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Epica - The Solace System
31/08/2017
( 1915 letture )
Antefatto.
Sessioni di registrazione di The Holographic Principle presso gli olandesi Sandlane Recording Facilities, 2016.
Reduci da una prolifica fase compositiva, gli Epica arrivano in studio con moltissime idee, alcune valide, altre meno. Ancor prima di scegliere quale materiale destinare al nuovo full-length, i nostri incidono tutto ciò che reputano abbia una marcia in più, iniziando ad attuare una scrematura. Consci del fatto che un album non possa contenere trenta canzoni, scelgono le dodici che compongono la tracklist dello stesso, lasciando fuori un numero più o meno equo di brani -ricordiamo- già registrati. Cosa farne?
Cinque di essi saranno destinati a The Acoustic Principle, ma gli altri?
A detta del gruppo, si tratta di canzoni qualitativamente alla pari di quelle dell'album, quindi occorre dar loro una possibilità. Inoltre, come puntualizzato dallo stesso Coen durante l'ultima chiacchierata ai nostri microfoni, poiché i pezzi appartengono allo stesso periodo compositivo e presentano più o meno tutti gli stessi elementi di concept e di stile, è impensabile rimandarli all'uscita di un prossimo full-length, che per ovvie ragioni tratterà di cose differenti.
Ecco che entra in gioco la carta EP, ed ecco che inizia a prendere concettualmente forma The Solace System così come lo conosciamo (finalmente) noi ascoltatori oggi.

The Solace System -"Il metodo del (fornire) conforto"- è, così come vuole far intendere il gruppo, una sorta di continuum di The Holographic Principle. Un proseguimento di quanto dimostrato abilmente e in maniera impareggiabile lo scorso anno, con la volontà di dare una chance ai brani che allora non avevano trovato spazio, ma con il rischio di non riuscire a toccare nuovamente quelle vette, alte e solide. Collocarsi in piena successione e a soltanto un anno dall'ultimo lavoro non è semplice, soprattutto se l'hype generato è tale da rendere le aspettative davvero notevoli.
Le tracce di cui l'EP si compone sono sei; proseguendo in ordine temporale, ci sono state due anticipazioni sotto forma di singolo: l'omonima The Solace System e, recentissima, Immortal Melancholy. Un capitolo nettamente a parte la prima, qualcosa di fortunatamente diverso la seconda. Iniziando con il tasto più dolente del disco, la titletrack è (me ne vogliate) quanto di più evitabile si potesse comporre, giunti gli Epica ad uno stadio qualitativamente notevole della carriera: terribilmente catchy, poco ispirata, piatta, ripetitiva e sempliciotta, con una melodia giappo-oriented delle strofe di Simone che, purtroppo, si stampa in testa e non se ne va; né i riff di Isaac né il growl di Mark riescono a risollevare la situazione. L'unico pensiero che ha accompagnato l'uscita del singolo è stato: che delusione. Il tutto seguito da un videoclip con animazioni alla Dragon Ball e la trama confusa (non completamente in linea col cantato), che non fanno altro che peggiorare la percezione uditiva di un brano del tutto sotto ogni aspettativa. Vi risparmierò la descrizione dei tentativi di ricredermi provando a riascoltare il singolo girando lo schermo del telefono per non vedere la clip, che l'influenza negativa era davvero troppo forte. "The SOLA System" (alla romana) è quindi presto diventato il nuovo, alternativo ed ironico titolo del testo, insieme alla speranza che le altre cinque tracce dell'EP fossero migliori. La ballad The Immortal Melancholy ha però “rialzato” le speranze; in realtà il pezzo non era del tutto nuovo: si tratta, infatti, della versione guitar-oriented di quanto troviamo nell’omonima versione contenuta in The Acoustic Principle, qui al piano. Contrariamente a quanto composto nelle altre ballad della carriera (migliori, sebbene questa sia indubbiamente gradevole), la svolta è qui data proprio dalla presenza della chitarra al posto del pianoforte. Il testo, molto profondo nonché ritratto dell'esperienza di due amici di famiglia della Simons, racconta di due innamorati, entrambi malati terminali, che decidono di ricorrere all'eutanasia per morire nello stesso momento, rappresentando una visione molto profonda del sentimento che va oltre la vita. Ad accompagnare le lyrics troviamo un arrangiamento in acustico, focalizzato sugli arpeggi di chitarra, sulle orchestrazioni e sulla sublime voce di Simone. Il tutto (ed ecco il punto dolente!) sostenuto dal secondo video di animazione, sulla scia di quanto visto con The Solace System, che anche qui non riesce ad evidenziare legami col testo né ha molta coerenza interna.

Cosa dire delle altre quattro canzoni? Come si accennava prima, l'EP non segna un nuovo traguardo innovativo degli Epica: troviamo infatti gli elementi già massicciamente presenti nell'ultimo full-length (batteria imponente, riff e assoli tecnici, basso deciso, tastiere che si uniscono alla perfezione con l'orchestrazione, voce a trecentosessanta gradi, sebbene la lirica risulti marginale nelle parti di Simone) e, in qualche modo, negli altri dischi (Requiem for the Indifferent in primis per i cori), ma in dimensione ridotta. The Solace System è, in estrema sintesi, The Holographic Principle nella sua essenza più spoglia, breve ed immediata. I brani dispongono di una struttura semplice (salvo alcuni picchi più articolati di cui parleremo in seguito) all'interno della quale risulta palese il legame di fondo col disco del 2016, ma appare allo stesso modo evidente l'inferiorità tra quelle e queste tracce, quasi come se queste non fossero state sviluppate abbastanza in termini di ricercatezza. Ciò di cui risente il lavoro è la mancanza delle lunghe suite, quei pezzi da novanta (Serenade of Self-Destruction, Design Your Universe, l'omonima The Holographic Principle, giusto per citarne alcune) che hanno sempre caratterizzato in maniera eccellente l'operato del gruppo olandese; pur venendo meno, oltre a queste, anche le Dancing in a Hurricane di turno (quelle canzoni di denuncia sociale e politica), il gruppo ha destinato all'EP episodi simili a queste due categorie, seppur ridotti: è il caso di Decoded Poetry, che da metà canzone in avanti si articola strumentalmente e vocalmente in crescendo, risollevando il ritornello easy-listening e ricordando la struttura delle tracce più lunghe e meglio riuscite della band; e di Wheel of Destiny, che tratta del duro mestiere dei giornalisti, eroi che rischiano la propria vita per narrare la verità che si cela dietro alcune situazioni difficili. D'altronde si sa: un album di dodici tracce risulta senza dubbio più completo di una versione inferiore da sei. Appare molto buona l'attenzione destinata alle parti corali, che presentano soluzioni davvero interessanti e che sostengono alla perfezione il cantato di Simone Simons, fornendo quel tocco lirico per cui lei non sempre opta.
Parlando dei brani più riusciti di The Solace System, occorre menzionare innanzitutto Architect of Light (scritta dal batterista Arjen), che si posiziona numerose spanne sopra le altre: corale ed orchestrale al massimo, con richiami strumentali a Consign to Oblivion, Cry for the Moon e Once Upon a Nightmare, capace di generare non poco pathos col suo inizio sontuoso e il suo svilupparsi in crescendo, senza tralasciare la versatilità del cantato e l'affascinante botta e risposta tra harsh vocals, clean e cori. Appena sotto si piazza Wheel of Destiny, col suo piglio energico affiancato a parti più fastose e ad elementi arabeggianti; qui (come nella già citata Decoded Poetry) troviamo i riff più tecnici del disco, nonché numerose riprese di batteria e assoli ben riusciti - ciò che fa storcere il naso è la ripetizione del ritornello finale modulato un tono più alto, che fa perdere quota al brano. Un altro buon episodio dell'EP è rappresentato proprio dalla seconda metà di Decoded Poetry, in cui le chitarre sperimentano un vibrato che calza alla perfezione con la melodia; oltre all'orchestra ancora in focus spiccano anche gli altri strumenti, a sollevare un ritornello ancora una volta poco ispirato. È in questo pezzo, tuttavia, che si rafforza la componente del "già sentito": nonostante il break orchestrale fornisca un chiaro slancio al pezzo, esso è costituito da richiami fin troppo lampanti a Consign to Oblivion, al limite dell'auto-plagio; in ugual misura, il finale ricorda smisuratamente Unchain Utopia. Tra le canzoni più aggressive di The Solace System, concludendo la lista dei brani inclusi nell'EP, è presente anche Fight Your Demons, anch'essa scritta da Arjen che, spinta e vivace fin dall'attacco, mostra un bel dualismo tra le parti liriche e non, tra maestosità e dolcezza. Non mancano anche qui gli elementi arabeggianti nell'intermezzo e i legami col passato, stavolta tracciabili con The Cosmic Algorithm e (coralmente) con The Holographic Principle.

Insomma, The Solace System e le sue sei tracce non regalano ai fan degli Epica nulla di nuovo in termini di originalità, cadendo spesso nel rischioso vortice del già sentito. A brani stilisticamente davvero molto buoni (Architect of Light vale l'intero EP insieme a Wheel of Destiny!) si contrappongono pezzi più stinti e dal minor piglio. Tuttavia, il disco non delude nella sua interezza: si lascia tranquillamente ascoltare dall'inizio alla fine, tralasciando il netto calo rappresentato dalla opener. Il disco, nonostante tutto, va preso per quello che è: un EP di contorno a The Holographic Principle, che quindi non muove pretese di innovazione e di slancio. Vedremo cos'avranno gli Epica da raccontare un'altra volta ai fan tra qualche anno, con un nuovo full-length e un nuovo concept. Non ci resta che attendere fiduciosi.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
73.68 su 16 voti [ VOTA]
Ste
Domenica 10 Settembre 2017, 15.24.38
28
Ho ascoltato per intero l'ep. Voto più che giusto, per me tra un 72/100. Ci sono alcuni pezzi che sarebbero stati meglio su THP, vale a dire Architect of Light l'averi messa al posto di Phantasmic Parade o anche come opener ed a seguire Edge of the Blade. Poi, sicuramente, Decoded Poetry al posto della terribile The Cosmic Alogoritm. E, la molto interessante e valida (personalmente anche la più varia e creativa) Wheels of Destiny al posto della ballad Dancing In A Hurricane, la quale non mi ha mai convinto. Tutto ciò chiaramente potendo scegliere, cosa fin troppo facile ad un anno di distanza. La title track da molti tacciata come pezzo orribile, non è così male, anzi, credo che molto sia dovuto al discutibile videoclip il quale ne abbia influenzato negativamente il giudizio. Piuttosto punterei il dico contro alla sciatta e anonima la ballad, Immortal Melancoly; col testo e la storia che ha pensavo a qualcosa di molto più valido. Fight you Demons, pezzo buono nello standard degli Epica, giustamente collocato in questo ep. Utile EP per evitare di tergiversare in mille versioni spendaccione per aver tutte le bonus, quindi ci sta. Piccole note che magari qualcuno ha già colto o magari vorrei vedere dei riscontri, per le seguenti due. 1. Noto al minuto 1.00-1.14 di Wheel of Destiny un richiamo all'inizio di Burn to a Cinder, sempre sul cantato di Simone di ambo le canzoni. 2. Il mega coro ad inizio di The Solace Syistem, mi ha ricordato moltissimo (per non dire, pari pari) il coro che c'è nel ritornello di The Esssence of Silence (min 1.13-) quando canta "We Confuse" per poi ripeterlo alternandosi con Simone da lì al resto della canzone. Citazione voluta, o melodia di comodo usata a 'mo di intro per un brano che non si sapeva come farlo iniziare? Concordo con chi dice che un periodo si è chiuso, spero tra tre anni in un disco nettamente diverso, me lo auguro in quanto un altro album giocato totalmente sull'orchestra rischierebbe di incanalare il gruppo in un cul de sac. Con 5 compositori, e ampio tempo per ricaricare le pile posso farcela. Alla prossima.
IO
Giovedì 7 Settembre 2017, 20.57.23
27
che gruppo di merda! un martellata sui coglioni!
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 6 Settembre 2017, 13.56.32
26
Insomma... Sempre "troppa roba" (tant pour tout) come la erwtensoep, la zuppa di piselli Olandese che ha dentro forse più lardo e salsicce che piselli. Orchestrazioni, cori, riff, growl, tastieroni, il tutto impastato assieme. Faccio sempre fatica a reggere il tutto e a digerirlo. Comunque, Architect of Light e Decoded Poetry sono delle belle canzoni. Au revoir.
Armonie Universali (M. G.)
Martedì 5 Settembre 2017, 18.28.09
25
Litanies, curiosamente hai citato il brano che reputo il peggiore dell'EP nonché tra i peggiori di sempre della band (The Solace System) e un brano che reputo solo carino (Immortal Melancholy). Trovo strano snobbare Decoded Poetry e Wheel of Destiny. Però, hey, son punti di vista, gusti, quindi va bene così.
Litanies
Martedì 5 Settembre 2017, 18.17.14
24
Un po' meh come ep. The Solace System, Architect of Light e Immortal Melancholy sono ok, le altre non proprio degne di nota. Voto 65
Sentenza
Domenica 3 Settembre 2017, 22.59.21
23
è come i bonus extra nel DVD di un film con le scene tagliate. che tu lo veda o meno, non cambia nulla nel gustarsi l'opera originale. un extra che può piacere come anche no, senza alcun tipo di svalutazione di tutto ciò che di buono è stato fatto nell'album full length
Halo
Venerdì 1 Settembre 2017, 15.29.32
22
6 pezzi che non hanno nulla da invidiare a quelli presenti nell'ultimo disco. Forse solo la titletrack dell'EP è leggermente sottotono ma questo gruppo è veramente in stato di grazia. Grandi epica!
Nileator
Giovedì 31 Agosto 2017, 19.42.38
21
Ho ascoltato l'album e posso dare il mio responso: il voto si attesta con quello della recensione, nessuna sperimentazioni ma alcune canzoni veramente interessanti. Architects of Light e le sue possenti orchestrazioni sono veramente splendidi, e non è un caso sia stata scritta da Arien (pure A Phantasmic Parade aveva un background orchestrale curatissimo), mi ricorda un pò i primi album degli Epica, dove la componente orchestrale aveva più spazio. Ed è una sensazione che mi ha accompagnato per tutto il disco, nonostante Fight Your Demons, Wheel Of Destiny e il break di Decoded Poetry siano delle belle mazzate. Menzione d'onore pure per il ritornello di Decoded Poetry, che mi ha emozionato come poche cose. In definitiva, un ottimo EP per chiudere definitivamente una piccola era.
Nileator
Giovedì 31 Agosto 2017, 16.27.09
20
Ma io non mi stavo riferendo solo ai fan degli epica, anzi, mi sembra sia molto più critica ed intelligente rispetto a molte altre. Il mio era un discorso piu generale
Ste
Giovedì 31 Agosto 2017, 16.24.09
19
Recensione ben scritta, voto mi pare più che corretto rispetto a degli 8,5 che ho visto dare in qualche recensione. Dei due singoli rilasciati entrambi non mi hanno affatto entusiasmato. Immortal Melancholy, proprio sciatta nonostante la storia e il testo che ha dietro, cosa che faceva ben sperare; invece è una ballad insipida ed anonima. The Solace.. già meglio anche se pregno di cliché di THP, canzone standard, senza picchi, normale. Gli altri brani li devo ascoltare, però immagino siamo migliori. Vediamo. Detto ciò anch'io ho potuto notare che intorno agli Epica sono parecchi i fan che semi divinizzano il gruppo; un conto è lodare un conto è divenire incapaci di riconoscere un pezzo buono da uno brutto o di maniera. Termino col dire che questo è un ep, e come tale va preso. Ossia, un misto di brani scartati dalla cernita per lo studio album, finiscono qui; per ovvie ragioni c'è o ci sono i pezzi che valgono l'acquisto di esso come quelli che -semplicemente- era meglio tenerli nel cassetto. Operazione interessante, anche perché evita così la diaspora dei pezzi inediti (sorte invece toccata a quelli di TQE) e in un colpo solo uno ce li ha tutti. Utilissima dal punto di vista di introiti per la band (e la label), in quanto fatturano su pezzi già pronti e prodotti; cosa che ha un suo perché dato i costi di produzione dell'ultimo disco.
Nileator
Giovedì 31 Agosto 2017, 16.05.45
18
figurati, di nulla!!!
Armonie Universali (M. G.)
Giovedì 31 Agosto 2017, 15.46.30
17
Grazie!
Nileator
Giovedì 31 Agosto 2017, 15.32.54
16
Oh, quel tuo articolo è stato molto d'insegnamento, nonostante già da prima nutrissi molta diffidenza nei confronti dei fan divinizzatori, con cui non si possono fare critiche costruttive e muovere un'accusa
Armonie Universali (M. G.)
Giovedì 31 Agosto 2017, 15.28.00
15
Il tuo ultimo commento cade proprio a fagiolo, giacché qualche giorno fa sul sito che co-gestisco ho scritto un articolo riguardo ai fan che divinizzano gli artisti. Concordo con te nel dire che questo tipo di persone sono i primi che danneggiano gli artisti.
Nileator
Giovedì 31 Agosto 2017, 15.23.02
14
Assolutamente d'accordo, anzi i fan che divinizzano la band sono i primi che la danneggiano: con gli Epica fortunatamente non sono così "fanboy", nonostante li ritengo la MIA band, per una serie di svariati motivi. E tra questi c'è il fatto che praticamente quasi ogni canzone mi mette in pace con il mondo e mi fa stare bene, motivo per cui i loro album sono un acquisto quasi immediato. Magari ci sono canzoni non eccelse nella loro discografia, e sono il primo a dirlo, ma hanno questo potere su di me, di catturarmi e di farmi viaggiare
Armonie Universali (M. G.)
Giovedì 31 Agosto 2017, 15.18.19
13
Be', un conto è la fiducia e un altro è la fede, quindi non penso ci sia nulla di male nell'ascoltare prima di investire soldi. Io di solito prima ascolto su Spotify e poi decido se comprare, ma quando son molto curioso tendo a cedere prima. E poi oggi ho proprio bisogno di qualcosa di nuovo, perché son giorni che alterno Malina dei Leprous e Music for People in Trouble di Susanne Sundfor a livello ossessivo-compulsivo. Ahah
Nileator
Giovedì 31 Agosto 2017, 15.10.07
12
Si si, ovviamente so che qua non puoi rivelarmelo, ma l'ho appena trovato quindi no problem: e comunque tranquillo, l'acquisto era preventivato già da tempo, aspettavo solo di sentire se ne valeva la pena ma con gli Epica ormai si può andare sul sicuro! Eh, pure io ho l'earbook, dovrò ordinarlo separatamente: ma son soldi ben spesi!
Armonie Universali (M. G.)
Giovedì 31 Agosto 2017, 15.06.46
11
Sì, c'è stato il leak in buona qualità stamattina, ma ovviamente non posso dirti qui dove scaricarlo. Non dovresti avere difficoltà a trovarlo, comunque. E, nel caso in cui dovesse piacerti, ovviamente ti consiglio di comprarlo. C'è anche un box contenente, oltre il nuovo EP, anche la deluxe di The Holographic Principle (cd standard + cd acustico) a soli 13 euro. Avendo già l'earbook di THP, io ho ordinato l'EP da solo.
Nileator
Giovedì 31 Agosto 2017, 14.59.33
10
ma c'è già online da qualche parte??
Armonie Universali (M. G.)
Giovedì 31 Agosto 2017, 14.47.04
9
Io sul finale UU continuo a non sentircela proprio. Per CTO, intendi gli archi in sottofondo? Oddio, la somiglianza c'è, ma a me a orecchio molto vaga; dovrei confrontare un attimo gli spartiti. Potrei sbagliarmi io e avere un bias, quindi per adesso non mi esprimo. Tornando all'EP in sé, dopo il primo ascolto oer me oscilla tra il 73 e il 76, anche considerandone contesto e scopi, quindi ritengo il voto della recensione adeguato.
annie
Giovedì 31 Agosto 2017, 14.35.50
8
@Armonie hai un esempio, tra tanti, nella melodia dal 3:24 al 3:33. Per Unchain Utopia, gli ultimi venti secondi
Armonie Universali (M. G.)
Giovedì 31 Agosto 2017, 14.33.41
7
Anyway, ho appena ascoltato ciò che è trapelato online: ero troppo curioso. Ovviamente, ho appena ordinato l'EP fisico da Amazon. Allora... Architect of Light, Wheel of Destiny e Decoded Poetry sono decisamente le migliori, una qualsiasi di queste tre avrebbe tranquillamente potuto sostituire la mediocre The Cosmic Algorithm in THP. Alcuni riff e alcuni cori sono davvero belli.
Armonie Universali (M. G.)
Giovedì 31 Agosto 2017, 14.30.03
6
@annie, in Decoded Poetry i richiami a Consign to Oblivion dove sono di preciso? Ad un primo ascolto non li ho notati. Il finale, invece, non mi ricorda per niente Unchain Utopia, ma potrebbe essere un bias mio.
Nileator
Giovedì 31 Agosto 2017, 14.05.09
5
Anche se non ho ancora avuto la possibilità di ascoltarlo, mi fa piacere constatare dalla recensione, mooolto ben fatta e più che esaustiva per un EP, come le mie aspettative nei confronti di questa uscita sembra non siano state disattese, nonostante i singoli mi avessero fatto un pò storcere il naso. Per un giudizio più approfondito aspetto l'uscita del disco, nel mentre ti faccio i complimenti per la recensione!
ocram
Giovedì 31 Agosto 2017, 13.47.39
4
lo sto ascoltando proprio adesso. Architect of light bellissima!
Armonie Universali (M. G.)
Giovedì 31 Agosto 2017, 13.20.47
3
Sì, questo è vero. Ad ogni modo, pare che il prossimo album potrebbe arrivare nel 2019, il che è un bene perché credo che a questo punto gli Epica abbiano bisogno di rinfrescare un po' le proprie idee. In particolare ne ha bisogno Isaac, che è il compositore dietro tutti i brani con pesanti richiami ad alcuni degli album precedenti. Fortunatamente gli Epica hanno cinque compositori, per cui gli altri compensano (soprattutto Rob e Arjen, per me i migliori).
annie
Giovedì 31 Agosto 2017, 13.12.23
2
@ArmonieUniversali grazie per il commento In sè le melodie catchy non hanno nulla di negativo, se non fosse che con THP gli Epica hanno dimostrato di poter andare ben oltre. Qui si sono tenuti abbastanza semplici pur avendo indubbiamente del potenziale.
Armonie Universali (M. G.)
Giovedì 31 Agosto 2017, 13.10.00
1
Recensione ben scritta, brava! Solo non ho ben capito la critica sulle melodie catchy: in sé non è una cosa negativa (per quanto quelle di TSS brano siano effettivamente brutte). Non posso esprimermi ancora sull'EP perché non l'ho ancora ascoltato, ma questa recensione mi fa essere fiducioso. Comunque bisogna tener conto che si tratta di un regalo ai fan, che così non devono comprare sei versioni diverse di The Holographic Principle per avere tutte le bonus track: magari avessero fatto lo stesso con The Quantum Enigma (In All Conscience, Mirage of Verity e Memento sono imperdibili)!
INFORMAZIONI
2017
Nuclear Blast Records
Symphonic Metal
Tracklist
1. The Solace System
2. Fight Your Demons
3. Architect of Light
4. Wheel of Destiny
5. Immortal Melancholy
6. Decoded Poetry
Line Up
Simone Simons (Voce)
Mark Jansen (Voce, Chitarra)
Isaac Delahaye (Chitarra, Voce)
Coen Janssen (Tastiera)
Rob Van Der Loo (Basso)
Arjen Van Weesenbeek (Batteria)
 
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