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White Skull - Will of the Strong
12/07/2017
( 1112 letture )
È un ritorno in grande stile quello dei vicentini White Skull. Li abbiamo attesi ben cinque anni, ma ora, dopo aver assimilato per bene il nuovo album Will of the Strong, possiamo dire che ne è valsa assolutamente la pena. Era il 2012 quando la nostrana Dragonheart Records dava alle stampe il nono album del gruppo, l’ottimo Under This Flag, lavoro che non fece affatto rimpiangere dischi di peso come Tales from the North o Public Glory, Secret Agony. Dopo questa attesa per noi davvero molto lunga, ecco che i White Skull ci stupiscono un’altra volta, riuscendo a sfornare un album di assoluto livello, il decimo in carriera, il primo col nuovo tastierista Alessandro Muscio (ex di Amethista e Highlord, attualmente attivo tra gli altri anche con gli Opera IX). Il concept -come spiegato dalla stessa band nell’intervista comparsa recentemente su queste pagine- tratta principalmente le figure di alcune donne che per le loro gesta sono diventate eroine in patria e non solo. Sono ben sette i brani ad esse dedicati, mentre tre si ricollegano alla saga narrata in Tales from the North. Sacrifice, invece, canzone non prevista inizialmente, omaggia tutti coloro che di fronte ad una sfida l’hanno saputa fronteggiare salvando il proprio onore, anche a costo di perdere la vita.

L’epica intro Endless Rage fa da preludio all’ottima Holy Warrior, che mette presto in chiaro le cose puntando su ritmiche tiratissime e una controparte melodica di gran livello, con la chitarra di Danilo Bar sugli scudi. Non c’è voce più adatta di quella di Federica De Boni per rendere giustizia alla musica dei White Skull, e canzone dopo canzone la vocalist si riconferma un tassello fondamentale senza il quale la formazione vicentina perderebbe gran parte dei suoi tratti caratteristici. L’album, nonostante un minutaggio che sfiora i sessanta minuti totali, non perde mai lo smalto né cala d’intensità, a dimostrazione dell’ottimo stato di forma della band. Sulla scia di Holy Warrior i brani che seguono hanno per la maggior parte una struttura portante similare, mantenendo un approccio costantemente su di giri e concedendo ben poco spazio a pause o momenti più riflessivi. Questi comunque non mancano e un primo perfetto esempio ce lo dà la titletrack che, pur partendo in quarta, presenta nella parte centrale un piacevolissimo break che ha il merito di non far per nulla calare la tensione creata dal pezzo. Splendida a dir poco la successiva Lady of Hope, canzone tra le più rappresentative del disco e che dal vivo farà sicuramente sfracelli. Per non parlare dell’altrettanto grandiosa I Am Your Queen, una tra le canzoni più aggressive dell’album, non per niente seguita da un brano, Hope Has Wings, che pur presentando il solito muro sonoro cui i White Skull ci hanno ormai abituato, ci concede qualche momento di maggior “rilassamento”. La forza di questo disco risiede in gran parte nella sua compattezza e uniformità, sul non abbassare mai la guardia e stupirci di canzone in canzone. Infatti, pezzi come Metal Indian, Shieldmaiden, Lay Over e la conclusiva Warrior Spirit, pur trovandosi in una posizione di svantaggio rispetto ai brani iniziali, risulteranno ugualmente validi ed efficaci. Una menzione speciale la merita però Sacrifice, canzone che si distingue dalle altre nella forma e nella sostanza, presentando diverse sfaccettature della stessa medaglia, ottimamente rese in musica da una sezione strumentale più attenta del solito e soprattutto da una prestazione da brividi di Federica De Boni.

Vietato pensare ai White Skull come ad una band che abbia ormai già dato il meglio di sé. Piuttosto sarebbe più corretto considerarli una splendida realtà attuale, forti di un passato glorioso, ma consolidato da un presente assolutamente all'altezza e dal futuro se possibile ancor più promettente. Sì, perché se prendiamo i White Skull degli ultimi anni ci troveremo di fronte ad una formazione che sembra addirittura in costante crescita. Non è facile confermarsi di volta in volta e ancor più difficile è confermarsi - e migliorarsi - dopo aver apportato delle novità nel proprio sound - vedi l'inserimento di Muscio alle tastiere, che è risultato fondamentale per la buona riuscita del disco in questione. Inutile ribadirlo, ma dei White Skull ci si può ampiamente fidare; non per niente sono una delle bandiere dell’heavy metal italiano di cui ancora oggi possiamo ritenerci più fieri.



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
69.30 su 13 voti [ VOTA]
Angel
Lunedì 4 Settembre 2017, 21.09.19
10
Discone!
Bregor
Domenica 20 Agosto 2017, 3.18.45
9
Disco davvero ok! Brani veloci e di impatto con melodie azzeccate...di certo uno dei lavori migliori sentiti quest'anno!
maxdru
Giovedì 13 Luglio 2017, 13.17.04
8
Grande disco e grande solista
Lemmy
Mercoledì 12 Luglio 2017, 19.56.25
7
Il disco per me è molto bello, Muscio ha impreziosito molto queto album con i suoi azzeccati inserti tastieriestici, molto bravo al solito Fanto' con le sue parti solistiche, e tutti gli altri han fatto bene la loro partepero visto i temi trattati dei personaggi storici avrei voluto qualche innesto sonoro, con stacchi, intermezzi e code inali più caratterizzanti, un disco che in deinitiva alterna comunque bene parti più melodiche a parti più dure, manca forse una canzone che a strike completo.Però sempre in gamba i miei amati White Skull, vedremo live come andranno le canzoni di questo lavoro. Per me 80.
Tarzan
Mercoledì 12 Luglio 2017, 19.25.02
6
Disco sufficiente.. di sicuro non superiore a Public...e Tales.. ottimo il lavoro del tastierista Muscio, bravissimo, qui a servizio delle canzoni.. anche Danilo e Federica sono dei grandi.. per il resto le canzoni non sono un gran che e la copertina è veramente brutta, come la precedente del resto.. voto 65... anzi 64.
Maurizio 76
Mercoledì 12 Luglio 2017, 12.41.57
5
sinceramente una mezza delusione, voto 65. Come sempre de gustibus
dandan
Mercoledì 12 Luglio 2017, 11.52.34
4
il voto alto viene [almeno in questo caso] dato poichè il disco se lo merita tutto. ottima release, potente e avvincente.
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 12 Luglio 2017, 10.48.52
3
Dopo il più che ottimo Under This Flag, dove l'unica cosa scarsa era la copertina, ero molto curioso nel sentire questo nuovo White Skull. E devo concordare in pieno con la recensione. Hanno sfornato un altro eccellente album, con bellissimi pezzi, ottimo songwriting e grande prestazione strumentale. Sottolineo, come già detto nella recensione, la fondamentale presenza di Federica De Boni che da sempre prova di essere all'altezza dei brani e caratterizza molto il sound White Skull. Gruppo che rimane sempre su livelli altissimi. Chapeau. Au revoir.
lisablack
Mercoledì 12 Luglio 2017, 9.22.04
2
Che palle questi discorsi inutili! Ho ascoltato qualche brano e devo dire che meritano, al di là che siano italiani..il che mi fa molto piacere.
SOM
Mercoledì 12 Luglio 2017, 7.25.14
1
Ma smettetela di mettere voti alti solo perché italiani....si meritano 60...a stento.
INFORMAZIONI
2017
Dragonheart Records
Power
Tracklist
1. Endless Rage
2. Holy Warrior
3. Grace O’ Malley
4. Will of the Strong
5. Lady of Hope
6. I Am Your Queen
7. Hope Has Wings
8. Metal Indian
9. Shieldmaiden
10. Sacrifice
11. Lay Over
12. Warrior Spirit
Line Up
Federica De Boni (Voce)
Danilo Bar (Chitarra solista)
Tony Fontò (Chitarra ritmica)
Alessandro Muscio (Tastiere)
Jo Raddi (Basso)
Alex Mantiero (Batteria)
 
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