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Angel Martyr - Black Book - Chapter One
13/07/2017
( 208 letture )
Sicuramente la prima cosa che colpisce quando ci apprestiamo ad ascoltare l’album d’esordio del trio italico Angel Martyr è la elaborata copertina, sia per come è stata disegnata che per il suo contenuto: viene rappresentato una sorta di rito mistico al quale non si riesce subito a dare il giusto valore, anche se si intravede una stella rovesciata a cinque punte e dei soggetti incappucciati con dei candelabri accesi al di sotto di una luna piena che presenzia imponente nel cielo scuro; nella parte bassa compare il titolo del full-lenght Black Book : Chapter One il quale sembrerebbe presagire che, al primo ascolto, ci saremmo trovati dinnanzi a una voce dilaniata e oscura e un martellamento ritmico in puro stile black. Non sarà così, invece, perché il disco della band toscana direttamente da Piombino, formatasi nel 2006 con il nome Wraith’sing per poi essere rifondata con il nome attuale, ci stupirà per fantasia e melodia senza farci annoiare, proponendo un metal classico dei vecchi tempi con un minutaggio che, per la maggior parte dei brani, è ben al di sopra dei sei minuti.

L’unica traccia corta e strumentale è Obesequies che apre il disco: una voce di bambina darà il via al pezzo raccontando di essere perseguitata da strane entità, un dialogo che contiene anch’esso un qualcosa di mistico e sovrannaturale. L’album è ricco di tracce ben eseguite, riff e assoli notevoli che vi stupiranno e una parte vocale metal vecchio stile che mai invecchia e non annoia; in alcuni momenti durante l’ascolto, torneranno alla mente gruppi come Accept ed Exciter e, inoltre, noteremo in diversi brani architetture elaborate proprio per quanto riguarda la lunghezza dei soli e dei riff, che non stonano, ma, anzi, dimostrano che i tre di Piombino sanno il fatto loro e possiedono una tecnica che giustamente non può essere soffocata ma deve essere espressa al massimo. Il disco scivola via velocemente nonostante i cinquantotto minuti totali e resta la voglia di ascoltarlo nuovamente per apprendere e memorizzare al meglio le composizioni. Le tracce che colpiscono maggiormente sono They…Among us con assoli lunghi e velocissimi, Eric the Conqueror che, con minutaggio di ben oltre gli otto minuti, rimarrà impressa per la voce acutissima, Midnight Traveller veloce con riff di semplice fattura ma d’impatto e infine la title-track che chiude l’album con una bella sprizzata di energia. Altro aspetto positivo è la buona amalgama presente all’interno della band, nella quale non compare uno strumento che emerge in particolare a dispetto degli altri ma, al contrario, tutti gli strumenti accompagnano e vanno a braccetto con gli assoli di chitarra, anche dove questi si fanno più lunghi e tortuosi.

La produzione è buona ed è orientata a lasciare i suoni più crudi e strizzare l’occhio al passato mantenendo alcuni passaggi più ‘’sporchi’’ come avveniva, appunto, per gli album di una volta. Oltre ai gruppi citati in precedenza, possiamo trovare uno stampo prettamente maideniano all’interno di alcuni brani in relazione al minutaggio, ma per quanto si tratti di metal classico e quindi non ci siano novità particolari nell’approccio della band, gli Angel Martyr, già da questo primo album, dimostrano di possedere una propria e definita identità in grado di fondere passaggi veloci e nervosi con altri più lunghi ed elaborati. Il Chapter One è un lavoro interessante e siamo davvero curiosi di scoprire che cosa ci attenderà nel secondo capitolo.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
64.5 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Iron Shield Records
Heavy
Tracklist
1. Obsequies
2. They…Among Us
3. Victims
4. Eric the Conqueror
5. Midnight Traveller
6. Turn on the Fire
7. Pirate Song
8. On the Divine Battlefield
9. Angel Martyr
Line Up
Hammerhead (Voce, Chitarra)
Dario "Destroyer Rostix" (Basso)
Francesco Taddei (Batteria)
 
 
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