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The C. Zek Band - Set You Free
15/06/2017
( 346 letture )
Le magnolie sono uno dei simboli degli Stati Uniti del Sud, come le gardenie, le mangrovie, le rose gialle del Texas, gli alligatori, la cucina cajun e le piantagioni di cotone rese famose dall’epica sulla Guerra di Secessione, assieme allo schiavismo e al segregazionismo, al Ku Klux Klan, le Everglades e così via. Parlando di musica, il Sud è la patria del country, ma soprattutto del blues delle origini, quello acustico, che si contrappone al blues elettrico figlio di Chicago e dell’enorme migrazione della popolazione agricola del Sud verso le industrie del Nord. Il blues e tutti i suoi figli, a partire dal rock’n’roll, dal rhythm’n’blues, dal soul, dal southern rock, che già dal nome rivela tutto della propria identità e così via. Per questo, quando si parla di blues non si può fare a meno di far riferimento agli Stati Uniti e alla musica che ha caratterizzato tutto il 900. E’ un viaggio immediato, un transfer che si attiva appena quel tipo di musica parte e bastano davvero poche note per ritrovarsi immediatamente lungo il Mississippi o nel torrido Texas o in Florida. Anche se poi in realtà il disco che ascolti è prodotto da una band che ha base a Verona e più italiana di così non si può. Formata nel 2015 dal leader Christian Zecchin, reduce da molteplici esperienze nel settore, la compagine non perde tempo e inizia subito a lavorare al proprio repertorio, fatto di brani originali e, naturalmente, anche di versioni più o meno personalizzate di classici intramontabili del genere. Finché un bel giorno arriva il momento di entrare in studio e dare forma all’album di debutto, Set You Free, pubblicato grazie ai buoni uffici della Andromeda Relix.

A volerla dire tutta, non basta proprio mettere in fila qualche nota per prendere l’ascoltatore e portarlo di peso lungo un viaggio nel tempo e nello spazio. Quelle note vanno anche sapute suonare e, soprattutto in un genere come il blues, vanno vissute, vanno rese vive, vanno nutrite di carne e sangue, lacrime e sudore. Il blues non è soltanto dodici battute e una scala “sbagliata”. Il blues è identità, dolore, sofferenza, è la sensazione di camminare nervosamente in una landa desolata con la costante sensazione di avere un mastino infernale che ti rincorre, mentre all’orizzonte alberi secchi e coperti di rampicanti producono “strani frutti” dalla forma e dall’odore inconfondibili. Il blues è la musica del diavolo, quella vera. Non è per tutti, anche se all’apparenza è semplicissima e ripetitiva, per alcuni addirittura noiosa. Quella semplicità è la natura stessa della vita, e la C. Zek Band ha il pregio di saper interpretare questa musica donandole anima, cuore, muscoli e respiro. Non è qualcosa di scontato.
Musicalmente, il gruppo si appoggia molto ad un blues classico, impreziosito da digressioni funk, jazzy e qualche vaga reminiscenza hard rock, più vicina al southern in realtà. La bellissima voce di Roberta Dalla Valle, un contralto dalle notevoli coloriture, ben completa i riff di Zecchin, ottimamente supportati da piano, rhodes e hammond e da una sezione ritmica competente e pulsante, che vede anche un percussionista a giocare un ruolo fondamentale, nello stile della Allman Brothers Band o dei più recenti Screamin’ Cheetah Wheellies. Il gioco è quindi presto fatto e non si devono necessariamente andare a cercare grandi iperboli per spiegare di cosa si componga l’album se non di un ottimo esempio di rock/blues, ben suonato e ottimamente interpretato, nel quale forse a mancare è solo l’elemento sorpresa, inteso non in senso ampio, ma in riferimento alla scrittura dei brani, troppo somiglianti tra loro, in particolare nella seconda parte del disco, nella quale qualche elemento in più rispetto a quanto già esposto nella prima avrebbe sicuramente giovato. Questo perché la doppietta iniziale, costituita da John Corn e I’m So Happy è già di ottimo impatto, mostrando la band al proprio meglio, tra ritmiche funky, begli assoli e la Dalla Valle ad elargire ampie dosi di personalità e interpretazione, mai sopra le righe. Il botto grosso il gruppo lo mette poi a segno con Tell Me, blues in crescendo che inchioda l’ascoltatore e mostra un grandissimo lavoro di Zecchin, oltre che della cantante. Pezzo classico, se vogliamo, ma davvero ben costruito ed eseguito. Set You Free, titletrack del disco, è invece interpretata dalla voce chiara e pulita di Zecchin e forse indulge un po’ troppo nella parte strumentale centrale. La cover di Gimme Shelter è ben eseguita e conferma le potenzialità del gruppo, mentre come detto, sia Boring Day che, soprattutto, I Doesn’t Work Like This, lasciano un po’ il tempo che trovano, ripetendo gli schemi già messi in mostra in precedenza. Drink With Me è invece puramente hendrixiana e ricorda neanche troppo vagamente la Drifting del maestro di Seattle. Un bell’omaggio a dirla tutta, con una buona melodia e una benvenuta progressione finale.

Il torrido calore estivo ben si confà a dischi del genere che, come detto, sanno condurci verso lidi musicali noti, ma non per questo meno affascinanti. Luoghi incastonati in un mito che non ha perso niente del proprio fascino. Come detto, il blues suonato dalla C. Zek Band non ha niente di particolarmente innovativo, ma non delude in nessuna delle sue componenti e il dialogo tra voce, chitarra, organo e sezione ritmica funziona davvero bene, con punte di emozione vera come in Tell Me. Non si può chiedere di più ad album come questo e fa piacere confermare come in Italia sia possibile creare della musica di livello, senza andare a scomodare paragoni e vicinanze che finirebbero per essere mortificanti per il dislivello tra gli originali e quanto si sta ascoltando. Qua tutto va per il giusto verso e c’è da credere che ancora il meglio abbia da arrivare.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Andromeda Relix
Rock/blues
Tracklist
1. John Corn
2. I’m So Happy
3. Tell Me
4. Kissed Love
5. Set You Free
6. Gimme Shelter
7. Boring Day
8. It Doesn’t Work Like This
9. Drink With Me
Line Up
Roberta Dalla Valle (Voce)
Christian Zecchin (Chitarra, Voce)
Matteo Bertaiola (Rhodes, Hammond)
Nicola Rossin (Basso)
Andrea Bertassello (Batteria)
Enea Zecchin (Percussioni)
 
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