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C.I.A. - In the Red
28/08/2017
( 59 letture )
Se il nome dei C.I.A. suona sconosciuto ai più, quello del suo mastermind – ed unico membro – dovrebbe risultare più familiare. I C.I.A. sono infatti un progetto solista messo in piedi nel 1989 da Glenn Evans, batterista dei Nuclear Assault. In the Red ne costituisce il debutto, seguito nel 1992 da Attitude, che pone verosimilmente fine alla storia di questa piccola entità musicale.

Il contenuto di In the Red si riassume in una decina di brani di crossover thrash – a tratti non lontano da quello dei padrini Nuclear Assault – con influenze heavy metal. Come accennato, Evans si occupa della chitarra ritmica, del basso, della voce ed ovviamente della batteria. Il drummer newyorkese è qui coadiuvato dai compagni di merende Anthony Bramante, Dan Lilker e John Connelly, provenienti dagli stessi Nuclear Assault, che si occupano della chitarra solista (il primo) e delle backing vocals. I brani sono diversificati fra di loro e presentano cambi di tempo e variazioni abbondanti, malgrado la durata contenuta. L’album parte in quarta con Extinction, brano thrashcore tiratissimo sorretto da una possente prestazione di batteria. Stesso discorso per Buried Alive e per la title track, mentre gli altri episodi si mantengono generalmente più cadenzati, come ad esempio i lenti e rocciosi Natas e N.A.S.A.. Flight 103 sfoggia un’introduzione atmosferica, arricchita da un solo di Bramante, e nella melodica Turn to Stone emerge il lato più classic metal di Evans. La vera chicca dell’album è però la finale Samantha, canzone dedicata alla moglie, tra l’altro presente pure lei fra i musicisti ospiti nei panni di corista (!). Si tratta di un’autentica ballad, con tanto di sdolcinato intro acustico, in pieno stile hard rock anni Ottanta – i cui maggiori rappresentanti sono tra l’altro dileggiati dal buon Glenn solo qualche canzone prima… ah, l’Amore! – che si lascia ascoltare seppur un poco fuori contesto.
In the Red è ben prodotto e ben suonato. Le linee di chitarra non brillano per originalità, ma sono funzionali al contenuto proposto. Stesso discorso per la voce, adatta al genere ma monocorde – salvo gli acuti di troppo della già citata Samantha – e non granché memorabile. La sezione ritmica è invece più interessante, con un basso che spunta spesso ed una prestazione di batteria – ovviamente – possente e muscolare, ma mai invasiva. Evans da infatti sfoggio della sua tecnica in Moby Dick (Part 2), un assolo di batteria di due minuti. A livello tematico i C.I.A. dimostrano – sin dal nome scelto – di essere decisamente iscritti nel loro tempo. Le liriche dell’album ricordano i migliori film sci-fi distopici del periodo di fine millennio, e trattano temi quali la condotta autodistruttiva del genere umano o recenti disastri aerei, come il volo Pan Am 103 e l’esplosione del Challenger.

Difficile a questo punto valutare In the Red: si tratta di un album formalmente valido, per nulla originale ma onesto, coerente e piacevole. Bisogna però ammettere che, se iscritto in un contesto discografico concreto, l’esordio dei C.I.A. emerge difficilmente dal marasma di una nicchia di mercato affollatissima, a maggior ragione a quasi trent’anni dall’uscita. Per questo motivo, il lavoro rischia di risultare inutile ai più, eccezion fatta per i cultori o i feticisti del genere. Soprattutto se si considera la storia e la natura del progetto C.I.A., che appare più che altro un divertissement e una distrazione per Evans, che dimostra così di essere, oltre che un buon batterista, anche un compositore e musicista più globale. Questo vale la pubblicazione di un album? A voi l’ardua sentenza.



VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
1990
Combat Records
Crossover
Tracklist
1. Extinction
2. Natas
3. In the Red
4. Buried Alive
5. N.A.S.A.
6. Mind Over Matter
7. Flight 103
8. Moby Dick (Part 2)
9. Turn to Stone
10. Samantha
Line Up
Glenn Evans (Voce, Chitarra, Basso, Batteria)
 
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