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Wintersun - The Forest Seasons
04/08/2017
( 1994 letture )
È dato di fatto innegabile: poche band sono state, nell’ultimo anno ma non solo, tanto chiacchierate come i Wintersun e il loro frontman, Jari Mäenpää. Già lungamente discusso da supporter e semplici appassionati del metal per le lunghe pause tra un’uscita e l’altra (solo tre i dischi all’attivo dall’anno della sua fondazione, l’ormai lontano 2003) e per i -al contrario- numerosissimi rinvii e altrettanto (in)consistenti promesse e richieste a livello quasi di capriccio, il gruppo finlandese torna sulle scene con questo The Forest Seasons, platter che, molti mesi prima della sua pubblicazione, già aveva saputo creare notevole hype attorno a sé. Non solo per l’idea di base del concept, ispirato con una buona dose di libertà ai quattro concerti solisti per violino creati per l’opera Il cimento dell'armonia e dell'inventione da niente meno che Antonio Vivaldi, meglio noti al pubblico come Le quattro stagioni, ma anche per l’ancor più famigerato crowdfunding, lanciato la scorsa primavera da una formazione a caccia di fondi per realizzare uno studio a regola d’arte, conditio sine qua non per una perfetta (a dir loro) realizzazione di futuri full-length, e ben ripagato da uno stuolo di fan che, nonostante le ricompense solo digitali in palio, hanno sommerso Jari e soci con quasi mezzo milione di euro in un mese, suscitando al contempo le ironie e lo sdegno di molti.

Operazioni lecite? Certamente.
Giuste? Furbette? Riprovevoli? Chi siamo noi per giudicare.
Indubbiamente, mosse come queste non permettono a Mäenpää di ingraziarsi le simpatie dei più, rischiando addirittura di portare un po’ all’esaurimento anche i supporter di più vecchia data, ma come sempre, fatte le dovute e necessarie premesse per meglio contestualizzare la release, è la musica l’unico aspetto che vale veramente.
Il bassista della band, Jukka Koskinen, aveva presentato The Forest Seasons ai nostri microfoni così:

The Forest Seasons conterà quattro brani, diversi l’uno dall’altro, ma allo stesso tempo legati da un forte concept. La canzone della primavera, Awaken from the Dark Slumber, si focalizza sulla rinascita dopo il lungo buio invernale; quella estiva, The Forest that Weeps, è un concentrato epico e atmosferico di asperità pura; quella autunnale, Eternal Darkness, trova spunti black metal dovuti alla morte di tutto quanto durante quella stagione, mentre quella invernale, Loneliness, verte sull’isolamento e sull’oscurità, pur rimanendo calma, in pieno stile Wintersun

Come anticipato, nei 54 minuti spaccati che compongono la più recente fatica dei finnici, ritroviamo esplicitamente sin dal primo ascolto quel sound divenuto ormai marchio di fabbrica dei Wintersun, che di certo non rivoluzionano nemmeno in questo caso la loro proposta, supportata da una produzione nella maggior parte dei passaggi sufficientemente chiara, come d’altronde era lecito aspettarsi, anche se globalmente ci si poteva decisamente attendere qualcosa di più. I quattro capitoli che si susseguono all’interno del lotto, dalla durata oscillante tra i dodici e quattordici minuti abbondanti, appaiono tuttavia con altrettanta celerità non sullo stesso piano, convincendo solo in parte l’ascoltatore. In tal senso, a fare negativamente la parte del leone è già l’opener Awaken from the Dark Slumber (Spring), senza dubbio il pezzo più debole e meno vario di The Forest Seasons, che senza troppa convinzione ci ripropone, cavalcando un mid tempo a cui si intrecciano i vocals di Jari, quanto il combo già avesse saputo offrirci diverse volte in passato, non dando quindi alcuna indicazione utile a capire le vere potenzialità dell’album che si sta ascoltando. La prima decina di minuti passa infatti con lentezza, quasi nell’attesa che qualcosa risollevi la traccia da suo stesso scialbo piattume, cosa che avviene finalmente in chiusura, quando i Wintersun si riprendono almeno in parte con una melodia più solida, che si appoggia con decisione su risoluti cori in clean che si intrecciano e ‘svecchiano’ il più tipico urlato di Mäenpää. Una ventata d’aria più fresca, pur senza rivoluzionare nulla, la portano poi le due composizioni successive, The Forest That Weeps (Summer) e Eternal Darkness (Autumn): la prima, sin dall’atmosferica intro acustica, dimostra di avere decisamente una marcia in più, nonostante si basi nuovamente su ritmiche medie, grazie ad un songwriting decisamente più studiato e convincente, che si evolve con coerenza, riuscendo a coniugare con fluidità stacchi più medievaleggianti e sinfonici, passaggi maggiormente elettronici ed un ritornello che saprà entrare nel cuore dei fan anche in sede live. A calare un asso notevole è anche un potente ed epico coro in clean, ripetuto più volte, a cura da artisti di alto calibro quali Mitja Harvilahti (Moonsorrow), Markus Toivonen (Ensiferum), Heri Joensen (Týr) e i Turisas quasi al completo. Con l’arrivo dell’autunno, invece, le atmosfere cominciano a farsi più cupe e misteriose, seppur meno varie e dinamiche, così come le ritmiche divengono fulminee e serrate e all’ascoltatore, travolto dai blast beat, sembra non esserci via di scampo dal vortice a tinte black in cui è stato spinto, reso ancor più opprimente dalle urla di Mäenpää, ma non troppo grazie alle onnipresenti, ma calcolate orchestrazioni. Giunto alla sua scarsa metà, il brano ha uno stacco improvviso, navigando verso lidi maggiormente melodici, leggeri ed eleganti, dominate dalle chitarre, su cui si intarsia un arabesco tra scream e parlato, seguito da un brevissimo passaggio acustico, per poi venire nuovamente travolto, un po’ forzatamente, dal ritorno della precedente, impetuosa oscurità, che non lascia scampo, nonostante un finale dal taglio improvviso lasci quantomeno perplessi.
Se, tuttavia, quanto sinora proposto, per quanto ben costruito, non rappresentasse una grande novità rispetto a quanto i Wintersun avevano già saputo proporre, in maniera più o meno efficace, in passato, il pezzo con la p maiuscola si rivela essere la conclusiva Loneliness (Winter), quella che ci mostra il lato più freddo di sempre dei finlandesi, quanto mai appropriata nel rappresentare la stagione di cui si fa portatrice. In questa ballad, che inizia con una cautela quasi esagerata, si va a creare un’atmosfera emozionante e tagliente, gelida e allo stesso tempo affascinante, all’interno della quale Mäenpää fa utilizzo quasi esclusivo di un clean suadente (pochi e non necessari, gli interventi in scream) che guida l’ascoltatore lungo i quasi tredici minuti del pezzo, che mai decolla né sente il bisogno di farlo, fino ad una chiusura strumentale, triste e delicata.

Che dire dunque di più, di questo The Forest Seasons? Non siamo davanti al tanto atteso Time II, di cui è già stata comunque riconfermata la futura pubblicazione, né siamo davanti al pezzo da novanta capace di rivoluzionare quanto sinora proposto dalla band finnica. Certamente, anche grazie alla possibilità concessagli di muoversi pressoché a pieno piacimento in tutte le fasi che ne hanno portato alla pubblicazione, i Wintersun portano alle stampe una buona release, capace in larga parte di convincere e di farsi portatrice del loro talento, pur contando anche qualche evidente passo falso. Tuttavia, appare altrettanto chiaro come il tempo, la pazienza e le giustificazioni siano davvero terminate e che la formazione nordica debba necessariamente, pena perdere un’ulteriore fetta di credibilità, fare ritorno in futuro quanto mai prossimo con un disco che sappia davvero valere tutto tutte le richieste, tutte le attenzioni, tutte le specifiche e perché no, tutti quei 464330 sonanti motivi che finora hanno creato così tanto hype attorno ad essa. Go big or go home.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
77.56 su 25 voti [ VOTA]
Giors
Mercoledì 16 Agosto 2017, 8.12.11
20
Delusione tastiere invadenti e onnipresenti suono di chitarre che a volte quasi non distingui .poi arrivano L inverno e ti rendi conto di cosa poteva essere ma non è voto 9
Cristiano Elros
Martedì 15 Agosto 2017, 23.31.06
19
P.s.: è sicuramente un album che acquista molto dopo ripetuti ascolti, e questo è un bene
Cristiano Elros
Martedì 15 Agosto 2017, 23.11.53
18
L'ultimo paragrafo è la summa di tutta la recensione e concordo in pieno. Un buon album, certo, ma non un capolavoro. E' vero che non ci si deve sempre aspettare un capolavoro da una band, ma con certe band alcune aspettative vengono quasi naturalmente, e i Wintersun sono una di quelle band, anche a causa di tutte le chiacchiere e le infinite attese che li accompagnano da quasi sempre. Detto questo, la mia preferita è Eternal Darkness (Autumn). Le altre non sono male, soprattutto la seconda, ma ci sono parecchi momenti un po' mosci se non addirittura mosci, inoltre, la produzione non mi è piaciuta molto, le chitarre sembrano un continuo ronzio, dove sono finiti i riff spettacolari dei due album precedenti? Sicuramente ci sono ancora, però la produzione non li evidenzia poi molto...
Radamanthis
Venerdì 11 Agosto 2017, 23.58.59
17
Piu lo ascolto e piu mi piace. Capolavoro assoluto! Voto 90!
Nightfall's Dream
Mercoledì 9 Agosto 2017, 12.01.55
16
Jari ha dichiarato apertamente che per vedere Time II e gli altri album di "grossa produzione" dovrà aspettare di avere lo studio, il prossimo album a supporto della seconda campagna sarà probabilmente sulla scia di The Forest Seasons (se mi facesse un disco black oriented o un pò alla Summoning non ne sarei affatto dispiaciuto) quindi ora un Go Big Or Go Home non so quanto possa essere veritiero (non sto difendendo a tutti i costi la band, ognuno la valuta come vuole, è semplicemente analizzare quanto detto da Jari). Per il resto eccetto la prima song che è un pò sottotono rispetto al resto un 8/10 all'album lo darei, Loneliness clamorosa, Summer/Autumn ottime e Spring da 6 (per la seconda parte che ne risolleva le sorti, la prima è del tutto inutile, avessero tenuto solo The Awakening sarebbe stato un pezzo comunque da 7/8 minuti non eccelso ma più che buono).
xXx
Lunedì 7 Agosto 2017, 13.17.38
15
il disco è un signor disco. io di soldi nn gliene ho dati quindi nn entro più di tanto nel merito del discoro crowdfounding. ma uno chiede, se poi c'è chi li da... Cmq tornando al disco direi uno dei top 2017. voto 88
HyperioN
Lunedì 7 Agosto 2017, 11.35.00
14
Scusate, ma mi permetto di spezzare una lancia a favore della band e di Jari: il crowdfunding è un'operazione a cui chi vuole partecipa, non obbliga nessuno a prenderne parte. Si può discutere sull'obiettivo della campagna, sull'ambiziosità di costruire uno studio per riuscire a registrare della musica, sulla piagnoneria di Jari (ma parliamoci chiaro, sono 15 anni che è così, prima di pubblicare il debut, e nel mondo del metal di esempi del genere comunque non ne mancano, senza nemmeno guardare troppo lontano) ma trovo discutibile la rosiconeria di fondo di chi attacca la band e chi li ha sostenuti per il risultato della campagna. Era chiaro fin da subito che non si sarebbe visto un disco fisico neanche a pagarlo. Non mi è piaciuta la condotta di Jari sulla faccenda, che all'inizio ha cercato velatamente di non palesarlo, ma si è trovato a doverlo ammettere a metà campagna e, devo dargliene atto, se stai cercando di racimolare un certo capitale, mangiarti metà degli introiti nelle spese di stampa non è un'idea molto lungimirante. Concordo che non serva costruirsi uno studio da zero per riuscire a fare buona musica, perché è pieno il mondo di nomi che si fanno il mazzo e riescono a pubblicare dischi con produzioni ben più ambiziose di quelle dei Wintersun, uno su tutti Septicflesh, che oltretutto sostengono il costo di un'orchestra intera per le registrazioni dei loro dischi. Idem per i meet&greet a pagamento (che sono ampiamente sdoganati da tempo...), non vi prenderei mai parte, ma se c'è un mercato non vedo perché una band -il cui scopo ultimo, attenzione, è vivere di musica- non dovrebbe sfruttarlo. Detto questo: ho il debut originale (preso nientemeno che al rompighiaccio giallo di Helsinki), ho Time I autografato, ma non credo che acquisterò The Forest Season, perché lo trovo una copia scialba della band che am(av)o. Qualche riff di buona fattura annacquato in una sorta di jam infinita e un'esecuzione perfetta purtroppo non mi bastano, non da qualcuno che è stato in grado di concepire opere di livello decisamente superiore. Gliel'ho data buona con Time I, in cui la sola SOWAS per me vale il prezzo del disco, e già a quei tempi la storia era incredibile (Time II schedulato per il 2013/2014, ma in realtà mai finito), ma qui è proprio la materia prima a difettare. La produzione naturalmente non aiuta, forse investire qualcosa in più non sarebbe stata una cattiva idea. Personalmente faccio parte di quella nicchia di ascoltatori con cui Jari sta facendo un gioco pericoloso e condivido in toto la chiosa finale di Elena: il tempo delle chiacchiere è decisamente finito.
Antonino
Lunedì 7 Agosto 2017, 11.26.48
13
A PROPOSITO DELL'ALBUM, QUALCUNO CHE HA ACQUISTATO IL VINILE SI È ACCORTO CHE NEL RETRO LA CANZONE LONELINESS È STATA ERRONEAMENTE SCRITTA LONELESS?
Antonino
Lunedì 7 Agosto 2017, 11.21.57
12
ancora non siamo abbastanza educati ad acquistare musica digitale (IO IN PRIMIS ACQUISTO ANCORA VINILI) ma in tantissimi paesi ormai acquistano musica in formato digitale, quindi l'aver dato l'album in tale maniera è giustificato. Crowdfunding, meet&greet a pagamento.... E dove sta il problema? Ormai tutte le bands del mondo fanno ste cagate, gli amon amarth, gli anthrax, slayer, behemoth, fanno pagare il meet&grert e tantissime band lo fanno, e non venite a dirmi che un gruppo è più imortante di un altro e può permetterselo, perché l'importanza di una band è relativa al fan. Il crowdfunding è una richiesta e se qualcuno vuole aderire ben venga (io non ho aderito). A parte tutte ste menate alla fine Jari ha pubblicato gratis su youtube l'intero album.
d.r.i.
Lunedì 7 Agosto 2017, 9.34.27
11
Beh da uno che fa pagare il meet&greet cosa ci si può aspettare? Con tutto il rispetto di tutti (ognuno con i propri soldi ci fa quello che vuole) ma fin che ci sono i polli che glieli danno fanno bene a fare sto crowdfunding. Forse sarebbe meglio più umiltà e imparare a fare crowdfunding da band molto più importanti, musicalmente parlando, di loro che almeno danno ai fans che li supportano ben di più che un non supporto digitale.
draKe
Lunedì 7 Agosto 2017, 9.09.10
10
Io sono sbalordito! Questi sono riusciti a racimolare quelle cifre facendo crowdfunding? Ma siamo matti? In pratica ci sono decine di migliaia di persone che regalano soldi a partire da 50 € perché i W. vogliono costruirsi uno studio di registrazione personale da un milione e mezzo di euri?? Ma che cazzo sta succedendo nel mondo? Secondo voi è necessario? Gli altri 99, 9 % dei gruppi come fanno? ? E lo scambio è l'album in digitale (cioè a costo zero! !?)...ma che razza di presa per il culo è? Qui va tutto a rotoli...
Fabio
Sabato 5 Agosto 2017, 10.23.47
9
...dimenticavo ...produzione del cd pessima....
Fabio
Sabato 5 Agosto 2017, 10.22.12
8
Voto , concordo ,l'ultima song molto bella ,la prima oscena, 2 e 3 buone....ma inferiore nettamente ai primi 2 albums. Discorso Jari ,io sono un fan di vecchia data,i continui post su fb ed altri social mi hanno veramente infastidito.....e lui ora mi sta un po' antipatico.... Discorso crowdfunding....io ho dato i 50euro perché avevo letto di fretta di cosa si trattava e non avevo capito che non mi avrebbero spedito il cd fisico ma solo il download digitale, allora poi ho ritirato l'offerta , Jari mi ha contattato e mi ha chiesto il perché del dietro front, io gli ho detto che li ho già visti live 3 volte , anche in Finlandia, ho 3 t shirts loro , i loro 2 cds e volevo questo su supporto fisico.....il mio supporto nei loro confronti è già sufficiente e cmq supporto molti altri gruppi ,se lui non ha i soldi per lo studio nuovo io non li ho per supportarlo e gli ho detto che gli Insomnium anche senza un proprio studio di registrazione hanno scritto WInter's Gate. Lui ha detto che può capire la mia scelta. ....RIMANE IL FATTO CHE CHI HA DATO SOLDI E NE ERA CONVINTO HA FATTO BENE.....lui ha chiesto , non ha preteso un aiuto...spero esca presto Time II.
Giangianni
Sabato 5 Agosto 2017, 9.51.29
7
I pezzi sono anche belli, ma la produzione è inferiore ai precedenti. Le chitarre spesso sono un ronzio di sottofondo molto (troppo) black. C'è di molto peggio in giro...molto...ma c'è anche roba prodotta meglio. Riguardo al crowdfunding: no, 50 euro per sta roba digitale no.
d.r.i.
Sabato 5 Agosto 2017, 9.26.32
6
Dopo 4 ascolti siamo sul 65. Troppo prolisso e ripetitivo, un esempio Winter è un intro che manco si sente, 7 minuti uguali Abbastanza mono nota, una parte bellissima e una chiusura mah. Comunque lo ascolterò ancora e vedremo
DaX
Sabato 5 Agosto 2017, 9.19.29
5
Comprato ed ascoltato un paio di volte per mancanza di tempo, al momento le sensazioni sono piuttosto altalenanti. Mi riservo di dargli l'attenzione che merita nelle settimane a venire (vacanza finalmente...)
ocram
Sabato 5 Agosto 2017, 8.53.04
4
Ci saranno altri due crowdfunding, devono raccimolare almeno 750.000 euro. Poi per la costruzione dello studio nella visione di Jari ci vorranno almeno 1,5 anni. Quindi spero di vedere Time 2 nel 2020. E sarebbe bello un tour Nightwish-Wintersun. Comunque a me questo The Forest Seasons è piaciuto molto, ma non regge il confronto con Time I e con il debutto. Voto 80
ObeYM86
Sabato 5 Agosto 2017, 8.23.05
3
Sará un parere impopolare,ma a me Forest Seasons mi sta piacendo piú di Time 1,che soffre del fatto di essere palesemente un opera incompleta...il concept delle stagioni é rappresentato perfettamente dall atmosfera dei pezzi,dal risveglio e la quasi spensieratezza di primavera ed estate alla tenebrosa inquietudine dell autunno fino al freddo e malinconico inverno.Personalmente non ha richiesto nemmeno molti ascolti,mi é entrato subito nella pelle.88,non 90 per la produzione(sopratutto la batteria,i suoni non mi convincono)nella top 10 2017 sicuramente
Radamanthis
Venerdì 4 Agosto 2017, 22.05.28
2
Un disco che cresce di ascolto in ascolto soprattutto per la complessità delle composizioni che vanno assimilate, capite ed amate. La base di partenza può essere 78, l'arrivo sarà sopra il 90 di certo. Capolavoro, ennesimo!
Antonino
Venerdì 4 Agosto 2017, 21.57.04
1
Non so quante volte il recensore abbia ascoltato il disco, ma posso dire che al primo ascolto avevo le stesse impressioni (soprattutto per Awaken from the dark slumber) e avrei dato lo stesso voto, non che 78 sia un brutto voto, il fatto è che la musica dei wintersun secondo me va ascoltata parecchie volte. Dopo vari ascolti l'album diventa sempre più bello e Awaken from the dark slumber acquista colore, direi che un 85 ci sta pienamente.
INFORMAZIONI
2017
Nuclear Blast
Extreme Metal
Tracklist
1. Awaken from the Dark Slumber (Spring)
2. The Forest That Weeps (Summer)
3. Eternal Darkness (Autumn)
4. Loneliness (Winter)
Line Up
Jari Mäenpää (Voce, Chitarra, Tastiera, Basso,
Programmazioni, Sample)
Teemu Mäntysaari (Chitarra, Voce)
Jukka Koskinen (Basso, Voce)
Kai Hahto (Batteria)

Musicisti Ospiti
Heri Joensen (Coro in traccia 2)
Markus Toivonen (Coro in traccia 2)
Jukka-Pekka
Miettinen (Coro in traccia 2)
Mathias Nygård (Coro in traccia 2)
Olli Vänskä (Coro in traccia 2)
Perttu Vänskä (Coro in traccia 2)
Jussi Wickström (Coro in traccia 2)
Kasper Mårtenson (Coro in traccia 2)
Jesper Anastasiadis (Coro in
traccia 2)
Aleksi Sihvonen (Coro in traccia 2)
Daniel Freyberg (Coro in traccia 2)
Micko Hell (Coro in traccia 2)
Mikko Salovaara (Coro in traccia 2)
Mitja Harvilahti (Coro in traccia 2)
 
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