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Eruption - Cloaks of Oblivion
15/06/2017
( 803 letture )
Chiudete gli occhi e immaginate di essere catapultati improvvisamente a fine anni 80, dove tutto ciò che riguardava il metal diventava immediatamente magico e storico al tempo stesso. Immaginate una band che fa del robustissimo heavy metal, melodico, marziale, tecnico e veloce, arricchendolo con inserimenti thrash qua e là e impreziosendo il tutto con il tocco di classe di una voce potente e pulita ma soprattutto interpretativa e teatrale. Fatto? Bene. Subito vi verrebbero in mente act leggendari come Helstar, Vicious Rumors e Sanctuary, cioè band che hanno decisamente contribuito a gettare le basi di questa commistione di generi, per non parlare dei mai troppo acclamati Forbidden ed Heathen. Fortuna vuole che nel nostro caso la band in questione sia attualissima, abiti poco dopo i nostri confini e risponda al nome di Eruption.

I ragazzi sloveni, dopo un graduale cambio di formazione nel corso degli ultimi anni, hanno pubblicato da poco sotto Extreem Music una piccola gemma inestimabile di heavy/thrash intitolata Cloaks Of Oblivion: otto brani più un’intro di purissimo heavy metal americano di fine anni 80, quando la melodia degli arpeggi aveva un peso, quando il riff era immediatamente memorabile tanto da essere fischiettato o canticchiato al primo ascolto, quando la voce era talmente originale, unica e inimitabile da stampartisi in testa e non uscirne più. La recensione di questo album potrebbe pure terminare qui tanto ha esaltato il sottoscritto, ma la verità è che il tasto play è partito ancora (per la nona volta, più o meno) e il track by track è praticamente d’obbligo. La sognante se pur breve intro Pharos apre all’attacco sonoro di Sanity Ascend, in cui il tecnico e chirurgico martellamento dietro le pelli di Ivan “Tegla” Cepanec e il corposo basso della solida Nika Krmelj fanno da perfetta sezione ritmica sia per la coppia d’asce Andrej Cuk/Grega Kamenšek sia soprattutto per l’incredibile voce di un vero cavallo di razza come Klemen “Buco” Kalin, capace di raggiungere picchi pazzeschi e con una modalità interpretativa da numero uno, come solo i grandi sanno fare. La piena dimostrazione si ha subito con la titletrack, un mid tempo di granitico U.S. heavy metal in cui il cantante riesce a focalizzare su di sè tutta l’attenzione sfoderando un’interpretazione vocale ipnotica(con arrangiamenti curatissimi anche in sede di doppie voci), molto simile per potenza e versatilità a un Warrel Dane a caso di fine anni ’80 ma con un tono decisamente più alto del cantante americano, il tutto facendo passare quasi in secondo piano un’assolo di chitarra fenomenale. La band nel suo complesso è una macchina da guerra oliata alla perfezione, e se ne ha subito un assaggio concreto con l’heavy/thrash di Drones, un brano che non avrebbe sfigurato minimamente su perle storiche come Refuge Denied dei Sanctuary o Breaking The Silence degli Heathen, solo per citare i più vicini metri di paragone. Se l’heavy classico di Reborn Into Demise, semplice nella sua costruzione ma diretto come un pugno in faccia, ci permette di godere sia di un’ulteriore sfaccettatura vocale del sempre più dotato “Buco”, vera forza della natura nelle strofe e soprattutto nei ritornelli mai banali ma decisamente azzeccati, sia del duo Cuk/Kamenšek davvero impressionante anche negli scambi di soli, la thrashosissima The Yearning ci fa apprezzare le doti tecniche di un “Tegla” meticoloso, veloce, feroce e versatile a livelli davvero spaventosi, regalandoci prima del solo sempre stellare anche un breve momento in cui il singer a livello interpretativo da la paga ad almeno il 90% dei cantanti metal mondiali. Come accennato a inizio recensione per una band come gli Eruption la melodia e gli arpeggi usati come intro in puro “eighties style” sono dei cardini base lungo tutto l’arco dell’album, iper evidenti in un piccolo capolavoro come This Barren Existence, un brano che avrebbe fatto l’invidia (ascoltare per credere) dei Nevermore di The Politics Of Ecstasy sotto ogni punto di vista: voce inarrivabile, solo incantevole, sezione ritmica trascinante e arpeggi melodiosi e trasognanti. La doppietta finale Seven Archons/The Prophet mette in campo tutta la maturità artistica e stilistica dei raggazi di Ljubljana, rimarcando senza mezzi termini l’altissimo valore di tutte le doti musicali e tecniche fin’ora analizzate, di un gusto musicale di primo livello e di un professionalità altissima.

Cloaks Of Oblivion è un album completo, in cui ogni brano potrebbe tranquillamente fare da singolo o da hit di lancio come promo pack per qualunque tipo di etichetta, ha una produzione ottimamente bilanciata anche se con ampi margini di miglioramento (suoni non perfetti soprattutto nelle code dei piatti della batteria o nella scelta del suono del rullante, ma questa è un’opinione puramente personale), ma soprattutto ha “le canzoni”, possiede quindi l’ingrediente base per entrare subito nelle teste e nei cuori di chiunque abbia una cultura base metal e si approcci a una band giovane ma dalle potenzialità altissime e sempre più in crescita. Ascolto dopo ascolto gli Eruption hanno tutte le carte in regola per fare da subito il salto di qualità e andare a occupare un posto da tempo vacante nel panorama metal mondiale. Ora richiudete gli occhi e premete di nuovo play, non ve ne pentirete.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
88.25 su 4 voti [ VOTA]
Lemmy
Sabato 17 Giugno 2017, 21.02.13
5
Bello davvero questo album, ascoltato 2 volte di botto, cosi' a primo impatto fanno un thrash entusiasmante molto valido, concordo anche con Metal Shock per le influenze, Sanctuary, Nevermore, ma anche almeno mi sembra un po di tratteggi Artillery, Vicious Rumors, Helstar, Forbidden, Vio-Lence e Death Angel, la voce è su un bel livello, si, potrebbe ricordare quella di Dane, e in alcuni punti tenta anche se vagamente e non proprio precisamente qualche rifilata Halfordiana, il riffing è rimarchevole più che mai improntato sulla Bay Area, ma molto efficace e ben eseguito, thrash old school ma coniugato con bel tocco moderno, unito a dei contagiosi spunti sonori, e marcature compositive fatte di personali emozionanti e potenti accenti melodici, e tanta classe strumentale, la canzoni nel complesso funzionano molto bene, c'è una buona varietà di materiale, atmosera musicale e parti solistiche ben collegate alle lyrics e alla narrazione, il guitar working è antastico e la sezione ritmica di rimando non sbaglia un colpo, ne fanno tirando le somme un prodotto di ottima fruibilità, evviva le nuove leve, per me un bel 87. Di band nuove promettenti , (che per gusti possono piacere o meno), nate dal 90 in poi ce ne sono, alcune con piglio un po più tradizionale ma ugualmente valide e altre più aperte, ad es. i duri e aggressivi brasiliani Reviolence e Deathraiser, o i thrash death americani Dekapitator o quelli giapponesi Gotsu Tostsu Gotsu, Witchery, Pitul Reign, i Croatoan, i Mortillery, Evile, Evil Force, Altered Aeon,Hyades, Flatline, Cyst, Combat, Hatched o come scordare i Favolosi Litch King e tanti altri ancora, e naturalmente loro gli Eruption, bella sorpresa.
jek
Sabato 17 Giugno 2017, 20.44.06
4
Buon album l'ho sentito sul tubo alcuni pezzi sono veramente validi come The Yearning, qua ormai non è più una questione di soldi ma di tempo per star dietro a tutto. In questo momento preferisco sonorità più rabbiose ma me lo segno. A naso mi ricordano gli Hell ma forse è un'impressione mia.
Metal Shock
Venerdì 16 Giugno 2017, 20.56.43
3
Ecc, a proposito di nuove leve del metal, un gruppo capace di tirare fuori un gran disco con ottime canzoni. Le influenze di Sanctuary e Nevermore si sentono, la voce del cantante ricorda quella di Dane, ma la band t ira fuori la classe di ottimi musicisti, il batterista e` fenomenale, per regalarci un`ottimo esempio di thrash. The Yearning e` bestiale, devastante, e le altre non sono da meno. Spero abbiano successo lo meritano.
Tatore
Venerdì 16 Giugno 2017, 9.03.50
2
Davvero un album cazzuto! Riff esaltanti, grandi assoli e grandissima voce! Io un 85 glielo do!
rik bay area thrash
Giovedì 15 Giugno 2017, 15.37.26
1
La review già dice tutto !!!! Ho ascoltato 'qualcosa' in rete ...... grandissima band e grandissimo album. Già ordinato al mio dischivendolo di fiducia. Produzione aggiornata ma assolutamente reale e non plasticosa. Grande lavoro alle chitarre e un singer che si fa apprezzare e gran lavoro ritmico. Bellissima sorpresa. ( imho).
INFORMAZIONI
2017
Xtreem Music
Heavy/Thrash
Tracklist
1. Pharos
2. Sanity Ascend
3. Cloaks of Oblivion
4. Drones
5. Reborn Into Demise
6. The Yearning
7. This Barren Existence
8. Seven Archons
9. The Prophet
Line Up
Klemen “Buco” Kalin (Voce)
Andrej Cuk (Chitarra)
Grega Kamenšek (Chitarra)
Nika Krmelj (Basso)
Ivan “Tegla” Cepanec (Batteria)

Musicisti Ospiti
Simon Jovanovič (Cori nella traccia 8)
 
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