Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Ne Obliviscaris
Urn
Demo

Rust
Rust
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

22/11/17
HYPERION
Dangerous Days

24/11/17
HOUSTON
III

24/11/17
STRAY TRAIN
Blues From Hell

24/11/17
AETHERIAN
The Untamed Wilderness

24/11/17
DEEP AS OCEAN
Lost Hopes | Broken Mirrors

24/11/17
LOCH VOSTOK
Strife

24/11/17
TAAKE
Kong Vinter

24/11/17
STARBLIND
Never Seen Again

24/11/17
SCORPIONS
Born To Touch Your Feelings

24/11/17
ALMANAC
Kingslayer

CONCERTI

18/11/17
EXTREME NOISE TERROR + GUESTS
CSO RICOMINCIO DAL FARO - ROMA

18/11/17
HELLOWEEN
MEDIOLANUM FORUM - ASSAGO (MI)

18/11/17
BE THE WOLF + GUESTS
OFFICINE SONORE - VERCELLI

18/11/17
MORTUARY DRAPE + SULFUR + PRISON OF MIRRORS
CIRCUS CLUB - SCANDICCI (FI)

18/11/17
CELESTIA + IMAGO MORTIS + BLAZE OF SORROW
COMUNITA' GIOVANILE - BUSTO ARSIZIO (VA)

18/11/17
HAVENLOST + DISEASE ILLUSION
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

18/11/17
ANIMAE SILENTES + VORTIKA
MOLIN DE PORTEGNACH - FAVER (TN)

18/11/17
DOMINANCE + CRISALIDE
BE MOVIE - SANT'ILARIO D'ENZA (RE)

18/11/17
UNMASK + KILLING A CLOUD
TEATRO LO SPAZIO - ROMA

19/11/17
CRIPPLED BLACK PHOENIX + EARTH ELECTRIC + JONATHAN HULTEN
SANTERIA SOCIAL CLUB - MILANO

Roger Waters - Is This the Life We Really Want?
08/06/2017
( 4691 letture )
Il 1 settembre 1992 esce Amused to Death di Roger Waters (49 anni).

Di cose in un quarto di secolo ne sono cambiate tante: l'esplosione definitiva della Repubblica Federale Socialista della Jugoslavia, i trattati di Oslo e di Maastricht, i presidenti americani Bush, Obama e infine Trump segnano bruschi cambiamenti, l'attentato al World Trade Center, la guerre civili in Libia e Siria, senza dimenticare il conflitto in Afghanistan e la grande crisi economica Europea. Ho citato pochissime cose, ma ne avrei potute portare alla luce tante altre e -con franchezza- ne avremmo potuto parlare per ore intere. Alcuni avvenimenti, come la caduta del muro di Berlino nel 1989, avevano dato una sorta di luce di speranza all'umanità, tuttavia il percorso storico che ci ha portato ad oggi ci ha mostrato come in realtà sia stato solo un mero bagliore. Andando avanti nel tempo questi eventi sono sempre più sporadici e, con l'uso dei mezzi d'informazione che c'è oggi, è anche più difficile e facile al tempo stesso credere a ciò che ci viene detto. Il tutto, indipendentemente dalle posizioni che possa prendere un individuo -che l'ex-Pink Floyd o una qualsiasi persona fra voi- non può far altro che generare un brutto senso di disillusione di straniamento rispetto alla realtà delle cose.

Il 2 giugno 2017 esce Is This the Life We Really Want? di Roger Waters (quasi 74 anni).

Il tempo, da sempre nemico dell'uomo e fattore che rende così tanto speciale la sua esistenza, passa inesorabile per tutti e così anche per il musicista inglese. Ad oggi quindi, inevitabilmente fa strano pensare a un suo nuovo disco, poiché allo stesso modo per lui, non deve essere stato facile convogliare tanta storia e un flusso di pensieri così corposo in cinquantaquattro minuti. Tutto il platter infatti è fortemente permeato di quelle sensazioni che discutevamo fino a poco fa: un forte senso di disillusione, la consapevolezza che il buonismo non paga e la -quasi- lugubre certezza che non vi è salvezza per l'uomo, che in un solo quarto di secolo è stato capace di tante azioni inconcepibili. Siamo lontani anni luce dall'aria di battaglia che abbiamo trovato in Amused to Death, opera artistica incredibile, costellata di uno spirito rock decisamente più forte e volitivo a cambiare le sorti del genere umano. Roger Waters ci crede decisamente meno e un'aria amara permea tutto il disco: tornano le atmosfere oscure e introspettive di The Wall, così come la critica sociale/politica di Animals. Ad accompagnare tuttavia l'opera non troviamo -nonostante qualche indiscrezione dei tempi passati che parlava di un probabile Gilmour alla chitarra- le grandi stelle del passato. Il posto del grande chitarrista d'eccezione, che in The Pros and Cons of Hitch Hiking era Eric Clapton e in Amused to Death era Jeff Beck, viene preso da un produttore. Nigel Godrich negli anni si è occupato principalmente dei Radiohead e di Thom Yorke, ma anche di artisti come Paul McCartney e R.E.M. Il suo tocco infatti si percepisce molto e conferisce a Is This the Life We Really Want? quel gusto di malinconia e cupezza tipico anche degli stessi Radiohead. Spariscono quindi gli inni rock come What God Wants, Pt.1 e i grandi assoli di chitarra, per lasciare lo spazio a paesaggi più distesi e riflessivi, così come quelli affini al prog rock anni settanta di natura floydiana.

Un minuto e mezzo abbondante ci introduce rapidamente in un ambiente ansiogeno e cupo al tempo stesso: il ticchettio di Time e quelle pulsazioni che aprivano The Dark Side of the Moon con Speak to Me/Breathe ci mettono immediatamente a disagio. Non passa molto che il tutto sfuma nella chitarra acustica che tanto richiama a quella di Mother. Chitarra, pianoforte e quella voce, quasi parlata più che cantata, tanto profonda ed espressiva tale da esser riconosciuta fra milioni. È questo Roger Waters a quasi settantaquattro anni, capace ancora di emozionare e chiudere la bocca dello stomaco. Niente chitarre distorte, niente stacchi rock con la batteria, poiché non serve niente di tutto ciò per essere pesanti come un macigno.

If I had been God
I would have rearranged the veins in the face
to make them more resistant to alcohol and less prone to aging
If I had been God
I would have sired many sons and
I would not have suffered the Romans to kill even one of them
If I had been God
With my staff and my rod
If I had been given the nod
I believe I could have done a better job
(Déjà Vu)


Roger Waters si mette nei panni di Dio e si sincera del fatto che, al posto suo avrebbe fatto un lavoro migliore, proteggendo tanti figli (intesi come essere umani ovviamente) e rendendo la pelle più resistente all'invecchiamento e ai piaceri come l'alcool. Siamo subito di fronte a uno dei pezzi più belli di tutto il disco.

And if I were a drone
Patrolling foreign skies
With my electronic eyes for guidance
And the element of surprise
I would be afraid to find someone home
Maybe a woman at a stove
Baking bread, making rice, or just boiling down some bones
If I were a drone
(Déjà Vu)


Nella seconda strofa l'artista continua a parlare da solo, chiedendosi cosa farebbe se dovesse impersonificare la figura di un drone mandato ad uccidere qualcuno. La macchina elimina il senso di responsabilità che c'è fra l'atto e l'assassino, facendo scivolare via così la crudeltà dell'atto. È a dir poco straziante pensare a quanta poca umanità c'è nell'immagine di un drone -inventato e costruito da un essere umano- che uccide una donna ignara che sta lavando i piatti ignara. Ovviamente l'immagine è solo un esempio per prendere in considerazione tutti i civili che vengono uccisi in guerre che non sono né volute né combattute da loro stessi.

And it feels like déjà vu
The sun goes down and I'm still missing you
Counting the cost of love that got lost
(Déjà Vu)


Alla fine non ci resta che tirare le somme, vedere come le vette delle montagne si siano appiattite, come i templi siano andati in rovina e come l'umanità navighi nell'incoerenza. Tutto suona tristemente come un Déjà Vu -per ritornare al discorso che apriva la disamina del disco- nel quale non possiamo che arrenderci all'idea che tutto ciò che perdiamo non è altro che l'amore per noi stessi e per il prossimo. Dall'urlo che lo ha reso tanto celebre, alle presunzioni strafottenti e sfacciate divine, passando per dei versi poetici Waters si dimostra ancora uno dei migliori parolieri viventi. Le ombre di Nobody Home tornano nei primi frangenti di The Last Refugee, dove -così come nel brano di The Wall- sentiamo le frasi di una radio accesa. Le atmosfere guardano molto al passato, mentre una vaga luce di speranza si accende fra i versi: sono le parole dell'ultima rifugiata che trova un momento di pace dopo la fine di una lunga guerra, immaginando un futuro felice e di pace, in grado di potergli far apprezzare anche le cose più semplici come il cielo stellato e il flebile sorriso di chi gli è accanto. Il brano non decolla volutamente mai continua sulle coordinate stilistiche precedenti, con una tastiera decisamente più presente e dilatata. Il video della canzone mostra una donna danzare fra le macerie, mentre lentamente i suoi vestiti e le ambientazioni attorno a lei cambiano: è la sua fantasia e la speranza che la portano lontano da quelle rovine a sperare in un futuro migliore. Tuttavia accanto a lei non vi è nessuno e nel finale vediamo la donna camminare su una spiaggia dove trova una bambola di pezza. Quel giocattolo è il simbolo della grossa mancanza che accompagna la figura, ovvero la propria figlia. Nonostante l'enorme spessore, il brano spicca di meno rispetto ai suoi ingombranti vicini. Picture That è infatti un altro pezzo da novanta, dalle atmosfere più rock che richiamano prepotentemente Animals.

Picture yourself as you lean on the port rail
Tossing away your last cigarette
Picture your finger pushing the doorbell
Picture the skull and crossbones on the doormat
Picture yourself on the streets of Laredo
Picture the casbah, picture Japan
Picture your kid with his hand on the trigger
Picture prosthetics in Afghanistan
(Picture That)


Senza mezzi termini, su synth pulsanti e una fredda e distante chitarra, Waters ci invita a visualizzare una serie di immagini che vanno dal suicidio di qualcuno che si stende su i binari di una ferrovia, alle protesi dei mutilati di guerra in Afghanistan, passando per i bambini soldato destinati a sparare. Tutte le immagini sono tratte da fatti realmente accaduti e vengono fortemente contestualizzati nel nostro presente, per dare ai versi una tinta ancora più viva e pulsante, come il basso dell'ex-Pink Floyd. Un punto di snodo fondamentale del brano è quando l'artista canta "Picture a leader with no fucking brains", verso che poi si ripete in loop durante il primo attacco di batteria della canzone. La frase è puramente dedicata a Trump, antagonista dei tempi moderni di Roger Waters e del suo ideale contro la guerra e può essere anche trovata nella pagina adiacente a quella del testo della canzone contenuto nel booklet della copia fisica. Continuano poi le immagini agghiaccianti e l'autocitazionismo rétro, tuttavia moderno al tempo stesso e spregiudicato dei versi "Follow Miss Universe catching some rays / Wish You Were Here in Guantanamo Bay". Le invettive, tra sputi e lupi che ululano continuano in un atmosfera molto più disillusa e acustica. Broken Bones è l'immagine dei risultati catastrofici delle nostre scelte storiche, che ci hanno portato a non aver imparato nulla dagli eventi passati.

When World War II was over
Though the slate was never wiped clean
We could have picked over them broken bones
We could have been free
But we chose to adhere to abundance
We chose the American Dream
And oh mistress liberty
How we abandoned thee
How we abandoned thee
And oh Mistress Liberty
How we abandoned thee
(Broken Bones)


Dalla fine della seconda guerra mondiale Waters si aspettava che gli uomini scegliessero la libertà e la possibilità di rimettere a posto le loro ossa rotta. Tuttavia la scelta è ricaduta sul tanto criticato sogno americano, che ha portato la società ad essere avida ed egoista. Il cantato si sposta lentamente da toni più soffusi e profondi fino ad arrivare alle classiche urla del bassista, accompagnate da chitarre più distorte e da un tragico arrangiamento d'orchestra. Ancora una volta le artwork nel booklet sono eccezionali e vediamo come la statua della libertà, richiamata dai testi, sia stata abbandonata a se stessa, mentre viene sorvolata da dei caccia bombardieri.

We cannot turn back the clock
Cannot go back in time
But we can say "fuck you"
We will not listen to
Your bullshit and lies
Your bullshit and lies
(Broken Bones)


Non possiamo portare indietro il tempo, dono che dobbiamo spendere adeguatamente poiché non tornerà mai più indietro, ma possiamo svegliarci e capire che dal passato forse non c'è nulla da imparare. Se tutto ciò che è accaduto ci ha portato alla situazione attuale, allora è davvero giusto dire che bisogna sempre imparare dal passato? Dobbiamo quindi liberarci di quello che è stato costruito e non ascoltare tutto ciò che ci viene raccontato. Il linguaggio nudo e crudo di Waters rimette in piedi la critica all'educazione che tanto ha fatto successo nel primo disco di The Wall con Another Brick in the Wall (Part II), tuttavia qui raggiungiamo lidi ancora più orientati ad una critica globale al genere umano. La voce del già citato Donald Trump apre la titletrack, altro punto altissimo di tutto il platter. La canzone richiama alla lontana le atmosfere ansiogene dei King Crimson, con una sorta di arrangiamento dilatato che ricorda alcuni dei lavori più recenti dei Mogwai. Il tutto condito dal forte tocco di Nigel Godrich, soprattutto nella scelta dei suoni e degli effetti, e dalle parole funeree del bassista.

It’s not enough that we succeed
We still need others to fail
Fear, fear drives the mills of modern man
Fear keeps us all in line
Fear of all those foreigners
Fear of all their crimes
Is this the life we really want?
(Is This the Life We Really Want?)


La totale assenza di speranza marca come l'uomo nei suoi corsi storici più recenti abbia fallito e come debba ancora passare per altri fallimenti prima di capire quale sia la giusta strada. Alla base di questo fallimento vi è la paura -soprattutto per ciò che è diverso- che ci tiene tutti al nostro posto e ci fa diventare completamente insensibili.

And every time a student is run over by a tank
And every time a pirate’s dog is forced to walk the plank
Every time a Russian bride is advertised for sale
And every time a journalist is left to rot in jail
Every time a young girl’s life is casually spent
And every time a nincompoop becomes the president
[...]
So, every time the curtain falls
Every time the curtain falls on some forgotten life
It is because we all stood by, silent and indifferent
It's normal
(Is This the Life We Really Want?)


Durante i versi continuano le dure critiche, le immagini violente di vite che vengono spente, studenti calpestati dai carri armati e -ovviamente- l'immagine di un "nincompoop" (persona senza buon senso, inutile e stupida) Trump che diventa presidente. La pesantissima aria che si respira nelle dure parole verso la società e le scelte politiche viene accompagnata da continui crescendo musicali dovuti all'arrangiamento dell'orchestra. Ci sarebbe da citare tutto il testo nella sua interezza per quanto esso sia brillante: nonostante le tante immagini proposte l'umanità rimane indifferente e in silenzio, di fronte al sipario che cala sulla vita -presto dimenticata- degli altri. Il fatto che tutto ciò sia al giorno d'oggi qualcosa "di normale" è il cardine tematico del brano, nel quale il disprezzo per il comportamento dell'essere umano dell'ex-Pink Floyd esplode paragonando gli uomini a delle formiche che non hanno abbastanza quoziente intellettivo per distinguere il dolore dai sentimenti altrui. La marcia funebre di Is This the Life We Really Want? viene brutalmente troncata da Bird in a Gale, pezzo dal forte sapore elettronico che, fra collage musicali e speaker, esplode in uno scenario settantiano che adocchia vagamente Sheep. Il brano parla di un ipotetico volo spezzato, poiché di fatto siamo uccelli in gabbia e si riallaccia alla tematica dell'indifferenza per il dolore altrui. Ad ispirare il pezzo all'artista è stata una foto di un bambino siriano, trovato senza vita sulle coste turche.

The loon is howling at the sea
Can I crash out on your floor?
Is there room in the story for me?
(Bird in a Gale)


Waters si chiede se c'è posto anche per lui su quella spiaggia, per morire insieme al bambino e avere il suo tragico posto di storia. Le atmosfere alienanti e ossessive continuano imperterrite, toccando momenti di lieve psichedelia e spostandosi fra gli abissi più profondi della disperazione. Ritorna un momento poi di finta leggerezza con The Most Beautiful Girl, ballad che miscela le atmosfere più cupe di The Wall alle tematiche di Watching Tv in Amused to Death. Il brano non tocca musicalmente quegli apici, illudendoci tuttavia che la musica ci riservi dei testi più pacati.

She may well have been
The most beautiful girl in the world
Her life snuffed out
Like a bulldozer crushing a pearl
(The Most Beautiful Girl)


Tuttavia come detto poche righe prima, la leggerezza è illusoria poiché l'immagine della vita di una ragazza, che si sgretola come una perla schiacciata da un bulldozer è assolutamente devastante. Al di là delle parole toccanti, la prestazione vocale di Waters non è tra le migliori in questo pezzo e insieme a Bird in a Gale i due brani mostrano il lato più fiacco -perlomeno musicalmente- del platter. A riportare tuttavia il livello alto ci pensa il primo singolo estratto da questo album, ovvero Smell the Roses. Il pezzo è forse quello che si avvicina di più al sound dei vecchi Pink Floyd, rimandandoci vagamente a un incrocio fra Have a Cigar e Dogs. Circa a metà canzone troviamo un lungo ponte che spezza egregiamente la composizione, fatto di ticchettii, cani che abbaiano e un reprise con un breve assolo di chitarra, che reintroduce il ritornello della canzone.

Wake up
Wake up and smell the roses
Close your eyes and pray this wind don't change
[...]
Wake up
Wake up and smell the phosphorus
This is the room we keep the human hair
[...]
Wake up
Wake up and smell the bacon
Run your greasy fingers through her hair
This is the life that you have taken
[...]
Wake up
Wake up and smell the roses
Throw a photo on the funeral pyre
(Smell the Roses)


Roger Waters ci invita ad annusare le rose, intese come simbolo di benestare e ad augurarci che il vento che ci lascia questo profumo non cambi. Ben presto l'odore di rose si trasforma in fosforo e successivamente in pancetta (simbolo della carne umana carbonizzata). Questo cambiamento è dovuto alle guerre, alle scelte di un potente che sta progettando una guerra e costruendo bombe che portano i nomi delle loro vittime. La critica alla guerra, da sempre snodo principale delle tematiche del bassista, emerge ancora una volta aspramente, fino a scoppiare sul finale, nel quale l'odore di rose che sentiremo dopo tutto ciò è quello di una pira funeraria. Dopo tanta distruzione, il disco va a chiudersi in maniera quasi inaspettata con tre brani che in realtà sono tutti direttamente collegati in una sorta di suite. Passiamo dalla totale assenza di fiducia nel genere umano all'unica via di salvezza, ovvero l'amore. Oltre a criticare e ad inveire contro i problemi l'artista offre sul finale una soluzione. Wait for Her è ispirata a Lesson From The Kama Sutra, un poema del poeta palestinese Mahmoud Darwish. Il brano vede una bellissima prestazione di Waters al microfono, sullo sfondo di una leggerissima chitarra acustica e di un pianoforte denso avvolgente.

Speak softly as a flute would to a fearful violin
Breathe out
Breathe in
(Wait for Her)


Così come la musica, anche le parole sono di una delicatezza incredibile, basta pensare al paragone di un amante che parla con la stessa dolcezza di un flauto a uno spaventoso violino. La canzone in sé non è speciale, tuttavia l'incastro fra gli evocativi versi e la morbidezza della musica funziona egregiamente. Il pezzo va a crescere fino all'arrivo delle chitarre distorte, che vanno a dare una tinta maestosa all'incedere del brano. Approdiamo così in Oceans Apart, cullati dalla nitida impressione di essere di fronte a una infinita distesa blu, dove i versi dei gabbiani regnano sovrani insieme allo sciabordio delle onde. L'attesa tutta via della donna che aspettavamo nel brano precedente sembra vana.

She was always here in my heart
Always the love of my life
We were strangers, oceans apart
But when I laid eyes on her a part of me died
(Oceans Apart)


Il tempo passato spira via, insieme a una parte di noi, che non aspettava altro che l'amore della nostra vita (e la salvezza). I versi, nonostante la loro tragicità, emancipano un senso di speranza poiché ci fanno rendere conto che ci sono cose per la quale vale la pena vivere e combattere. È questo qualcosa, ovvero l'amore -inteso nel senso ampio del termine- a poterci cambiare la vita e a liberarci della nostra parte peggiore, sia nella buona che nella cattiva sorte. Roger Waters descrive infatti in A Part of Me Died come dentro ognuno di noi ci sia una parte più fredda, cinica ed egoista, che mira a farci rimanere indifferenti di fronte ai crimini contro l'umanità per tutelarci. Il pianoforte e le chitarre distorte che abbiamo trovato sul finale di Wait for Her tornano sulla conclusione di quest'ultima traccia, autentico e tombale testamento dell'argomento "amore" per l'artista inglese.

Bring me a bowl
To bathe her feet in
Bring me my final cigarette
It would be better by far to die in her arms
Than to linger in a lifetime of regret
(A Part of Me Died)


Le parole, tra le più belle del disco, chiudono quest'opera in maniera precoce e vaga. Soprattutto da un punto di vista musicale A Part of Me Died si va a spegnere in maniera troppo rapida e sconclusionata, lasciandoci l'impressione che il platter sia stato mozzato all'improvviso. Probabilmente una scelta stilistica, tuttavia del tutto contestabile.

Is This the Life We Really Want? è un disco decisamente ostico, soprattutto dal punto di vista tematico e complessivo. Non sembra di essere di fronte ad un'opera musicale, ma la percezione che si ha è quella di essere nel salotto del musicista inglese ad ascoltarlo durante una sua lunghissima orazione che spazia fra critiche sociali/politiche, disillusione, amore e massimi sistemi. Infatti la cosa che più colpisce di questo platter è quanto esso spezzi la tradizione dei lavori precedenti, poiché ora abbiamo davvero l'impressione di trovarci di fronte Roger Waters e basta, accompagnato dalle sole atmosfere e da tutti i suoi pensieri, poiché non ci sono altri protagonisti in questa storia. In alcuni frangenti tutto ciò ha i suoi aspetti positivi, poiché abbiamo fra le mani un disco con delle parole a dir poco superlative e commoventi, nonché tremendamente personali, in altri invece si percepisce la netta sensazione che la musica sia solo un mero accompagnamento all'ego smisurato (in parte giustamente) dell'ex-Pink Floyd. Vengono purtroppo a mancare i momenti memorabili -almeno da un punto di vista strettamente musicale- delle composizioni passate e la loro assenza purtroppo si sente. Tutto ciò rende questo platter non di certo un disco da macchina, ma un'opera da approcciare quando si è ispirati, pronti ad ascoltare -nel senso ampio del significato della parola-, con testi e booklet alla mano. Tuttavia non possiamo negare di essere nuovamente di fronte a uno dei tanti lavori dal valore artistico immenso di quest'uomo, che nuovamente si approccia al mondo dell'arte a trecentosessanta gradi. Is This the Life We Really Want? è a tutti gli effetti il disco di un uomo che si avvicina ai suoi settantaquattro anni con sofferenza e con la rabbia di non aver visto cambiare le cose nel quale sperava. Fatte queste premesse e volendo contestualizzare quindi l'album nel personaggio di Roger Waters, è inevitabile che le scelte stilistiche acquistino un senso ben definito. Credo vivamente che con questo lavoro l'artista inglese abbia ancora una volta voluto dire la sua, senza pretese o senza aspettative da parte nostra. La domanda che ci possiamo porre è: abbiamo ancora bisogno oggi nel 2017 di qualcuno che ci dica tutto ciò? La risposta è sì, a caratteri cubitali. L'unica riflessione che mi viene in mente per chiudere questo scritto è che, in tutte le possibilità che abbiamo avuto, ad oggi siamo tremendamente fortunati a condividere il nostro tempo con un artista come questo.



VOTO RECENSORE
86
VOTO LETTORI
75.73 su 63 voti [ VOTA]
Mauro
Giovedì 10 Agosto 2017, 11.27.02
70
Caro Roger, quanta rabbia scorre ancora nelle vene.... Quanta voglia di far "recepire" alla massa il messaggio che dai tempi di The Wall continui a raccontare. Mancano gli assoli del compagnio di viaggio ... vero, ma sinceramente sarebbe stato quasi banale,, scontato. Questo album ha una sua precisa identità, pur con i richiami alle canzoni del passato. La musica a servizio del testo, dei pensieri che Waters vuole comunicare. Siamo distanti dal rancore che traspare in "The Final Cut", si sente che gli anni passati sono serviti a placare certi sentimenti negativi. Concordo con il fatto che il disco sembra troncato a metà, sembra che manchi il lato "B", forse manca davvero o è fatto di proposito? Buon ascolto.
nonchalance
Mercoledì 26 Luglio 2017, 15.54.36
69
A quanto pare, il tribunale di Milano ha deciso che il disco non potrà più essere venduto nei negozi per “impedire la propagazione dell’illecito”. Quindi, solo tramite gli store on-line.. Mah?! O.o
Psychosys
Venerdì 30 Giugno 2017, 0.55.19
68
Ho ascoltato per la prima volta oggi il disco in enoteca con un buon bicchiere di borgogna per le mani. La sensazione è che il disco sia ben composto e ispirato ma complessivamente è molto legato alla tradizio floydiana. I capolavori di Waters sono Animals (quasi completamente suo) e The Wall (scritto interamente da lui, non dalla band) e non si riuscirà mai a distaccare da queste sonorità: "Is This The Life We Really Want?" ne è la conferma. Waters si conferma comunque un artista molto intelligente: piuttosto che scrivere in 25 anni album molti album con 2-3 canzoni ispirate ha "raccolto" tutte le sue tracce migliori e le ha inserite in un solo disco. Detto questo il disco a primo impatto mi è piaciuto: nulla di innovativo ma la qualità delle singole composizioni è alta.
Meuro75
Giovedì 29 Giugno 2017, 23.40.30
67
Ho ascoltato il disco in modo molto critico,forse un po prevenuto sull assegnare una personale bocciatura a un disco di Roger Waters dopo 25 anni di silenzio (che avrà da dire ancora dopo aver sfornato capolavori come THE DARK SIDE-THE WALL) ..poco fiducioso in questo nuovo lavoro...dopo 3 giorni di ascolti più o meno continui posso dare il mio primo appassionato giudizio...disco meraviglioso...ma il nobel alla letteratura per Waters a quando ?
marco
Mercoledì 21 Giugno 2017, 14.06.20
66
dice bene Fabio Rasta... se fossero ancora insieme avremmo capolavori a non finire.. a questo disco mancano le chitarre, sembra quasi che per un dispetto all'ultimo minuto le abbia tolte.. se ci fate caso in molti passaggi la ritmica è impostata per ospitarle ma nisba.... non ci sono. sarebbe interessante chiederglielo in qualche intevista
Fabio Rasta
Lunedì 19 Giugno 2017, 10.17.18
65
X Gabriele al 63: insieme ci hanno regalato enormi capolavori ed emozioni infinite, grazie anche agli altri 2 e all'eredità spirituale di SYD. Il problema credo che non sia mai stato GILMOUR ma la psicosi depressiva di WATERS unita ad una mania di controllo assoluto inaccettabile per un artista creativo come DAVID GILMOUR. Le dinamiche che traspaiono dalle loro storie, purtroppo è cosa arcinota, sono + o - quelle. Destino... Io questo disco non ho il coraggio di ascoltarlo. Ho paura di trovarmi un altro Final Cut e mi sa tanto che ho ragione. Dimmi tu se sbaglio!?
Fabio Rasta
Lunedì 19 Giugno 2017, 10.05.18
64
... e pensare che x me quella copertina è terrificante. Lo dissi già al 32 senza nulla conoscere. Sembra la storia di Michael Jackson che aveva copiato da Al Bano che aveva copiato dagli Ink Spots che avevano copiato dai pellerossa d'America. Tanto rumore x nulla ma alla fine contano i soldi che piovono sul bagnato e agli indiani vaiolo e cannonate. E se i pochi rimasti protestano via con le ruspe. Scusate lo sfogo...
Gabriele
Lunedì 19 Giugno 2017, 1.03.28
63
Dico solo che questo è un disco meraviglioso, ma non posso esimermi, accostandolo a Rattle That Lock, dal pensare che ad entrambi manca un po' l'uno dell'altro per essere perfetti. Peccato, perché entrambi sono ancora qui. Due personalità che musicalmente potrebbero ancora dare alla luce lavori di enorme spessore. E che purtroppo sono incompatibili
Psychosys
Domenica 18 Giugno 2017, 20.37.44
62
Ho letto anche io la notizia sul presunto plagio. Mi sembra una questione abbastanza ridicola perché Isgrò e Waters lavorano in due campi diversi. Waters è un musicista (arte performativa), Isgrò si occupa di arti figurative. E non mi risulta che le copertine dei dischi siano considerate arte figurativa. Mi sembra quasi stupido parlare di plagio quando si tirano in ballo due cose così diverse.
Jimi The Ghost
Domenica 18 Giugno 2017, 19.24.50
61
L'arte è una cosa seria, la cover di un disco un po' meno. Certo, una copertina aristicamente di impatto rafforza il contenuto delle sonorità dandone maggiore forza al significato della musica in esso contenuta. D'altro canto È piuttosto noto che Emilio Isgrò ha fatto del linguaggio artistico della "cancellatura" la sua peculiare cifra stilistica e quindi ha tutte le giuste motivazioni gridare al plagio. È anche ben noto che Man Ray, artistista del movimento Dadaista, quindi prima di Isgrò, fu autore di un'opera intitolata "Poema ottico" che si basa, appunto, sulla "cancellatura" con righe nere su fondo. La domanda è chi copia chi? Il copyright che limiti ha, oggi, nell'imper-comunionedelle informazioni nell'epoca del web? Forse aveva ragione Pablo Picasso, sempre per rimanere in tema di arte, che “I mediocri imitano, i geni copiano” e anche in questo caso, se fosse mai accertato il plagio da organi più competenti di tutti noi, Waters si è dimostrato nuovamente quel "genio" assoluto. Un saluto. Jimi TG
Rob Fleming
Domenica 18 Giugno 2017, 15.12.56
60
@Michele "Axoras": ciao Michele, come fa dire Robert Ludlum al suo personaggio Jason Bourne, "il riposo è un'arma". E scrivere alle 2 di un sabato sera può in effetti non aiutare. In ogni caso, ricordati che siamo il paese de' "I cigni di Balaka". Ma pensa anche a Jake Holmes che ci ha messo 50 anni per rendersi conto che la sua Dazed and Confused pubblicata nel '67 era molto simile a quella di chi sappiamo tutti. E lui nel '67 apriva per gli Yardbirds il cui chitarrista era... Per quanto riguarda l'Urlo di Munch direi che lo stesso Waters o Scarfe o Parker dovevano averlo bene in mente quando fecero la locandina di The Wall. Adesso attendiamo gli sviluppi
Michele "Axoras"
Domenica 18 Giugno 2017, 12.00.48
59
@RobFleming: Ciao Rob, effettivamente mi sono espresso malissimo, ma era tardi ed ero assonnato eheh. Dire "stato italiano" per intendere Italia è stato effettivamente fuorviante. Quello che volevo dire, è che quando succedono cose del genere, ci siamo spesso e volentieri di mezzo noi. La mia critica quindi era pertanto rivolta al fatto che, con miliardi di copertine, di miliardi di gruppi, alla fine è nel nostro stato che saltano fuori situazioni in cui si deve supporre che Roger Waters plagia Emilio Isgrò (dai, ammettiamo che fa ridere come frase XD). Per il resto, per quanto posso trovare piacevoli le opere dell'artista, trovo comunque becera la figura di dover chiamare in giudizio qualcuno per un eventuale plagio su uno stile/tecnica. Perché allora ci sarebbero infinite persone da chiamare in giudizio. La tecnica con cui è stato fatto l'urlo di Munch è tremendamente simile a quella della copertina di In the Court of the Crimson King. E questo è il primo mero esempio che mi viene in mente, ma troppi ce ne sono. Sono ovviamente aperto a ogni interpretazione, ma rimango vivamente convinto che per finire sulla bocca di tutti ci sia bisogno dell'arte, non delle cause ad artisti più noti. In questo, alla fin dei conti, puntavo quando dicevo che l'Italia, a livello internazionale, sta facendo una becera figura.
Rob Fleming
Domenica 18 Giugno 2017, 9.22.54
58
Premettendo che io Isgrò prima del post di @Raven non l'avevo mai sentito nominare, non capisco cosa c'entri lo stato italiano nella causa di plagio promossa da Isgrò stesso contro Roger Waters. Lo stato italiano non c'entra niente. E' stato Isgrò tramite i suoi legali a promuovere una causa innanzi al Tribunale di Milano, Sezione specializzata in materia di impresa. In pratica è Isgrò che vuol monetizzare. Peraltro che ci sia qualcosa che non torna lo dimostra il fatto che le due opere incriminate (o per lo meno quelle cui la stampa fa riferimento) e cioè "Cancellatura" e "Il Cristo Cancellatore" sono caratterizzate da singole cancellature di singole parole, mentre la copertina di Waters presenta una unica traccia sino alla parola che si vuol lasciare in evidenza. Insomma per me già sapevano che stavano facendo qualcosa di poco trasparente e volevano preordinarsi una difesa. Poi, magari, troveranno l'accordo e il nome di Isgrò finirà nei credits e verrà risarcito con un somma X. O magari il Tribunale darà ragione alla Sony per qualche cavillo di cui non siamo a conoscenza. Le mie sono ovviamente supposizioni, ma di sicuro lo stato italiano per quanto contestabile sotto tanti profili in questo caso, attraverso una pronuncia di un Tribunale, sta difendendo i diritti di un suo cittadino. E non sta facendo nessuna becera figura.
Michele "Axoras"
Domenica 18 Giugno 2017, 2.00.58
57
Polemica sterile quella sulla grafica. Le opere sono sotto copyright, non gli stili. Se si dovesse giudicare per plagio qualsiasi cosa che viene fatta sotto un determinato stile, i precursori di qualsiasi cosa dovrebbero avere dei soldi per armare una guerra nucleare e sarebbe la morte dell'arte. Io penso semplicemente -pur essendo una persona nettamente anticomplottista- che questo sia un becero modo da parte dello stato italiano (che fino a ieri non sapeva neanche chi fosse Isgrò) per mettere le mani su dei soldi. Ennesima figura becera di uno stato becero. Senza togliere niente all'autore delle opere, che per inciso apprezzo anche, alla fine dei conti mi viene -ironicamente- soltanto da pensare che allora anche io potrei essere chiamato in tribunale per i miei quaderni di ingegneria, ricchi di cancellature, cose riscritte e frasi.
d.r.i.
Sabato 17 Giugno 2017, 23.20.39
56
Io sono coerente e continuo ad affermare che bisogna che gli artisti, come tutti i lavoratori che se lo possono permettere, dovrebbero andare in pensione. La pensate diversamente ok perfetto pazienza.
Raven
Sabato 17 Giugno 2017, 22.14.53
55
La polemica sul plagio dell'opera di Isgrò è già scoppiata, ed in effetti...
Ilprognne'pertutti
Sabato 17 Giugno 2017, 21.49.35
54
Discreto lavoro che risente di una carriera lunga e importante. Devo anche segnalare che la grafica in copertiina e' una palese copia di un noto artista contemporaneo italiano.....Molto spesso il buongiorno si vede dal mattino voto 65/70 + per la storia che per il lavoro in ss'
Luigi
Martedì 13 Giugno 2017, 17.12.20
53
@obscuresolstice straquoto! Quindi in base al ragionamento di tanti sul eta che avanza ecc ecc, quindi deduco che preferite un Cornell suicida sulla cinquantina che un illan sulla settantina a mezzo servizio? Io opto per la seconda. (la mia è una provocazione) Non capisco a tanti cosa passa per la testa è inevitabile ce con l'eta non si è più quelli di una volta, sapete anche loro sono umani? Si ma, si deve ritirare tizio x, da quando esprimere un arte una carta d'identità? Plagerei oro da ora per vedere Cornell scrivere musica a 70 anni, per non parlare dei Led Zeppelin se ancora John Bonham fosse quiancora con noi, che so negli anni 90 sull'ondata grunge, oppure vogliamo parlare della reunion dei Beatles dei primi 2000?! Meno mestruo e siate coerenti che poi tutto sommato per le nuove leve siamo sempre i soliti quattro che li sostenono. Eterna lamentela italiana, come la mia del resto
ObscureSolstice
Lunedì 12 Giugno 2017, 23.02.23
52
Lemmy l'ha persa molto la voce nel corso del tempo, che quasi non si capiva più niente cosa dicesse, fino a doversi reggere su un bastone, ma se tu gli avessi detto di fermarsi e lasciare perdere la musica, lui sicuramente ti avrebbe rivolto un dito medio. Fuck you! Che poi..se vogliamo dirla tutta..ci sono sempre gli intoccabili o meno nei ragionamenti collettivi della gente, e Lemmy è uno di questi, trovatemi qualcuno che coerentemente ha mai detto che Lemmy avrebbe dovuto smettere: nessuno. Eppure, con tutto il rispetto che nutro per Lemmy che lo considero l'Elvis del Metal, negli ultimi tempi arrancava e sembrava quasi aspettare la morte. Avrebbe potuto riposarsi, ma se uno vuole divertirsi di musica fino all'ultimo dei suoi giorni è giusto che lo faccia, dischi buoni o brutti. Dato che oramai è una moda voler togliere di mezzo con poco rispetto e poca riconoscienza tutte le icone che hanno lasciato qualcosa alla musica, allora non frigniamo quando alla buon ora viene a mancare un nostro idolo, sono tutti ormai grandicelli. Album godibile e molto ispirato
d.r.i.
Lunedì 12 Giugno 2017, 15.02.06
51
@Silvia: sotto sondaggi c'è "Chi mandereste in pensione?" e li ho dato la mia opinione, opinabile ma coerente.
Metal Shock
Lunedì 12 Giugno 2017, 14.22.10
50
@D.r.i.: non rubarmi il merito dei gruppi da pensionare, avevo iniziato io, ahahah @Silvia: uno: si` esiste un topic del genere, cerca nei sondaggi mi sembra, o extra metal. Due: quando dico che un`artista, o gruppo, puo` andare in pensione e` perche` non ha piu` niente da dire a livello artistico, pubblicando album di routine, senza grandi canzoni. E poi perche` dal vivo non rendono piu` come un tempo, sopratutto per i cantanti che col tempo, a parte rari casi, perdono la voce. Ma essendo in minoranza sull`argomento chiudo qui.
Rob Fleming
Lunedì 12 Giugno 2017, 12.12.28
49
@Macca: condivido parola-per-parola ogni virgola. Per me, ripeto, è bellissimo, ma non si può non riconoscere che prima ci sono stati The Wall, The Final Cut e The Pros and Cons of Hitch Hiking. L'impronta stilistica è quella.
Macca
Lunedì 12 Giugno 2017, 11.47.21
48
Per ora ha girato solo 3 volte sul piatto quindi non sono in grado di dare un parere, tuttavia da un punto di vista musicale ho subito sentito un forte odore di "già sentito" (Deja vu ricorda molto da vicino Mother, Picture That mi ha ricordato le atmosfere di Animals solo per citare due episodi). L'impronta di Waters è inconfondibile e da The Wall il marchio è quello, credo si tratti di un lavoro notevole a livello lirico e concettuale ma a 70 e passa anni credo sia difficile scrollarsi di dosso il proprio bagaglio e il modo di scrivere e comporre utilizzato da una vita. E secondo me si sente. Approfondirò nelle prossime settimane.
Silvia
Lunedì 12 Giugno 2017, 10.13.47
47
@Michele, ok, capisco il tuo punto di vista! Cmq tutta questa discussione mi rende molto curiosa, alla fine l'ascolterò! @d.r.i , ma perchè c'è un topic sulla pensione?
d.r.i.
Lunedì 12 Giugno 2017, 8.33.52
46
@Metal Shock commento 19: a dire il vero il post sulla pensione l'ho aperto io sul forum
Michele "Axoras"
Lunedì 12 Giugno 2017, 8.13.47
45
@SubZero: O CD in cartone o LP in vinile.. non ci sono altre edizioni! @Silvia: in realtà mi sembra di averne parlato e non poco. Poi non mi sono soffermato su ogni singolo passaggio, poiché a parte episodi un po' più atipici come Bird in a Gale -che poi non è neanche il brano più riuscito- da un punto di vista musicale il disco risulta più leggero e meno incisivo di quanto non lo sia nelle tematiche e liricamente
Silvia
Lunedì 12 Giugno 2017, 0.34.06
44
@Metal Shock ma "andate in pensione" non si puo' dire solo perchè il gruppo è in la' con gli anni... L'espressione artistica non ha eta' anagrafica. Detto questo ritengo questa recensione bellissima ma adatta più x un poeta che x un musicista. @Michele, come mai non hai parlato della musica di questo disco?
Sub zero
Domenica 11 Giugno 2017, 20.08.27
43
Aaahaha da the wall il nulla. Ecco i soliti esperoni haha. MMM ma Perchè trovo solo la versione in cartone? Odio i cd in cartone, voglio la classica custodia di plastica. Esiste? Esiste una versione limited edition o roba del genere?Grazie
Anthony
Domenica 11 Giugno 2017, 16.08.46
42
Ecco il genio. Suarez il the wall è nelle tuw orecchie.
Suarez
Domenica 11 Giugno 2017, 15.21.24
41
Da The Wall in poi, il nulla
Metal Shock
Domenica 11 Giugno 2017, 5.25.45
40
@Pink: a parte i dischi di Iron e Metallica che dividono un po` i fans, ma la maggior parte li apprezza, come pure la critica, quasi tutte le altre bands del passato sono esaltate sia su disco, mai sotto un 7,5 (e parlo della critica in generake, non solo di Metallized), che dal vivo, dove sopratutto per i limiti dei cantanti di una certa eta` si sente che non sono come un tempo (esempio i Judas esaltati con frasi del tipo "grande prova di Haltford" quando si sente che e` completamente svociato, e la lista e` lunga). Sono sopratutto i fans che mitizzano i vari artisti, quando tutto quel che fanno e` oro colato e guai una critica costruttiva, o un "sono da pensione", sei quasi linciato dai piu`. E se vai a leggere i commenti qui o sul forum, il tenore e` quello. Questo disco, come dite in tanti, sara` un capolavoro che solo Roger puo` scrivere, non un pinco pallino qualsiasi...ma ne sei sicuro?? Magari qualcuno ha gia` fatto un disco cosi` ma e` passato inosservato perche` non e` Waters o non e` stato pubblicizzato a dovere. Nel metal quante band hanno fatto dischi fenomenali che in pochi hanno considerato??? La lista e` lunga ed anche oggi e` aggiornata in continuazione...
Salvo
Sabato 10 Giugno 2017, 22.25.11
39
azz... lo devo ascoltare, si è messo a fare metal ?
Fabio Rasta
Sabato 10 Giugno 2017, 18.25.29
38
.... è infatti normalissimo che ci sia dell'aspettativa maggiore verso artisti che fanno parte della Tua storia e del Tuo passato. Ti emozionarono allora e speri di riprovare in parte determinate sensazioni.
Pink christ
Sabato 10 Giugno 2017, 17.48.03
37
@Metal Shock:"il fatto che negli ultimi anni artisti e band famose sono divinizzate, per cui tutto quello che fanno in studio o live e` meraviglioso" A me sembra l'esatto contrario. Quando si parla degli utlimi album di band o artisti famosi, ci si aspetta sempre l'ennesimo capolavoro o un copia e incolla dei loro album più famosi. E se non è cosi giù critiche e accuse (Metallica, Cradle, Maiden,Slayer, Rolling stones....devo continuare?) Gli artisti storici son sempre bombardati da frasi tipo "non son più quellli di una volta, i primi dischi erano meglio, si son venduti e roba simile...Waters ha fatto un capolavoro e se lo faceva Gianni Pippolo era cmq un capolavoro.Ma Gianni non avrebbe mai potuto fare un lavoro cosi, mentre Waters si.Ecco perchè è un genio
Pink christ
Sabato 10 Giugno 2017, 17.37.59
36
Senza dubbio non è un album allegro e spensierato. E' tipico di Waters, testi che ti fan riflettere e musica che ti trasporta all'interno del tuo io più profondo e negativo. E' un album depresso si, ma con la solita vena artistica di Waters che rende tutto poetico e nostalgicamente dolce. L'ho comprato oggi, l'ho ascoltato tre volte e poi ho dovuto farmi una dose di Reign in blood e Arise per riprendermi dal viaggio con l'ultimo di Waters. Ma è un viaggio che vale la pena fare, io do un bel 85 all'album. Non fa rimpiangere i Pink Floyd anche se non siamo agli stessi livelli di genialità di The wall o il già citato Live a Pompei.
Michele "Axoras"
Sabato 10 Giugno 2017, 17.31.47
35
@FabioRasta: C'è sempre un momento particolare per un disco .. è solo questione di tempo. Quando ti andrà non tirarti indietro, l'ascolto di questo bel disco -ostico, ma bello- è sempre consigliato!
Fabio Rasta
Sabato 10 Giugno 2017, 15.49.55
34
Ciao Michele "Axoras"! In recensione infatti avevi usato l'aggettivo "ansiogeno" già troppo spesso x i miei gusti. Tuttavia, la chiusura acustica di cui parli, nella suite, avrebbe potuto avvicinarsi a pezzi come Granchester Meadow o A Pillow Of Wing... sarebbe valsa la pena. I tuoi ascolti post Waters però significano che dovevi recuperare assolutamente energia, e allora non fa x me, e non mi rimarrà così nessun rimpianto di aver "snobbato" il vecchio ROGER... Thanks! Stretta di mano!!!
Michele "Axoras"
Sabato 10 Giugno 2017, 15.38.19
33
@FabioRasta: Se non hai bisogno di pesantezze gratuite in questo periodo io passerei agli Exploited ehehe. Di fatto dopo essermi occupato di questo sono tornato ad ascoltare per un paio di ore Pantera e Gojira ! Ad ogni modo, battute a parte, ci sono delle aperture melodiche più leggere che richiamano al mood anni settanta, ma niente di vicino alle atmosfere lisergiche di Live A Pompei. Tuttavia la maggior parte del disco è volto a lidi musicali ben più cupi.
Fabio Rasta
Sabato 10 Giugno 2017, 15.31.50
32
Oh.. non si fa... ma se dovessi giudicare dalla copertina mi sarei già risposto da solo!
Fabio Rasta
Sabato 10 Giugno 2017, 15.28.07
31
Raga... ma in sostanza, tra chi lo ha ascoltato e assimilato un minimo... ma musicalmente, al di là dei testi, è sul "depression" stile The Final Cut, o a tratti offre ancora qualche atmosfera lisergica stile "Live A Pompei" (non ci credo ma ci spero sempre). Nel primo caso, se dovesse prevalere la depressione cronica, di cui WATERS è promulgatore piuttosto assiduo, sarebbe l'ultima cosa di cui ho bisogno e passo direttamente agli EXPLOITED! Se invece ci fossero un po' di barlumi di SYD BARRETT, qualche tonalità maggiore magari... Non so ditemi voi ...
Michele "Axoras"
Sabato 10 Giugno 2017, 14.20.06
30
Artista è un sostantivo sia maschile che femminile, pertanto non è errore usare l'apostrofo dopo un. L'ambiguità tuttavia nasce dal fatto che l'artista di riferimento è maschile. Ad ogni modo, seppur non considerato errore, correggo. Grazie per la segnalazione!
Suarez
Sabato 10 Giugno 2017, 14.11.49
29
il tuo nick dice tutto
Pedante
Sabato 10 Giugno 2017, 14.03.19
28
Togliete quell'apostrofo da "un'artista" nell'ultima riga, per carità.
Metal Shock
Sabato 10 Giugno 2017, 5.11.51
27
@Michele "Axoras": il mio era un commento generalista, non riferito a te. Lo vedo e leggo l`impegno che mettete in ogni recensione, come dice Lizard,.anche per artisti sconosciuti che vengono spesso ignorati dai piu`. E` che il pubblico, almeno ka maggir parte, si ferma spesso sui grandi nomi e mi chiedo sempre che futuro avra` la nostra musica.
nonchalance
Sabato 10 Giugno 2017, 0.54.26
26
@Michele "Axoras": Ti ringrazio per la risposta! Comunque, la mia non era assolutamente una critica al tuo voto o al tuo punto di vista su come parlarne o in base al tuo giudizio personale. Quello è solo il mio pensiero dopo aver ascoltato il disco: a me trasmette quello e, personalmente, credo che qualcun'altro lo possa "vivere" diversamente. Sicuramente, non è una schifezza! Per questo ho detto che io avrei messo S.V...ma, solo perché penso sia "ingiudicabile"! Come gli album dei Tool, ecco!
Lizard
Venerdì 9 Giugno 2017, 23.47.24
25
@Metal Shock: ho messo la faccina apposta, perché stavo appunto "scherzando" alla fine trovo che una domanda come la tua non abbia una risposta sensata. Di recensioni con zero commenti e 50 letture ce ne sono centinaia e capita fin troppo spesso di trovare una band davvero interessante, magari in prospettiva, che non riceve il minimo riscontro...
Michele "Axoras"
Venerdì 9 Giugno 2017, 22.23.13
24
@JiimiTheGhost: Perdonatemi il doppio post, ma non potevo non rispondere. Ciao Jimi, è sempre un piacere leggere la tua opinione. Se ti va e puoi contattami su FB. Non so come altro contattarti A presto.
Michele "Axoras"
Venerdì 9 Giugno 2017, 22.19.04
23
@Nonchalance: punto di vista interessante il tuo: effettivamente nell'articolo ho un po' marcato il discorso dell'età poiché questa sensazione la ho avuta anche io. Ho avuto anche qualche difficoltà ad esprimere un voto, ma poi alla fine l'ho fatto perché lasciare il senza voto mi sembrava un mezzo smacco ad un artista simile. Di fatto, alla fine, il disco è un gran bel lavoro. Il senza voto non gli avrebbe reso il giusto merito. Mi fa piacere ad ogni modo che abbiamo colo alcune cose in comune ! @MetalShock: Personalmente cerco di fare il possibile con ogni disco che mi prendo a carico, come ho fatto nell'ultimo degli Apallic che ho citato tutti i testi e in quello dei Dark Matter Secret che ho approcciato uno stile di scriuttra leggermente più creativo. Poi è normale che per artisti più famosi, viene a galla quella vena di entusiasmo in più o più semplicemente si sanno più cose e viene più facile dilungarsi Non che mi voglia giustificare, ma rispondo per spiegarti un po' ... non c'è bisogno che ci sia poi Michele Ridolfi a divinizzare Roger Waters eheh
ObscureSolstice
Venerdì 9 Giugno 2017, 22.09.03
22
nono Metalshock..lo dice anche qualcun'altro quando si parla di pensionare gli artisti di una certa età. Comunque, ognuno la pensa come vuole, Fellini è arrivato a fare cinema fino alla morte, nessuno gli ha mai detto di andare in pensione prima perchè era vecchio e rimbambito. Quando un artista è un fiume in piena di idee e cervello nel saper far riflettere le persone meglio di chiunque altro è meglio che stia tra di noi più tempo possibile a scrivere ancora e ancora
nonchalance
Venerdì 9 Giugno 2017, 20.30.41
21
Va bene servirsi della musica per esprimere un concetto..ma, qui francamente si esagera! Anche se, il ragazzo è dal lontanto "Animals" che lo fa in questo modo. Va bene anche ricorrere ai vari richiami verso la propria carriera..ma, anche qui, è troppo! Anche se, sono in tanti a "cascarci" ultimamente..e, anche di un certo livello! Va bene anche criticare i potenti..ma, ecc. Mentre lo sentivo, mi son venute in mente quelle situazioni in cui ci si avvicina ad ascoltare i discorsi che fanno gli anziani che, all'inizio, paiono interessanti ma che, in fondo, ci si trova a darli retta solo per rispetto. Ecco, questa è la sensazione che mi trasmette questo disco. Concludo dicendo che: dare un voto a questo album è impossibile. Per il semplice fatto che, in fondo, è un'esperienza e, quindi, come tutte queste, c'è chi la potrà trovare entusiasmante e chi pessima! P.S.: Io preferisco, di gran lunga, il più "leggiadro" e sincero Waters di Pros & Cons..
Jimi The Ghost
Venerdì 9 Giugno 2017, 18.49.33
20
Come nelle più splendide opere di melolodramma, per questo disco Michele ha scritto con piacevole dettaglio il suo libretto musicale facendomi rammentare la linea di canovaccio dell'opera di Claude Debussy, la bellissima Pelléas et Mélisande. Lungo, difficile, faticoso, distopico nelle scenografie musicali, puntualmente critico all'esasperazione e con una descrizione nitida del pensiero e dell'alterità condivisibile e impeccabile in ogni frase e riga di testo come le sonorità in esso contenute. Ad ogni suo ascolto è un disco che mi fa sentire bene e forse anche migliore del solito e, da un po' di giorni, mi accompagna ogni mattina a lavoro scandendomi il ritmo dei colpi sui pedali di una bici mai troppo vecchia per me. Come questa musica. Come Roger Waters. Jimi TG
Metal Shock
Venerdì 9 Giugno 2017, 15.50.43
19
@Lizard: fa una simile domanda ad uno dei pochi che commenta notizie e dischi di band poco conosciute, la risposta e` si`. Quante volte ho ascoltato dischi da voi recensiti e sconociuti ai piu` ed a volte trovi solo il mio commento?? Ultimamente faccio meno intervnti perche` ho poco tempo, leggo alla veloce e via. Ma il mio non e` una critica per il recensore od il sito: e` il fatto che negli ultimi anni artisti e band famose sono divinizzate, per cui tutto quello che fanno in studio o live e` meraviglioso, anche se non e` vero. Mi chiedo solo quando artisti sconosciuti riceveranno lo stesso atteggiamento da critica e pubblico (visto che nei commenti sotto, quando si parla di pensionare le band vecchie di solito sono io che lo dico!).
LORIN
Venerdì 9 Giugno 2017, 14.08.21
18
Non c'era bisogno che Roger desse prova della sua genialità musicale ma a lui gli viene naturale e lo fa ogni volta che scrive musica. Mi aspettavo da lui un bel disco (a scatola chiusa come si suol dire) ma mica bello a questa maniera.
cesare
Venerdì 9 Giugno 2017, 13.10.24
17
Fantastico,detto da un vecchio rocchettaRo come.
Carlos Satana
Venerdì 9 Giugno 2017, 12.59.36
16
Ma non dovrebbe stare nei Low Gain?
Don
Venerdì 9 Giugno 2017, 12.06.07
15
Livelli altissimi di ispirazione e musica, quando uscì Smell The Roses pensai che stesse per uscire un album in stile Pink Floyd, ma non all'altezza di quei vecchi lavori, poi uscì Déjà Vu, la ascoltai, e sentii l'impronta di Roger, non più esclusivamente dei Pink Floyd. Infine uscì The Last Refugee, primo ascolto, senza il video: "canzone bellissima, simile a Déjà Vu ma preferisco quest'ultima", secondo ascolto, guardando il video, inizio a collegare gli strumenti utilizzati con la voce di Roger, capisco il testo bellissimo della canzone e niente, mi emoziono. Sinceramente però, sarà perchè non ho ancora ascoltato molto attentamente l'album intero, ma oltre agli ultimi due singoli che ho descritto, il resto dei brani non mi è sembrato all'altezza di quelle tre canzoni uscite prima
Vitadathrasher
Venerdì 9 Giugno 2017, 11.56.03
14
Conta ciò che si è fatto non ciò che si farà.
Lizard
Venerdì 9 Giugno 2017, 11.41.28
13
@Metal Shocke si fosse chiamato Ciccino d'Avane lo avresti mai ascoltato e avresti mai letto la recensione e commentato? Curiosità eh
Metal Shock
Venerdì 9 Giugno 2017, 11.17.38
12
zzzzz.... Provato ad ascoltare un paio di volte ma non sono arrivato alla fine. Mi fermo ai PInk Floyd. Curiosità: non ci fosse il nome Roger Waters ma Ciccino d'Avane come veniva recensito? (se veniva recensito).
naoto
Venerdì 9 Giugno 2017, 10.19.50
11
Riassunto?
Rob Fleming
Venerdì 9 Giugno 2017, 9.50.54
10
Sono combattutissimo. Lo ascolto due volte al giorno da quando è uscito. La prima sensazione che ho provato è "Finalmente! E' magnifico!". La seconda è: "Di sicuro dal punto di vista musicale non si è sprecato poi molto. Ha dato in pasto ai fan quello che i fan volevano". E io sono tra quelli. Per me dopo i Beatles ci sono i Pink Floyd. Dopo Paul McCartney c'è Roger Waters. Sono cresciuto con loro. Per me il nobel per la letteratura lo devono dare a Waters altro che a Dylan. I suoi testi sono pura poesia. Le atmosfere che crea, cupe, claustrofobiche, alienanti e così morbosamente affascinanti, sono uniche. Però ho come l'impressione che mentre Gilmour ogni tanto provi a cambiare qualcosa (mi riferisco a Dancing Right In Front Of Me e The Girl In The Yellow Dress dell'ultimo album) Roger Waters sia più ancorato alla navicella madre (solo in Radio K.A.O.S. si distaccò in parte dal suo stile). 80
Absynthe
Venerdì 9 Giugno 2017, 8.33.28
9
Forse, un ascolto, vedrò di trovare il tempo di dedicarglielo. Da quel che leggo nelle liriche, però... Mamma mia quant'è diventato didascalico.
Silvia
Venerdì 9 Giugno 2017, 1.07.30
8
@Obscure, "e poi dicono che gli artisti arrivati a una venerabile età devono ritirarsi...", giammai, soprattutto se sono delle leggende! Recensione molto bella da leggere, complimenti, pero' non e' chiaro che tipo di musica sia, x chi non conosce gli ultimi lavori di Waters
Michele "Axoras"
Venerdì 9 Giugno 2017, 0.22.13
7
@Giuseppe: Ciao Giuseppe, francamente ho evitato di fare paragoni con altri siti per non farmi influenzare e per dedicare, a un genio musicale come quello di Waters, tutte le mie attenzioni e le mie riflessioni più personali. Quindi sono puramente in buona fede Anzi magari domani me la vado a leggere quella di un bel sito come OndaRock, che da sempre scrive ottimi articolI! Per il resto volevo commentare per dire che sono d'accordissimo con ObscureSolstice.. grazie per l'immagine, è perfettamente calzante !!!
El Gringo
Giovedì 8 Giugno 2017, 23.16.47
6
Chi nasce genio vivrà da genio e morirà tale...e Waters è uno di questi.
ricco96
Giovedì 8 Giugno 2017, 22.42.11
5
Grande recensione per un grande album, al di là delle mie più rosee aspettative. Che erano comunque parecchio altre trattandosi di Waters
Giuseppe
Giovedì 8 Giugno 2017, 22.38.51
4
La recensione è sorprendentemente simile a quella letta su ondarock quattro giorni fa. Frasi diverse ma i contenuti sono spesso sovrapponibili. Coincidenza?
Beta
Giovedì 8 Giugno 2017, 22.06.26
3
Bravo, Solstice
ObscureSolstice
Giovedì 8 Giugno 2017, 21.51.41
2
e poi dicono che gli artisti arrivati a una venerabile età devono ritirarsi...sarebbe come fermare l'arte in esplosione di un Botticelli o un Caravaggio
Testamatta ride
Giovedì 8 Giugno 2017, 21.41.23
1
Bellissima recensione, complimenti. L'album è il frutto della mente di un fuoriclasse, un genio ovviamente universalmente riconosciuto. Lo sto ascoltando ininterrottamente da quando è stato rilasciato. È come se sentissi il bisogno di un album simile. I lavori solisti di Waters si confermano di livello clamoroso.
INFORMAZIONI
2017
Columbia Records
Prog Rock
Tracklist
1. When We Were Young
2. Déjà Vu
3. The Last Refugee
4. Picture That
5. Broken Bones
6. Is This the Life We Really Want?
7. Bird in a Gale
8. The Most Beautiful Girl in the World
9. Smell the Roses
10. Wait for Her
11. Oceans Apart
12. A Part of Me Died
Line Up
Roger Waters (Voce, Chitarra Acustica, Basso)
Jessica Wolfe (Voce)
Holly Laessig (Voce)
Nigel Godrich (Chitarra, Tastiera)
Jonathan Wilson (Chitarra, Tastiera)
Gus Seyffert (Basso, Chitarra, Tastiera)
Roger Joseph Manning Jr. (Tastiera)
Lee Padroni (Tastiera)
Joey Waronker (Batteria)
 
RECENSIONI
88
85
ARTICOLI
31/07/2013
Live Report
ROGER WATERS
Stadio Olimpico, Roma, 28/07/2013
07/04/2011
Live Report
ROGER WATERS
Mediolanum Forum, Assago (MI), 02/04/2011
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]