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Integrity - Howling, for the Nightmare Shall Consume
06/08/2017
( 409 letture )
Nomen Omen

Rettitudine ed inflessibilità, una volta di più, anche dopo aver soffiato sulle ventotto candeline ed in contemporanea all'avvio del sodalizio con Relapse. Acciaio made in Cleveland forgiato da un'aurea di occultismo e negativismo: un inattaccabile marchio di fabbrica per chi, in tutti questi anni, ha sempre più assottigliato il confine tra hardcore (con palese inflessione atlantica vecchia scuola) e metal nelle sue accezioni più classiche: thrash e heavy. Il tutto condito da tanta personalità e quella buona propensione alla contaminazione che li ha fregiati, volenti o nolenti, del titolo di pionieri di tutto ciò fosse, dai 90s ai giorni nostri, etichettabile come Post-qualcosa.

Howling, for the Nightmare Shall Consume sfoggia sin da subito le sue venature melodiche ed epiche, accantona per un momento le partiture più abrasive dei precedenti Suicide Black Snake e The Blackest Curse e dà lustro a chitarre dannatamente heavy con strutture, metronomie e mutabilità dei brani che sembrano rifarsi al memorabile Systems Overload. La voce, il carisma e l'autenticità di una figura come Dwid Hellion rifulgono in un lavoro come questo, nelle accelerazioni dei primi tre brani come nelle ballate acide, distorte e rarefatte Serpent of the Crossroads e 7 Reece Mews (chiaro l'omaggio a Francis Bacon); nelle cavalcate e nelle melodie di una Die with your Boots On (solo omonima del brano di Steve Harris e soci) come nel post-core lento e sofferto di una Unholy Salvation of Sabbatai Zevi, ispirata dal movimento ascetico e rivoluzionario di un falso messia ottomano. Con Burning Beneath the Devil’s Cross si torna a martellare a suon di D-beat sporco e ininterrotto, mentre i dieci minuti finali scoppiettano di hardcore metallico, tanto ragionato e minimale quanto vetusto. Nell'eterna lotta tra il “old school is the only school” e il “largo all'avanguardia”, l'ultima fatica degli Integrity stupisce per non azzardare mai nel voler essere una prova del fuoco, né tanto meno un'autocelebrazione di maniera, aggiornata al 2017.

Scorrevole seppur nel sound asciuttissimo e nella smisuratezza di assoli e di orpelli chitarristici, mai inattuale nel suo alternare riff presi in prestito dagli 80s a dilatazioni più o meno oscure dal gusto cemento. Sudditanza psicologica? Mai. Qui si parla di fottuto Hardcore.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
89.57 su 7 voti [ VOTA]
BaronTR
Lunedì 7 Agosto 2017, 10.32.29
4
Concordo con i commenti sottostanti, grande ritorno e grande album. 80 come minimo altro chè.
caronte
Domenica 6 Agosto 2017, 23.39.19
3
grande disco la summa di quanto fatto negli anni con piu oscurita li seguo dagli esordi real hardcoremetal
donatello
Domenica 6 Agosto 2017, 20.30.44
2
ma se è bellissimo. Grande ritorno
Doom
Domenica 6 Agosto 2017, 9.52.29
1
Stavolta al contrario di altre la recensione di Stojan mi e' piaciuta, corta ma essenziale e centrata. Non mi trovo d'accordo parzialmente solo sul termine post qualcosa, almeno dai 90 ai 2000 sti signori qui sono i padrini del metal(hard)core, quello vero..quello senza compromessi e lontano anni luce dal termine che fu affibbiato anni dopo a gruppi completamente diversi e più "mielosi".Personalmente li seguo dagli esordi e non mi hanno mai deluso, anzi sempre stati come il mio sacco da box da sfogo. Tornando all'album penso che questo sia più complesso e meno immediato di Suicide Black Snake..piu influenze, piu soluzioni, idee diverse. Deve ancora crescere parecchio. Comunque giù il cappello per un gruppo che ha fatto scuola e disconi con le palle senza mai compromessi. Un esempio da seguire sempre e comunque, per chi voleva solcare queste strade, ma nn una band per tutti. Massimo rispetto. Voto per ora 8. P.s. Ora per fare rispolverare uno dei primi album, please.
INFORMAZIONI
2017
Relapse Records
Hardcore
Tracklist
1. Fallen To Destroy
2. Blood Sermon
3. Hymn For The Children of the Black Flame
4. I Am The Spell
5. Die With Your Boots On
6. Serpent Of The Crossroads
7. Unholy Salvation of Sabbatai Zevi
8. 7 Reece Mews
9. Burning Beneath the Devil’s Cross
10. String Up My Teeth
11. Howling, for the Nightmare Shall Consume
Line Up
Dwid Hellion (Voce)
Domenic Romeo (Chitarra, Basso)
Joshy Brettell (Batteria)
 
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