato i Dark Ages, su una base progressive molto classica e di sapore sostanzialmente italiano, inseriscono elementi spiccatamente rock, hard rock, heavy e prog metal che conferiscono una certa concretezza all’album. Così facendo, però, emergono anche alcuni passaggi abbastanza derivativi. Nonostante i recenti assestamenti della formazione, i Dark Ages evidenziano comunque un buon amalgama tra loro, lasciando tuttavia un certo spazio anche ai singoli, i quali si ritagliano più di una volta parti soliste molto piacevoli. Il lavoro parte con A Closer Look, un heavy/prog bene equilibrato tra forza e raffinatezza. Nonostante sia solo l’avvio, comincia già a venire fuori il ruolo da collante estremamente efficace della Busato, unitamente allo stile di Calciolari alla chitarra. Più progressive nel suo sapore Till the Last Man Stands, ancora una volta per merito delle tastiere. Tuttavia, il fondo hard rock del brano si sente molto bene. Inoltre, una certa attitudine per arrangiamenti dai tratti oscuri si manifesta per la prima, ma non ultima volta. Molto più rarefatta all’avvio Yours, poi viene fuori una batteria complessivamente più decisa e pezzo che viaggia a cavallo tra hard rock e progressive. Quest’ultimo viene coniugato in modo molto italiano, tanto che a tratti viene fuori l’impronta della P.F.M.. Canzone leggermente citazionista, se vogliamo, ma ben arrangiata ed eseguita. Un po’ di sorpresa all’ascolto delle prime note della suite At the Edge of Darkness, dato che ricorda molto certe cose dei Maiden anni 2000, ossia proprio quelli più connotati da tinte prog ed al netto delle diverse possibilità produttive. Il brano si apre quindi ad ambientazioni più rarefatte e ad un intervento strumentale tastiere/basso molto evocativo, per poi introdurre un flavour diverso, tra il dolce delle tastiere ed il salato della chitarra che, ancora una volta, rende la canzone interessante. La voce di Roberto Roverselli, già coinvolto in Teumann ed autore di tutti i testi -peraltro di buon livello- appare un po’ al limite in chiusura del pezzo così come in alcuni altri frangenti, risultando di tanto in tanto troppo sottile per assecondare alcune soluzioni scelte in fase di arrangiamento. Il seguente Against the Tides è certamente la composizione più suggestiva e raffinata che la scaletta del CD in esame possa presentare. Dilatata, eterea, con il sax di Enrico Bentivoglio a conferire un grande valore aggiunto al tutto e la presenza delle voci di Claudio Brembati (Anticlockwise), Tiziano Taffuri e soprattutto di Ilaria L’abbate, alla quale è affidato un ruolo centrale nell’economia generale del pezzo. Anche in questo caso, però, una vocalità leggermente più piena avrebbe esaltato maggiormente alcuni passaggi. Tastiere in primo piano in avvio di The Anthem, il brano filosoficamente più aggressivo del lotto, nel quale anche il cantato si fa più deciso. Bello il cambio improvviso che introduce una parte molto hard rock/blues in stile prima metà anni 70 che serve a lasciare gloria anche ai singoli. Con ciò assecondando lo spirito live della canzone e mettendo nel contempo in evidenza come certi modelli -ad esempio la parte solista della batteria molto purpleiana, così come quella delle tastiere- siano ancora in grado di permeare lo stile di lavori che escono ai nostri giorni. L’album si chiude con Fading Through the Sky, un pezzo che vede la presenza della voce recitante del noto fotografo Paul Crespel, che parte con soluzioni heavy-rock ancora ben legate tra loro dal lavoro di Angela Busato. Buoni, poi, i break acustici che caratterizzano il resto del brano, con suggestivi intrecci tra Calciolari ed ancora la Busato a firmare un congedo sentito e di classe, con il fading out musicale elegantemente legato al testo e, in seconda battuta, alla grafica del booklet.

A Closer Look è un disco ben congegnato ed eseguito che, per di più, mette in mostra anche il lavoro fatto per implementare la grafica con l’idea di base contenuta nei testi. A venire fuori, poi, oltre alla commistione tra il prog di estrazione italica e quello di stampo albionico (non mancano “ispirazioni” tra Genesis e Pink Floyd), è la formazione di ogni singolo musicista, che si riflette sullo stile generale del gruppo. Dal Calciolari vagamente vanhaleniano al Carlo Busato più di confine tra prog ed heavy; dalla Busato impostata classicamente, ma altrettanto chiaramente ammiratrice di Jon Lord, al duo Celotti/Roverselli più heavy-power oriented, ognuno mette del suo, ma il risultato finale, al di là dei possibili miglioramenti delle parti cantate, risulta comunque ben equilibrato. Qualche citazione di troppo, qualche manierismo che affiora ogni tanto e peraltro sfumato da un insistere sul versante meno ampolloso del prog, ma un prodotto comunque in grado di soddisfare gli estimatori di questo spicchio dell’infinita torta della musica.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Andromeda Relix
Heavy/Prog
Tracklist
1. A Closer Look
2. Till the Last Man Stands
3. Yours
4. At the Edge of Darkness
5. Against the Tides
6. The Anthem
7. Fading Through the Sky
Line Up
Roberto Roverselli (Voce)
Simone Calciolari (Chitarra)
Gaetano Celotti (Basso)
Angela Busato (Tastiere)
Carlo Busato (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Claudio Brembati (Voce nella traccia 5)
Ilaria L’Abbate (Voce nella traccia 5)
Tiziano Taffuri (Voce nella traccia 5)
Paul Crespel (Voce recitata nella traccia 7)
 
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