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Sailing to Nowhere - Lost in Time
28/08/2017
( 584 letture )
Quello dei Sailing to Nowhere non è un nome nuovo sulla scena power metal italiana. Provenienti dalla capitale e attivi da circa quattro anni, i Nostri hanno infatti pubblicato il loro album di debutto, To the Unknown, nel 2015, sotto l’ala protettrice della Bakerteam Records. I riscontri di pubblico e critica non furono dei migliori, ma la band supportò ampiamente il disco con ben cinque diversi tour in Italia e in Europa nel giro di un solo anno. Oggi, a distanza di due anni da To the Unknown, i Sailing to Nowhere sono tornati a farsi sentire con un nuovo album di inediti, Lost in Time, pubblicato questa volta dalla Underground Symphony, etichetta nostrana molto attiva in ambito power metal. In questo lasso di tempo alcune cose sono cambiate, una su tutte la line-up. Nell’album precedente furono coinvolti ben undici musicisti, tra formazione fissa e ospiti, mentre questa volta il numero è salito a tredici. Gli ospiti di Lost in Time includono nomi di primissimo livello come Fabio Lione, Roberto Tiranti, Mistheria, Dino Fiorenza e David Folchitto (Stormlord, Arkana Code), già presente due anni fa. Nella formazione fissa, invece, si registrano i nuovi innesti delle due voci femminili Helena Pieraccini e Clara Trucchi, del chitarrista Emiliano Tessitore e del tastierista Alessio Contorni (Astarte Syriaca, Setanera). Da segnalare, infine, l’ottimo lavoro del graphic designer Adhiira Art, che già si era occupato della copertina del precedente disco e che si riconferma ad alti livelli con l’artwork di Lost in Time.

L’album si compone di nove tracce per quaranta minuti totali di musica, ma la sensazione avvertibile già dopo un primo ascolto completo è quella di aver avuto tra le mani un disco dalla lunghezza almeno duplice. Il motivo? È presto detto. La ricetta della band romana è la più classica che si possa trovare nel contesto del power metal melodico di oggi, la loro proposta scorre via liscia come l’olio, priva di imperfezioni, ma anche purtroppo di spunti veramente interessanti. Non c’è nulla all’interno di un disco come Lost in Time che possa puntare a farsi valere sulla lunga distanza, poco o niente che possa spingerci ad approfondire la conoscenza di una band pur valida, ma che al momento resta confinata in un mare magnum di uscite di settore poste tutte sullo stesso piano in termini di qualità e valore tecnico e la sensazione di aver già sentito tutto arriva purtroppo ben prima dei quaranta minuti. La formazione nostrana riesce comunque a giocarsi le sue carte in maniera dignitosa, mantenendosi a galla con le unghie e con i denti, anche grazie alla presenza di ospiti di livello internazionale (pur essendo tutti italiani, va detto) che hanno un minimo innalzato l’appeal di alcuni brani del disco. A livello di singoli, la prova del cantante Marco Palazzi è da considerarsi buona, ma certo non eccelsa. Non è lui a cambiare gli equilibri dei vari pezzi e nemmeno le due gradevoli voci femminili. A farlo sono semmai le chitarre di Andrea Lanzillo ed Emiliano Tessitore e le tastiere di Alessio Contorni, sempre una spanna sopra il resto e veri punti di forza dei Sailing to Nowhere. L’impressione è che la band a livello melodico giri a dovere, ma a mancare più di tutto sia la giusta spinta ritmica, o semmai la grinta necessaria a mantenere viva l’attenzione di chi ascolta. Volendo citare alcuni brani significativi, su nove totali sono appena tre a “salvarsi”: stiamo parlando di Scream of the World, che insieme all’intro costituisce un incipit niente male ed in grado di invogliare al prosieguo dell’ascolto, Apocalypse e la conclusiva Start Again, canzoni cariche d’intensità e capaci di restare impresse più a lungo delle altre. Curiosamente proprio queste ultime due vedono la presenza al microfono rispettivamente di Fabio Lione e Roberto Tiranti.

L’ascolto di Lost in Time è sconsigliato a chi non è avvezzo ai canoni del power metal melodico, ma tutti coloro che invece apprezzano questo tipo di sonorità potrebbero trovare pane per i loro denti in questo disco e magari saranno anche invogliati a saperne di più nei confronti della band romana. Come detto, il potenziale non manca, ma tutto lo sforzo fin qui profuso dai Sailing to Nowhere non basta ancora per far loro spiccare il salto decisivo, per renderli quindi un nome di punta nella scena del power metal melodico italiano. La pazienza non ci manca e la fiducia non è del tutto svanita, aspettiamo quindi di vedere cosa ci riserveranno in futuro.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
30 su 13 voti [ VOTA]
Nome
Sabato 2 Settembre 2017, 19.55.21
1
Ancora? Gli scarsoni insistono? Basta...dischi, live, tutto...chiudere baracca.
INFORMAZIONI
2017
Underground Symphony Records
Power
Tracklist
1. Lost in Time
2. Scream of the World
3. Ghost City
4. Apocalypse
5. Suffering in Silence
6. Our Last Night on Earth
7. Fight for Your Dreams
8. New Life
9. Start Again
Line Up
Marco Palazzi (Voce)
Helena Pieraccini (Voce)
Clara Trucchi (Voce)
Andrea Lanzillo (Chitarra)
Emiliano Tessitore (Chitarra)
Alessio Contorni (Tastiere)
Carlo Cruciani (Basso)
Giovanni Noè (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Fabio Lione (Voce nella traccia 4)
Roberto Tiranti (Voce nella traccia 9)
Mistheria (Tastiere nella traccia 5)
Dino Fiorenza (Basso nella traccia 7)
David Folchitto (Batteria nelle tracce 5 e 9)
 
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