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Asofy - Nessun Luogo
27/08/2017
( 433 letture )
Nessun luogo racconta tramite suoni (ma anche tramite immagini se si avrà la pazienza di guardare quelle che accompagnano il disco) il cambiamento e la sparizione del quartiere periferico dove abito, in passato da sempre chiuso su tre lati da ferrovia, autostrada e un grande
complesso industriale.
Questo suo essere chiuso, quasi isolato (c’è sempre stata una sola via d’accesso se non si conta il passaggio esclusivamente pedonale che passava sotto la ferrovia) ha portato per anni (quelli della mia infanzia e adolescenza) ad una improbabile protezione, ad un inaspettato rallentamento del processo entropico.


Sono queste le parole che il poli-strumentista milanese Tryfar ha scelto di utilizzare per presentare Nessun Luogo, opera terza del suo progetto Asofy, attivo ormai dal lontano 2001. Una descrizione che richiama di fatto diverse immagini che risulteranno familiari a chi sia passato, anche solo di sfuggita, tra le periferie del capoluogo lombardo. Volendo però essere meno riduttivi: l'idea dietro a Nessun Luogo non è quella di convogliare le sensazioni provocate dal mutamento di uno spazio specifico e non c'è l'intento di localizzarlo o dargli un nome. Il quartiere decadente è un concetto, un'idea platonica geograficamente non ben delineata, che rimane però in grado di innescare un turbinio creativo che attinge ai ricordi, compresi quelli più insignificanti.

I nove brani che compongono l'ora esatta di durata di Nessun Luogo rappresentano quindi la riflessione dell'autore sul cambiamento del suo luogo d'origine. Come tanti piccoli -e a loro modo diversi- tentativi di approccio cercano di trascrivere in suoni delle immagini e degli stati d'animo, fatto che di per sé potrebbe anche sembrare banale, visto che è ciò che la musica (quella ben fatta almeno) dovrebbe sempre fare, ma che diventa meno scontato in casi di questo tipo, in cui la componente atmosferica va nettamente a surclassare quella testuale, qui non assente ma ridotta all'osso.
Le strutture delle canzoni sono piuttosto mutevoli ed evanescenti, non danno punti di riferimento ad eccezione di talune melodie ripetute qualche volta come leitmotiv. Si scorgono elementi doom nell'incedere ossessivamente lento e quasi del tutto privo di accelerazioni (con l'eccezione della titletrack), divagazioni quasi “gotiche” in un certo uso degli arpeggi della chitarra come elemento armonico più importante e una certa attitudine post nella scelta dei suoni, anche se non c'è un impiego troppo spinto degli effetti per quanto riguarda la sei corde e l'effettistica rimane limitata alle parti più ambient, dove si notano delay, riverberi e probabilmente un flanger, coadiuvati anche da qualche breve parte di tastiera (il carillon in Fosca ad esempio). La componente che più caratterizza le atmosfere dei brani è -caso piuttosto strano- l'uso intensivo del basso, che con delle linee lente (quasi tutte minime e semi-minime) e avvolgenti riesce non solo a creare uno scheletro ritmico quasi più importante di quello fornito dalla batteria (valida per quanto forse programmata), ma anche a rendere l'insieme piuttosto plumbeo e funereo.Le chitarre si dividono tra power-chord distorti “lasciati andare” spesso per diverse battute e i citati arpeggi, valorizzati peraltro da timbriche molto gradevoli.
Per quanto riguarda le voci, si nota da subito come Tryfar abbia voluto ridurre molto tale comparto, dividendosi tra delle harsh parecchio “sgraziate” e degli angoscianti momenti più sussurrati (Figure Scure), c'è anche da segnalare la breve comparsa di una voce femminile filtrata in Fosca.

La produzione di Nessun Luogo è qualcosa di piuttosto lontano da quegli “standard low-fi” che talvolta possiamo incontrare in dischi di questo tipo. Il lavoro che c'è alle spalle è -a tutti gli effetti- pregevole e convoglia molti più intenti di quanti non possano trapelarne ad un primo ascolto. Si tratta infatti di un album che va apprezzato con pazienza e con il giusto impianto, perché un mastering molto “gentile” ha lasciato una grande quantità di basse frequenze, solide e cristalline, che potrebbero mettere in crisi molti sistemi più “commerciali”. Il basso è presentissimo e ha a disposizione un'ampia gamma di frequenze su cui evolversi, condividendo i punti più gravi dello spettro giusto con il corpo di una cassa parecchio “piena”, che ne occupa l'estremità. La batteria, coerentemente con le atmosfere, rivela un certo riverbero su tutti i suoi componenti, che ben si sposa con l'insieme e rende ancora più particolare la resa dei piatti, a cui è stato lasciato molto spazio. Il tutto viene poi arricchito dai timbri degli strumenti, ben delineati e gradevoli, dinamiche ben preservate da una compressione generalmente lieve e da una cura notevole dell'immagine stereo, con degli ipnotici giochi di “riflessione” tra il lato destro e sinistro che raggiungono il culmine in pezzi come Piccola Disperazione.

Nessun Luogo è un album ammaliante.
Non immediato, non adatto a qualsiasi momento e certamente non per tutti (cosa dimostrata anche dalla tiratura limitatissima con cui è stato prodotto, appena cinquanta copie). Eppure, se ascoltato facendo attenzione al contesto e alle immagini proposte dall'autore, acquista un impatto evidente, per quanto strano da descrivere. C'è l'angoscia per il futuro, c'è il rimpianto per qualcosa che se ne è andato e che non tornerà e soprattutto: ci sono la perdita della sicurezza e la perdita dell'innocenza. Credo sia dunque abbastanza corretto evidenziare come Tryfar sia riuscito nel suo intento di comunicare efficacemente il suo messaggio e il suo stato d'animo, per giunta in una forma ricercata che merita decisamente l'ascolto.

Il quartiere dove abito non è un luogo ben preciso, non ha orizzonti, neppure io che ne parlo ho mai avuto un gran legame, anzi mi sono sempre sentito lontano, è stato un luogo solo legando il vissuto delle persone ad un territorio, la loro memoria, ed ora che anche queste persone stanno pian piano scomparendo tutto forse verrà cancellato.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
78.5 su 4 voti [ VOTA]
Armonie Universali (M. G.)
Giovedì 31 Agosto 2017, 13.29.30
3
Questa rencensione mi ha incuriosito molto. Metto l'album in wishlist.
gamba.
Martedì 29 Agosto 2017, 12.37.01
2
finito di ascoltare una prima volta, quindi subito una seconda... bellissimo fin dal primo ascolto.
Remy
Domenica 27 Agosto 2017, 22.12.53
1
Veramente grande album e grande Tryfar.
INFORMAZIONI
2017
Avantgarde Music
Avantgarde
Tracklist
1. Lontano da Me
2. Nemeton
3. Fosca
4. Infine
5. Figure Scure
6. Orizzonte
7. Memoria
8. Piccola Disperazione
9. Nessun Luogo
Line Up
Tryfar (Voce, Tutti gli strumenti)
 
RECENSIONI
74
 
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