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Aelter - IV: Love Eternal
08/06/2017
( 560 letture )
Mi sono divertita a comporre un florilegio di tutte le definizioni del genere suonato dagli Aelter trovate sul web. Si va da quelle canoniche, come darkwave e atmospheric folk, ad un più inusuale cinematic doom, fino a sempre più bizzarre classificazioni come western noir, americana noir o desertic drone. Per giungere ad un piccolo capolavoro: sepulchral lounge. Oziosi divertissement della sottoscritta a parte, è indubbio che vi sia un po‘ di verità in ognuna di queste fantasiose classificazioni; è poi lecito porsi in termini più generali il dubbio sulla liceità della diffusa compulsione a creare sempre nuovi generi e sottogeneri musicali.

Un incedere lento, cupo e sofferto caratterizza il quarto ed ultimo album di questa band originaria degli Stati Uniti più profondi, per la precisione del "Far West" dell’Idaho, di quella Boise già casa dei Wolvserpent, di cui qui ritroviamo come mastermind il chitarrista Blake Green, all’interno di un altrimenti piuttosto oscura line-up. Il sound è indubbiamente influenzato dal drone, per gli effetti psicotropi che i lunghi brani generano nell’ascoltatore e soprattutto da una potente vena folk che ricorda quella di band connazionali come 16 Horsepower, Gun Club, Wovenhand, ma in una versione ancora più cupa, rallentata e melmosa. In questo trascinarsi tetro e disperante delle melodie accompagnate da una voce roca, tenebrosa che ne amplifica meravigliosamente il mood scaturisce tanto una vena funerea quanto una voluttà estenuata. Insomma, il classico binomio di Eros e Thanatos ma in versione (Dark) Far West che non può non ricordare la colonna sonora di un capolavoro del western noir come Dead Man del meraviglioso Jarmusch ma anche alcuni passaggi musicali di The Hateful Eight di Tarantino. Quindi anche il riferimento al mondo delle colonne sonore cinematografiche è assolutamente pertinente.
La sensazione direi quasi fisica è quella di immergersi in un lento, denso fiume che attraversa i canyon della psiche portando l’ascoltatore ad approdi remoti e cupi che ricordano così tanto quelli narrati dal protagonista di Cuore di Tenebra di Joseph Conrad. Un viaggio fluviale metaforico che è un affondare nelle oscurità dell’animo umano e nella desolazione più tetra che sovente ne occupa il nucleo profondo.

Un disco che potrebbe essere tacciato di monotonia giacché le tracce effettivamente non differiscono molto l’una dall‘altra, ma che se fruito nelle giuste condizioni interiori ed ambientali determina un "trip" di grande potenza. E forse è proprio questo l’intento degli artisti, come sembrerebbero suggerire anche i titoli delle tracce, quasi capitoli di un unico viaggio sonoro: permettere all’ascoltatore di vivere la loro musica come un‘immersione panica in uno stato emotivo non certo agevole ma di sicuro intensamente suggestivo e conturbante.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
99 su 4 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Avantgarde Music
Doom
Tracklist
1. Introduction
2. Death Eternal
3. Love Eternal
4. Life Eternal
5. Hope Eternal
Line Up
B. Green
Z.V. House
E. Jensen
L. McFarland
B. Rushton
B. McConnell
 
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