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Serpent Ritual - Nexvs Diaboli
27/08/2017
( 196 letture )
Black Ritualistic Metal of Death: è così che definiscono la loro proposta musicale i Serpent Ritual, trio proveniente da Roma, quella stessa capitale che da qualche anno sembra non riuscire a riprendersi da un'atrofizzazione preoccupante, ma che nonostante questo riesce a regalare alcune realtà di recente formazione davvero meritevoli, soprattutto nelle frange più estreme ed oscure del metal. Come spesso accade nelle cerchie ristrette, anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un progetto che interseca musicisti già attivi in altri gruppi, che hanno il merito di essere promotori di questo slancio ispirazionale nel panorama locale. Riconosciamo, infatti, il frontman Nihil Void, che avevamo già incontrato con i Naudiz al basso ed alla voce (nei quali milita sotto il nome di Uruz Dagaz), ma che qui si cimenta alle chitarre ed alla voce, distaccandosi dalle sonorità proposte in precedenza, più fredde e marziali e legate tematicamente alla mitologia norrena, per spostare l'asse con i Serpent Ritual verso un genere più ibrido tra il black ed il death metal, con un appeal decisamente più caldo ed al tempo stesso opprimente.
Il debutto in cassetta Nexus Diaboli vuole, infatti, essere un concentrato di atmosfere sinistre e sufluree, afflati demoniaci e riferimenti espliciti a pratiche occulte, evidenti fin dal sigillo in copertina che ritrae il Goetic Circle of Black Evocations and Pacts. Il circolo magico è circondato da nomi inquietanti: Amasarac, Asaradel, Akibeel e Berkaial chiariscono lo scopo della release, che in realtà è implicito anche nella traduzione del titolo, ossia stabilire una connessione con quel mondo oscuro popolato da demoni.

Il medium attraverso il quale avviene il contatto è, ovviamente, la musica, che proprio per incarnare le suggestioni prima descritte è volutamente raw (nell'attitudine, più che nella produzione, che in realtà è molto buona per essere un demo), con un cantato che, nel restare sempre molto schiacciato dal ronzio infernale delle chitarre, dà ancora più cupezza ai brani. Divisa in due parti (Side Darkness e Side Death), la tape risulta tutto sommato molto omogenea e non mostra grossi distacchi tra i quattro brani che si susseguono, che scorrono in realtà molto veloci ed arroganti, facendo emergere una somiglianza molto stretta con i Void Meditation Cult. In più riprese ho proprio pensato al loro ultimo Utter the Tongue of the Dead, da cui viene presa molta dell'atmosfera, mentre il principale riferimento per le parti più oscure sono senza dubbio i Demoncy di Joined in Darkness, soprattutto nei loro perversi rallentamenti. In Death. Void. Khaos le violente plettrate di basso riemergono fiere in corrispondenza della cavalcata centrale, scandendo con la batteria una marcia famelica. Interessante è anche l'uso alternato di uno stile vocale più cavernoso ad uno più sussurrato, che imprime un alone più mistico e fa sembrare quei versi quasi dei sortilegi.

Insomma, Nexus Diaboli si afferma come un'ottima premessa che, seppur destinata a restare di nicchia anche per la scelta di avere una distribuzione limitata (solo 50 copie in tape per l'acquisto o il trading), rappresenta senza dubbio un buon biglietto da visita per i Serpent Ritual.
Ora non ci resta che aspettarne il seguito.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2016
Despise The Sun Records
Death / Black
Tracklist
Side A - Side Darkness
1. In Pvlverem Mortis
2. Death. Void. Khaos

Side B - Side Death
3. The Heinous Blessing
4. Nexvs Diaboli
Line Up
Nihil Void (Voce, Chitarra)
A. (Basso)
Zanna (Batteria)
 
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