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The Wizards - Full Moon in Scorpio
12/07/2017
( 522 letture )
L'influenza dei Black Sabbath sul mondo del rock pesante e del metal è talmente importante e riconosciuta che parlarne ancora, per certi versi, può risultare sfiancante; ciò nonostante, è una realtà assodata che è impossibile ignorare ancora oggi, a distanza di oltre quarant'anni dall'esordio del quartetto di Aston. Anche quest'oggi, infatti, ci troviamo a parlare di una band influenzata in qualche modo da Ozzy e soci e, in particolare, siamo alle prese con i baschi The Wizards: formatisi nel 2013, questi cinque musicisti si sono presto costruiti un ottimo seguito nella loro città natale, Bilbao, vincendo anche diverse competizioni locali (e “sperperando” ogni somma guadagnata in alcool e sostanze non proprio lecite, a detta degli stessi musicisti); dopo essersi fatti adeguatamente le ossa con un EP ed un primo album autoprodotto, i nostri hanno compreso che era giunto il momento di far sentire la loro voce oltre i Pirenei in modo più deciso ed ora, grazie alla Fighter Records, possono provare a lanciarsi nel rock che conta con questo Full Moon in Scorpio.

Come ampiamente detto, Ian Mason e soci suonano un hard rock/heavy metal fortemente influenzato dalla lezione dei grandi del genere, Deep Purple e Sabbath su tutti, condendo il tutto con tematiche occulte in pieno stile Geezer Butler. Già l'eccellente opener Avidya mette in mostra un gusto compositivo e melodico che, pur strizzando l'occhio ai gruppi succitati, evidenzia anche una notevole abilità ed una certa personalità: le linee vocali di Mason, pur leggermente “lamentose” a tratti, si sposano molto bene al sottofondo hard 'n' heavy e punteggiano un brano decisamente valido. Lo stesso si può dire per Calliope (Cosmic Revelations), il cui duello iniziale di chitarre in pieno stile Rainbow farà sicuramente felici i fan dell'hard rock più tecnico; la voce del frontman è maggiormente rabbiosa e probabilmente più godibile, ma per l'appunto chi si mette in evidenza è l'ottima coppia di chitarristi, davvero abili nel caratterizzare il brano con riff ed assolo intriganti. Il cantante si riprende la scena su Odinist, brano di ampio respiro e con un gusto epico vagamente maideniano che emerge qua e là, mentre Stardust torna ad omaggiare i Sabbath con un riff squisitamente “iommiano”. Leaving the Past Behind è un'altra gioia per le orecchie degli amanti della chitarra e contiene anche un assolo del noto Ross the Boss, oltre probabilmente alla miglior prestazione vocale di Mason. Halftones to Eternity aggiunge alle band citate i Led Zeppelin e, nelle parti vocali, perfino un pizzico dei The Doors, tuttavia ci colpisce meno rispetto ad altre canzoni ascoltate sull'album. Poco male, i The Wizards si riprendono immediatamente con Who are You, Mr. Gurdjieff?, traccia vagamente in stile Mr. Crowley dedicata ad un filosofo e mistico armeno attivo a cavallo fra 800 e 900 (e non, dunque, al celebre ex calciatore francese interista degli anni 90). I nostri, però, fanno il colpo grosso con When We Were Gods, lunga suite dove i nostri immettono davvero ogni stilla della propria notevole abilità, districandosi fra passaggi rabbiosi ed altri melodici in stile Blue Oyster Cult.

Con questo loro secondo album, insomma, i cinque baschi hanno decisamente fatto centro: Full Moon in Scorpio, pur riproponendo formule già sperimentate dalle grandi band degli anni 70 ed 80, è un disco sorprendente per freschezza ed abilità compositiva. Se i The Wizards sapranno mantenere questo livello ed affinare ulteriormente le proprie abilità, allora probabilmente sentiremo riparlare di loro molto presto ed in termini esclusivamente lusinghieri.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
69 su 1 voti [ VOTA]
Legion79
Domenica 16 Luglio 2017, 12.35.49
5
Ma esiste la copia fisica del cd o si trova solo in download?
Alex Cavani
Giovedì 13 Luglio 2017, 22.20.00
4
Bel disco, leggero e old school. Non so perchè ma quando l'ho ascoltato ho subito pensato che fossero spagnoli prima di scoprire che era realmente così! Mah... Potere della musica Voto che abbasso a 70, ma solo perchè alla lunga stanca.
Andrea
Giovedì 13 Luglio 2017, 10.54.09
3
I Grand Magus che fanno Stoner.
Barry
Giovedì 13 Luglio 2017, 10.20.24
2
Grazie per i complimenti sì mi riferivo ovviamente al buon Djorkaeff, che peraltro ricordo benissimo essendo tifoso romanista. Riconosco la forzatura della battuta, ma appena ho letto la traccia mi è venuto in mente lui, sono quelle associazioni mentali assurde
FTS
Mercoledì 12 Luglio 2017, 22.31.13
1
Disco interessante e recensione ben fatta che mi ha incuriosito e sicuramente approfondirò. Però nell'inter non ha giocato nessun francese di nome Gurdjieff. Se proprio Djorkaeff, ma la battuta è un pò stiracchiata. D'impatto anche l'artwork.
INFORMAZIONI
2017
Fighter Records
Heavy Rock
Tracklist
1. Avidya
2. Calliope (Cosmic Revelations)
3. Odinist
4. Stardust
5. Leaving the Past Behind
6. Halftones to Eternity
7. Who Are you, Mr. Gurdjieff?
8. When We Were Gods
Line Up
Ian Mason (Voce)
Phil (Chitarra)
George (Chitarra)
Count Baraka (Basso)
Dave (Batteria)
 
 
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