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Incantation - Profane Nexus
28/08/2017
( 980 letture )
Dopo dieci anni di uscite targate Listenable Records, i maestri del death metal più oscuro ed infernale tornano sotto l’etichetta che li ha resi grandi, ovvero la Relapse Records. Gli Incantation si sa, sono considerati, a ragione, tra i gruppi “infallibili” del genere estremo. Trovare un disco brutto o non riuscito è praticamente impossibile, ed è sorprendente come dopo più di vent’anni e svariati cambi di formazione, l’ultimo avvenuto durante la scrittura di questo disco con l’entrata di Sonny Lombardozzi, i nostri non abbiano mai perso occasione di ribadire la loro grandezza.

Dopo un “silenzio”, almeno a livello di full, di sei anni tra Primordial Domination e lo spettacolare ritorno Vanquish in Vengeance, McEntee e soci paiono sembrano non volersi fermare rilasciando nuovo materiale a scadenza ormai regolare. Ciò che stupisce però, è la qualità. Sì, avrete ormai capito che Profane Nexus è l’ennesimo ottimo lavoro dei newyorkesi, l’ennesima dimostrazione di quanto i maestri restino tutt’ora insuperati nonostante gli ottimi allievi sparsi in giro per il globo. E attenzione, perché nonostante le coordinate stilistiche siano sempre le stesse (e ci mancherebbe altro!), è notevole come ogni album presenti qualcosa di “diverso” rispetto ai precedenti. Basti pensare ai lavori del passato ma più in particolare agli ultimi tre; si ha sempre a che fare con il death metal di casa Incantation, ma in qualche modo entrambi presentano piccoli elementi che riescono nell’ardua impresa di caratterizzarli a dovere. Si parte nel più classico dei modi con Muse, pezzo feroce e tipicamente diretto che trascina l’ascoltatore nelle atmosfere luciferine del disco che troveranno il loro apice, ed in modo decisamente interessante più avanti per arrivare subito a Rites of the Locust, primo brano più particolare del lavoro. Niente di folle o sconvolgente, ma sentire gli Incantation destreggiarsi su dei riff e delle scale leggermente più tecniche del solito, è un vero piacere; queste piccole trovate, utilizzate anche in passato (vedi ad esempio Merciless Tyranny su Decimate Christendom), rendono i brani più trascinanti e dimostrano quanto il gruppo non abbia la benché minima intenzione di svolgere un insipido e facile compitino. Quando qualche riga si è accennato alle atmosfere luciferine che raggiungono il loro piace, ci si riferisce in modo particolare all’ottima Incorporeal Despair. Questa volta è invece il caso di dirlo, si tratta di qualcosa di nuovo e diverso per i maestri, che affidandosi ad un andamento funereo e degli arpeggi non distorti, costruisce un brano che ricorda gli australiani Disembowelment riuscendo comunque a mantenere un tocco tipico di casa McEntee. Sicuramente il brano più interessante del lavoro, e chissà se in futuro i nostri svilupperanno questo approccio. C’è poi Messiah Nostrum, che preceduta da un intermezzo ambient, si muove tra riff aggressivi e degli tanto semplici quanto coinvolgenti rallentamenti di scuola doom. Tempistiche doom e mid tempo che trovano spazio nella penultima Omens to the Altar of Onyx, altro brano dalle tinte scure che incarna lo spirito meno aggressivo del gruppo. Profane Nexus è in sostanza un ottimo lavoro di cui è difficile trovare qualche difetto. A cercarli, si potrebbe dire che la produzione (curata da Dan Swanö), pur dando spazio a tutti gli strumenti ed enfatizzando l’operato delle chitarre (gli armonici godono di una “botta” non da poco e grande spazio viene lasciato agli assoli), ogni tanto si mostra un po’ troppo fredda dando alle chitarre un suono leggermente digitale.

Ora, paragonato agli ultimi due lavori, Profane Nexus non raggiunge i livelli di Vanquish in Vengeance, ma si dimostra più convincente del pur validissimo Dirges of Elyusium; se da un lato queste considerazioni vertono più sui gusti personali, è anche vero che ogni tanto si percepisce qualche lievissimo calo. Poca roba comunque, gli Incantation hanno ancora una volta dimostrato di essere padroni del genere e di non aver la benché minima intenzione di mollare e realizzare album a tempo perso. Sarà un azzardo, ma è proprio il caso di dirlo: gli Incantation non ne sbagliano uno.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
78.2 su 5 voti [ VOTA]
lisablack
Venerdì 13 Ottobre 2017, 19.46.39
9
Album da infarto per me, non poteva essere che cosi..con loro si va sul sicuro, non ne sbagliano uno. Immensi..
Pacino
Giovedì 31 Agosto 2017, 15.38.02
8
Per Mulo, il loro migliore Diabolical Conquest per me.
Pacino
Giovedì 31 Agosto 2017, 15.36.34
7
per Obscure Solstice Si sa le etichette da sempre sono ad appannaggio delle case discografiche e a ruota dei giornalisti, qualcosa per creare clamore inventeranno. E intanto mi fanno sbellicare quelli che litigano una giornata se quella band è quel dato genere o no...di solito sbarbatelli!
lisablack
Giovedì 31 Agosto 2017, 13.25.14
6
Comincia pure con Onward to Golgotha, in quanto a malvagità e marciume ha pochi rivali, un'album davvero cattivo..il secondo, non saprei..sono tutti di ottimo livello per chi ama questo genere, caschi sempre sul sicuro con gli Incantation. Diciamo Vanquish in vengeance..e poi con calma, se ti piace, fatti tutta la discografia. Soldi spesi bene..
Mulo
Mercoledì 30 Agosto 2017, 21.50.22
5
Anche di loro (come degli Immolation che però ho iniziato a sentire)non ho nulla.... Consigliatemi un paio di dischi x cominciare
ObscureSolstice
Martedì 29 Agosto 2017, 17.43.02
4
Secondo me prima o poi col tempo metteranno l'etichetta raw death metal, vedrete. Perché non sanno cosa fare.
lisablack
Martedì 29 Agosto 2017, 15.37.38
3
Non mi è ancora arrivato..e mi sto mangiando le mani! A causa delle ferie, il mio rifornitore torna a settembre..pazienza!! Ma non posso rimanere delusa da questa band che è, insieme agli Immolation, una garanzia assoluta in ambito death..sono i "maestri" !! La recensione l'ho letta..adesso tocca al disco!! Non vedo l'ora!
Pacino
Martedì 29 Agosto 2017, 15.07.34
2
bella botta, un pelo sotto il fantastico precedente, picchiano alla grande. Voto 81
Kappa
Lunedì 28 Agosto 2017, 23.13.22
1
Un disco a mio parere bellissimo, nel death quest'anno probabilmente il migliore, soprattutto dalla terza - quarta canzone in poi.
INFORMAZIONI
2017
Relapse Records
Death
Tracklist
1. Muse
2. Rites of the Locust
3. Visceral Hexahedron
4. The Horns of Grefin
5. Incorporeal Despair
6. Xipe Totec
7. Lus Sepulcri
8. Stormgate Convulsions from the Thunderous Shores of Infernal Realms Beyond the Grace of God
9. Messiah Nostrum
10. Omens to the Altar of Onyx
11. Ancients Arise
Line Up
John McEntee (Voce, Chitarra)
Chuck Sherwood (Basso)
Kyle Severn (Batteria)

Musicisti ospiti:

Sonny Lombardozzi (Chitarra)
 
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