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DragonForce - In the Line of Fire... Larger than Live
29/07/2017
( 172 letture )
Inutile dire quanto non sia semplice apprestarsi a giudicare un lavoro di quello che è sicuramente uno dei gruppi più discussi, e senza ombra di dubbio tra i più sbeffeggiati del panorama metal. Non serve nemmeno precisare di chi si tratta perché alla luce di queste premesse avrete già intuito di chi stiamo parlando. Proprio loro, i DragonForce, famosi sia perché fino al licenziamento del cantante ZP Theart ogni membro aveva una diversa nazionalità creando uno splendido esempio di multiculturalismo, sia perché le loro canzoni suonano a velocità supersonica, forse anche troppo supersonica, creando legittimamente dei dubbi sulla veridicità della loro proposta. Saliti alla ribalta ormai più di dieci anni fa, prima con Sonic Firestorm e successivamente con Inhuman Rampage, hanno saputo fin da subito dividere la critica in due schieramenti. Da una parte c’è chi li trova un gruppo geniale e innovativo, dall’altra chi li considera una parodia del genere e li arresterebbe volentieri per vilipendio verso la musica, con la netta prevalenza di quest’ultima fazione.

Ma quali sono i motivi che rendono i DragonForce così odiati e oggetto di critiche da parte dei detrattori? Principalmente due. In primis il fatto che tutte le loro canzoni, per struttura, songwriting ed approccio siano tutte uguali, e per estensione lo sia quindi anche ogni loro album, come se la band si divertisse a rimanere in una condizione di stagnazione perpetua. In secondo luogo che le loro canzoni siano velocissime e pulitissime in studio, raggiungendo un livello di perfezione esagerato, specialmente le chitarre, che si destreggiano per minuti interminabili in assoli funambolici e ai limiti delle capacità umane, creando quindi nella mente dell’ascoltatore l’illusione di trovarsi davanti a dei guitar gods, mentre sembra che la realtà delle cose sia ben diversa. Nella maggior parte dei casi i live si rivelano delle delusioni, non riuscendo a ricreare quell’effetto da tempesta sonica presente nei lavori in studio e anzi andando spesse volte fuori tempo, danneggiando irreparabilmente le canzoni ed il live in sé. Un esempio esaustivo fu il Wacken Open Air del 2009.
Accusati quindi di non saper suonare le loro canzoni in sede live, i DragonForce decidono di rispondere alle critiche registrando Twilight Dementia, un intero album live, ma che come ogni “Twilight” che si rispetti si rivela essere un’oscenità allucinante. Tutti i peggiori timori sul valore della band dal vivo si materializzano e perdono del tutto la credibilità che potevano avere. Si assiste quindi ad un cambio di cantante e con l’entrata di Marc Hudson si spera possano cambiare attitudine in modo da colmare le loro lacune. Sono chiamati quindi nuovamente alla ribalta con questo DVD, che oltre a presentare filmati del tour propone la visione di undici tracce, estratte sia dagli ultimi lavori sia dai classiconi che li hanno resi celebri e odiati.

Già dalla prima Fury of The Storm, uno dei cavalli di battaglia della loro discografia, emerge un po’ quello che è l’andazzo del prodotto, con i suoi pregi e difetti. La prima impressione che si ha è che complessivamente i nostri siano migliorati notevolmente rispetto al precedente esperimento live, non che ci volesse molto del resto. Ad ogni modo scordatevi da subito la possibilità che i nostri siano riusciti a riprodurre i brani esattamente come sono in studio perché non siamo nemmeno minimamente vicini a quel traguardo, ma perlomeno si stanno muovendo dei passi verso quella direzione. Gli assoli sono più convincenti, o perlomeno si capisce in quale segmento ci si trova, il suono è più consistente e nonostante la maggior parte delle canzoni siano sparate a razzo riescono a reggere tutta la durata del pezzo evitando di finire fuori tempo. In pratica, stanno suonando meglio e i brani sono molto più simili alla versione in studio rispetto a come ci avevano abituato. Questo anche durante i virtuosismi, che solitamente erano uno dei punti dolenti del concerto, mentre stavolta gli axeman sono più concreti e in alcuni frangenti le sboronerie chitarristiche di Herman Li sono evidenziate dagli effetti di luce presenti nel manico della chitarra. Non è tutto oro ciò che luccica però, poiché si presentano comunque alcuni difetti. Anche in questo caso, come nel precedente Twilight Dementia, se c’è da puntare il dito contro qualcuno questi non è che il cantante, il quale nonostante mostri una presenza scenica dirompente si rivela essere il punto debole del combo inglese. Ciò non è dovuto al fatto di possedere un registro più alto rispetto a quello del suo predecessore, e quindi alla difficoltà di dover cantare in un’altra tonalità, perché nella maggior parte dei casi riesce ad adattarsi benissimo alle partiture precedenti al cambio di line up. Il problema è che come il sudafricano anche il singer attuale ha il vizietto di stonare, termine fin troppo spesso abusato, ma che in questo caso non si può evitare di utilizzare. A volte si tratta solo di lievi stonature, ma altre, specialmente negli acuti, si rivelano essere vere e proprie stecche. Quelle stecche che obbligano a cambiare metà cristalleria, ed è un peccato sia per chi l’ha visto rendere giustizia alle canzoni dal vivo in altre occasioni, sia perché il frontman adempie a pieno al suo ruolo incitando il pubblico a scatenarsi continuamente, ma rovinando la canzone impedisce al pezzo di decollare e far così saltare i fan sulla poltrona, come dovrebbe essere prassi di ogni DVD live.
Per fortuna dei nostri almeno l’80% delle loro canzoni è composto dalla sezione strumentale, e questo basta ad evitare di ripetere la debacle precedente, poiché questa volta le solide basi attorno alle quali far ruotare l’esibizione ci sono. Three Hammers, uno degli estratti dal recente Maximum Overload ricalca le orme di Cry Thunder pur presentando qualche variazione nel sound tipico dei DragonForce, mentre Black Winter Night scalda il cuore di fan vecchi e nuovi. Appena dopo la cover Ring of Fire arriva la vera prova del fuoco, rappresentata da Through the Fire and Flames, quella canzone che li ha lanciati nell’olimpo del metal tanto da comparire nel videogame Guitar Hero III, tramite il quale si sono fatti conoscere anche nel circuito maintsream. Tutto sommato viene eseguita bene, soprattutto considerato il livello di difficoltà e la durata: non arriviamo alla perfezione resa dal lavoro in studio, ma l’impegno della band è degno di lode, compreso il coinvolgimento del pubblico, chiamato a partecipare durante l’assolo chilometrico di Herman Li e Sam Totman. Il resto del concerto fila via liscio fino alla conclusione, dove si inizia ad intravedere un po’ di comprensibile stanchezza.

Di sicuro questa seconda release live costituisce un banco di prova non indifferente per la band inglese, che consegna al mercato discografico una testimonianza live già più convincente agli occhi di tutti, sostenitori ma anche detrattori. Da comprare? Assolutamente no, a meno che non siate fan della band. Da buttare? Nemmeno. Diciamo che si assesta su una metà via, un prodotto di cui si può fare volentieri a meno ma che non è nemmeno qualcosa di cui vergognarsi. In mezzo a tutto il fumo che erano le normali prestazioni della band si inizia ad intravedere anche un pò di arrosto, riusciendo a regalare ai fan una prestazione sicuramente non straripante ma perlomeno dignitosa, e per questo in grado di guadagnarsi una sufficienza stiracchiata. La speranza è che nel giro dei prossimi due tre anni possano mettere una pezza agli ultimi difetti rimasti e ottenere una sufficienza piena, oltre finalmente alla credibilità che cercano, perchè dopo quasi vent’anni di carriera le Seasons sul calendario iniziano a scorrere più veloci, quasi quanto loro.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
92.5 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2015
Metal Blade Records
Power
Tracklist
1. Fury of the Storm
2. Three Hammers
3. Black Winter Night
4. Seasons
5. Tomorrow’s Kings
6. Symphony of the Night
7. Cry Thunder
8. Ring of Fire
9. Through the Fire and Flames
10. Valley of the Damned
11. Defenders

DVD Version
1. Fury of the Storm
2. Three Hammers
3. Tokyo Party
4. Black Winter Night
5. Seasons
6. Sam Off Tour
7. Fred –Life in France
8. Tomorrow’s Kings
9. Symphony of the Night
10. Gee’s Drums Journey
11. Japan’s Show Day
12. Cry Thunder
13. Behind the World Tour part1
14. Marc’s Inspirations
15. Behind the World Tour part2
16. Ring of Fire
17. Through the Fire and Flames
18. The Crew
19. Vadim Back Home
20. Herman’s Time Off
21. Valley of the Damned
Line Up
Marc Hudson (Voce)
Herman Li (Chitarra)
Sam Totman (Chitarra)
Vladimir Pruzhanov (Tastiera)
Frèdèric Leclercq (Basso)
Gee Anzalone (Batteria)
 
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