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Limbonic Art - Ad Noctum - Dynasty of Death
26/05/2017
( 732 letture )
I Limbonic Art rappresentano da sempre una realtà a sé stante all’interno del panorama musicale estremo. Il duo norvegese, incarnato nelle figure di Daemon e Morfeus, si è infatti reso autore di un sound originale e caratteristico che ha in qualche modo ridelineato i tratti salienti del symphonic black metal, un sottogenere del metallo nero troppo spesso limitato in rigidi canoni espressivi. Fin dai primi due album, Moon in the Scorpio del 1996 e In Abhorrence Dementia datato 1997, l’ensemble ha infatti sviluppato una propria inconfondibile identità, diventando ben presto un nome riconosciuto e rispettato della scena estrema.
Tralasciando la immediatamente precedente parentesi di Epitome of Illusions, una raccolta di vecchi brani nuovamente arrangiati e riregistrati per l’occasione, Ad Noctum -Dynasty of Death, pubblicato nel 1999 ancora sotto il vessillo della Nocturnal Art Productions di Samoth, è il terzo album in studio in quattro anni, a dimostrazione di una prolificità in fase di songwriting certamente non comune a fronte di composizioni così elaborate e riccamente strutturate.
Il terzo disco ha sempre costituito un banco di prova complicato, un esame al quale gli artisti sono chiamati nell’arduo tentativo di conquistare una conferma dopo quanto di buono realizzato nel recente passato. Quindi, alla luce dell’ottimo riscontro dei primi lavori, l’attesa per questo platter è stata innegabilmente colma di aspettative, nonché di qualche legittima incertezza sulla capacità di ripetersi con rinnovato successo.

Formalmente Ad Noctum - Dynasty of Death non differisce dalle altre release, componendosi di sette suite dal consistente minutaggio. Ed anche dal punto di vista prettamente musicale, già dall’opener The Dark Paranormal Calling, i Limbonic Art riprendono il discorso artistico interrotto proprio con In Abhorrence Dementia, con un incipit violentissimo, dove le tastiere disegnano eleganti arrangiamenti su un riffing che viaggia secondo il freddo e macchinico beat della drum machine, come di consueto settata su velocità disumane. L’eterogeneità è ottenuta attraverso la modulazione ritmica, concedendo, forse mai come in quest’album, ampio risalto a partiture di chitarra di scuola death-thrash e a suggestivi inserti atmosferici, perseguendo in maniera abile e costante la precisa direzione stilistica tracciata.
La magistrale capacità nel comporre melodie finalizzate alla costante ricerca di una atmosfera oscura e angosciante è particolarmente evidente nella traccia seguente, intitolata As the Immolation Bell Calls. L’inizio è quasi industrial, dall’incedere doomeggiante, con lenti arpeggi a fare da macabro scenario all’agghiacciante screaming di Daemon, che sembra provenire da un’altra dimensione. Il brano procede con un’accelerazione progressiva, dove i ricami tastieristici si impostano sui sempre eccellenti riff, accogliendo nella sua trama persino un inaspettato quanto appropriato assolo. È ancora Morfeus il direttore delle sontuose orchestrazioni alla base della violentissima Pits of the Cold Beyond, che sfocia nel ritornello supportato da un coro operistico dal carattere epico e magniloquente.
In Dynasty of Death sono nuovamente le sei corde ad assumere il ruolo di strumento protagonista, alternando il proprio contributo tra la violenza del black metal e la potenza del thrash. Parentesi ambient dal mood orrorifico e spettrale agiscono come intermezzi ed anticipano repentine variazioni di tema, spezzandone la linearità e rendendolo pertanto sempre imprevedibile e camaleontico.
Il medesimo approccio compositivo ha portato alla scrittura del pezzo successivo The Supreme Sacrifice che, pur mettendo in secondo piano l’aspetto sinfonico, non è scevro di soluzioni melodiche accattivanti.
Da questa frazione dell’ascolto si registra una evidente e, onestamente, inaspettata flessione ispirativa. In Embers of Infernal Greed è, infatti, una canzone che, a scapito di un’interessante struttura teatrale in due atti, risulta piuttosto piatto per gli standard del gruppo, riproponendo la classica commistione di elementi senza però riuscire a creare un amalgama incisivo. Lo stesso discorso può essere affrontato per la critica della conclusiva The Yawning Abyss of Madness. La sua architettura più razionalista e meno neoclassica, progettata attorno a un telaio chitarristico massiccio, rappresenta la summa espressiva del cambiamento di rotta già accennato nei brani antecedenti, presagio dell’inclinazione stilistica che sarà il leitmotiv di The Ultimate Death Worship. Non una delle migliori creazioni da parte Daemon e Morfeus, ma il punto di svolta tra i vecchi e i nuovi Limbonic Art, posto quasi simbolicamente alla fine del disco come anello di giunzione con il successivo capitolo discografico.

Ad Noctum - Dynasty of Death è un album che ha l’intrinseca capacità di saper raccontare ciò che sono stati i Limbonic Art sino a questo momento della carriera e ciò che saranno in futuro. Gran parte del presente lavoro è qualitativamente ottima, in linea con quanto i nostri ci avevano offerto con i precedenti. Al contempo, il finale dell’album lascia qualche perplessità, essendo più avaro di contenuti e spunti ispirati. Ciononostante, a fronte di quanto detto, la valutazione complessiva non può che essere estremamente positiva per un disco che esalta il duo di Sandefjord nel suo massimo e mai più ribadito livello compositivo.
Volendo dunque dare una risposta al ragionevole dubbio posto all’inizio di questa disamina, per coloro che hanno seguito le vicende dei nostri dagli albori, Ad Noctum - Dynasty of Death, pur posizionandosi un gradino sotto i citati predecessori, rappresenta una piacevole conferma, per chi invece volesse intraprendere per la prima volta il viaggio nell’oscuro mondo di questa affascinante creatura, si tratta di una tappa certamente consigliata, ma non prima di essersi soffermati ad ammirare la superba magniloquenza di Moon in the Scorpio e In Abhorrence Dementia, due gemme nere di purissima e rara bellezza.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
88 su 1 voti [ VOTA]
LexLutor
Venerdì 9 Giugno 2017, 20.35.02
9
il titolo è spectre abysm. lo si può trovare in pre-order.
OathBound
Venerdì 2 Giugno 2017, 11.59.25
8
In effetti il nuovo album ha un titolo e dovrebbe uscire a Luglio e in rete è già ascoltabile il primo pezzo..
lisablack
Giovedì 1 Giugno 2017, 13.49.11
7
Uno degli album che ho ascoltato di più, comprato appena uscito, lo mettevo su ogni giorno, per me è un capolavoro. Sono d'accordo con il post di Tevildo, il trittico iniziale dei Limbonic Art è da paura, sarà difficile ripetersi, erano in gradi creare atmosfere da pelle d'oca, unici davvero. Per me è 90. Dimenticavo..mi pare di aver letto, non ricordo dove, che dovrebbe uscire un nuovo album, lo spero vivamente..
windowpane
Mercoledì 31 Maggio 2017, 23.34.20
6
Dynasty, non Dinasty. Poi fate come volete
LexLutor
Mercoledì 31 Maggio 2017, 14.52.41
5
Un boato infernale. Brutale, velocissimo, "chitarroso" e devastante....ma ancora intriso di sinfonica ricercatezza. Un grande album.
CLAUDIO
Mercoledì 31 Maggio 2017, 12.29.57
4
Epitome Of Illusions il TOP
OathBound
Lunedì 29 Maggio 2017, 10.01.51
3
E' il classico caso di perfezione assoluta del genere raggiunta con i primi due album e conseguente difficoltà nel mantenere quello standard qualitativo. E infatti quando lo ascoltai all'epoca rimasi deluso. Un lavoro di qualità, ma che mi da l'idea di scelte forzate, minore spontaneità ed esaurimento della magia ispiratrice dei primi due. Negli anni successivi le cose andranno ancora di più a peggiorare... peccato. Grazie lo stesso comunque per i due album migliori di sempre nel campo black sinfonico !
nonchalance
Sabato 27 Maggio 2017, 14.45.01
2
Mai ascoltato..i primi due, però, li adorai!
Tevildo75
Sabato 27 Maggio 2017, 14.26.11
1
Disco che completa un trittico difficilmente ripetibile nella musica black e purtroppo anche per loro stessi.
INFORMAZIONI
1999
Nocturnal Art Productions
Black
Tracklist
1. The Dark Paranormal Calling
2. As the Bell of Immolation Calls
3. Pits of the Cold Beyond
4. Dynasty of Death
5. The Supreme Sacrifice
6. In Embers of Infernal Greed
7. The Yawning Abyss of Madness
Line Up
Daemon (Voce, Chitarra, Basso)
Morfeus (Chitarra, Tastiera, Samples)
 
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