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Obliveon - From This Day Forward
19/08/2017
( 473 letture )
Now nothing is gonna be the same
From this day forward!


Canadesi e nonostante siano meno noti rispetto ad altri colleghi, gli Obliveon sono senza ombra di dubbio uno dei gruppi “culto” più amati dagli appassionati di thrash metal e del metal più tecnico in generale. Formatisi nel 1986 in piena ondata thrash (non serve ricordare i dischi usciti quell’anno), è solo nel 1990 che i quattro danno alle stampe il qui presente From This Day Forward. Non furono anni di ferma e di silenzio, ma più che altro fu un periodo in cui i nostri passarono tanto tempo tra sale prove, demo e prime date live.

Presentandosi con una copertina che non avrebbe assolutamente sfigurato su qualche opera sci-fi degli anni 60/70, From This Day Forward è effettivamente un disco che, a livello di tematiche ed atmosfere, si avvicina alle opere del genere letterario citato. Elementi di contorno? Non proprio, perché il disco evoca atmosfere spaziali dall’inizio alla fine. Il tutto avviene mediante l’ottimo utilizzo della tecnica, ben lontana dagli standard di oggi e naturalmente più vicina allo stile funambolico di quel periodo. Dopo la titletrack che serve a dare una panoramica di quello che sono gli Obliveon, è con la doppietta successiva che il disco, ed il gruppo, mostrano le proprie capacità; Fiction of Veracity e Droïdomized sono senza troppi indugi tra i brani migliori del lavoro. Il primo, di ben otto minuti, mostra un gruppo capace di creare strutture elaborate, ricche di soluzioni sempre interessanti e in grado di rendere molto dinamiche le canzoni. Arpeggi, un lavoro di basso fondamentale ed un’attenzione nei riff a dir poco meticolosa che trova il massimo dello sfogo in Droïdomized. Le grandi protagoniste sono ovviamente le chitarre, sempre in movimento e ricche di armonici, dissonanze e variazioni continue; non si ha a che fare con riff serrati e più in generale con un thrash metal violento e diretto, i nostri danno infatti più peso a soluzioni intricate e mid-tempo, enfatizzando così quell’atmosfera spaziale che caratterizza tutto il lavoro. Nonostante questo, dato l’utilizzo della voce e del feeling del lavoro, sembra sempre di aver a che fare con un lavoro in bilico tra il thrash ed il death, ed è interessantissimo il lavoro alle pelli di Alain Demers, molto vicino a quello di Sean Reinert su Human. Vario e mai monotono, l’operato rende il lavoro ancora più interessante e sottolinea le abilità compositive e tecniche del gruppo. Come detto in precedenza, a catturare l’ascoltatore è anche il basso di Stéphane Picard, protagonista in praticamente tutti i brani sia per quanto riguarda la presenza nel mixer che per quanto riguarda l’aspetto esecutivo: tra arpeggi ed altre trovate, tanto da diventare vero e proprio trascinatore nella strumentale Access to the Acropolis, il disco riesce a trascinare e divertire di minuto in minuto. Non si ha ovviamente a che fare con un album di facile ascolto: per quanto non ci si trovi dinanzi ad un lavoro esageratamente complesso e tedioso, inizialmente si potrebbe avere qualche difficoltà nell’apprezzare completamente il disco. C’è poi la questione della produzione, che potrebbe far storcere il naso poiché di qualità leggermente inferiore agli standard del periodo ma comunque in grado di dare il giusto spazio ad ogni singolo strumento. C’è poi da notare che rispetto ad altri gruppi technical thrash come Hellwitch, Toxik e Watchtower i canadesi incorporano nel sound degli elementi groove che vanno a rendere la proposta meno schizofrenica.

Considerare From This Day Forward un album seminale o fondamentale sarebbe esagerato, ma l’approccio ed alcune soluzioni (chitarristiche ma anche vocali come la voce pulita in It Should Have Stayed Unreal) sono innegabilmente presenti anche in gruppi venuti dopo tipo i Vektor. Probabilmente non abbiamo a che fare con un lavoro dallo stesso peso storico di R.I.P., ma che From This Day Forward sia un disco eccezionale che ad ogni ascolto regala qualche emozione e mostra qualcosa inizialmente sfuggitaci, che si tratti di una scala, di una nota o altro, è un dato di fatto ed è quindi giusto che venga riconosciuto come uno dei dischi più belli e tutt’oggi interessanti del thrash più elaborato.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
87.66 su 3 voti [ VOTA]
thrasher
Venerdì 25 Agosto 2017, 12.53.59
11
Grande band li vidi in tournée insieme agli atheist e protector... grandissimi
LAMBRUSCORE
Martedì 22 Agosto 2017, 20.01.23
10
Gran disco. Se penso ai suoni finti di troppe band di oggi, mi vien quasi da diventare astemio... Per me voto giusto, fosse più veloce nei primi pezzi, per me andrebbe anche a 90, però è nato così e ce lo teniamo così, un 85 dai.
galilee
Domenica 20 Agosto 2017, 12.32.55
9
Vinile? Grrrr...
Diego
Domenica 20 Agosto 2017, 12.24.09
8
Non ho gli altri, ma questo è uno dei dischi (si, ho il vinile ) più sottovalutati del genere. Vera chicca per intenditori!
Hard & heavy
Domenica 20 Agosto 2017, 10.11.07
7
stra-quoto il commento qui sotto, per me un capolavoro come tutta la loro discografia.
Doom
Domenica 20 Agosto 2017, 1.09.02
6
Grande album di prog techno thrash...di sicuro sti ragazzi canadesi assieme agli Aspid, Anacrusis, Watchtower, Coroner e compagnia cantante avrebbero meritato di piu. Ma e' andata così. Qualche punto in più ci sta di sicuro.
galilee
Sabato 19 Agosto 2017, 14.26.35
5
in effetti devo ammettere che la mia affermqzione è un pò superficiale perché se degli Obliveon ho i primi 3 lavori, delle altre band ne ho solo uno. Però i Coroner li vidi dal vivo e mi parve che pur essendo una band originale non si volessero distaccare molto dai canoni del Thrash...
Undercover
Sabato 19 Agosto 2017, 14.06.56
4
@galilee sì, assolutamente.
galilee
Sabato 19 Agosto 2017, 13.40.26
3
Gli Obliveon rispetto a Coroner e Meckong sono più sperimentali. Un'altro disco che deve molto al sound di questa band è spheres dei Pestlence.
Undercover
Sabato 19 Agosto 2017, 12.50.37
2
Spettacolari quanto sottovalutatissimi, io li ho amati, e li amo tutti, non li ritengo inferiori a gente come Mekong Delta e Coroner.
galilee
Sabato 19 Agosto 2017, 12.39.35
1
Ottima recensione che condividi nel contenuti. Gran disco questo degli Obliveon. Band decisamente sottovalutata, invece i primi 3 album della band meritano alla grande. Questo forse il migliore. La copertina è molto bella. Io però ce l'ho con un disegno differente. Non so perchè ma questa versione non l'ho mai trovata.
INFORMAZIONI
1990
Active Records
Thrash
Tracklist
1. From This Day Forward
2. Fiction of Veracity
3. Droïdomized
4. Imminent Regenerator
5. It Should Have Stayed Unreal
6. Access to the Acropolis
7. Chronocraze
Line Up
Stéphane Picard (Voce, Basso)
Martin Gagné (Chitarra)
Pierre Rémillard (Chitarra)
Alain Demers (Batteria)
 
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