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Conqueror - War.Cult.Supremacy
29/07/2017
( 700 letture )
Un simbolo, una dichiarazione d’intenti, una filosofia di espressione artistica. Parlare di War.Cult.Supremacy, unico album dei canadesi Conqueror è meno semplice di quanto possa sembrare. Macchina da guerra composta da un duo che rende il progetto un “super gruppo”, ovvero James Read e Ryan Förster (oggi insieme nei Death Worship), i Conqueror sono ormai diventati un simbolo della scena black/death metal mondiale o, come altri preferiscono definire tale scena/movimento/genere, war metal.

I Conqueror si formano nel 1994 a Victoria, nella British Columbia. War Cult Supremacy sarebbe dovuto uscire nel 1996, ma a causa di una serie di problemi relativi ai diritti ed al fallimento della Evil Omen Records vedrà la pubblicazione sono nel 1999. British Columbia dicevamo, la stessa terra che ha dato vita ad altre bestie infernali: i Blasphemy. Ed è proprio a loro che i due si ispireranno, tanto da considerarli come l’unico punto di riferimento per il sound e l’immagine. Punto di riferimento, ma senza diventarne una fotocopia poco riuscita. Infatti, mentre i Blasphemy mantenevano un’aura oscura, infernale e attaccata ad un immaginario infernale della musica estrema, Read e Förster puntano su altro: guerra, nichilismo, misantropia. Quello dei due è infatti un progetto da sonorità che rispetto ai Blasphemy appaiono ancor più barbare ed intransigenti: il connubio tra black e death rende i brani un vero e proprio assalto frontale, trascinando l’ascoltatore in una dimensione dominata dalla guerra, dai bombardamenti, dal caos assoluto. Lo scream di Read, che caratterizzerà anche tutte le uscite dei Revenge, diventa l’unico punto di riferimento in brani tritaossa dove i riff serrati e sostanzialmente privi di qualsivoglia variazione si sovrappongono all’incessante lavoro di batteria, dominato da blast beat che raramente danno spazio a cambi di tempo, ritmo o accompagnamento. Sia ben chiaro che ascoltare War Cult Supremacy vuol dire mettere da parte tutti i discorsi sulla musica “suonata bene”, che abbia un senso logico o che rispetti chissà quali regole accademiche. L’intenzione dei Conqueror è quella di far provare determinate sensazioni all’ascoltatore, evocare le nefandezze della guerra e anche dell’uomo visto come essere egoista e mostruoso verso sé stesso, i suoi simili e tutto ciò che lo circonda. Oltre alla voce gioca naturalmente un ruolo fondamentale tutto l’aspetto delle composizioni, ancor più scarne e meno ragionate di qualsiasi brano abbiano scritto i Blasphemy. Distinguere quindi le canzoni è arduo se non impossibile, e come detto in precedenza, è vagamente possibile farlo solo grazie all’opera di Read. È ovvio che tutto ciò si scontri con i gusti personali, ma alla base del progetto e di tali scelte ci sono intenzioni ben precise; essendo musica fatta per dar sfogo ed esaltare l’orrore della guerra e della cattiveria umana nella sua forma più barbara, è bene che il tutto suoni caotico (i pochi assoli presenti aiutano molto, così come alcuni effetti sonori), incontrollato e schizzato. War Cult Supremacy dà un suono all’annullamento dell’essere umano come dotato di logica o buon senso, e tale annullamento viene in un certo modo enfatizzato anche nel non voler pubblicare i testi dei brani. L’Io, l’identità, non contano, a prendere il sopravvento è l’inconscio più bestiale della natura umana. Nonostante tutto, alcuni brani come Infinite Majesty, Kingdom Against Kingdom, Hammer of Antichrist, Domitor Invictus e la bonus track Command for Triumph, sono dei veri e propri manifesti di quest’approccio che specialmente negli ultimi anni ha affascinato tantissimi gruppi.

Album difficile da capire, da comprendere, ma War Cult Supremacy è diventato con il passare del tempo un vero e proprio manifesto del black/death più guerrafondaio. Lo stile confusionario, la produzione a tratti amatoriale, il look che mischia immaginario anticristiano ad un altro post-apocalittico, tutti elementi che molti probabilmente non apprezzeranno ma che oggi sono la strada per chiunque voglia dar forma ad un disco di un certo tipo. Nelle interviste che si trovano in giro, oltre ad alcune dichiarazioni piuttosto bizzarre, si legge di come i Conqueror siano nati come il continuo del discorso e della filosofia musicale dei Blasphemy; ed è quindi normale che alcuni considerino questo disco come il completamento, la summa, di tale discorso. Non che dopo non siano usciti dischi validi (basti pensare ai Revenge), ma War Cult Supremacy è diventato un simbolo che con il passare del tempo ha incarnato tutti gli elementi che caratterizzano proposte di questo tipo.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
85 su 2 voti [ VOTA]
Undercover
Sabato 29 Luglio 2017, 14.51.22
2
Malato, rozzo, devastante e guerrafondaio, non c'è nulla da capire, è così e deve essere così. Voto giusto.
God of Emptiness
Sabato 29 Luglio 2017, 11.35.10
1
Recensione perfetta e voto giusto: 85. Per quanto riguarda il disco è da qualche mese che continuo ad ascoltarlo e il fatto che sia comparsa la recensione qui è davvero bello. I ritmi di batteria che tiene Read sono micidiali e lo adoro anche nei Revenge che mi fanno letteralmente impazzire; spero che col tempo recensiate anche tutta la loro discografia. Posso dire che questo war metal è davvero affascinante come connubio di black e death (ps. adoro anche i Diocletian dalla Nuova Zelanda). Quindi complimenti per aver recensito questa granata metallica
INFORMAZIONI
1999
Evil Omen Records
Death / Black
Tracklist
1. Infinite Majesty
2. Chaos Domination (Conquer the Enslaver)
3. Age of Decimation
4. Kingdom Against Kingdom
5. Bloodhammer
6. Hammer of Antichrist
7. The Curse (Slaughter cover)
8. War Cult Supremacy
9. Domitor Invictus
10. Command for Triumph (Bonus track)
11. Christ's Death
Line Up
James Read (Voce, Batteria)
Ryan Förster (Chitarra, Basso)

Musicisti ospiti:
Ludo Evil (Effetti sulla traccia 8)
 
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