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Entombed - Morning Star
15/07/2017
( 969 letture )
Quando si parla di death metal, non si può non annoverare gli Entombed nella lista dei prime movers che, nella natia città di Stoccolma, diedero impulso alla scena svedese tra il finire degli anni Ottanta e l`inizio dei Novanta. Il disco d’esordio Left Hand Path del 1990 e il successore Clandestine, pubblicato appena l’anno dopo, sono tutt’oggi considerati autentiche pietre miliari di un genere che, secondo un’altra ramificazione con caratteri distintivi formalmente differenti, iniziava a svilupparsi anche in quel di Göteborg. Death metal, dunque, nella più classica delle accezioni. L’associazione di questi due termini non è però esaustiva per riassumente lo stile di una realtà che può senza esitazione essere definita camaleontica.

Sono diverse le fasi attraversati dalla band formata nel 1989 dal batterista Nicke Andersson e il chitarrista Alex Hellid dalle ceneri dell’embrione che si celava sotto il monicker Nihilist.
Se, come detto, il primissimo periodo di attività ha visto i nostri fare la storia di questo movimento con i due album succitati, dal 1993, anno di pubblicazione del terzo platter Wolverine Blues, si diede ufficialmente inizio ad una nuova stagione artistica. Una svolta sonora che coincise con il rientro in line up del singer Lars Göran Petrov, già dietro il microfono nel debut, che con il suo stile vocale eclettico e a larghi tratti “motorheadiano” sarà uno dei fattori che inevitabilmente inciderà sul nuovo corso. Il sound, sebbene rimanesse fedelmente ancorato alle origini, cominciò a contaminarsi di altri generi quali l’hard rock e il rock and roll, passando per l’hardcore, sino allo stoner, in un particolare mix definito death and roll.
Proprio all’interno di questa corrente si colloca Morning Star, settimo sigillo in studio, edito in Europa dalla Music for Nations nel 2001. Nonostante gli avvicendamenti di formazione susseguitisi nel corso del tempo, sin dal primo ascolto è chiaro come ciò che in seno alla band non sia mutato è l’attitudine, quello spirito “garage” enfatizzato da una produzione potente e grezza, quasi come fosse realizzata dal vivo in presa diretta.

L’introduzione di Chief Rebel Angel è costituita da un elementare arpeggio del basso suonato da Jörgen Sandström, quattro note intervallate da sinistri e sfuggenti interventi di pianoforte che anticipano il tema principale, un potente giro di chitarra tendente all’hard rock supportato sullo sfondo da una tastiera a dare un inaspettato tocco sinfonico. Al momento dell’inizio della strofa, il riffing vira verso sonorità maggiormente metal oriented, conducendo il brano sino all’ottimo ritornello. Dal punto di vista concettuale il testo si basa su alcune citazioni estrapolate dal film L’Avvocato del Diavolo, tratto dall’omonimo romanzo di Andrew Neiderman. Questo pezzo, che si distingue per scelte inusuali e innovative, si candida sin da subito come uno dei migliori del disco. La successiva I for an Eye, percorre le strade già battute del death and roll. Scritto in collaborazione con il giornalista Orvar Säfström, che ha militato per un breve periodo nella band in qualità di cantante e con cui ha registrato l’EP Crawl, è caratterizzato da dinamiche piuttosto sostenute e da un lavoro di chitarra che non di rado si ritaglia pregevoli momenti solistici.
Si procede speditamente con Bringer of Light, un punto d’incontro dal retrogusto stoner tra il massiccio chitarrismo di scuola hard rock e la potenza ritmica del thrash, sezionato a metà da un interessante intermezzo di chitarra acustica dopo il quale s’inseriscono vocalizzi effettati dai connotati industrial.
Ensemble of the Restless è un autentico assalto frontale da ascoltare tutto d’un fiato, un pezzo veloce e riuscito che non lascia scampo all’ascoltatore, con il batterista Peter Stjärnvind che pone l’accento sul charleston seguendo in sincronia il riff schiacciasassi.
Lo spirito stoner rock aleggia nuovamente per dare forma a Out of Heaven, un’altra canzone cadenzata dove nel particolare refrain centrale il cantato groovy si alterna al pulito.
Morning Star è nel suo complesso un pozzo profondo di influenze che hanno accompagnato gli Entombed nella propria evoluzione musicale. Durante il songrwriting di Young Man Nihilist si è pienamente attinto a tale sorgente, giungendo alla proposta di un repertorio che spazia dal rock propriamente detto sino al thrash. Il lavoro del duo Cederlund-Hellid è ancora una volta assolutamente da incorniciare, un’eccezionale coppia d’asce che si dimostra collaudata ed affiatata. In Year One Now Stjärnvind pesta sui tamburi in modo feroce e forsennato, agendo da propulsore di uno dei componimenti più violenti del lotto.
Con i tre pezzi a seguire si apre una parentesi che accantona, seppur momentaneamente, le sonorità propriamente estreme per dare più spazio ad un imprinting maggiormente hard rock. Fractures è difatti energica e ritmata, ancora una volta abbellita di assoli di chitarra inseriti sempre nel punto giusto della struttura compositiva. Il medesimo approccio stilistico caratterizza la stesura di When It Hits Home, dove si presentano nuovamente i riferimenti letterari a L’Avvocato del Diavolo. Dal punto di vista prettamente musicale però non incide in maniera singificativa, collocandosi un gradino sotto nella scala qualitativa della tracklist. Al contrario, City of Ghosts si apprezza per la sua varietà ritmica, un sapiente alternarsi di parti sostenute e decisi rallentamenti, sui quali le sei corde vanno a disegnare quelle lente melodie litaniche tipiche della coppia Jeff Hanneman-Kerry King. Ciò quasi a suggerire i due minuti intensi di About to Die, che potrebbero prendere ipoteticamente parte fra le opere degli Slayer, tanto sono evidenti le similitudini stilistiche.
L’ultimo slot è dedicato a un esperimento. Mental Twin si slega totalmente dall’ambito metal e si avvicina piuttosto ad una sorta di alternative grunge rock che rivela il mai celato desiderio della band di ampliare i propri orizzonti verso aree musicali di più diversa estrazione.

Ribadendo, in conclusione, quanto affermato nella presente analisi, Morning Star si compone di tracce di alto livello, arrangiati con maestria tecnica e dal devastante impatto in sede live. Un disco ispirato, coraggioso ed eterogeneo, che non deluderà i fan della prima ora e nemmeno chi ha iniziato a seguire la band nella seconda parte della carriera, poiché assimilabile a un excursus di quanto proposto fino a questo momento con l’aggiunta di alcuni elementi innovativi. D’altronde, a differenza altri di gruppi della stessa generazione, gli Entombed non hanno mai mostrato indecisione nel solcare territori mai esplorati prima, anche quando questo avrebbe comportato il rischio di sottoporsi a pesanti critiche.
In questo caso, alla band va di diritto riconosciuto il merito di aver trovato un rinnovato smalto e brillantezza compositiva che, alla luce delle due deludenti pubblicazioni precedenti, sembravano ormai definitivamente perduti, e lo fanno sfornando un CD controverso ma che, se studiato con la necessaria attenzione, merita senz’altro di essere riconsiderato e ricollocato fra i migliori capitoli della loro discografia.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
78 su 6 voti [ VOTA]
NihilisT
Mercoledì 19 Luglio 2017, 15.49.09
28
sono troppo innamorato di loro...sto con Galilee....album divertentissimo...con perle di classe sparse qui e li...con il tempo hanno "sporcato" il loro sound rendendolo più graffiante , meno death...ma cmq sempre "cattivo"...passi falsi ce ne sono stati...same difference è piatto,scialbo...pezzi anche carini ma senza il loro marchio...
duke
Mercoledì 19 Luglio 2017, 15.29.19
27
il loro primo lp resta il capolavoro....tutto quello che e' venuto dopo pian piano mi ha fatto perdere interesse verso di loro....
Steelminded
Mercoledì 19 Luglio 2017, 13.13.46
26
Devo riprovare ad ascoltarlo.
XXX
Mercoledì 19 Luglio 2017, 12.09.58
25
Un album che ho amato e che amo tantissimo! L'avrò ascoltato migliaia di volte! Per me è fenomenale!
tino
Lunedì 17 Luglio 2017, 16.54.36
24
Secondo me un ottimo disco, però è passato in fretta nel dimenticatoio finito l’effetto sorpresa dei precedenti lavori. A differenza di lisa io preferisco questi entombed più “easy” e motorhediani rispetto a quelli degli esordi, pur considerando left hand un capolavoro, ma forse perché ormai è roba (il death puro) che ascolterò si e no una volta l’anno e ormai non fa più per me (come il black). Penso il loro capolavoro sia wolverine blues, ma anche too ride non era certo da meno. Questo per me è un 70
Macca
Lunedì 17 Luglio 2017, 15.09.30
23
I miei preferiti degli Entombed rimangono e rimarranno Wolverine e DCLXVI, ma anche questo e Uprising mica scherzano. Gli ultimi con il nuovo moniker invece non li ho ascoltati. Grande band comunque.
lux chaos
Lunedì 17 Luglio 2017, 14.15.13
22
Grande band, e dico di più: il primo sicuramente è un capolavoro, ma altrettanto lo sono (e li ascolto più volentieri) lo straordinario Wolverine Blues e il successivo To ride....swedish death + hellacopters ...bomba!!! Same difference e Inferno non mi hanno mai convinto del tutto, ma il resto è intoccabile
Galilee
Domenica 16 Luglio 2017, 15.14.30
21
Grrrr..😫
Steelminded
Domenica 16 Luglio 2017, 14.52.06
20
Allora beccati questo: Hanno fatto solo due grandi album (indovina quali), il resto brutto... meglio gli a.d. allora... eheheh
galilee
Domenica 16 Luglio 2017, 14.44.24
19
Sono commosso nel leggere così tanti commenti positivi riguardo a loro...
Pacino
Domenica 16 Luglio 2017, 12.08.35
18
voto 80
Pacino
Domenica 16 Luglio 2017, 12.08.02
17
buon disco dei mitici Entombed, band che non si può non amare, sia all'inizio di carriera che nella fase Death n'Roll, visto che tanti li differenziano nelle 2 fasi. Uno dei tanti ed insensati luoghi comuni dei metallari integralisti (che brutta parola) tipo anche che i Machine Head e Cradle of Filth hanno fatto un disco solo, gli AcDc sono Bon Scott e via ridicola discorreno...
Ivan
Domenica 16 Luglio 2017, 5.13.36
16
Non li ho mai seguito più di tanto, ricordo che nel 2002 o 2003 li avevo scoperti grazie ad una loro canzone in rotazione su superrock! Era un video live, non ho mai scoperto che traccia era, nonostante abbia cercato piu volte sul tubo. Album più che valido un 80 meritato
lisablack
Sabato 15 Luglio 2017, 21.21.27
15
Si si certo, sia Wolverine che questo non sono mica ciofeche, ma insomma i primi due sono troppo in alto, mamma mia album come quelli quando parte il CD, è roba da capogiro..brividi a fior di pelle ancora oggi dopo più di 25 anni..
Mulo
Sabato 15 Luglio 2017, 21.12.34
14
Si i Death fantastici,ma anche questo disco e Wolverine lo sono,ascoltateli senza "paraorecchie ",io e Galilee li consigliamo eh eh.
galilee
Sabato 15 Luglio 2017, 21.08.36
13
X Mulo. Intendevo Heavy metal. Sorry. Comunque i Death sono i Death. Grandissimi.
LAMBRUSCORE
Sabato 15 Luglio 2017, 19.29.09
12
@Lisablack, d'accordissimo, i Death anche per me non hanno mai sbagliato 1 solo pezzo, anche se l'ultimo mi è sempre piaciuto un po' meno dei precedenti.
Mulo
Sabato 15 Luglio 2017, 17.59.32
11
Galilee vero,sono usciti dal death metal xro' (Simbolyc non è death manco a pagarlo è l'heavy metal come andrebbe suonato,tecnico potente e melodico,i loro dischi prettamente death metal sono i primi 4/5).
lisablack
Sabato 15 Luglio 2017, 17.46.04
10
La discografia dei Death per me è perfetta, non c'è un brano sbagliato..nemmeno a cercarlo per forza,..
galilee
Sabato 15 Luglio 2017, 16.46.56
9
X Mulo. Perché i Death pur sperimentando non sono usciti da territori metal.Non ci sono influenze blues o rock n roll o punk. Tutto li. Quanti dischi vengono stroncati per aver solo la colpa di avere influenze distanti da questo genere? Una miriade. Per fortuna molti vengono rivalutati.
galilee
Sabato 15 Luglio 2017, 16.35.54
8
Per qualsiasi metallaro che non sa andare oltre a due riff e la doppia cassa costante, la discografia degli Entombed si ferma al secondo disco. Per chi ama la musica a 360, la versatilità e l'estro artistico, la discografia degli Entombed è tutta interessante. Rivalutati poi da chi? Al tempo se escludiamo same difference e Inferno che ebbero delle recensioni non proprio al top, tutto il resto venne elogiato alla grande. Dal terzo disco in poi gli Entombed ci ficcano tutto dentro il loro sound, rock n roll, heavy, crust, punk, doom, thrash, death e chi più ne ha ne metta. E senza snaturarsi di una virgola. Riguardo ad Inferno, anch'io l'ho sempre adorato. Un disco marcio come pochi, praticamente crust. Di certo non sono la band che fa il disco che ti aspetti. Per fortuna. Io so solo che da LEP ad Inferno hanno riassunto tutto ciò che mi piace di più di questo genere, e con la giusta attitudine. Grandissimi sempre.
Mulo
Sabato 15 Luglio 2017, 16.32.15
7
Vorrei capire come mai x qualcuno i capolavori degli Entombed mentre il resto è mediocre (x me Wolverine è il capolavoro della band)mentre i dischi dei Death son belli tutti (Scream bloody gore e Symbolic sono agli antipodi).
Nicka
Sabato 15 Luglio 2017, 16.19.00
6
Bhe é bello sapere che anche dischi mediocri come Inferno e Same Difference dopo molti anni siano diventati dei disconi e "non ne hanno mai sbagliato uno" addirittura...e come no, dei geni ahahahahah! questo si difende, poi con serpent saints torneranno a scrivere roba sopra la sufficienza risicata
lisablack
Sabato 15 Luglio 2017, 15.51.32
5
Io parlo in base alla loro discografia, mi sembra che il nome Entombed è lo stesso, almeno quello non l'hanno cambiato..per ora..
Undercover
Sabato 15 Luglio 2017, 15.45.42
4
certo che paragonarli a "Clandestine" e "Left Hand Path", proprio lo stesso stile, ma come fate? XD Non c'entrano, è altra roba... è come se uno paragonasse "Scream Bloody Gore" e "Individual Thought Patterns", non avrebbe senso, soprattutto perché parliamo di un disco uscito nel 2001 quando già il movimento death'n'roll era andato a puttane da tempo e la gente si stava infognando con robe 'core-metalcore quasi del tutto inascoltabili. @Galilee secondo me parla di "Inferno" XD e io quel disco lo amo.
lisablack
Sabato 15 Luglio 2017, 14.54.58
3
Insomma..Clandestine e Left Hand path sono l'apice, il resto è buono ma non a quei livelli, per me.
Galilee
Sabato 15 Luglio 2017, 14.45.28
2
Piaccia o no, gli Entombed non ne hanno mai sbagliato uno. E questo fu un pugno in faccia. Qui c'è è tutto ciò che adoro. Death, Thrash, doom, blues e rock n roll!!!! Solo una cosa, quali sarebbero le deludenti uscite? Same difference e uprising? Ahahahaha, vabbè dai....Uprising poi è un manifesto del death n roll! Credo che nel genere nessun disco gli sia superiore.
Undercover
Sabato 15 Luglio 2017, 12.16.17
1
Divertentissimo e ottimo per scapocciare, mi basta e avanza.
INFORMAZIONI
2001
Music for Nations
Death
Tracklist
1. Chief Rebel Angel
2. I for an Eye
3. Bringer of Light
4. Ensemble of the Restless
5. Out of Heaven
6. Young Man Nihilist
7. Year One Now
8. Fractures
9. When It Hits Home
10. City of Ghosts
11. About to Die
12. Mental Twin
Line Up
Lars Göran Petrov (Voce)
Uffe Cederlund (Chitarra)
Alex Hellid (Chitarra)
Jörgen Sandström (Basso)
Peter Stjärnvind (Batteria)
 
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