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Virulent Depravity - Fruit of the Poisoned Tree
08/06/2017
( 532 letture )
I Virulent Depravity sono un dinamico duo americano composto da Malcolm Pugh (noto per la sua collaborazione con gli Inferi) e Colin Butler formatosi nel 2015 e che a metà aprile ha pubblicato il suo primissimo full length.

La band si dedica essenzialmente a dipingere la realtà di un futuro distrofico in catastrofe attraverso un vertiginoso death metal brutale, arrangiato da una tecnica decisamente sopra le linee. Per tutta la durata di Fruit of the Poisoned Tree, le sei corde di questo due inedito dipingono trame che sembrano non avere fine, che si perdono per tutta la lunghezza del pentagramma, talvolta duellando in infinitesimali gare all'ultima nota.
Queste veramente impressionanti dote tecniche non si sono però realizzate in una produzione di altrettanto livello; Fruit of the Poisoned Tree è un disco debole in fatto di concretezza, in quanto le capacità dei due chitarristi si ingarbugliano nelle intricate trame che vengono create in ogni singolo pezzo. Lascia perplessi, ad esempio, il fatto che in differenti circostanze (come la traccia di apertura Serpentine Messiah) le tracce non abbiano una conclusione lineare, ma si perdano con soluzioni in dissolvenza con le chitarre che, in automatico, continuano a creare le loro note senza una reale chiusura.
Di conseguenza, in Fruit of the Poisoned Tree difficilmente si riescono a trovare canzoni fra di loro distinguibili o che, quantomeno, abbiano quella frizione in più in grado di lasciare realmente qualcosa di effettivamente tangibile all'ascoltatore che, alla fine dell'ascolto di questa produzione, ne esce con un pugno di mosche e molta confusione.

C'è poco da aggiungere, a causa di questa pedissequa estrema ricerca delle perfezione stilistica, questa primissima pubblicazione dei Virulent Depravity risulta tremendamente deludente e incompiuta.



VOTO RECENSORE
45
VOTO LETTORI
93.88 su 9 voti [ VOTA]
L'adoratore del cespuglietto muliebre
Venerdì 15 Settembre 2017, 15.56.47
3
Come album strumentale sarebbe stato veramente godibile, con a solo di ottima fattura ed arrangiamenti che certo non fanno gridare al miracolo, ma sono comunque apprezzabili... e tutto questo completamente rovinato da un'inutile e fastidiosa presenza di parti "cantate" e dai soliti suoni iperpompati e finti. Il risultato finale, come per la maggior parte degli album technical death metal, è l'equivalente di una gustosa bistecca ai ferri con sopra uno stronzo di cane. No, grazie, non ho appetito. P.s.: Mi sfugge il significato di "futuro distrofico in catastrofe", forse si voleva dire "futuro distopico e catastrofico"? Già che ci sono ammetto che non mi è chiara neanche la critica sui finali in dissolvenza e sulla ricerca della perfezione stilistica intesa come difetto, ma lì preferisco non conoscere le motivazioni.
LAMBRUSCORE
Giovedì 8 Giugno 2017, 16.39.22
2
Come si fa a dare 45 a dei mostri del genere, io mi fermo sul 75, perché per me oltre 50 minuti sono troppi. Agli amanti del Death tecnico piacerà...e parecchio, tecnica paurosa e pezzi che si possono assimilare dopo vari ascolti.
Undercover
Giovedì 8 Giugno 2017, 13.38.15
1
Malcolm Pugh questo tipo di difetto se lo trascina da tempo, diciamo che è un suo vizio, tant'è che anche gli A Loathing Requiem ne soffrivano e finivano per esserne gambizzati. Disco per onanisti e probabilmente anche loro potrebbero trovarlo "pesante".
INFORMAZIONI
2017
The Artisan Era
Technical Death Metal
Tracklist
1. Serpentine Messiah
2. Spineless Obedience
3. Your Demise
4. Desecrating Eden
5. Fruit of the Poisoned Tree
6. Bad Drug
7. Beyond the Point of No Return
8. Only Human
9. Mechanized Defilment
10. Crushed by Futuristic Filth
Line Up
Colin Butler: (Voce, Basso, Chitarra)
Malcolm Pugh (Chitarra)
 
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