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Angel Dust - Bleed
08/07/2017
( 953 letture )
È stato detto molto su quanto gli Angel Dust siano stati sottovalutati e durante tutta la loro carriera non abbiano mai raccolto il successo meritato, tanto da portarli allo scioglimento per ben due volte, rispettivamente nel 1988 e nel 2002. La svolta power/heavy del gruppo, iniziata con Border of Reality (1998), prodotto della reunion seguita ai dieci anni di iato, ci ha lasciato ben quattro album, pubblicati a brevissima distanza l'uno dall'altro. Il qui presente Bleed è il secondo, diretto successore di Border of Reality e naturale tappa evolutiva del percorso musicale culminato con il capolavoro Enlighten the Darkness. Il thrash degli esordi non è mai davvero scomparso e si palesa più o meno evidentemente in tutti i nove brani che compongono Bleed, legandosi al roccioso power di scuola tedesca (Rage e primi Blind Guardian).

Lo spettrale riff di tastiera che apre la title-track, a più riprese accostato ai Savatage, è il preludio a quello che verrà dopo, la calma prima della tempesta. Tempesta che si abbatte violenta sotto forma di ritmiche serrate di matrice thrash, condite dalla voce graffiante di Dirk Thurisch, cantante capace di fare davvero la differenza, regalando una prestazione magistrale su tutto l'album. Abbiamo tra le mani uno dei pezzi migliori mai scritti dai tedeschi e l'episodio più emblematico di tutto il disco (e forse anche della loro carriera), paragonabile ad una Painkiller per i Judas Priest. Il resto dell'album tuttavia non è da meno: la scottante Black Rain è il simbolo delle influenze della succitata scuola tedesca della seconda metà degli anni '80, nonostante la curiosa presenza di un funambolico quanto inusuale assolo di tastiera, che però si amalgama alla perfezione con il resto degli strumenti. Le atmosfere à-la Savatage sono invece il fulcro della teatrale Never, brano dalle tinte quasi progressive, capace di regalare un mix di melodia, fornita dalle tastiere e dalle chitarre acustiche, e di momenti davvero pesanti e claustrofobici. Arriva quindi il momento della ballad, che risponde al nome di Follow Me (Part 1). Una delicata chitarra acustica tiene per mano l'ascoltatore mentre ci si addentra in un brano malinconico e riflessivo, musicalmente predecessore delle atmosfere di Enlighten the Darkness. La straziante domanda del ritornello "So why don't you follow me? Why don't you follow me?" viene ripetuta indefessamente anche nella seconda parte della storia. L'intro potrebbe ingannare, ma la rabbia ha ora preso il posto della sognante armonia e un “no” come risposta non è più accettabile: le chitarre spigolose di Bernd Aufermann danno il via a un duro mid-tempo, che trova il suo picco nella ripresa della prima strofa di Follow Me (Part 1), seguita da un assolo incredibilmente ispirato. Chiusa la prima metà del disco, Addicted to Serenity, disperato grido alla ricerca della pace interiore per via di un dolore la cui unica soluzione sembra essere il suicidio, dà il via a un trittico di brani tellurici che faranno felici tutti i fan degli Angel Dust. Se Surrender? riesce ad emozionare e sorprendere grazie alla sua struttura non lineare, Sanity dal canto suo rimane un brano più canonico, ma non per questo meno interessante. Chiude il platter Liquid Angel, ballatona improntata su quello stile tanto caro ai gruppi power: ottima prestazione musicale ma per qualcuno potrebbe risultare stucchevole.

Insomma, quasi vent’anni dopo la sua pubblicazione, Bleed riesce ancora ad emozionare, e se non avete avuto modo di ascoltarlo, dategli un’opportunità. Appare doveroso ricordare in questa sede che gli Angel Dust hanno da poco dato il via ad una terza reunion, seguita da alcune date live in vari festival estivi. Non rimane quindi che sperare in una nuova uscita discografica e augurarsi che si mantenga sugli alti standard che hanno sempre contraddistinto la produzione del gruppo.



VOTO RECENSORE
86
VOTO LETTORI
92.14 su 7 voti [ VOTA]
Gabriele
Martedì 11 Luglio 2017, 20.47.01
9
Sarebbe anche il caso di ristampare dischi di questa portata, ormai Bleed ed Enlighten sono praticamente introvabili.
Tevildo75
Martedì 11 Luglio 2017, 12.55.18
8
Per me questo è il loro miglior album e l'ho sempre ritenuto al pari dei grandi album che uscivano in quegli anni.
The King
Martedì 11 Luglio 2017, 1.20.46
7
disco che ho letteralmente consumato....grande band!
InvictuSteele
Lunedì 10 Luglio 2017, 16.09.42
6
Band molto sottovalutata ma questo e soprattutto il seguente Enlighten the darkness sono due perle
draKe
Lunedì 10 Luglio 2017, 14.29.23
5
bei ricordi...un gruppo che ha saputo far convivere egregiamente diversi generi (power, thrash e prog) nei loro pezzi senza x questo risultare banali o fuori luogo. Sarebbe fantastico sentire ancora cosa hanno da proporre oggi come oggi in un mercato così diversificato e senza direzione
Textures
Domenica 9 Luglio 2017, 7.39.26
4
Grandissimo gruppo!!!
Make Metal Great Again
Sabato 8 Luglio 2017, 21.10.14
3
Certe cose, non riuscirò mai a spiegarmele: tra le tante, il trionfo dei mediocri, di gente come gli Hammerfall, e la sconfitta di gruppi davvero favolosi come sono sempre stati gli Angel Dust.
enry
Sabato 8 Luglio 2017, 13.36.57
2
Quoto Undercover, ha già detto tutto. Grande band, sempre abbastanza sottovalutata e ottimo disco, di poco sotto al precedente capolavoro 'Enlighten the Darkness' che per me resta il loro migliore.
Undercover
Sabato 8 Luglio 2017, 12.35.21
1
Li ho sempre ritenuti dei grandi, molto sottovalutati e forse adesso giustamente rivalutati dai più, questo insieme a "Enlight The Darkness" rappresenta il meglio della loro produzione.
INFORMAZIONI
1999
Century Media
Power/Thrash
Tracklist
1. Bleed
2. Black Rain
3. Never
4. Follow Me (Part 1)
5. Follow Me (Part 2)
6. Addicted To Serenity
7. Surrender?
8. Sanity
9. Liquid Angel
Line Up
Dirk Thurisch (Voce)
Bernd Aufermann (Chitarra)
Steven Banx (Tastiere)
Frank Banx (Basso)
Dirk Assmuth (Batteria)
 
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