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Dying Fetus - Wrong One to Fuck With
23/06/2017
( 1866 letture )
Dopo cinque anni di silenzio, la brutal machine dei Dying Fetus torna a ruggire, alimentata ancora una volta da un’inaudita violenza sonora. La formula è quella classica, vincente, che ha saputo rendere grande e celebre il sound del trio americano fin dai tempi del loro esordio: quel Purification Through Violence divenuto oggi un album di culto per tutti gli amanti del genere.

Ciò che davvero colpisce dello stile unico del gruppo è la personalissima attitudine a fondere assieme elementi provenienti da generi diversi tra loro, come il death, il brutal, il technical e il grindcore…e sì, l’artwork di copertina di Wrong One to Fuck With lo conferma, pure il carnivoro goregrind. L’ottima produzione rende la tempra perfetta, regalandoci un’arma devastante, tagliente e distruttiva allo stesso tempo. Tagliente perché la precisione tecnica dei riff di chitarra reca con sé la perfezione di un bisturi chirurgico, spacca-ossa perché il growl brutale di John Gallagher abbatte anche le montagne. La struttura delle canzoni è sempre molto ricca, come ci si aspettava; i cambi di tempo sono prerogativa assoluta da rispettare, supportati a dovere da un drumming preciso e ispiratissimo a cura di Trey Williams. Quest’album è insomma un altro importante capitolo della saga Dying Fetus, i quali sanno fare gran tesoro di tutto quello che sono riusciti a sperimentare nel corso della loro carriera: dalla furia cieca di Killing on Adrenaline alla complessità e ricchezza di Destroy the Opposition, confermando inoltre quella varietà in fatto di liriche che li allontana dalla scontatezza più banale. Sono tutti testi lunghi con parecchie strofe dai contenuti sempre diversi e psicologicamente pungenti: chiarissimo il loro invito alla riflessione profonda sui problemi delle contemporaneità. Dopo oltre 25 anni, questa band, già icona del genere, ha ancora moltissimo da dire. Non si avverte stanchezza nel loro operare, la grinta rimane quella di un tempo senza alcuna esitazione. Non è dato sapere con chi abbiano stretto patti diabolici, i Dying Fetus, ma quel che è chiaro è che hanno tutte le carte in regola per essere consacrati a pilastri definitivi del death estremo mondiale. Questo naturalmente detto per chi nutrisse ancora qualche dubbio sul loro conto.

È del tutto incredibile come essi siano riusciti a presentare sempre lavori di altissimo livello, senza mai raccogliere fiaschi né fischi. Questo è sicuramente merito della fedeltà a un modello tecnico e brutale allo stesso tempo, che sempre ha saputo sostenere con indubbia solidità la loro musica, facendo sì che ogni tipo di sperimentazione (pur essendo presente) non prendesse il sopravvento. Certo, non si vuole qui affermare che tutti i capitoli che compongono la loro discografia siano capolavori, ma Wrong One to Fuck With di sicuro lo è.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
92.93 su 15 voti [ VOTA]
Matteo BTBAM Galli
Martedì 4 Luglio 2017, 13.46.10
6
Primo ascolto un po' anonimo, Reign Supreme mi era parso da subito più fresco ed immediato. Ci sono comuqnue dei buoni spunti, specie verso la fine (molto valida Weaken the Structure), ma si sente che lo smalto dei bei tempi è un pò sbiadito. Del resto dopo anni di onorata carriera ci sta. Da rivalutare
Pacino
Domenica 25 Giugno 2017, 11.47.23
5
fatti solo 2 ascolti, presto per dare un voto definitivo. Credo sia destinato a crescere con gli ascolto come per quello dei Suffo.
Mirko
Venerdì 23 Giugno 2017, 13.50.20
4
Per me infinitamente sotto all'ottimo Reign Supreme. Tenta di rifarsi al sound grezzo dei primi dischi, ma senza nemmeno avvicinarcisi per intensità e qualità delle composizioni. Grossa delusione.
gianmarco
Venerdì 23 Giugno 2017, 13.13.14
3
gran band , non capisco le critiche eccessive al voto .
Gianni
Venerdì 23 Giugno 2017, 12.18.33
2
D'accordo con undercover e temo che un voto così tanto alto sia frutto più di una sorta di reverenza intimidatoria nei confronti della band che di un'analisi terrena. Ma è una mia ipotesi, potrei sbagliarmi.
Undercover
Venerdì 23 Giugno 2017, 11.08.22
1
@La formula è quella classica, vincente, che ha saputo rendere grande e celebre il sound del trio americano fin dai tempi del loro esordio: quel Purification Through Violence divenuto oggi un album di culto per tutti gli amanti del genere. Quale disco hai ascoltato? @È del tutto incredibile come essi siano riusciti a presentare sempre lavori di altissimo livello, senza mai raccogliere fiaschi né fischi Seriamente? Ho capito che su Metallized i Dying Fetus vengono trattati con i guanti bianchi... 88 siamo al limite col capolavoro e quest'album quel voto non lo vede neanche col binocolo. Piacevole, sicuramente migliore di quel piatto mezzo inutile di "Reign Supreme", sicuramente debitore a "Destroy The Opposition" e "Stop At Nothing", anche di "Killing On Adrenaline" ci sento praticamente quasi nulla, ma non scherziamo... dai 88? Non si può vedere.
INFORMAZIONI
2017
Relapse Records
Technical Brutal Death
Tracklist
1. Fixated on Devastation
2. Panic Amongst the Herd
3. Die with Integrity
4. Reveling in the Abyss
5. Seething with Disdain
6. Ideological Subjugation
7. Weaken the Structure
8. Fallacy
9. Unmitigated Detestation
10. Wrong One to Fuck With
Line Up
John Gallagher (Voce, chitarra)
Sean Beasley (Basso, voce)
Trey Williams (Batteria)
 
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