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NYN - Entropy: Of Chaos And Salt
17/07/2017
( 243 letture )
I NYN sono un progetto musicale technical death fondato nella prima metà degli anni 2000 dal mastermind e polistrumentista Noyan Tokgozoglu. Il poliedrico musicista ha reclutato per la sua nuova fatica in studio (la terza, per la precisione) il noto Tom Fountainhead Geldschlager (ex membro degli Obscura) e il virtuoso tastierista Jimmy Pitts, collega e compagno di band dello stesso Fountainhead nel Pitts Minnemann Project. I NYN, come detto poco fa, sono già al terzo disco, che sarà disponibile soltanto il prossimo agosto. Questo album viene presentato come il lavoro più ambizioso e maturo finora mai composto e, considerate le capacità dei musicisti, tutto ciò non può far altro che suscitare una buona dose di aspettative. I Nostri saranno riusciti nell’arduo compito di raggiungere la totale maturità artistica col fatidico terzo album? Scopriamolo.

Entropy: Of Chaos And Salt è un album caotico, ostico, decisamente schizofrenico e di difficile assimilazione. Infatti, se da un lato le mostruose capacità tecniche dei singoli elementi creano un' amalgama stratificata e un muro di suono disorientante, dall'altro lato c’è da dire che -a volte- nell'insieme, anche a causa di una produzione pompatissima e steroidea, che privilegia di gran lunga la sezione ritmica (un’ asettica drum machine tritaossa), vi è un senso di confusione e di arrangiamenti non sempre a fuoco. A tratti, infatti, i brani hanno passaggi estremamente complessi e nevrotici, degni quasi degli esagerati Rings Of Saturn, ma inevitabilmente tutto si perde in una mera dimostrazione di muscoli e potenza, senza alcun controllo. I brani, per quanto ottimamente suonati, sembrano tutto sommato fine a se stessi e lasciano ben poco spazio a episodi memorabili. Volendo fare dei riferimenti pratici, potremmo prendere d’esempio canzoni come l’allucinata Omnipotence Paradox, che nei suoi sette minuti vede una una batteria tiratissima in continuo blast-beat, chitarre arzigogolate e sweep picking esasperati , suonati a velocità proibitive (potremmo dire che suonino quasi assoli continui più che riff veri e propri!) e una susseguirsi continuo tra scream, growls e clean vocals. Ecco, il problema principale di questo disco è che si è voluto ostentare troppo, esagerando ogni aspetto e mettendo a tratti troppa carne al fuoco. Il risultato è che, ogni tanto, si ha una sensazione di ''presa in giro'', quasi di parodistico per quanto il tutto è estremizzato. Ogni brano del disco ha questo difetto, dall'iniziale The Apory Of Existence a Rebirth: Rebuild, Advance , Redo, fino alla lunghissima Maelstrom, una suite di quattordici minuti quasi interminabile, anche se -a differenza dei brani restanti- è più cerebrale e pensata, senza partire subito a raffica, risultando il pezzo migliore del platter. Tuttavia, fatta questa premessa, possiamo dire che questo disco non è totalmente da cestinare, anche perché nel marasma di cambi di tempo, metriche impazzite e tecnicismi onanistici, vi sono anche spunti interessanti, anche se parzialmente soffocati dalla volontà del trio di voler stupire cambiando sempre direzione. In altre parole, questo esibizionismo di tecnica gratuita è la grande forza e, allo stesso tempo, la grande debolezza del disco. Difatti, si fa davvero fatica a stare dietro ad ogni singolo passaggio.


Abbiamo di fronte un disco godibile? Sì, a tratti. Maturo? Direi non del tutto, visto che nonostante l’enorme mole di tecnica e lavoro extra impiegati, non vi è nulla di memorabile, ma neanche di disprezzabile o totalmente sorvolabile. Può essere bollato come disco noioso? Sì e no, dipende dalla propria soglia di tolleranza verso certi tipi di death metal iper-tecnico ed esageratamente auto celebrativo.. Merita la sufficienza? Certamente, ma più per premiare lo sforzo nel cercare di rendere il tutto più barocco e ricercato possibile che per la qualità intrinseca dei brani. Insomma, come si diceva la mia vecchia professoressa di storia del liceo: ''E’ da premiare di più per l’impegno che per il risultato''.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
84.5 su 4 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Vmbrella
Technical Death Metal
Tracklist
1. The Mind Inverted
2. The Apory of Existence
2. Omnipotence Paradox
4. Dissimulating Apologia
5. Rebirth: Rebuild, Advance, Redo
6. Embrace Entropy
7. The Hallway
8. Maelstrom
9.Taken Away By The Tides
Line Up
Noyan Tokgozoglu (Voce, Chitarra, Basso, Programming)
Tom “Fountainhead” Geldschlager (Chitarra)
Jimmy Pitts (Tastiere)
 
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