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Wretch - The Hunt
23/05/2017
( 243 letture )
Nel lontano 1983 a Cleveland, in Ohio, nasce una band power/trash metal molto apprezzata tra le mura amiche di casa, che non gode però di alcuna fama a livello internazionale e, dopo qualche demo, per colpa anche di un contratto che non va a buon fine con una importante major di livello mondiale, la band è costretta a sciogliersi. La storia sembrerebbe destinata a fermarsi qui, nel silenzio e nell’oblio. Invece, nel 2006 i Wretch si riformano e danno vita al primo full-lenght con il titolo di Reborn al quale seguirà, nel 2014, Warriors, e The Hunt, appunto, nel 2017 sotto l’etichetta Pure Steel Records.

The Hunt è un bel misto di riff e acuti power, ma di certo non passano inosservati accenti heavy/trash. L’album si potrebbe considerare diviso in due parti: la prima un po’ zoppicante dove il cantato del nuovo singer Juan Ricardo non appare ben amalgamato con il resto della band, i riff sono belli, ben architettati e ben eseguiti ma, quando arriva il momento di fondere il cantato con le veloci e graffianti chitarre e le pelli di Jeff Currenton, unico membro presente fin dagli albori, sembra mancare qualcosa. La voce di Juan in alcuni momenti risulta veramente acuta, al limite del possibile, e i restanti membri della band di Cleveland sfoggiano una buona tecnica e una qualità di suono piacevoli. Il momento clou di tutto il lavoro lo si ha all’arrivo di The Final Stand introdotta da Twilight’s End e chiusa da Fortune’s Fool - entrambi brani strumentali acustici ben eseguiti. Quest’ultima traccia strumentale potrebbe essere letta come brano d’apertura del successivo filotto di tracce che, come dicevamo in precedenza, cambiano impronta all’album, facendoci arrivare all’orecchio brani ben riusciti con la voce in stile Primal Fear e il resto della band che sfoggia finalmente tutto il suo repertorio, accostandosi come struttura dei riff ai grandi Metal Church.
Le tracce meglio riuscite e più di impatto sono The King In Red e Pierce the Veil, condite da riff pesanti che si avvicinano molto all’heavy metal e ci fanno dimenticare per un attimo che stiamo ascoltando un gruppo che ha, nelle sue corde, puro e semplice power metal. In alcuni passaggi si sentirà l’influenza maideniana sia per quanto riguarda la struttura delle tracce che della voce giungendo, poi, all’unica ballad che ricorda, come stile, il compianto Ronnie James Dio e che chiuderà il full-lenght del quintetto dell’Ohio.

L’inserimento del nuovo singer sicuramente ha bisogno di tempo per far sì che tutta la band si amalgami alla perfezione, ma i buoni propositi ci sono: la tecnica e le idee non mancano affatto, godendo anche di una buona produzione. Ascoltando l’album più volte si tende a saltare le prime tracce giungendo veloci alla parte migliore dell’intero lavoro che è, come abbiamo detto, quella finale, dove si trovano pezzi che rimangono impressi nella mente per come sono stati architettati ed eseguiti. Solamente per questo motivo il voto non può sfondare la soglia del discreto, senza però andare oltre, almeno per il momento. Con il passare del tempo l’affiatamento generale della band - musicalmente parlando - non può che migliorare facendoci sperare di poter ascoltare, in un futuro prossimo, un lavoro entusiasmante, questa volta, da cima a fondo.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Pure Steel Records
Power/Thrash
Tracklist
1. Sturmbringer
2. The Hunt
3. Throne of Poseidon
4. Twilight’s End
5. The Final Stend
6. Fortune’s Fool
7. The King In Red
8. Straight to Hell
9. Pierce the Veil
10. Once In A Life Time
11. She Waits
Line Up
Juan Ricardo (Voce)
Nick Giannakos (Chitarra)
Michael Stephenson (Chitarra)
Tim Frederick (Basso)
Jeff Curenton (Batteria)
 
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