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Nighon - The Somme
02/06/2017
( 430 letture )
Chi l'ha detto che un gruppo debba mettersi d'accordo sul genere che vuole suonare?
I Nighon sono una giovane band finlandese che non sembra averlo ancora deciso, nonostante una lunga esperienza che li ha già portati a condividere il palco con band come Finntroll o Arkentype. Se difatti prima sembrano impiegare un approccio vocale ai limiti del black, subito dopo avere ammiccato all'industrial si ammorbidiscono verso un melodic di tipo Amaranthe. Il qui presente The Somme rimane fedele a queste premesse, in realtà realizzate con vera professionalità, e tra accelerate, distensioni e riprese, è una rassegna delle tante sfumature metal.

Qualora questo non bastasse, il disco è anche un concept album gravitante attorno al tema della guerra. L'ispirazione proviene dagli scontri più sanguinosi dei due conflitti mondiali, e più in generale dai disagi umani senza tempo. Le liriche sono un vero bagaglio di riferimenti. Lo stesso titolo ne è un esempio: la Somme è infatti un fiume nel nord della Francia diventato famoso per una delle battaglie più cruente del primo scontro mondiale. Oppure il brano Scharnhorst racconta dell'incrociatore da battaglia tedesco affondato nel 1943.
Il platter prevede d'essere ascoltato tutto d'un fiato senza interruzioni e, come possiamo ben immaginare, gode di un potenziale corredo d'allusioni senza fine. In tutto si tratta di quattordici canzoni, in quattro delle quali prevale la parte strumentale, tatticamente sistemata per lasciare un po' di respiro in mezzo ad un sound molto aggressivo. I due vocalist Niggo Häggblom e Alva Sandström si prodigano in duetti, ma è il frontman a prendersi la maggior parte della scena. Nonostante ciò, tra il growl e il vocal fry del primo e il cantato pulito della seconda, anche le voci non fanno che confermare la varietà e l'energia di tutto The Somme. Ci sono poi basso e chitarre ben equalizzati, che creano un compatto strato di riff roboanti, che a sua volta la batteria mantiene e supporta, rimanendo costantemente su ritmi sostenuti.
Tra i brani più fortunati di questo secondo disco che segue Cor Oblivions, emerge su tutti il primo singolo estratto The Greatest Of Catastrophes, per cui è stato girato anche un video, seppur non particolarmente bello od originale. Il pezzo, di vena symphonic, si ispira agli avvenimenti della prima guerra mondiale e della crisi ucraina, ed è uno dei più melodici dell'intero lotto.

The Somme si adagerebbe dunque sulla soglia del disco che se la cava bene sia dal punto di vista compositivo che dell'esecuzione, pur rimanendo tutto sommato uno dei tanti, se non fosse per questa forte componente marziale intorno alla quale gira tutto. L'equilibrio è raggiunto: né troppo cattivo, né troppo stucchevole. Ma quale sarà la prossima idea per non tornare all'anonimia dell'esordio?



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Inverse Records
Gothic
Tracklist
1. Marseille 1914
2. The Greatest of Catastrophes
3. The Dirge
4. Lest We Forget
5. Medic
6. Blow Them to Hell
7. Altafjord
8. Scharnhorst
9. Reclaiming Ravenpoint
10. You Do Not Know What the Night May Bring
11. Minor Secundus
12. Tragédie
13. I Fear for Tomorrow
14. Somme
Line Up
Nico Häggblom (Voce)
Alva Sandström (Voce)
Björn Johansson (Chitarra)
Michael Mikander (Chitarra)
Mats Ödahl (Basso)
Mika Paananen (Batteria)
 
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