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Craving Angel - Redemption
08/08/2017
( 374 letture )
I Craving Angel appartengono a quella categoria di band che, in quelli che sarebbero dovuti essere i propri anni di gloria, non riuscirono ad affermarsi come sperato (un solo demo omonimo pubblicato, datato 1987), ma che a distanza di decenni ci riprovano, anche se con la consapevolezza di non aver più la possibilità di coinvolgere il grande pubblico. Redemption non è comunque la prima uscita ufficiale dei nostri, che avevano esordito nel mercato discografico già tre anni fa, con Dark Horse. Provenienti dal Minnesota, i Craving Angel ci portano alle orecchie un heavy metal parecchio nostalgico griffato con influenze hard rock, che talvolta sfociano anche nella sua variante street/glam, particolarmente in voga negli anni in cui si esibivano le prime incarnazioni della band.

Nei cinquantotto minuti dell’album, condensati in ben diciassette brani (che però raramente superano i tre minuti e mezzo), il gruppo propone canzoni abbastanza sentite e talvolta anche ispirate. La produzione suona retrò, ma non si può certo definire un granché. La voce di Buddy Hughes (peraltro unico membro originale rimasto) funziona bene ed è tipicamente ottantiana, aggressiva e sbarazzina. Nel complesso l’album è suonato con discreta tecnica, anche se non si può certo definire eccellente. Elemento sicuramente positivo di Redemption è senz’altro il songwriting, nonostante sia diluito in numerose canzoni: un buon numero di queste riesce infatti a farsi notare per soluzioni indovinate, vigorose ed esaltanti, che almeno per un po’ riescono a rimanere nella testa dell’ascoltatore. Pezzi come l’opener Dirty Girls o la corposa Crash and Burn, power ballad di maniera ma gustose come Roses Are Red, Everything I Do o ancora Hell’s Waiting (che grazie a un ritornello potente, melodico e azzeccatissimo rientra tra gli highlights dell’intero album) sono un perfetto esempio di quanto di buono c’è in Redemption, nonostante talvolta nel corso dell’ascolto si inciampi su brani decisamente meno memorabili che difficilmente possono essere considerati qualcosa di diverso da dei riempitivi. Stupisce comunque piacevolmente la carica entusiastica che c’è in tutti questi brani, la voglia dei Craving Angel di mettersi in gioco, anche se con più di un paio di decenni di ritardo.

Emergono tuttavia anche i difetti di una release che innanzitutto poteva presentare una tracklist più asciutta (anche il pezzo conclusivo, Roses Are Red in versione acustica, per quanto piacevole all’ascolto è pur sempre una ripetizione, più adatto ad essere utilizzato come bonus track o comunque da lasciare a parte rispetto al resto dell’album), una produzione migliore e poteva essere realizzato meglio dato che, per quanto si parli di musicisti navigati, il risultato finale sembra avvicinarsi più a un’uscita amatoriale che di stampo professionistico. A salvare e a garantire comunque una sufficienza abbondante a un disco non certo eccellente è però innanzitutto l’aspetto più importante, cioè la capacità da parte della band di scrivere brani efficaci e ficcanti, coadiuvati poi da una grande passione e anche da una personalità tutto sommato discreta. Redemption è dunque un prodotto piacevole e che, nonostante l’ossatura heavy metal, forse potrà piacere ancor di più a chi predilige l’hard rock esuberante e a tratti “tamarro" delle formazioni di fine anni Ottanta, con i loro potenti ritornelli da stadio e le loro ballad pacchiane ma romantiche.



VOTO RECENSORE
66
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
andrea
Martedì 8 Agosto 2017, 13.49.47
1
....e forse si potevano sforzare di più anche per l'artwork...
INFORMAZIONI
2017
Minotauro Records
Heavy
Tracklist
1. Dirty Girls
2. Crash and Burn
3. Chicaboom
4. Hells Waiting
5. Roses Are Red
6. Outta My Way
7. Freak Show
8. Bad Voodoo
9. Everything I Do
10. Gonna Party
11. Dirty Little Secret
12. Dream Chaser
13. She’s No Lady
14. Gonna Getcha
15. New Day
16. Primadonna
17. Roses Are Red (Acoustic Version)
Line Up
Buddy Hughes (Voce)
Jimmy Cassidy (Chitarra, Basso, Batteria)
Erick Wright (Basso, Tastiere)
 
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