Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Hamferd
Támsins likam
Demo

Steven Wilson
Last Day of June
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

22/01/18
APOPHYS
Devoratis

22/01/18
ROTHEADS
Sewer Fiends

23/01/18
ENEMYNSIDE
Dead Nation Army

25/01/18
VORACIOUS SCOURGE
Our Demise

26/01/18
REBELLION
A Tragedy In Steel Part II: Shakespeares King Lear

26/01/18
AN EVENING WITH KNIVES
Serrated

26/01/18
LABYRINTH
Return To Live

26/01/18
LIONE-CONTI
Lione-Conti

26/01/18
STRAY BULLETS
Shut Up

26/01/18
VICTORIUS
Dinosaur Warfare - Legend Of The Power Saurus

CONCERTI

23/01/18
ACCEPT + NIGHT DEMON + IN.SI.DIA
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

25/01/18
LUNARSEA
TRAFFIC CLUB - ROMA

26/01/18
COMEBACK KID
TRAFFIC CLUB - ROMA

27/01/18
COMEBACK KID
ROCK PLANET - PINARELLA DI CERVIA (RA)

27/01/18
ELVENKING
ROCK TOWN - CORDENONS (PN)

27/01/18
DARK QUARTERER + IL SEGNO DEL COMANDO
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

27/01/18
HIEROPHANT
OBSCENE - MODENA

27/01/18
DAMNATION GALLERY + OVERWHELM
ANGELO AZZURRO - GENOVA

27/01/18
HEAVENFALL + CHRONOSFEAR
THE ONE - CASSANO D'ADDA (MI)

27/01/18
LUCKY BASTARDZ
MEPHISTO ROCK CAFE - LU MONFERRATO (AL)

Taphos Nomos / Urðun - R.I.P. [Split]
30/08/2017
( 202 letture )
Rilasciato inizialmente su cassetta dalla Caligari Records e uscito poi in vinile per la Our Ancient Future, lo split tra Taphos Nomos ed Urðun intitolato R.I.P. (titolo che abbrevia Rarely Investigated Phenomena / Rigorously Intensified Putrefaction) vede la luce anche su CD grazie alla Blood Harvest. Nomi sicuramente poco noti e più rivolti a quel malsano ambiente che è l’underground estremo, ma è bene segnalare da subito che chiunque apprezzi sonorità rozze e tetre farà bene a segnarsi i nomi dei gruppi qui coinvolti.

Taphos Nomos

Appassionati di tafonomia, geologia e horror, tanto che i temi dei testi girano proprio attorno a questi argomenti (ma anche i monicker dei membri), i Taphos Nomos si formano nel 2014 a Pittsburgh, Pennsylvania. Con all’attivo due demo ed un ottimo EP intitolato West of Everything Lies Death (2015) che vi invitiamo a recuperare, i cinque si cimentano in un death/doom che gioca tra momenti più aggressivi ad altri più solenni dando ai brani una narrazione mai troppo monotona e dando un peso considerevole al pathos generale dei pezzi. Mentre Arboreal Entombment mostra l’aspetto più aggressivo del gruppo giocando su riff serrati e blast beat, le successive Autocannibalism Beneath the Avalanche e Lightning Stroke Obliteration (Bolt Catcher) sono principalmente costruite su ritmi lenti, quasi pachidermici ed evocativi. Ma non è tutto, perché a farsi notare e a rendere l’operato particolarmente interessante, sono le strutture; i nostri infatti si concedono a qualche controtempo ben congeniato, a qualche riff leggermente più tecnico, il leggero utilizzo di una voce pulita e ad uno scheletro compositivo poco quadrato in grado di rendere più dinamico il tutto

Urðun

Provenienti dalla terra che negli ultimi anni ah regalato grandi soddisfazioni agli amanti della musica estrema, black metal in particolare, gli Urðun si formano nel 2013 ad Akureyri ed hanno alle spalle un solo demo risalente al 2015 intitolato Horror and Gore. A differenza dei colleghi presenti sullo split e dello stile musicale che va per la maggiore dalle loro parti, i quattro si dedicano ad un death metal più rozzo, barbaro e che non pare minimamente interessato a concedere spazi a chissà quali strambe soluzioni. I quattro picchiano forte a partire dal primo pezzo esaltando l’aspetto più trascinante e grezzo del genere senza però rinunciare a qualche piccola soluzione un attimo più “ricercata”, come può essere un riff meno elementare. Dopo tre brani su cui vi è poco altro da dire, si arriva a Grafir & Bein, brano dalle tinte doom e che si rifà inevitabilmente alla scuola degli Autopsy, di cui a fine disco troviamo la cover di Charred Remains. Arricchendo i tutto con urla disperate e altre soluzioni vocali di vario tipo, Grafir & Bein è sostanzialmente il brano più interessante del lavoro.

I quaranta minuti di R.I.P., oltre a proporre due gruppi che interesseranno sicuramente gli amanti del genere, omaggiano e restano fedeli al death metal più puro. Lavoro riuscito anche grazie alle produzioni, lontane dagli standard attuali e volutamente pensate per esaltare i growl cavernosi, le atmosfere cupe e i suoni sporchi degli strumenti. Nulla di scadente, sia chiaro, anche perché in entrambi i gruppi riescono ad avere spazio i bassi, ma sicuramente una scelta che renderà felici gli ascoltatori più affezionati a questa concezione di musica estrema.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Blood Harvest
Death
Tracklist
Taphos Nomos

1. Arboreal Entombment
2. Autocannibalism Beneath the Avalanche
3. Lightning Stroke Obliteration (Bolt Catcher)

Urðun

4. Tortured to the Grave
5. Immense Rot
6. Wrath of the Zombies
7. Grafir & Bein
8. Charred Remains
Line Up
Taphos Nomos

Mountain of Doom (Voce)
Torrential Abyss (Chitarra)
Tectonic Mastication (Basso, Voce)
Sylvan Spectre (Synth, Voce)
Arthur Rainnbridge (Batteria, Percussioni)

Urðun

Skaðvaldur (Voce, Chitarra)
Yakuza Dethfukkk (Chitarra)
Putrifier (Basso)
Coffin Crusher (Batteria)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]