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Theocracy - Mirror of Soul
26/05/2017
( 133 letture )
Mirror of Souls è il secondo full lenght degli statunitensi Theocracy dopo l’album di debutto che porta il medesimo nome della band, inciso esclusivamente dal fondatore e frontman Matt Smith, il quale, dopo aver creato questa one-man band dove lui imbraccia tutti gli strumenti oltre che a cantare, decide di far spazio a nuovi membri potendo così finalmente suonare live davanti ai suoi fans, visto il successo ottenuto. I Theocracy appartengono alla schiera christian metal o white metal che dir si voglia, sono quindi una band metal che nei loro testi tratta argomenti e tematiche di fede cristiana. È bene ricordare che il white metal non è identificabile come un genere preciso, come, per esempio, lo sono il thrash, il power e il black, ma si potrebbe definire un movimento nel quale i membri dei gruppi che ne fanno parte dichiarano apertamente il loro credo cristiano che diventa, appunto, presente nei loro testi e nello loro tematiche. A prescindere dal credo, sempre di metal si sta parlando: il genere che più amiamo, quindi bando alle ciance e iniziamo con l’ascolto.

L’impatto di Mirror of Souls è veramente forte, musica ben concepita e strutturata con una voce stupenda e cristallina, si passa dal power al thrash da una traccia all’altra e, a volte, anche all’interno dello stesso brano. Il minutaggio potrebbe spaventare perché parliamo di più di un’ora di inciso, ma state certi che non vi annoierete, perché il tempo passerà velocemente tra riff ben riusciti e strutturati alla perfezione. I primi due brani, seppur ben eseguiti, ci fanno pensare di essere di fronte al solito album power che non ha nulla di nuovo da raccontare, invece, avanzando con l’ascolto rimarremo colpiti in positivo dal lavoro fatto dai tre ragazzi della Georgia. Infatti, dopo aver assaggiato Laying the Demon to Rest, che sicuramente vi si conficcherà bene in testa e lì rimarrà per un po', dovremmo ricrederci: nove minuti di power mischiati con puro thrash e heavy che vi farà muovere la nuca e vi stupirà di certo. Assemblaggio perfetto degli strumenti tra loro senza che nessuno prevalga sugli altri e, statene certi, premerete il tasto rewind ancora una volta prima di procedere con l’ascolto del resto dell’album. Successivamente verrete circondati da una sonorità prettamente power con la calma e ben riuscita Bethlehem e, proseguendo sulla stessa lunghezza d’onda, con Absolution Day e The Writing in the Sand; qui, però, i ritmi iniziano nuovamente ad alzarsi fino ad arrivare a Martyr, dove la spina dorsale power dei tre ragazzi americani si fonde ancora con del bellissimo thrash. La ciliegina sulla torta è la title-track, di ben oltre ventidue minuti, che va a chiudere l’album in bellezza inebriandoci con assaggi di generi differenti amalgamati alla perfezione, cambi di ritmo e mai una nota ripetitiva; sembra di ascoltare più tracce collegate tra loro in modo solido, con idee di sound eseguite alla perfezione e un amalgama esemplare. Per tutta la durata dell’album non troviamo assoli infiniti e ripetitivi: un capolavoro creato ancora una volta dalla mente del frontman Matt Smith che riesce nuovamente a stupirci, e non poco.
Risulta, però, difficile fare paragoni con altre band: certa è l’influenza di Blind Guardian, Stratovarius, Angra per citarne alcuni tra i più famosi, ma del resto sono punti saldi per tutti coloro nelle cui vene scorre puro e semplice power metal.

Mirror of Souls è una vera e propria chicca anche dal punto di vista della produzione. Non si può dire, infatti, che non sia stato fatto tutto il possibile per rendere i suoni cristallini e puliti, senza sbavature, con un cantato veramente di ottima fattura: un Matt Smith che tira fuori tutta la sua passione e la trasmette all’ascoltatore in modo ineccepibile. Possiamo affermare con certezza che, se questo album fosse stato assemblato ed eseguito da una band con un nome già noto (vedi sopra), nel mondo del metal si sarebbe parlato di una perla che sarebbe finita alle orecchie e sulla bocca di molti.
Un disco, questo, che non può assolutamente mancare nella collezione di tutti i fans del genere senza limitarsi però a fare distinzioni tra power, thrash, heavy e altro perché sicuramente è alla portata di tutti; è obbligatorio lasciare da parte gli orientamenti religiosi di qualsiasi tipo perché sempre di metal si tratta; non è questa l’unica cosa che conta?



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
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lux chaos
Sabato 1 Luglio 2017, 15.01.00
2
Stupendo, peccato siano poco conosciuti e apprezzati rispetto ad altri gruppetti del cazzo che valgono meno della metà...da ascoltare per chi ama il genere, qui c'è ispirazione, tiro, melodie stupende e non trite e ritrite...gran disco
HeroOfSand_14
Venerdì 30 Giugno 2017, 15.45.49
1
Grande disco, superiore al pur bel debut ma inferiore al loro apice As the World Bleeds. Io avrei citato anche On Eagle's Wings che, pur essendo una classica canzone power, fa vedere di cosa è capace Matt, cantante (in studio) grandioso ma soprattutto songwriter di livello assoluto. Scrivere pezzi come la titletrack non ė da tutti, e questo disco non ha cali. Da avere per coloro che amano la melodia condita da qualche tocco di musica più "pesante"
INFORMAZIONI
2008
Ulterium Metal
Power/Thrash
Tracklist
1. A Tower of Ashes
2. On Eagles’ Wings
3. Laying the Demon to Rest
4. Bethlehem
5. Absolution Day
6. The Writing in the Sand
7. Martyr
8. Mirror of Souls
Line Up
Matt Smith (Voce, Chitarra, Basso, Tastiera)
Jonathan Hinds (Chitarra, Cori)
Shawn Benson (Batteria, Cori)
 
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