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Black Hole Generator - A Requiem for Terra
30/06/2017
( 206 letture )
Black Hole Generator è il nome della creatura di Bjørnar Nilsen, vocalist anche degli avanguardisti Vulture Industries, e di Dreggen, in passato già con i Taake e gli Aeternus e recentemente entrato al fianco di Pazuzuh negli Evilforces.
Il duo, che in sede live può contare su membri del calibro di Øyvind Madsen (ex Enslaved), e in passato anche Ares degli stessi Aeternus, dopo aver debuttato nel 2006 con l'EP Black Karma è rimasto quasi totalmente in silenzio (salvo qualche live show) per 10 anni, fino all'uscita di questo A Requiem For Terra.

La formula è rimasta praticamente invariata: ci troviamo infatti davanti ad un disco che propone un black metal dal sound molto “moderno” per così dire, tanto nel riffing, quanto nelle vocals, che non di rado preferiscono il clean allo scream, seppure non siano un elemento fondamentale come lo sono nei Vulture Industries. Da notare anche la presenza alle chitarre di Gjermund Fredheim, anche lui stretto collaboratore dei Taake per molto tempo, e soprattutto di Ice Dale, chitarrista dalle ben note qualità tecniche, già in gruppi come Enslaved e Audrey Horne. Insomma, da una line-up di questo livello (di certo nessuno di questi musicisti è un principiante in questo genere) ci si aspetterebbe un gran bel lavoro in tutti i sensi, eppure A Requiem for Terra si rivela un po' deludente. Non che sia un disco scritto o suonato male, chiariamoci, però manca quel guizzo vincente che ci si aspetterebbe artisti che hanno messo la firma su alcuni degli album migliori del black degli anni 2000 come The Dystopia Journals dei Vulture Industries o gli ultimi lavori degli Enslaved.
Fin dalla titletrack, nonostante dei bei riff e numerosi cambi di tempo, forse è proprio la voce a non convincere appieno, soprattutto nei passaggi in clean che, nonostante donino varietà al platter, non sempre sembrano ben integrate al tessuto sonoro. E sono sempre le tali vocals a “rovinare” un pezzo altrimenti non malvagio come Titan, in contrasto con i momenti in cui il combo pesta di più sull'acceleratore ed entra in territori più puramente legati alla fiamma nera, in cui la qualità non manca affatto. Niente di speciale invece per quanto riguarda Moloch, canzone che era stata scelta come “singolo” e per la quale era stato realizzato un video clip; il brano accenna a certe derive quasi death e non convince appieno nel riffing, nonostante almeno qui il clean sia limitato.
La palma di miglior pezzo va, non a caso, alla conclusiva Spiritual Blight, traccia per la verità per la maggior parte della sua durata strumentale, ma in cui i passaggi in pulito riescono ad integrarsi meglio con la parte strettamente musicale; questa canzone infatti si presenta lenta e melodica, con anche qualche sprazzo di tastiera qua e là: le parti più estreme del sound vengono accantonate e quindi la voce pulita riesce anche a farsi apprezzare.

Insomma, mi sembra chiaro quale sia il vero e proprio punto debole di questa release: ci troviamo di fronte ad una release che per come è stato progettato, sia a livello di songwriting che di sound, a mio parere non si adatta bene all'utilizzo delle voci pulite. Per il resto, questa formula di black metal modernizzato e dai caratteri industrial non ha fatto certo emozionare, ma non significa certamente che sia un lavoro insufficiente. Un po' di amaro in bocca però rimane, perché c'erano non poche aspettative sui Black Hole Generator. Ma per migliorarsi non è mai troppo tardi.



VOTO RECENSORE
62
VOTO LETTORI
68.33 su 3 voti [ VOTA]
freedom
Sabato 1 Luglio 2017, 14.52.42
2
Si come no...disco da 78 almeno.
Undercover
Venerdì 30 Giugno 2017, 22.07.01
1
Per nulla d'accordo, personalmente mi piace l'uso della voce fatto da Bjørnar, le canzoni, soprattutto atmosfericamente, funzionano, "Moloch" e fra quelle che mi piace di più anche se concordo sul fatto che "Spiritual Blight" sia la migliore del lotto, e non trovo l'album da appena sufficiente. Io vado per il 75.
INFORMAZIONI
2016
Dark Essence Records
Black
Tracklist
1. A Requiem For Terra
2. Titan
3. Moloch
4. Beneath a Chemical Sky
5. Emerging Pantheon
6. Earth Eater
7. Spiritual Blight
Line Up
Bjørnar Nilsen (Voce, Basso, Programmazione)
Ice Dale (Chitarra)
Gjermund Fredheim (Chitarra)
Dreggen (Chitarra)
 
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