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Stone Sour - Hydrograd
27/08/2017
( 1185 letture )
Quattro anni ci sono voluti per avere tra le mani un nuovo album di inediti degli Stone Sour. Tanto è trascorso dalla pubblicazione di House of Gold & Bones Part 2, disco che -insieme alla sua Part 1- aveva mostrato il lato più propositivo della band, almeno dal punto di vista extra-musicale del concept. Gli anni seguenti una novità, per così dire, l’hanno registrata: nel 2015 è stato infatti pubblicato l’EP Meanwhile in Burbank… composto da cinque brani (cover di Alice in Chains, Judas Priest, Kiss, Metallica e Black Sabbath) e seguito a pochi mesi di distanza da un secondo EP, Straight Outta Burbank, anch’esso con cinque pezzi al suo interno (per l’esattezza cover di Bad Brains, Iron Maiden, The Rolling Stones, Mötley Crüe e Slayer). Niente di memorabile, ma un modo come un altro per spezzare l’attesa in vista di una vera novità discografica. Novità che è arrivata nell’estate 2017, ma che era stata preannunciata addirittura nel luglio di un anno prima. Hydrograd, questo il titolo, è dunque il sesto album a firma Stone Sour, pubblicato come di consueto dalla Roadrunner Records e promosso da ben quattro singoli: Fabuless, Song #3, Taipei Person/Allah Tea e Mercy. Nel frattempo alcuni cambiamenti interni alla band hanno modificato significativamente la fisionomia del gruppo: su tutte pesa l’assenza dello storico chitarrista Jim Root, allontanatosi nel 2014 ufficialmente per le solite “divergenze musicali”, affermando oltretutto di non essere più felice all’interno del gruppo. Al suo posto è subentrato Christian Martucci, americano della Pennsylvania e ultimo arrivato in casa Stone Sour dopo il bassista Johny Chow.

Fin da un primo impatto Hydrograd si presenta come un disco di non facile assimilazione: oltre un’ora di durata, quindici tracce complessive e alcuni titoli particolari che complicano non poco il nostro tentativo di dare un’identità a questo lavoro, di capire la strada intrapresa dal gruppo capitanato da Corey Taylor, non solo musicalmente, ma anche dal punto di vista delle tematiche affrontate. E allora facciamoci aiutare dall’ascolto, un ascolto che per forza di cose dev’essere più attento del solito per poter individuare i punti salienti dell’album, i suoi punti di forza e le sue eventuali imperfezioni. Iniziamo col dire che dei singoli sopracitati non tutti svolgono la loro funzione di brani apripista nel migliore dei modi, anzi. A dirla tutta, la sola Taipei Person/Allah Tea dimostra di possedere quella spinta in più in grado di portare l’ascoltatore di turno ad approfondire le altre tracce. L’esuberante Fabuless non fa altro che ribadire la potenza muscolare tipica degli Stone Sour che tutti noi ben conosciamo, provando a spezzare il tutto con un gradevole assolo che però non basta ad elevare il brano più del dovuto. Va meglio con Song #3, un pezzo che magari non soddisferà i più rudi metallers, ma che riesce bene nel suo compito di mostrare la vera anima del gruppo, incapace di abbandonare le facili melodie e le emozioni ad esse collegate, grazie soprattutto all’eclettica voce di un Corey Taylor qui in splendida forma. Passa del tutto inosservato, invece, Mercy, uno dei singoli più inspiegabili degli ultimi tempi. Il brano era stato pubblicato in anteprima mostrando la registrazione direttamente dagli Sphere Studios di Los Angeles, ma la sua utilità resta ancora oggi un mistero. Decisamente più interessante è Taipei Person/Allah Tea, prima vera canzone del disco (dopo l’intro), rocciosa e potente come un pugno nello stomaco, perfetta in ogni suo aspetto. Purtroppo per l’album in questione si tratta di un’eccezione e non della regola, ma qualcosa di buono e valido al di fuori della traccia iniziale per fortuna c’è. La seguente Knievel Has Landed, ad esempio, rispecchia in pieno i canoni solitamente attribuiti alla band statunitense, ovvero un mix perfetto tra aggressività e melodia, ricetta ormai consolidata e sicura. Ciò non significa però azzeccare sempre e comunque il pezzo, talvolta la strada più facile può portare ad un risultato sbagliato, o perlomeno non pienamente gradito. Questo è il caso della titletrack, canzone che non lascia assolutamente nulla e di cui si sarebbe potuto benissimo fare a meno, ma anche di brani come Thank God It’s Over, Whiplash Pants (che almeno, grazie alle sue ritmiche cazzute non annoia più di tanto) e Friday Knights. Discorso a parte per St. Marie e When the Fever Broke, due lenti che ci azzeccano solo a metà. La prima, in particolare, per quanto toccante, appare del tutto fuori contesto, mentre la seconda, grazie anche alla sua posizione di chiusura, funziona già meglio, pur non riuscendo a trasmettere chissà quali emozioni o sensazioni. Ma non disperate, i brani migliori non li abbiamo dimenticati, ma solamente lasciati come ultimi da analizzare. Detto di Taipei Person/Allah Tea, di Song #3 e di Knievel Has Landed, gli altri pezzi che più lasciano il segno e che meglio dovrebbero rappresentare l’album in questione sono l’intensa The Witness Trees, la roboante e singolare Rose Red Violent Blue (This Song Is Dumb & So Am I) e Somebody Stole My Eyes, canzone dalle molteplici sfaccettature e dotata della giusta carica.

A mente fredda, dunque, Hydrograd non è propriamente ciò che i fan di questa band si aspettavano di ritrovarsi tra le mani dopo quattro anni di attesa. Certo, quelli che ameranno incondizionatamente questo disco non tarderanno a farsi avanti, anche perché l’evoluzione di una band, quando porta a risultati comunque apprezzabili, va sempre rispettata, ma con tutta probabilità molti fan della prima ora avranno già riposto sullo scaffale il qui presente Hydrograd per rispolverare qualche pubblicazione più datata come l’indimenticabile Come What(ever) May o anche solo i più recenti House of Gold & Bones Part 1 e Part 2. Ascolto comunque consigliato, se non altro per comprendere meglio chi e cosa sono oggi gli Stone Sour, una band simile ma allo stesso tempo molto diversa da quella che avevamo imparato a conoscere ormai quindici anni fa.



VOTO RECENSORE
66
VOTO LETTORI
52.54 su 11 voti [ VOTA]
Nu Metal Head
Lunedì 6 Novembre 2017, 18.55.35
15
ok, è fisiologico, ma secondo me c'è anche chi invecchia meglio (con la voce)!
Silvia
Lunedì 6 Novembre 2017, 18.27.42
14
@Nu Metal Head, è fisiologico che con l'età la voce cambi, Corey ha quasi 44 anni.
Nu Metal Head
Lunedì 6 Novembre 2017, 17.47.14
13
però detto questo io continuo ad ascoltarlo anche ora (con gli slipknot s'intende) e per me rimane un grande... in particolar modo ho apprezzato molto la sua interpretazione sull'ultimo ".5", anche se il suo growl è molto lontano dai tempi che furono, più che sfiatato in questo caso oserei dire che sia forzato e "rantolato"... però mi fa rabbia sentire, al tempo stesso, che se lui vuole la voce del passato ce l'avrebbe ancora (confrontare per credere i due momenti in cui dice: "irreverence is my disease, ecc." nella canzone "custer"... la seconda volta è molto più brutale della prima!)... evidentemente non può più permettersi di usarla sempre come in passato, e la dosa al meglio tirandola fuori solo di tanto in tanto... altrimenti le corde vocali se le frigge! comunque, battute a parte, ciò vuol dire anche che in passato ahimè non è stato in grado di usare al meglio la sua voce, cantando di gola e non di diaframma... altrimenti penso che, nonostante il passare inesorabile del tempo, il suo timbro "sporco" sarebbe stato molto migliore a quest'ora...
Silvia
Lunedì 6 Novembre 2017, 16.59.53
12
@Nu Metal Head, ci sono diversi live successivi al 2002 con gli Stone Sour in cui è un demonio (compatibilmente con il genere, hahaha! ). Invece ho visto di sfuggita qualche live con gli Slipknot e in alcune parti era sfiatato o forse cercava di dare qualche interpretazione estemporanea, non so... Comunque seguo spesso i suoi live anche da solista ed è davvero notevole come riesce ad arricchire la voce di incredibili sfumature sia sul pulito che sul graffiato/distorto.
Nu Metal Head
Lunedì 6 Novembre 2017, 16.40.24
11
purtroppo per me il Corey inizia e finisce con "slipknot" e "iowa". in quei 2 dischi maledetti aveva una voce da paura, una belva demoniaca senza controllo che ti metteva addosso una voglia di demolire tutto e di urlare in faccia alla gente. in quel periodo era senza dubbio uno dei migliori nel campo, un fiero erede del "maxone" cavalera. di conseguenza la sua voce "sporca" era ottima anche nel debutto omonimo con gli stone sour, del 2002. da lì in poi molte cose sono cambiate, mentre è rimasto tutt'oggi ottimo come sempre nel "pulito", nello "sporco" il suo growl è diventato piuttosto sfiatato, toccando il punto più basso nel periodo del "vol. 3", una vera gallina spelacchiata. dopo la situazione è leggermente migliorata, ma il Corey dei primi 2 dischi con gli slipknot non si è mai più sentito. e difatti ogni volta che li metto su le mie orecchie "godono".
Silvia
Lunedì 6 Novembre 2017, 10.29.05
10
Comunque non mi pare che Corey non abbia tecnica (di cui, ripeto, a me non importa nulla in ogni caso ). Con gli Stone Sour dal vivo ci sono delle esibizioni in cui dà delle incredibili sfumature alla voce e passa agilmente dal pulito al distorto senza effetti riuscendo a tenere benissimo gli screams. @TheSkull a me il tributo è piaciuto molto, non ha chiesto l’aiuto del pubblico perchè non sapeva cantare, ma x sottolineare il ricordo di Chris. Certo, non c’è paragone con le parti di Cornell, che aveva un’eleganza strepitosa nella voce, ma la tecnica non è solo salire sugli acuti x me
Silvia
Domenica 5 Novembre 2017, 1.08.00
9
Corey è uno dei miei cantanti preferiti in assoluto, adoro il suo timbro e la sua versatilità, le sue sfumature sia in distorsione che nel suo splendido pulito molto rotondo. Poi ha un’estensione vocale pazzesca, cosa di cui a me non importa nulla, ma giusto x dire che non mi sembra sopravvalutato, anzi semmai non è molto considerato solo perchè canta negli Slipknot che spesso sono bersagliati dagli haters. Detto questo, l’album recensito non mi entusiasma e speravo invece di trovare Come What(ever) May che è il mio preferito del gruppo e mi piace molto. Purtroppo x me la musica di Corey non sempre incontra i miei gusti quindi alla fine mi tocca ascoltare solo un paio di album se voglio sentire la sua splendida voce
TheSkullBeneathTheSkin
Lunedì 4 Settembre 2017, 15.28.20
8
@Metal Shock... sul fatto "questo non è metal" scherzavo, spesso leggo quella frase e mi fa sempre imbestialire, ne evocavo l'autore appunto scherzando. Diversamente cito il tuo scritto "..Corey (che ritengo uno dei migliori cantanti degli ultimi venti anni).." non menzioni la tecnica ma, insomma, come va letta secondo te la tua frase? Perdonami se ho impugnato il "secondo te", ma non vale più del "secondo me". In ultimo, trovo questo disco molle e meno ispirato rispetto a tutti gli altri degli SR... se a te piace, ne sono contento, ma in linea di massima vedo che è stato accolto freddamente un po' ovunque. Non commento se non so di che cosa parlo e non commento band/generi che non ascolto. I dischi degli Stonesour li ho tutti e questo è nettamente il loro peggior album, anzi, scialbum. Non è che perchè lo avevano annunciato prima che un disco così mi debba piacere per forza. In alcuni frangenti la parola hard rock è anche esagerata, sempre secondo me. Sul "non-metal" scherzavo. E' la mia seconda stronzata preferita dopo "questo si che è metalcore". Potessi pagare di tasca mia per non leggere più queste due affermazioni su questo sito, lo farei subito. Condivido che la galassia rock/metal offra mille venature, stili e filoni da scoprire, per questo la chiusura mentale ne è l'antitesi \m/
Metal Shock
Lunedì 4 Settembre 2017, 9.55.04
7
Visto che sono stato tirato in ballo, rispondo. Primo: mai detto che Corey sia un fenomeno di tecnica; ho detto, e ribadisco, che mi piace sia come canta in pulito che sporco, come negli Slipknot, e che come frontman è uno dei migliori oggi in circolazione. Lo sò anch'io che ci sono cantanti tecnicamente migliori, ma come frontman lo reputo un grande. Per esempio vengono esaltati cantanti tipo quelli degli Ulver o dei Leprous, beh a me fanno cagare, ognuno ha le sue opinioni e le sue idee. "Rockettino senza arte ne parte"??? Ma il disco, e gli altri della band, li avete sentiti o parlate tanto per fare? Gli Stone Sour sono una band in bilico tra hard rock e heavy metal, e brani come Whiplash pants e Somebody... non sono metal???? Per voi che cos'è metal, parte dai Napal Death?? Audio secrecy non era tanto più pesante se è per questo. Hanno detto di voler fare un disco più rock and roll e lo hanno fatto e per questo sono da stroncare??? E allora Leprous, Ulver e Wilson cosa fanno? Pop di merda che neanche dovrebbe stare sul sito, ma mica vado ad offendere i gruppi o i dischi. Se non vi piace cosa commentate qui a fare??? Questo è metal, perchè il metal è una galassia che comprende tantissimi stili di cui gli Stone Sour fanno parte, se non piacciono è un conto ma in giro sul sito c'è molto di peggio, IHMO!!!
TheSkullBeneathTheSkin
Giovedì 31 Agosto 2017, 17.55.41
6
@...keunwagendibuoi! "Rockettino senza arte ne parte" è pura verità, in bello stile! @Metal Shock: devi essere un grande fan di Corey Taylor per definirlo uno dei migliori cantanti degli ultimi vent'anni, rispetto i tuoi gusti, ma se esaminiamo il canto di sto tizio da un punto di vista prettamente tecnico nessuno potrà mai darti ragione. Se mi dici che Corey è un tipo onesto/vero/genuino, allora concordo con te: l'ho visto di recente live cantare roba di Cornell in tributo e proprio perchè le doti tecniche non sono minimamente paragonabili ho apprezzato tantissimo l'onestà e la passione nel suo gesto. Anche il pubblico lo ha capito e lo ha aiutato a cantare. Bravo Corey. Tornando all'album, purtroppo, io lo stronko! Pace fratello. Ehi ma dov'è quel pirla che posta sempre indignato "questo non è metal"?! per una volta gli darei ragione...
Tiradipiuunpelodifiken
Giovedì 31 Agosto 2017, 11.55.57
5
Sempre interessante la soggettività dei gusti...per me è uno dei cantanti più sopravvalutati degli ultimi 20 anni, una voce discreta ma mai eccellente, nè in growl con gli Slipknot nè in pulito con gli Stone...non amo gli Stone Sour ma ne ho ascoltato tutti i dischi, questo mi sembra indubbiamente il più spompo, rockettino senz aarte ne parte
Metal Shock
Giovedì 31 Agosto 2017, 10.08.27
4
Non sono d'accordo nè con la recensione nè con i commenti fatti sotto: per me questo è un buon disco, diciamo da 75/78, non un capolavoro ma di sicuro un disco che si fa ascoltare. Molto differente dai due precedenti House...., forse più tendente al rock da classifica, ma per me Corey (che ritengo uno dei migliori cantanti degli ultimi venti anni) e company riescono nel loro intento. Magari c'è qualche filler che poteva essere eliminato, ma ci sono anche song molto godibili tipo Taipei..., Song 3, Fabuless, Thank..., Whiplash.., Friday nights. Ripeto, non un album fondamentale ma che si lascia ascoltare volentieri.
ElManjo
Martedì 29 Agosto 2017, 18.33.09
3
A dir poco osceno, rimpiango il tempo usato per ascoltarlo tutto, totalmente senza mordente
Andy90
Lunedì 28 Agosto 2017, 11.47.38
2
Disco di una mediocrità indicibile! iHouse of Gold & Bones Part 1/2 mi erano piaciuti tantissimo...di questo non salvo molto. Peccato ...
TheSkullBeneathTheSkin
Lunedì 28 Agosto 2017, 9.32.12
1
La peggior porcheria che potessero scrivere. Non mi piace commentare con questi toni e di solito lo evito ma sta roba è davvero indegna... mamma mia che schifezza! voto 40
INFORMAZIONI
2017
Roadrunner Records
Alternative Metal
Tracklist
1. YSIF
2. Taipei Person/Allah Tea
3. Knievel Has Landed
4. Hydrograd
5. Song #3
6. Fabuless
7. The Witness Trees
8. Rose Red Violent Blue (This Song Is Dumb & So Am I)
9. Thank God It’s Over
10. St. Marie
11. Mercy
12. Whiplash Pants
13. Friday Knights
14. Somebody Stole My Eyes
15. When the Fever Broke
Line Up
Corey Taylor (Voce, Chitarra)
Josh Rand (Chitarra)
Christian Martucci (Chitarra)
Johny Chow (Basso)
Roy Mayorga (Batteria)
 
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