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Malkavian - Annihilating the Shades
14/06/2017
( 267 letture )
Fino alla straordinaria e meritata fama dei Gojira la Francia è difficilmente finita nel radar degli appassionati di metallo pesante: dopo la comparsata di inizio anni 80 dei più che leggendari Trust ed il forte seguito underground per il black/avantgarde di Deathspell Omega e Blut Aus Nord, i vicini transalpini hanno dovuto aspettare la venuta dei fratelli Duplantier per farsi notare prepotentemente sulla scena metallica internazionale. Provano a seguire le orme degli illustri compatrioti i Malkavian che in arrivano da Nantes, nonostante il monicker faccia pensare di più alla Transilvania, e rilasciano il secondo disco della carriera, iniziata con l’EP November Ends datato 2008 e proseguita con il primo full-lenght The Worshipping Mass del 2014.

La band si va ad inserire nella floridissima scena di rinnovamento e contaminazione del thrash nella sua veste più aggressiva, il riferimento principale sono le dosi di death melodico deii The Haunted, la componente groove/hardcore dei Lamb of God e la perizia strumentale unita a una sana dose di follia ritmica schizoide dei matematici Meshuggah. La ricetta non è delle più originali, ma grazie al devastante impatto e alla coerenza delle composizioni unita alla più che ottima preparazione tecnica dei musicisti, con una menzione d’onore per la sezione ritmica, fanno di Annihilating the Shades un platter che merita attenzione. Attenzione catturata immediatamente dal riff sghembo, lancinante e allucinante di chiarissima ispirazione Thordendal che apre Resurgence, ma è subito la batteria a prendere il comando delle operazioni con una doppia cassa a martello su cui vomita odio l’ottimo Romaric Lamare dotato di un growl/scream aggressivo, ma venato di una minima dose di melodia che rende il tutto più accessibile. Impreziosiscono la traccia due assoli di alto livello e un fitto ricamo del basso che meriterebbe un po’ di volume in più nel mix. Questa, come quasi tutte le altre tracce del disco, è una song complessa e ricca di cambi di tempo, ma ha il pregio di non annoiare e rimanere abbastanza accessibile grazie ad una costruzione compositiva ben congeniata. Più immediata, classicamente thrash e per questo semplicemente devastante Altar of the Damned; le cose cambiano in modo quasi sorprendente con Ruins costruita sulle chitarre effettate in stile doom/black che producono lunghi e disturbati accordi, soppiantate solo momentaneamente da un roccioso riff thrasheggiante, nel refrain compaiono addirittura delle clean vocals mettendo in risalto la versatilità del singer in una traccia che ricorda gli ultimi Machine Head. The Great Overset traccia più lunga del disco e probabilmente una delle migliori grazie alle ottime influenze ritmiche e compositive dei Meshuggah che si manifestano in un riffing ossessivo, ma sempre impercettibilmente diverso e un drumming schizoide che accompagnano la feroce rabbia che esonda dalle lyrics. I Malkavian continuano il loro assalto con la rocciosa Encryption Process, forse la meno originale nel riffing, ma comunque capace di assesstare un buon pugno allo stomaco; chiude il disco il grido inumano che agita Void of a Thousand Eyes mid-tempo pachidermico nel suo incedere comunque inarrestabile.

Annihilating the Shades è un disco che merita rispetto ed attenzione, in una scena decisamente affollata questi ragazzi dimostrano di avere qualcosa da dire, mescolando ingredienti noti con ricette conosciute, ma con un risultato complessivo di buon livello grazie ad una preparazione strumentale di livello, messa al servizio di composizioni di impatto, complesse, ma comunque accessibili. Per fare un salto di qualità definitivo potrebbero provare a spingere ancora di più sull’innovazione aggiungendo qualche tocco personale in più. Saranno i Malkavian i prossimi alfieri del metal transalpino? Difficile rispondere, ma questo disco li mette sicuramente in un’ottima posizione per emergere definitivamente.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Finisterian Dead End Records
Thrash
Tracklist
1. Resurgence
2. Altar of the Damned
3. Spit Away
4. Ruins
5. Annihilating the Shades
6. The Great Overset
7. Encryption Process
8. Kba
9. Void of a Thousand Eyes
Line Up
Romaric Lamare (Voce)
Nicolas Bel (Chitarra, Cori)
Mathieu Deicke (Chitarra)
Florian Pesset (Basso)
Alex Jadi (Batteria)
 
 
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