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Steel Seal - The Lion`s Den
16/07/2017
( 472 letture )
Dopo più di mezzo decennio dal precedente Redemption Denied tornano in pista i power metaller romani Steel Seal. Ancora una volta, la novità sostanziale sta nella voce, che, al passo con le uscite discografiche della band, cambia per la terza volta, con l’avvicendamento di un vero e proprio peso massimo del metallo tricolore, Fabio Lione. Davvero inutile fare presentazioni per uno come lui, non solo per la militanza in gruppi importanti della scena power metal italiana e internazionale, ma anche per le sue numerose collaborazioni con altre band, sempre risultate decisamente arricchite dalla sua voce fuoriclasse, e gli Steel Seal con The Lion’s Den in questo senso non fanno eccezione.

Dieci canzoni per cinquanta minuti di musica, nelle quali emergono un buon numero di qualità da parte della band della capitale, per altro già viste anche nei loro episodi discografici precedenti. Un bel power metal europeo dalla discreta personalità e dalle forti influenze neoclassiche (non potrebbe in questo senso essere più eloquente l’introduzione dell’opener Never Die), caratterizzato da un songwriting accurato, da una bella produzione e da interessanti inserti non solo tipicamente hard rock, ma che più specificatamente guardano anche al rock progressivo anni Settanta. Il tutto finisce in un calderone alquanto gustoso, impreziosito, come già accennato, dalla voce di Lione, anche se i meriti vanno rivolti a tutta la band, dalle ottime trame chitarristiche di Marco Valerio Zangani alle azzeccate tastiere di Adriano Rossi. Open Fire è un ottimo esempio di quanto di buono c’è in questo album: pezzo marcatamente influenzato da un hard rock interpretato con fantasia e virtuosismo e con un gusto decisamente neoclassico. Emerge anche la ballad Lonely, tutta volta a mettere in luce il calore della voce di Lione nei suoi momenti più passionali e l’estro chitarristico degli assoli di Zangani (ma attenzione anche alle delicate pennellate eseguite dalla tastiera). Anche A Dream Within a Dream è un ottimo pezzo, ma decisamente più lanciato, con un gran riff heavy che si fonde alla perfezione con delle tastiere dal gusto settantiano. Discorso simile per In for the Kill, che ha un’impronta decisamente progressiva tipicamente anni Settanta; bisogna ammettere che è veramente gradevole e certo non comunissimo sentire certe sonorità in un disco power metal. Tuttavia è davvero quasi tutta la tracklist che mette in evidenza le qualità degli Steel Seal e almeno una menzione a pezzi come Break Your Chains, Fate (Knocking at Your Door) o la già citata opener Never Die va fatta.

In definitiva, The Lion’s Den è un validissimo album power metal superiore alla media delle uscite del genere. Ha molti pregi, spesso davvero notevoli, ma un songwriting non troppo incisivo, per quanto curato, che tende a rendere difficile per le singole canzoni far breccia nel cuore dell’ascoltatore, col rischio di farci esaltare più facilmente per singoli momenti all’interno della tracklist piuttosto che per dei pezzi in particolare. Questa non vuole essere una vera e propria critica quanto una constatazione, anche dal momento che denota per l’intero lavoro uno standard qualitativo piuttosto alto. The Lion’s Den è un album dalla presa non immediata che ha bisogno di più ascolti per esser ben assimilato, ma è altrettanto certo che non tarderà nel dare sincere soddisfazioni ai fan del power metal e del metal neoclassico.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
88.33 su 9 voti [ VOTA]
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Mercoledì 19 Luglio 2017, 23.55.40
4
Che in questo caso Lion's Den stia per "Tana di Lione"?
Devastato
Mercoledì 19 Luglio 2017, 23.33.41
3
Bah... Fabio Lione non lo digerisco più.. lo si trova pure nelle patatine... nulla toglie che resta sempre un grande cantante. Il disco è caruccio... voto 69
CLAUDIO
Lunedì 17 Luglio 2017, 8.00.35
2
Dove c'e' Lione e' certezza.. Voto 80
Kai Shiden
Domenica 16 Luglio 2017, 20.45.08
1
FInalmente la recensione, secondo me il capolavoro è quello con D.C. Cooper, però anche questo merita, probabilmente per una miglior resa sonora.
INFORMAZIONI
2017
Underground Symphony Records
Power
Tracklist
1. Never Die
2. Master of Hell
3. Open Fire
4. Break Your Chains
5. Fate (Knocking at Your Door)
6. Lonely
7. A Dream Within a Dream
8. In for the Kill
9. Waiting for the Rain
10. Wake or Sleep
Line Up
Fabio Lione (Voce)
Marco Valerio Zangani (Chitarra)
Adriano Rossi (Tastiere)
Roberto Fasciani (Basso)
Luca Iovieno (Batteria)
 
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