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Custard - A Realm of Tales
24/08/2017
( 400 letture )
La band di cui oggi ci occupiamo potrebbe, ad una prima lettura del monicker, strapparci qualche sorriso. I Custard (ovvero “crema pasticciera” in italiano) si formano qualcosa come trent’anni fa, nell’ormai remoto 1987, ad Herne, nell’area occidentale di una Germania al tempo ancora divisa. Nonostante non rientrino tra i nomi di spicco del panorama metallico tedesco, i Nostri possono comunque vantare una carriera addirittura trentennale e costellata da sei full-length ufficiali oltre che da un EP ed un piccolo demo, prima pubblicazione del gruppo risalente al 1992. Durante questo lungo periodo, che ha mantenuto come costante in formazione il solo batterista e fondatore Chris Klapper, qualcosa di buono i Custard lo hanno assimilato. Un qualcosa che li ha portati dritti tra le braccia della Pure Steel Records e grazie al quale hanno potuto sfornare nel 2012 Infested by Anger nonché, cinque anni più tardi, il qui presente A Realm of Tales. La proposta dei cinque metallers si struttura su un heavy piuttosto classico con sprazzi di influenze di power patriottico qua e là, per non farsi mancare nulla, a partire dalla stessa cover cartoonesca. Le canzoni proposte si fanno coraggiosamente carico delle più narrate ed amate favole per bimbi, enfatizzate per l’occasione e quindi rivestite di metallo pesante. Dal pifferaio magico alle Mille e una notte, passando da Biancaneve e la piccola fiammiferaia per un totale di dodici episodi e quasi un’ora di suoni.

Apertura affidata all’intro Icy Stare e quindi al singolo Queen of Snow che pesta subito su ritmiche pesanti e pone il vocalist Oliver Strasser al centro della scena. Se i soli di chitarra lasciano un po’ il tempo che trovano, il refrain, bene azzeccato, cerca di insinuarsi lentamente nei nostri timpani e tutto sommato ci riesce. The Pied Piper alza il tiro quel tanto che basta, centrando in pieno un riff vincente, mentre Arabian Nights mantiene la promessa del titolo senza però mai scordare la natura delle sonorità dei Custard, portandoci allora in oriente a cavallo di rudi melodie esotiche. Snow White picchia ancor più duro ed alza velocemente il metronomo verso una cavalcata tipicamente power metal nel pieno stile dei connazionali Helloween, per uno dei pezzi più riusciti del lotto. Il ritornello ci strizza l’occhiolino con un piacevole Mirror on the Wall, ma sia chiaro, il vero Mirror Mirror, quello dei bardi, rimane lontano anni luce. Dopo il breve e quasi toccante intermezzo Snow Away tocca a The Little Match Girl, che alterna delicati arpeggi in pulito ad improvvise incisioni distorte in un cocktail di suoni che si assapora volentieri. Altro pezzo da novanta è la successiva Daughter of the Sea, grazie ad un riff tagliente ed un chorus cadenzato e mentre Witch Hunter si limita a fargli un po’ il verso, Sign of Evil resta in equilibrio grazie ad un riffing nervoso ed insistente, questa volta farcito anche da una bella sezione solistica delle sei corde di Carsten Reichard e Stefan Absorber. Chiudono il cerchio a colpi di cori e controcori l’energica Bluebeard e la powereggiante, di nome e di fatto, Forged in Fantasy, che potrebbe essere a tutti gli effetti un estratto di un recente lavoro dei Freedom Call.

Tutto sommato possiamo dire che A Realm of Tales è un buon disco di heavy metal che si lascia ascoltare piacevolmente dall’inizio alla fine, anche se non privo di qualche picco così come di qualche puntuale ricaduta, e che purtroppo fatica a trovare quel segno profondo che si era prefissato di lasciare nel cuore dell’ascoltatore. Si tratta di un lavoro che difficilmente potrà competere con le uscite dei “fratelli maggiori” in questo ambiente ormai più che saturo, ma che resta comunque motivo d’orgoglio per la band in questione oltre che una bella esperienza in cui imbattersi per curiosi e nostalgici.



VOTO RECENSORE
62
VOTO LETTORI
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Sandro70
Sabato 26 Agosto 2017, 21.03.28
1
I Custard hanno pubblicato nel 1999 quello che è il loro miglior album nonché un piccolo classico di power epic metal ( stile primi blind guardian ) ,Kingdoms of Your Life . Il resto della loro discografia da for my king in poi si assesta su livelli più che dignitosi.
INFORMAZIONI
2017
Pure Steel Records
Power
Tracklist
1. Icy Stare
2. Queen of Snow
3. The Pied Piper
4. Arabian Nights
5. Snow White
6. Snow Away (Intro)
7. The Little Match Girl
8. Daughter of the Sea
9. Witch Hunter
10. Sign of Evil
11. Bluebeard
12. Forged in Fantasy
Line Up
Oliver Strasser (Voce)
Carsten “Oscar” Reichart (Chitarra)
Stefan Absorber (Chitarra)
Markus Berghammer (Basso)
Chris Klapper (Batteria)
 
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