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Lakeshore - 41
07/07/2017
( 128 letture )
EP di debutto per i Lakeshore, combo americano dedito a un delizioso e accattivante post-prog metal/emotional core con influenze electronic core. La formazione ci colpisce per la presenza di due dei membri fondatori degli Emmure (i fratelli Lionetti). Sarebbe stato facile aspettarsi del deathcore o, comunque, qualcosa di parecchio pesante: invece, con i Lakeshore, i fratelli si reinventano e insieme ai loro colleghi ci propongono un prodotto molto easy-listening, commerciale ma non banale, per un ascolto leggero.

Questi ragazzi ci ricordano -a tratti- i nuovi Northlane, i Bring me The Horizon e i Monuments, con un’attitudine personale marcata e un songwriting più semplice ma definito e sfacciatamente catchy: 41 dei Lakeshore è senza troppe ambizioni a livello di impatto musicale, ma guadagna parecchio a livello comunicativo.
EP lungimirante, dai toni a tratti oscuri a tratti rilucenti e caleidoscopici, con brevi momenti di vera pesantezza , che identifichiamo nei pattern di chitarra cadenzati e dissonanti, nelle distorsioni pastose e nei frame di harsh vocals: il muro del suono tuttavia si edulcora e assottiglia spesso in favore della melodia e di linee vocali flautate e armoniche (solo in alcuni tratti troppo smielate e snervanti).
Un lavoro che scorre velocemente, non solo perché esclusi i due intermezzi le tracce effettive sono 6, ma anche perché i pezzi sono così immediati che si fanno ascoltare senza remore, seppur ovviamente alcuni rimangano più impressi a un primo ascolto rispetto ad altri.
41 ha un’intenzione e un esito sognante, ci riporta a sensazioni infantili, ma tutto sommato può incuriosire anche l’ascoltatore impegnato: stimolanti le parti strumentali, così come la produzione moderna ma non sfrontatamente digitale/campionata è ad opera di Ken Susi degli Unearth (già produttore dei e dei Madball).
I suoni cristallini/ambient fanno da padroni e richiamano scenari a metà fra il futuristico e il fiabesco: a questo contribuiscono alcune audaci ma azzeccate citazioni dai film Il Mago di Oz e La Fabbrica del Cioccolato.
Si parte con l’accattivante Heart (to the Fans), dall’intro psicotropo che si evolve in un pezzo aggressivo e convincente, soprattutto nell’alternarsi delle parti più estreme con le impertinenti linee vocali pulite.
Se la successiva Future ha l’attitudine più ''teen'' ed emocore del lavoro, sia musicalmente che testualmente, nell’interludio Taking veniamo trascinati in un mood nostalgico che prosegue nel pezzo Control. E’ Kings (The Reawakening) che ci riporta a una maggiore pesantezza grazie alla sua intenzione groove metal, le sue chitarre con scale diminuite e il growl caustico; questo pezzo inoltre ha un significato particolare, ed è stato dedicato al compianto Mitch Lucker dei Suicide Silence.
History è un'altra semi-ballad all’insegna dell’agrodolce che nel complesso colpisce, ma è la track in chiusura la vera punta di diamante del lavoro per ciò che concerne musica e atmosfere: Pure//Imagination parte in grande con l’intro dal già citato La Fabbrica di Cioccolato che adagiato sui suoni ambient, ci catapulta nel feeling sognante per eccellenza, in un pezzo smagliante e ammaliante con un assolo dal gusto heavy a coronare il tutto.

Nel complesso, 41 è un lavoro che lascia una piacevole sensazione di interiorità: seppur commerciale, nella sua immediatezza è in grado di evocare viaggi sia riflessivi che spensierati. I Lakeshore ci offrono un ascolto che, con semplicità, ci riporta a sentimenti adolescenziali ben contestualizzati in un maturo divenire musicale.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Autoprodotto
Emo Core
Tracklist
1. Heart (To the fans)
2. Future
3. Taking…(Interlude)
4. Control
5. Welcome to Oz (interlude)
6. Kings (The Reawakening)
7. History
8. Pure//Imagination
Line Up
Shawn Adams (Voce)
Ben Lionetti (Chitarra)
Mitch LoBuglio (Chitarra)
Chris Segovia (Basso)
Joe Lionetti (Batteria)
 
 
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