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To/Die/For - All Eternity
19/08/2017
( 493 letture )
I need you like a vampire needs blood , am I in love for real , my whole soul is aching for you….

Della seconda ondata gotica degli anni ’90 non possiamo dimenticare i finnici To/Die/For che, senza fatica, esordiscono per Spinefarm/Nuclear Blast con All Eternity, piccolo classico datato 1999 e uscito in più versioni (con tanto di copertina alternativa). Ma facciamo un passo indietro: chi sono i To/Die/For? Una band con gran potenziale che, nel tempo, ha saputo dimostrare ben più di una volta il proprio valore intrinseco. Il problema è stata la totale assenza di elementi nuovi che, passo dopo passo, ha prematuramente invecchiato il sound della band, portandola al definitivo scioglimento. Alti e bassi, tour sporadici non sempre all’altezza, e una promozione altalenante non hanno certo aiutato il combo a ritagliarsi il giusto spazio. La formazione base che sentiamo e vediamo in opera su All Eternity è stata la più solida ed efficace nel corso della loro carriera, partendo dal bravo Tonmi Lillman (già nei Sinergy), batterista multifunzionale scomparso prematuramente. Una formazione capace e volenterosa, capitanata da un leader ombroso come Jape Perätalo, front-man dal timbro roco e vellutato.
Echi e influenze più o meno palesate di Paradise Lost, Darkseed e Sentenced fanno capolino in ogni traccia del cd, lasciando piacevoli strascichi sonori e déjà-vu agrodolci e mai fastidiosi. Chitarre imponenti ma non invadenti, liriche zuccherose e vampiresche e un drumming sempre fresco e brillante. Tutti ingredienti importanti da non sottovalutare in fase di analisi e ascolto.

Should I be happy or should I cry , I don't know I've never felt this way before , there's nothing sacred but you…

C’è una ricerca ossessiva e romantica, una salsa inebriante di uva e sangue. Un cerchio composto, all’interno del quale non c’è scampo o via di uscita: l’amore trionfa sempre, nel bene e nel male. E così il fresco hit-single Live in You apre le porte al mainstream metallico dell’epoca, facendoci godere un brano semplice, lineare, ben scritto, che non sacrifica né chitarre né brevi stacchi in doppia cassa. Un profilo semplice dall’alto tasso goth, con riverberi rock e struttura circolare. Ritiriamo il ticket e procediamo verso il teatro rosso, sicuri di divertirci assistendo a qualcosa di già sentito ma pur sempre fresco, divertente, leggero.
Non si tratta di profondità, misticismo di sorta o poesia occulta, ma solo di musica gotica di fine millennio, patinata quanto basta ma fruibile ai più, vantando al suo interno una vasta gamma di sotto-sfumature sonore. Come insegna la malinconica Our Candle Melts Away, c’è sempre spazio per tastiere decadenti, tempi lenti e drammaticità. Interpretazione strumentale solida e ben definita, coadiuvata da azzeccati effetti elettronici e un Jape Perätalo particolarmente cinematografico, che trascina il brano insieme alla coppia di chitarre che disegna riff quadrati e brevi parentesi soliste.

If you'll bleed I'll bleed with you , if you! (will) die I will die with you , is this the feeling called love…

In tutto questo Rosso Profondo, la colata di riff di Farewell ci aiuta ad addentrarci nei territori freddi e torbidi dei To/Die/For, che sembrano sbagliare poco in fase melodica e ancora meno in fase compositiva, sempre spalleggiati e strumentalmente aiutati dal buon Lillman, che non nasconde le sue influenze power metal in alcuni passaggi più duri e scoppiettanti.
I toni cupo-romantici che pervadono e impregnano tutto l’album sono forse un po’ demodé ora come ora, un po’ esagerati e ridondanti, ma dobbiamo ricordarci che -in un periodo in cui ogni band gotica tentava l’approccio elettronico a tutti i costi- i To/Die/For giocano la carta vincente basando la loro proposta sulle chitarre. Scelta da premiare, sia per quel che riguarda l’idea stessa, sia per quello che concerne il risultato finale, medio-buono a tratti, buono-ottimo per la restante porzione.
All Eternity gioca con la nostra parte soft e vellutata. Si nutre di atmosfere languide, colori accesi, viola, porpora e candele di oppio. È un concentrato di tiepido metallo nordico, sapientemente condito con glassa pop e teatralità neutra.

Dripping Down Red, Sea of Sin e Loveless alzano il livello compositivo con andamenti distorti e movimentati, cascate di tastiere d’atmosfera, ritornelli e sing-along irresistibili, elettronica e gustoso metallo (le accelerazioni up-tempo di Sea of Sin e i suoi riff industrial sono goderecci), pregevoli assoli e bridge destrutturati, per poi riportarci su binari più metallici e veloci (Loveless), che smuove le carte in tavola, proiettandoci nel Love Tunnel insieme al marasma drammatico-emotivo. Siamo sostanzialmente soli e senza amore, e questo breve brano carico di energia grezza ci ricorda che, alla fine, il freddo dominerà incontrastato. Ancora assoli dalle tinte hard’n’heavy costruiscono il passante melodico-aggressivo dei To/Die/For, spregiudicati nel voler inserire influenze contemporanee e non, ma anche coraggiosi nel voler ritagliarsi a tutti i costi uno spazio nel panorama dell’epoca con una definita personalità audio-visiva.

Will you take this death from me , if it makes us feel that we are alive , there is nothing sacred but you and I…

La parte finale dell’album è, come prevedibile, dominata dalle stesse sensazioni alternate, talvolta accurate (Mary-Ann è costruita su un riff rallentato spesso come un muro di cemento), talvolta un po’ stentoree e fuori-focus (One More Time è lunga e ripetitiva). Il risultato è un buonissimo e vasto assortimento gotico che non ha nulla da invidiare al panorama degli anni ’90 / primi 2000. I 48 minuti di All Eternity ci convincono e, a tratti, ci esaltano ed esortano ad ascoltare le altre opere della band, alla ricerca di quella spontaneità tipica da debut album di qualità medio-alta. Un incipit solido e spesso, corroborato dalla produzione cristallina ma cruda, lontana anni luce dall’artificiosità degli anni seguenti, con strumenti udibili e in risalto, stratificazioni minime e ben fatte ma -soprattutto- melodie vincenti.
Il finale epico-drammatico di Together Complete e Rimed, con il metal frizzante della prima e il mid-tempo interpretativo della seconda, lasciano spazio all’epilogo iper-romantico e accattivante di Lacrimarum (nomen-omen), che chiude il cerchio con note calde e decadenti, donzelle seminude e sipari calanti.

As the blood runs in your veins, I wanna be inside of you, I wanna live in you as the pain , you wanna keep inside of you!



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
81.37 su 8 voti [ VOTA]
Nicka
Sabato 26 Agosto 2017, 9.32.08
7
Disco carino, anche se non mi ha mai entusiasmato! Resta comunque il migliore che hanno fatto!
lux chaos
Domenica 20 Agosto 2017, 11.22.57
6
Esatto @nonchalance, tra le mille cose che ascoltavo c'era anche quel capolavoro di Razorblade Romance nel 1999 che fece fare il botto agli Him, confesso che questi To/Die/For li comprai sperando di trovare dei degni avversari del gruppo di Valo, ma non c'era storia IMHO
lux chaos
Domenica 20 Agosto 2017, 11.20.22
5
Grande @Rob, anche io lo presi per quella recensione su Psycho, e ricordo anche con piacere la cover di "in the heat of the night"
nonchalance
Sabato 19 Agosto 2017, 18.32.06
4
Sì, anch'io ce l'ho con la copertina verde (Spinefarm) ..che, poi, sarebbe la prima! Difatti, non lo avevo proprio riconosciuto > ho visto che, con questa uscì per la Nuclear Blast l'anno dopo _ Che ne dite ragazzi di metterle entrambe..?! Perchè, quella cosiddetta "verde" con il ciondolo a forma di cuore sarebbe l'originale.. Parlando, invece, dell'album: ricordo che, uscì nel periodo in cui gli HIM facevano sfracelli. Quindi, ci cascai anch'io (ebbene sì!) e, in fondo, non era così male!
Rob Fleming
Sabato 19 Agosto 2017, 18.31.04
3
Ho anch'io la copertina verte e lo presi dopo aver letto una entusiastica recensione su Psycho! (mi pare addirittura top album). A me è sempre piaciuto, ma devo anche ammettere che mi sono fermato qua e i successivi non li ho nemmeno mai ascoltati. 77
lux chaos
Sabato 19 Agosto 2017, 15.31.37
2
Lo possiedo con copertina verde, un dischetto discreto ma non mi ha mai entusiasmato, gli manca un po il montante da ko nel songwriting
Plin
Sabato 19 Agosto 2017, 14.11.12
1
Cult. Sempre piaciuti.
INFORMAZIONI
1999
Spinefarm
Gothic
Tracklist
1. Farewell
2. Live in You
3. Our Candle Melts Away
4. Dripping Down Red
5. Sea of Sin
6. Loveless
7. OneMoreTime
8. Mary-Ann (R.I.P.)
9.Together Complete
10. Rimed With Frost
11. Lacrimarum
Line Up
Jape Perätalo (Voce)
JP Sutela (Chitarra)
Joonas Koto (Chitarra)
Miikka Kuisma (Basso)
Tonmi Lillman (Batteria, Tastiera, Voce)
 
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