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Haniwa - Helleven
04/07/2017
( 975 letture )
Direttamente da Firenze, culla del Rinascimento, arriva un bel prodotto che forse non sarebbe stato apprezzato all'epoca dei Medici, ma che è perfettamente godibile per le orecchie dei contemporanei: stiamo parlando di Helleven, esordio discografico (dopo un primo EP) degli Haniwa, terzetto di musicisti dalle influenze variopinte, che spaziano dal thrash al grunge, passando per il prog. Ecco dunque che le sonorità del loro esordio, seppur vigorosamente radicate nel thrash, presentano alche ulteriori sfumature che strizzano l'occhio a soluzioni più moderne (leggasi fra gli altri: Pantera) e non strettamente legate al sound della Bay Area.

L'album, prodotto dalla Qua Rock Records, inizia con No More, che motta in mostra un interessante gusto melodico ed un uso interessante del basso, prima che ritmiche thrash cariche di groove calino sull'ascoltatore a tutto volume; la velocità pura infatti non è unicamente ciò che ricercano i nostri amici fiorentini, che al contrario sacrificano volentieri la rapidità priva di compromessi se possono costruire un tappeto sonoro vigoroso e pesante, cosa in cui riescono molto bene, come dimostra @Daggers Drawn. Se poi è proprio la velocità che cercate, allora Tomorrow presenta parti più tipicamente thrash, con una prestazione particolarmente rabbiosa di Davide Degl'Innocenti, il quale tuttavia riesce ad inserire anche un ritornello quasi catchy in una traccia pur indubbiamente pesante. Ecco dunque, come dicevamo ad inizio recensione, che le influenze alternative dei nostri fanno capolino anche quando meno ci si aspetta! Gli Haniwa premono poi ancor più sull'acceleratore con Think This, traccia nella quale le influenze panteriane raggiungono uno dei punti più alti e dove la batteria di Mr. Crini si mette particolarmente in evidenza. Ciò nonostante, anche qui troviamo un passaggio più melodico e vagamente “grunge” che, per come è costruito, non stona affatto con le strofe più veloci e pesanti. Ci vogliono abilità e buon gusto per dosare in tal modo influenze tanto diverse ed i nostri paiono proprio sapere il fatto loro! Un thrash rabbioso ed ancora carico di groove ed oscurità anima Volcano, mentre Tides of Time, intelligentemente piazzata dopo due pezzi così violenti, inizia in modo molto melodico, evolvendo poi verso una traccia schizofrenica che pesca qualcosa dal repertorio del geniale Devin Townsend. Haniwa torna su lidi più tipicamente groove e lo fa strizzando l'occhio qui e là agli ultimi Metallica, mentre Fire Eyes torna ad omaggiare vistosamente i Pantera, con tanto di riff di apertura che ricorda vagamente quello tanto semplice quanto mortalmente efficace di Walk. Tali influenze, comunque, lo ribadiamo ancora una volta, sono ottimamente gestite dal gruppo, che non si limita a copiare pedissequamente quanto fatto dai grandi del passato, anzi tenta in ogni modo di aggiungere qualcosa di proprio. Verso la fine, comunque, l'album mostra qualche piccola crepa: Return to Obscurity, pur essendo composta in modo brillante, colpisce un po' meno di altre tracce che la precedono, al pari della title-track. In mezzo, in compenso, Suffer mostra ancora una volta la bravura del trio.

Helleven insomma è un lavoro decisamente interessante e godibile: pur non facendo alcuno sforzo per nascondere le proprie influenze, che spaziano come detto dai Metallica ai Pantera, passando per Devin Townsend, gli Haniwa hanno composto un lavoro fresco ed incalzante, ricco di brani egregiamente strutturati. C'è qualche sbavatura qui e là, ma i nostri hanno tutto il tempo per limare i propri difetti e produrre, in futuro, ancora di meglio.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
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Voivod
Mercoledì 5 Luglio 2017, 14.04.53
1
Non amo molto questo genere, ma l'album è notevole...bravi!
INFORMAZIONI
2017
Qua Rock Records
Groove
Tracklist
1. No More
2. @Daggers Drawn
3. Tomorrow
4. Think This
5. Volcano
6. Tides of Time
7. Haniwa
8. Fire Eyes
9. Return to Obscurity
10. Suffer
11. Helleven
Line Up
David Degl’Innocenti (Voce, Basso)
Angelo Colletti (Chitarra)
Mr. Crini (Batteria)
 
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