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SBB - Pamięć
10/06/2017
( 305 letture )
Gli SBB, acronimo di Szukaj, Burz, Buduj (traducibile con Cerca, Distruggi e Costruisci), sono un gruppo polacco formatosi nella cantina del polistrumentista Józef Skrzek dove, insieme al chitarrista Apostolis Antymos ed il batterista Jerzy Piotrowsky, hanno iniziato a comporre nei primi anni ’70, nella Polonia ante caduta del muro di Berlino. In quegli anni la produzione musicale polacca, almeno quello di massa, si concentrava sulla creazione di opere in grado di ricevere il gradimento del regime. Il prodotto degli SBB fu una vera e propria frattura nel panorama musicale polacco ed in breve tempo vennero eletti a simbolo della libertà d’espressione dai giovani anticonformisti. Anche la tipologia di spettacolo proposto si discostava in modo netto dalla massa, accogliendo spesso sul palco ballerini che si esibivano in particolari coreografie. Ovviamente anche la loro affinità con le sonorità occidentali aggiunse appeal sui giovani che con difficoltà riuscivano a reperire dischi di jazz e blues. Queste importantissime caratteristiche portarono gli SBB in brevissimo tempo ad un discreto successo. Il loro primo lavoro in studio Nowy Horyzont fu stampato in un numero limitatissimo di copie, che finirono immediatamente e divennero in breve tempo pezzi da collezione richiestissimi che, avendo grande successo sul mercato nero, venivano venduti a cifre incredibilmente più alte del normale prezzo di listino. La grande complessità compositiva sfociava in lunghissime suite infarcite di jazz, blues, psichedelia e classicismi. I suoni per quanto prodotti da una strumentazione ridotta al minimo (basso, chitarra, batteria, pianoforte e un synth Davoli), riescono comunque ad essere incredibilmente complessi e variegati. Nonostante i diversi lavori in studio, il grosso della loro attività musicale fin dai primordi è sempre stata il live: i membri si conobbero frequentando lo stesso locale dove si svolgevano delle jam session e hanno proseguito la loro carriera cercando di passare quanto più tempo possibile ad esibirsi sui palchi, scendendovi solamente per entrare in studio. La versione originale del disco era composta dai soli primi tre brani delle tracklist, mentre quella che trattiamo oggi è la versione rimasterizzata in cd nel 2005 che aggiunge ben 7 tracce inedite.
L’artwork è molto semplice, il nome del gruppo la fa da padrone su uno sfondo bianco arricchito da un drappo nero che attraversa il quadrato diagonalmente. Non è certo un punto forza dell’album e verosimilmente nella classica situazione da fiera dove si scorrono centinaia di dischi, difficilmente saremmo attratti da questo.

Pamięć, che in polacco vuol dire memoria, come già anticipato, è un disco originariamente costituito da 3 suite, due registrate sul primo lato del disco e la terza che occupa l’intero b-side. Ad introdurci troviamo W kołysce dłoni twych (Ojcu) , (ossia “Nella culla delle mani (A Mio Padre)”), brano evidentemente dedicato da Józef Skrzek al padre scomparso in miniera pochi anni prima. In una atmosfera onirica e malinconica veniamo trasportati in un viaggio che attraverso movimenti dalle mille forme, raggiungiamo i gironi crimsoniani attraversando la terra di Canterbury e immergendoci nel mare dello space rock più avanguardistico. Il secondo brano, < i>Z których krwi krew moja (Con il sangue del mio sangue) si prosegue sulla stessa linea del precedente. Il tempo scorre lento dandoci modo di assaporare la quieta evoluzione che ripercorre le stesse influenze del precedente ma con parti molto più vigorose e meno oniriche. Si conclude la prima release con Pamięć w kamień wrasta (La Memoria Cresce Nella Pietra). La lunghissima intro dai forti caratteri psichedelici ci trasporta in un viaggio ancor più ricco e sconfinato dai forti note mistiche. Il carattere malinconico domina una suite di quasi venti minuti dove Skrzek e soci danno sfogo a tutta la loro creatività. Proseguiamo con le bonus track. Sin dal primo brano rimaniamo stupiti per l’estrema discontinuità rispetto a quanto sentito sino a qui. Abbandonando totalmente le atmosfere malinconiche ci ritroviamo ad ascoltare brani dal fortissimo spirito etnico guidate dal le percussioni e da strumenti dai toni esotici. Osiem rąk (Otto mani), è un incredibile solo di pianoforte dove Skrzek ci mostra una tecnica sopraffina. Waldie è un’altra piccola suite dai forti sentori jazz/rock hancockiano. Niedokończona progresja è un brano dalle bellissime atmosfere oniriche, distensivo e pischedelico, che rimanda lievemente alle ballad dei Weather Report. Con Reko-reko si prosegue sullo stampo jazz rock hancockiano, stavolta arricchito da una maggiore componente progressiva. Si conclude con Serenada Gia Sena, brano che rimanda ad atmosfere a cavallo tra Pink Floyd e i Camel dotato di temi dal grandissimo valore melodico.

Dopo quasi due ore di musica in compagnia della compagine polacca possiamo dire che nonostante la durata impegnativa, il tempo scorre piacevolmente. Parliamo di un disco molto particolare, caratterizzato da un tempo dilatato, che però, come nei film di Sergio Leone, permette di assaporare a pieno le composizioni. Richiede tempo e predisposizione all’ascolto, ma se ci prendiamo il dovuto spazio nei giusti momenti, sa regalare emozioni grandissime. Volendo segnalare i pregi e i difetti possiamo dire che da una parte abbiamo il solo difetto di non essere adatto ad un ascolto veloce o distratto, richiedendo perentoriamente il vostro tempo. Dall’altra abbiamo un lavoro, che nonostante la lentezza, è suonato con grande preparazione, con composizioni liricamente eccezionali e infine prodotto in modo superbo, soprattutto se consideriamo gli anni e i luoghi in cui è stato inciso, ossia in contesti in cui difficilmente ci si poteva avvalere delle più recenti tecnologie. Quindi, in sintesi, parliamo di un disco ben fatto e di grande importanza storica (in realtà più a livello sociale che strettamente musicale). Album che richiede diversi ascolti per poter rilasciare tutto il proprio potenziale, ma Il tempo che richiede è senza dubbio ben speso.



VOTO RECENSORE
86
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
precision88
Sabato 10 Giugno 2017, 18.36.59
2
No purtroppo no, mi sono avvalso della collaborazione di google translate e di un amico polacco.
Giaxomo
Sabato 10 Giugno 2017, 14.33.54
1
Francesco, mówisz po polsku?
INFORMAZIONI
1975
Polskie Nagrania Muza/Metal Mind Productions
Prog Rock
Tracklist
1. W kołysce dłoni twych (Ojcu)
2. Z których krwi krew moja
3. Pamięć w kamień wrasta

Bonus tracks:
4. Poranek nadziei
5. Barwy drzewa
6. Osiem rąk
7. Waldie
8. Niedokończona progresja
9. Reko-reko
10. Serenada Gia Sena
Line Up
Jozef Skrzek (Voce, Tastiere, Basso)
Antymos Apostolis (Chitarra)
Jerzy Piotrowski (Batteria)
 
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