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Totengott - Doppelgänger
05/07/2017
( 300 letture )
Totengott: il Dio dei Morti, rappresentato in questo Pantheon di morbosità da tre bellimbusti del nord della Spagna, ciascuno accompagnato dalla sua bella foto promozionale con tanto di candelabri e teschio di caprone; tutti insieme ad intonare a inno di gloria tre diluitissimi brani di musica infernale.

Tre volte tre. Adorniamoci delle vesti rituali e invochiamo lui: Tom Gabriel Warrior, vivo, in carne, manifestamente umano e idolo di tutti noi. Bastano poche note per comprendere come l'unico fine dei nostri sia quello di scimmiottare quanto di buono e di letale abbia creato il vate dei Grigioni, dagli albori sino ai giorni nostri. Qualche interminabile minuto di stucchevole intro porta alla luce un sound tra lo sludge più digitale e il war metal meno sfrenato, laddove un paio di banali e statici riff in D-beat fanno il verso agli Hellhammer impoveriti di carica demoniaca. Tutto ciò ripetuto per oltre sette minuti. A seguire, un po' di doom primitivo, tanto minimale quanto corale, in cui la voce fornisce una discreta imitazione al sopracitato maestro e i palm-muting si fanno più rocciosi, ma con poche idee. Quattordici minuti di traccia, molto spezzettati e intervallati da pause, inframezzi eterei e arpeggi. L'infosheet che accompagna il promo parla di “the experimentation of early Pink Floyd with the riffing mastery of Candlemass”. Inutile aggiungere altro. A chiudere l'opera troviamo la title-track e i suoi soffertissimi ventuno minuti contrassegnati da chitarre avvolgenti, ritmiche cadenzate e tappeti di tastiere.

Nel complesso, qualcosa in grado di risollevare l'album ed il giudizio ad esso assegnato, ma poca roba rispetto al costante evolversi ed estremizzarsi dei filoni più funerei e abissali del metal composto sotto i 60 bpm. Le chitarre si conformano a partiture e frequenze più attuali, portandoci alla mente i Conan o i monolitici Triptykon (e chi altro sennò?). Tre minuti finali di accordi scanditi a loop e assoli per distogliere la mente da questo Doppelgänger e farci ricapitolare: zero assoluto in termini di originalità; trascurabili gli spunti vincenti; Satana alle nostre spalle: neanche l'ombra.



VOTO RECENSORE
49
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Xtreem Music
Death / Doom
Tracklist
1. Delusion of Negation
2. Satan Beside You
3. Doppelgänger
Line Up
Chou Saavedra (Voce, Chitarra)
Nacho Void (Basso)
José Mora (Batteria)
 
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