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Anathema - The Optimist
03/07/2017
( 1955 letture )
Tonight, let go
Let go of everything, inside desire said so
We'll make everything inside alive
Cause I am leaving it behind
Stop feeling dead inside tonight
Cause I'm leaving it behind
Stop feeling satisfied inside


Un viaggio che ricomincia da dov'era stato interrotto.
16 anni di attesa.
Tanto è passato da quel A Fine Day to Exit, che nell'autunno del 2001 portò ancora più "sgomento" tra i fan degli Anathema più legati al passato.
Eppure, nonostante sia trascorso tanto tempo, era intuibile che la "Temporary Peace" del protagonista di quella storia non fosse destinata a durare.
The Optimist riparte esattamente da lì, dalla fine di quel capovolgimento di fronte che aveva portato il guidatore a fare marcia indietro e decidere che non era poi il giorno giusto per andarsene, abbandonando le -probabili- velleità suicide e ricominciando così il suo viaggio.
Sono tanti i collegamenti tra i due dischi, a partire dall'artwork (sempre ad opera di Travis Smith), che questa volta ci porta fuori dall'abitacolo, in una vista frontale di quell'auto che nell'oscurità viaggia per le strade di San Diego (32.63N 117.14W), per concludere con un'altra ghost track piazzata in coda all'ultima canzone (Back to the Start), proprio com'era stato allora con Temporary Peace.

Se il collegamento concettuale con A Fine Day to Exit è ben saldo, altrettanto non si può dire di quello musicale, o meglio: i legami se ben cercati ci sono ma sono già più temprati dai tanti anni di distanza tra i due dischi.
Vi sono infatti delle differenze stilistiche consistenti con il precedente capitolo della storia dell'ottimista, abbastanza prevedibili tutto sommato, specie se si considera l'evoluzione del sound degli Anathema dal 2001 ad oggi.
È da subito palese un generale alleggerimento (già solo dal paragone tra le prime tracce e brani come A Fine Day), con un uso dell'elettronica notevolmente aumentato rispetto anche a Distant Satellites o a Weather Systems.
Leaving It Behind in questo senso è immediatamente esplicativa, con una sequenza di beat piuttosto breve che accompagna in modo ossessivo l'incedere arpeggiato della chitarra elettrica e le voci dei Cavanagh, che si lanciano poi in un crescendo sorretto prima dall'inserimento di filler altrettanto ripetitivi della coppia John Douglas/Daniel Cardoso a batteria e percussioni e poi da una linea melodica abbastanza indovinata del basso di Jamie.
Anche la successiva Endless Ways tradisce la passione della band per i crescendo in itinere, con l'apertura lasciata alla combinazione (che sarà più volte utilizzata) tra il pianoforte e la voce soave di Lee Douglas, che anche in The Optimist continua a dimostrarsi una risorsa piuttosto importante dell'arsenale a disposizione degli Anathema.
Lee infatti è autrice di una prova decisamente riuscita, valorizzata da un'intensità interpretativa notevole e da un timbro etereo che ben si sposa con il mix di voci maschili dei Cavanagh.
La titletrack si mantiene sempre sulla falsariga delle precedenti, con questa volta un minor uso dell'elettronica in favore di un'apertura imperniata sul binomio tra pianoforte e voce maschile, impreziosito dalla presenza di uno dei momenti solisti più interessanti del disco, con la chitarra elettrica che va ad improvvisare su un leitmotiv melodicamente molto ben fatto e valorizzato da un sapiente uso degli effetti proprio sulle chitarre (con anche un probabile uso dell'ebow).
C'è tempo anche per una strumentale, San Francisco, che tende a rimanere meno impressa delle tracce precedenti, ma mantiene un andamento che ben si sposerebbe con l'idea del viaggio in auto lungo le strade californiane (si partiva da San Diego).
La successiva Springfield, si distingue non solo per l'ennesima ottima prestazione di Lee Douglas, ma anche per uno dei momenti più intensi del cd, con l'accelerazione a metà canzone che permette alla sezione ritmica di viaggiare in modo meno contratto e alle chitarre di sfogarsi in plettrate alternate velocissime che ripropongono brevi echi del passato della band di Liverpool.
Ghosts potrebbe a tutti gli effetti venire classificata come la ballad del disco, grazie ad una struttura costruita sul dualismo tra archi, pianoforte e una base elettronica decisamente poco invasiva, probabilmente il brano con in assoluto più rimandi trip hop dell'intero platter.
Can't Let Go colpisce meno, forse per un'eccessiva ripetitività della base ritmica e della melodia vocale, che viene dilatata fino al punto di farle perdere d'efficacia, nonostante tenda a rimanere comunque abbastanza in mente.
Close Your Eyes è poco più che un intermezzo dal sapore retrò, che si giostra tra una prova suadente e materna di Lee, inserita in mezzo a suoni ed arrangiamenti impreziositi da un piccolo ma ben contestualizzato spunto jazz.

It's okay, it's okay.
It's just a dream,
go back to sleep.


Ci avviciniamo alla conclusione con Wildfires, probabilmente la traccia più sperimentale del lotto, satura e pregna di momenti dissonanti che si intervallano a melodie sognanti (con tanto di carillon) e alle voci modificate dei fratelli Cavanagh, che qui diventano eteree quasi quanto quella di Lee.
La chiusura è lasciata a Back to the Start, che oltre ad essere anche concettualmente una summa dell'intera storia dell'ottimista, è una delle canzoni più riuscite dell'intero disco, con momenti ben delineati, armonie riuscite e in generale un grande bilanciamento tra tutti gli elementi del sound.
Non manca poi, come accennato in precedenza, anche una breve ghost track che ci lascia sentire un piccolo scorcio di vita famigliare (con tanto di vocina infantile), che potrebbe rappresentare una serenità ritrovata da parte del protagonista, in crisi anche e soprattutto per questioni sentimentali.

La produzione di The Optimist (curata da Tony Doogan), si dimostra senza dubbio un punto a favore dell'album.
Curata nei bilanciamenti, delicata nella scelta delle timbriche e nell'esaltare le potenzialità di tutti i membri (ed è sufficiente ascoltare l'ottimo lavoro di gestione dei riverberi e dei delay nella voce di Lee Douglas in brani come Endless Ways o Ghosts per rendersene conto).
Il sound, anche nei momenti relativamente più saturi di elementi diversi, non appare "overproduced", mostrando in taluni frangenti un gradevole approccio quasi "live", che aiuta -e non poco- l'amalgama di tutti i tasselli di un insieme che -peraltro- include un'ampia gamma di samples e suoni ambientali, utilissimi nell'espandere le sensazioni dell'ascoltatore riguardo all'ambientazione del concept.

Era quantomeno chiaro che in questo 2017 non ci fosse da aspettarsi chissà quali stravolgimenti nel sound degli Anathema. Sono ormai diversi anni che la creatura dei fratelli Cavanagh continua a "sperimentare" in piccolo all'interno di un canovaccio tutto sommato delineato, che in questo caso è stato "superato" soltanto per aumentare ulteriormente le influenze elettroniche e per andare a ripescare dal passato degli spunti concettuali che si sono rivelati – in fin dei conti- piuttosto adeguati, pur probabilmente non raggiungendo i livelli del primo capitolo di questa storia, forse anche per colpa di un'eccessiva ripetitività nella struttura delle canzoni.
The Optimist resta però un lavoro assolutamente valido, di una band di grandi professionisti che riesce ancora ad ammagliare dopo 27 anni di carriera, con atmosfere magistrali, da godersi nell'intimità del proprio salotto o -magari- durante un lungo viaggio in auto.

They don't understand
'Cause they don't talk for me
There ain't no master plan
I came in to make peace
The more we’re made to suffer
The more we’re made to care
And all the time in the world
Gonna wish you 'til it hurts
'Cause they don't understand



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
62 su 50 voti [ VOTA]
Mandrake
Martedì 18 Luglio 2017, 22.20.08
35
Perché nei low afgani??
AkiraFudo
Martedì 18 Luglio 2017, 10.34.31
34
Seguo la band da sempre, e ne ho sempre apprezzato la proposta a prescindere dalle variazioni nello stile e nelle atmosfere. Li ho sempre trovati ispirati, anche negli ultimi due / tre lavori, spesso criticati da chi fatica ad accettare le escursioni verso territori più pacati. The Optimist mi sta invece deludendo: lo trovo piatto a livello emotivo e troppo rarefatto, senza quei crescendo tipici della band... spero vivamente che cresca con gli ascolti, ma per ora pare nettamente il loro lavoro meno riuscito... e mi dispiace davvero doverlo ammettere.
Flv
Sabato 15 Luglio 2017, 12.27.03
33
The Optimist l'ho trovato un disco inizialmente poco immediato ma che sa aprirsi e rivelarsi se si riesce a coglierne lo spirito . Credo che il significato reale dell'album stia nel finale dopo Back to the start quando si sente la voce del bambino .
Rob Fleming
Venerdì 14 Luglio 2017, 18.12.14
32
Confermo le prime impressioni dopo averlo ascoltato una infinità di volte: album gradevole, che si ascolta bene, ma che alla fine non (mi) lascia particolari sensazioni dopo i ripetuti ascolti. Tra tutte mi sono piaciute The Optmist e Close your eyes con il gusto jazz. 70
FTS
Venerdì 14 Luglio 2017, 0.15.35
31
Anche per me Eternity è un gran disco, forse tra i migliori, ma non sicuramente il migliore (che è The Silent Enigma). Se la gioca con Alternative 4 e Judgement. Ho trovato decisamente buono e fresco questo The Optimist. Non un capolavoro, ma un bel disco godibile, questo si. Sicuramente meglio di Distant Satellites, a mio avviso il punto più basso della carriera degli Anathema (così come il relativo tour a supporto...concerto pallosissimo). Sono d'accordo con recensione e voto. In ogni caso, io questa band la supporterò SEMPRE. Ineguagliabili.
InvictuSteele
Giovedì 13 Luglio 2017, 22.58.38
30
Ah, e aggiungo, questo Optimist non mi ha preso per niente, come del resto gli album precedenti degli Anathema. Troppo moscio, troppo rock leggero, troppo scontato. Bo, sinceramente non cresce con gli ascolti anzi, cala drasticamente. Ammetto di non essere un estimatore dell'ultimo corso stilistico intrapreso dalla band, già con Alternative 4 e Judgement mi rompevano un po' le palle, solo che lì c'erano delle canzoni talmente meravigliose che me li faceva mandare giù, poi però hanno cominciato a stancarmi. Non sono sonorità che mi interessano, troppo soporiferi per me, perciò non sono attendibile per esprimere un giudizio veritiero.
InvictuSteele
Giovedì 13 Luglio 2017, 22.53.30
29
Come a nessuno piace Eternity??!?! è uno dei dischi più acclamati della band... un capoalvoro, anche se Silent Enigma resta invincibile.
ayreon
Giovedì 13 Luglio 2017, 22.51.10
28
ma prorio a nessuno piace "eternity"? per me è il migliore
GT_Oro
Martedì 11 Luglio 2017, 13.37.50
27
Devo discostarmi dal coro e ammettere (e mai lo avrei immaginato) che questo è per me un ottimo album. Rock, senz'altro, degli Anathema degli esordi non c'è rimasto praticamente più nulla, ma finalmente un album composto nel pieno riconoscimento delle proprie capacità compositive e dotato di un'anima propria e non rubata ad altri. Da troppi album (da We're Here...) li consideravo ormai in preda ad una emulazione dei Radiohead senz'anima, e invece qui ho riconosciuto una vena personale nel proporre questo tipo di canzoni. Ah, menzione particolare per il batterista che nel tempo ha fatto passi da gigante, mi sono risentito in settimana Silent Enigma e all'epoca era davvero imbarazzante.
M.V.F.
Martedì 11 Luglio 2017, 12.03.48
26
Tanti mi han detto "ascoltalo ancora, vedrai che cresce col tempo". Se possibile col tempo è anche peggiorato
P2K!
Domenica 9 Luglio 2017, 19.43.20
25
Ascoltato un paio di volte e non mi ha lasciato nulla. Il precedente che pur avendo trovato deboluccio, un paio di tracce notevoli le aveva, ma qui non mi è sembrato di scorgere nulla che susciti il mio interesse. Mi associo a chi trova che l'aver reso protagonista Lee Douglas sia stato controproducente (meravigliosa su Parisienne Moonlight in Judgement e poco altro, ma adesso basta!!!).
Steven BlackNight
Venerdì 7 Luglio 2017, 21.39.39
24
Per me sono morti con Judgement. Ascolteró quasto album prima di dare un vero e proprio responso, ma se il canovaccio (come anticipato) rimarrá sempre lo stesso, non potrá che annoiarmi questo platter. Le emozioni forti di Alternative 4 e l'oscura magia di the Silent Enigma, sembrano estinte. D'altronde il genio non é infinito e a volte ci si deve accontentare di svolgere il proprio compitino.
Kurujai
Giovedì 6 Luglio 2017, 7.58.22
23
Doom è così difficile per questo t9?
Kurujai
Giovedì 6 Luglio 2017, 7.57.25
22
@rob Fleming. Mi è piaciuto molto alternative4 ma la svolta rock la preferisco , weather system è natural disaster sono i miei preferiti . Comunque hai ragione non sono mai stati del tutto sono.
Rob Fleming
Mercoledì 5 Luglio 2017, 19.30.53
21
@Kurujai: non discuto i gusti. Ma doom lo sono stati agli esordi (fino a Silent Enigma compreso che poi era già "diverso"). Da Eternity in poi hanno radicalmente modificato la proposta. Non so se li hai ascoltati tutti o meno, ma nel caso dà loro un'altra possibilità. All'epoca erano veramente qualcosa che usciva dagli schemi dei gruppi metal del periodo (con un occhio ai Pink Floyd)
Kurujai
Mercoledì 5 Luglio 2017, 16.40.46
20
Maledetto t9.
Kurujai
Mercoledì 5 Luglio 2017, 16.39.56
19
@Roberto Fleming per me è il contrario, mi hanno emozionato da natural disaster prima erano troppo doom . Che dire dello gustbus
Rob Fleming
Mercoledì 5 Luglio 2017, 10.35.02
18
Agli Anathema ci sono affezionatissimo. Ricordo distintamente il giorno in cui acquistai The Silent Enigma e le travolgenti emozioni che provai ascoltando Judgement. Per me a livello emozionale il gruppo è finito con A natural disaster. Dopo sono diventati qualcosa di totalmente diverso: bravi, eleganti, quasi prog (nel senso più ampio del termine), ma la vera magia per me è finita. Ma continuerò a comprare i loro cd perché in fondo un loro album vale sempre la pena ascoltarlo.
Kenos
Martedì 4 Luglio 2017, 22.37.56
17
Quoto Remedy, oltre all'appiattimento generale inizio a non poterne più della Douglas. Andava benissimo quando si limitava a un ruolo di contorno come corista, o anche alle sporadiche canzoni che la vedevano protagonista (vedi la title-track di A Natural Disaster), ma ora che praticamente fa 50 e 50 con Vincent la trovo monotona e stucchevole e già dopo un paio di pezzi non la posso più sentire.
crisformetal
Martedì 4 Luglio 2017, 22.00.30
16
questo album non mi convince,non mi emoziona.....che agonia
Kurujai
Martedì 4 Luglio 2017, 21.44.44
15
comunque buon disco ma non vale WS per me 75/80
Kurujai
Martedì 4 Luglio 2017, 21.43.26
14
io li ho conosciuti con a natural disaster , e il loro alternative rock mi ha subito conquistato . dopo qualche tempoho deciso di sentire i loro primi lavori dei quali tutti parlavano bene e .... non mi hanno entusiasmato più di tanto , bravissimi senza dubbio ma sempre il solito doom che non mi convice come genere , li ho trovati più a loro agio nel rock atmosferico ( come ad esempio the gathering e katatonia , forse c'è un nesso ....)
Gabriele
Martedì 4 Luglio 2017, 20.49.55
13
Il commento n°6 di entropy potrei averlo scritto io. Da dopo A Natural Disaster una lento, progressivo, ma inesorabile declino; la qualità delle loro canzoni ormai è inversamente proporzionale al minutaggio riservato a Lee, non la si regge veramente più.
Vitadathrasher
Martedì 4 Luglio 2017, 20.37.10
12
A parer mio sono diventati una band "normale". Non fanno niente di particolare se non atmosfere da club per un utenza "normale" ne troppo rock, ne troppo soft, con qualche accellerata per far smuovere le membra al nerd sfigato e sognatore di turno a discapito di una ricerca di sonorità più cupe e interessanti, tipo silent enigma.
Remedy
Martedì 4 Luglio 2017, 20.00.31
11
Poi con tutto il rispetto per il recensore ma in Springfield i momenti intensi dove li ha sentiti? E'forse il brano più banale che abbiano mai scritto oltre che sentito e risentito centinaia di volta da centinaia di band che suonano la stessa roba. altra cosa: ma la Douglas non si è rotta le palle di cantare la stessa canzone da 15 anni? Perché è da Nataral Disaster che è in loop con la stessa canzone. Non voglio nemmeno essere cattivo perché distant satellite alla fine si faceva anche ascoltare ma questo è veramente terribile. Voto 4
Ramcke
Martedì 4 Luglio 2017, 19.34.10
10
Concordo pienamente con Entropy e con chiunque sta scrivendo commenti critici riguardo a questo disco.Da vero fan degli Anathema sono incredulo ma nemmeno tanto in fondo.Sono anni che ormai si sono "alleggeriti" e concordo che la voce di Lee incominci un po' a stancare,è troppo presente,esageratamente mielosa.Conclusioni : a mio avviso il voto è 50. Una autentica palla .....
lux chaos
Martedì 4 Luglio 2017, 18.09.31
9
Eh si, a sto giro è sonno, ma di quelli profondi proprio....zzzzzz...
Le Marquis de Fremont
Martedì 4 Luglio 2017, 17.52.50
8
Veramente non capisco cosa ci sia di "sperimentazione" in un disco sostanzialmente di canzonette da piano bar. Certo, sanno suonare e anche comporre, ma in un segmento che effettivamente non ha più niente a che fare con gli Anathema di Serenades, The Silent Enigma, Eternity o Judgement. Sono simpatiche canzonette, molto easy come è successo anche a Les Discrets. Il punto è che ci sono in giro molti altri dischi estremamente più "metal" e più interessanti. Personalmente, non ho tempo per ascoltare questo tipo di musica. Sorry. Au revoir.
Kenos
Martedì 4 Luglio 2017, 15.02.13
7
Non ringrazierò mai abbastanza gli Anathema per aver creato A Fine Day To Exit, un disco che mi ha accompagnato innumerevoli volte nella mia vita. Ma questo, nonostante gli sforzi e la pazienza nel cercare di seguirlo, mi è sembrato in gran parte una ciofeca. Non mancano le grandi emozioni, che però sono tutte concentrate nella prima metà, dopo di che perdo completamente interesse e mi viene voglia di passare ad altro. Peccato. Prima o poi doveva capitare la grande delusione, del resto sono umani anche loro.
entropy
Martedì 4 Luglio 2017, 14.17.28
6
Io li ho amati alla follia, soprattutto nel loro percorso di allontanamento dal metal... fino a "a natural disaster" (con tra altro album davvero diversissimi tra loro). Da lì in poi , per me la magia è venuta meno, gli album sono più o meno simili, lee Douglas è diventata una presenza fastidiosa, la voce maschile ha perso la sua "drammaticità". Ogni tanto qualche crescendo simil post rock, ma che trovo cmq facciano molto meglio altri gruppi. Non mi trasmettono più emozioni, e a questo punto il problema sono io, che ancora compro i loro album sperando di trovare una scintilla delle emozioni che sapevano darmi. Li devo lasciare andare e rinunciare.
Graziano
Martedì 4 Luglio 2017, 12.46.44
5
Lo ascolto spesso prima di addormentarmi (non lo dico in senso negativo). Aiuta sicuramente la mente a viaggiare e a rilassarsi. Non ha magari canzoni memorabili, forse, ma rimane un buon disco....
M.V.F.
Martedì 4 Luglio 2017, 11.19.45
4
Concordo con Remedy. Mi spiace un sacco doverlo dire, ma è nettamente il punto più basso della loro discografia. Li ho amati alla follia da Serenades a Weather Systems, nessuno escluso e tutti con le loro peculiarità. DS mi è piaciuto tanto fino alla prima metà, da lì in poi non faceva decisamente per me ma parliamo di gusti (non sono un amante dell' elettronica, per usare un eufemismo). Di questo me ne piacciono (e neanche da impazzire) 2, il resto è già sentito o banale o, peggio che peggio, insipido. Non comunicano nulla. Malinconia, intimismo, riflessione, serenità, depressione, tutti i loro precedenti davano emozioni fortissime ed era il punto di forza della band. Questo è un album che invece non restituisce quasi niente ed è una cosa che mai avrei immaginato. Ultima nota dolente, sul loro profilo: "The darkest material to date". Darkest? Questo? Da un gruppo che ha composto "Lovelorn Rhapsody", "Shroud of False" o "The Lost Child", giusto per dirne tre di diversi periodi? Ma ci prendete anche per il ****? Voto 45, solo perchè sanno suonare
Flavio
Martedì 4 Luglio 2017, 11.04.17
3
Adoro gli Anathema sin dagli esordi e ho amato la loro crescita - mutazione stilistica, tanto da adorare Ws e Ds alla follia... Questo ultimo lavoro, nonostante riconosca sia inferiore ai due precedenti, mi è comunque piaciuto. Tanto. Da parte mia credo che per poter essere completamente apprezzato, esso debba essere ascoltato nella sua completa interezza, senza voler per forza suddividere l'album in tracce; in questa maniera si riesce ad apprezzare meglio un lavoro ( alias storia ) estremamente emozionale, che ad un ascolto poco attento potrebbe sembrare "superficiale". Voto 85.
Remedy
Lunedì 3 Luglio 2017, 23.54.55
2
Mi spiace cari Anathema ma tolti 2 brani sto disco è una vera merd4 soporifera ma sopratutto banalissima, sta roba la si tira fuori in un pomeriggio, veramente inascoltabile.
ocram
Lunedì 3 Luglio 2017, 22.20.28
1
Io sono un grande fan degli Anathema, dal bellissimo Serenades al capolavoro Distant Satellites. Per me non hanno mai sbagliato un disco, anche l'orchestrale e tanto criticato Falling Deeper è per me semplicemente commovente. In particolare Distant Satellites, che tanti considerano un colpo a vuoto, mi aveva divorato dentro e ancora lo ascolto spesso ed è per me sicuramente uno dei migliori capitoli dei rossi. Proprio per le intense emozioni che mi aveva regalato Distant Satellites, le aspettative per questo The Optimist erano enormi. Purtoppo devo ammettere che il primo ascolto mi ha lasciato parecchio l'amaro in bocca e una grossa delusione, tuttavia con il crescere degli ascolti l'ho metabolizzato e ho cominciato a "capirlo". Ora che posso dire di conoscere l'album mi spingo nel dire che questo sia il peggiore disco degli Anathema, probabilmente per alcune tracce poco interessanti (faccio fatica a farmi piacere una San Francisco o una Wildfires, ma ne capisco l'importanza nello sviluppo della storia dell'ottimista) e per la sensazione che il disco sia stato realizzato un po' frettolosamente. Rimane comunque un disco valido, con alcune ottime tracce, forse il disco più ambient degli Anathema (mi ha ricordato molto la colonna sonora di un film), ma dove non mancano le criticità e i passaggi a vuoto. Voto 75
INFORMAZIONI
2017
Kscope Music
Alternative Rock
Tracklist
1. 32.63N 117.14W
2. Leaving It Behind
3. Endless Ways
4. The Optimist
5. San Francisco
6. Springfield
7. Ghosts Lee Douglas sugli scudi
8. Can't Let Go
9. Close Your Eyes
10. Wildfires
11. Back to the Start
Line Up
Lee Douglas (Voce)
Vincent Cavanagh (Chitarre, voce, basso, tastiere, programmazione)
Danny Cavanagh (Chitarre, voce, basso, tastiere, piano)
Jamie Cavanagh (Basso)
John Douglas (Batteria, percussioni, tastiere)
Daniel Cardoso (Batteria)
 
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